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Galassie che perdono la coda

Messaggio  Annali il Dom Nov 27, 2016 11:05 pm

Un eccezionale nastro di gas caldo trascinato dietro una galassia come una coda è stato scoperto utilizzando i dati di Chandra X-ray. Questa coda a raggi X, è probabilmente dovuto al gas spogliato dalla galassia che si muove attraverso una vasta nube di gas intergalattico caldo, con una lunghezza di almeno 250.000 anni luce ed è probabilmente, la più grande coda mai rilevata. La coda si trova nella galassia Zwicky 8338, a quasi 700 milioni di anni luce dalla Terra. La sua lunghezza è più del doppio del diametro dell'intero Via Lattea.
Contiene gas a temperature di circa dieci milioni di gradi, circa venti milioni di gradi più freddo del gas intergalattico, ma ancora abbastanza caldo da brillare a raggi X che Chandra in grado di rilevare.
I ricercatori pensano che la coda sia stata formata quando una galassia conosciuta come CGCG254-021, ha incontrato il gas caldo di Zwicky 8338. La pressione esercitata da questo rapido movimento ha strappato il gas via dalla galassia.
Vi è un notevole divario tra la coda di raggi X e la galassia, il più grande mai visto. La separazione significativa tra la galassia e la coda potrebbe essere la prova che il gas è stato completamente tolto alla galassia.
 
In questa nuova immagine composita, raggi X da Chandra (blu) sono stati combinati con i dati in luce visibile (giallo) dalla Newton Gruppo Isaac nelle Isole Canarie, Spagna.
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Collisioni cosmiche

Messaggio  Annali il Gio Nov 24, 2016 3:34 am

Nel 2013 Hubble aveva dato i via a una serie di tre anni di osservazioni per produrre i più profondi spettacoli mai visti dell'Universo. Gli obiettivi del progetto comprendevano sei ammassi di galassie massicce, enormi collezioni di centinaia o addirittura migliaia di galassie,
uno dei quali è mostrato in questa nuova immagine: MACS J0717.5 + 3745, o MACS J0717 in breve.  Si trova a circa 5,4 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione di Auriga ed è uno degli ammassi più complessi conosciuti, o più realmente, il risultato di quattro ammassi di galassie in collisione.
L’immagine è una combinazione di osservazioni da parte della NASA / ESA Hubble Space Telescope (mostrando le galassie e le stelle), l'osservatorio a raggi X della NASA Chandra (diffusa emissione in blu), e il NRAO Jansky Very Large Array (diffusa emissione in rosa) . Insieme, i tre set di dati producono una nuova vista unica MACS J0717. I dati di Hubble rivelano galassie sia all'interno del cluster e molto indietro, e le osservazioni di Chandra mostrano tasche luminose di gas rovente riscaldato a milioni di gradi. I dati raccolti dal Jansky Very Large Array tracciano l’emissione radio all'interno del cluster, enormi onde d'urto simili a boom sonici attivati ​​dalla fusione violenta.


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La potenza dei buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Nov 24, 2016 12:28 am

Un’immagine composita dell’ellittica M87, nell’ammasso della Vergine, che mostra tutta la potenza e l’effervescenza dei buchi neri supermassicci.
Il buco nero situato al centro è uno dei più massicci dell'universo. Una serie di cicli e bolle irregolarmente distanziate, visibili nel gas caldo sotto e a sinistra del centro sono prodotti da piccole esplosioni avvenute vicino al buco nero circa una volta ogni 6 milioni di anni. Le onde sonore generate da queste esplosioni, simili a boom sonici sono rilevate nell'immagine da Chandra che ne mostra i raggi X ad alta energia. Uno shock è stato prodotto da una potente esplosione dal buco nero circa 20 milioni di anni fa, e una grande bolla nel gas mostra un’altra potente esplosione che si è verificata circa 50 milioni di anni prima.
Altre caratteristiche notevoli sono viste in M87 per la prima volta compresi i filamenti di emissione di raggi X, forse dovuti a gas caldo intrappolato dai campi magnetici. Uno di questi filamenti è lungo oltre 100.000 anni luce, e si estende al di sotto, a destra del centro di M87 quasi in linea retta.
 L'immenso serbatoio di gas caldo in questo cluster è mostrato questa immagine a raggi X a bassa energia dal Chandra X-ray (rosso). Un'immagine ottica dal Digitized Sky Survey mostra stelle in M87 in blu.
 
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Toothbrush Cluster

Messaggio  Annali il Lun Nov 21, 2016 3:25 pm

“Spazzolino da denti” ecco com’è stato denominato quest’ammasso di galassie (RX J0603.3+4214), per la sua somiglianza con lo strumento che ben conosciamo.
Uno “spazzolino” di circa 6,5 anni luce, situato nella costellazione Auriga, a circa 2,7 miliardi di anni luce dalla Terra.
L’asta dello spazzolino (in verde) deriva dalle onde radio, l’emissione diffusa che rappresenta il dentifricio è prodotta dai raggi X, osservati in viola da Chandra.
Galassie e stelle sono in dati di luce visibile, dal telescopio Subaru, mentre una mappa da lente gravitazionale (in blu) mostra la concentrazione della massa, in gran parte formata di materia oscura.
Immagine NASA
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Spettacolari esibizioni cosmiche

Messaggio  Annali il Sab Nov 19, 2016 12:21 am

Il Telescopio spaziale Hubble ha catturato una spettacolare esibizione di fuochi d'artificio in una piccola vicina galassia, una tempesta di stelle accesa in un’estremità della galassia nana denominata Kiso 5639, assomigliante a un razzo con la testa fiammeggiante e una lunga coda di stelle.
Gli astronomi suggeriscono che la frenetica formazione stellare sia stata scatenata dalla pioggia di gas intergalattico su una delle estremità della galassia, andando alla deriva nello spazio.
Hubble ha scoperto diverse decine di ammassi di stelle nella galassia, che si estende per 2.700 anni luce, gruppi con un'età media di meno di un milione di anni.
La galassia, che si trova 82 milioni di anni luce di distanza, ha impiegato miliardi di anni per espandersi, andando alla deriva attraverso un deserto isolato nell'universo, privo di tanto gas.


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Andromeda a infrarossi

Messaggio  Annali il Dom Ott 30, 2016 12:56 pm

Le osservazioni del telescopio spaziale Spitzer hanno rivelato che Andromeda contiene un trilione di stelle, almeno due volte quelle nella Via Lattea, stimato di 200-400 miliardi di stelle.

Le galassie a spirale, originariamente descritte da Edwin Hubble, sono costituite da un disco che contiene stelle e polvere in rotazione, con una concentrazione centrale di stelle riunite  in ammassi globulari.
Le galassie a spirale ordinarie hanno un numero vario di bracci che si dipartono dal nucleo centrale, molto brillante, avvolgendosi “spiraleggiando” intorno a esso.
 

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Galassia nana nel Sestante

Messaggio  Annali il Sab Ott 29, 2016 3:47 am

Sestante A (UGCA 205) è una piccola galassia irregolare nana con elevata formazione stellare.
È il membro più lontano del Gruppo Locale a 4,3 milioni di anni luce di distanza nella costellazione del Sestante. Sua principale peculiarità è la forma che appare visibilmente squadrata, con aree e bordi illuminati da giovani stelle blu.
Le stelle più massicce con breve ciclo vitale esplodono in supernove, causando intensa formazione stellare e inneschi di ulteriori supernove che infine vanno a formare un guscio in espansione.
È stata scoperta nel 1990, catalogata come l’ottava galassia satellite della Via Lattea.


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Occhio Nero galattico

Messaggio  Annali il Dom Ott 23, 2016 12:41 am

M64, o NGC4826, nota anche come Galaxy il “Occhio nero “, è una galassia a spirale nella costellazione Coma Berenice, a circa 13 milioni di anni luce di distanza. Visibile sulla parte superiore del nucleo spicca una notevole coltre di polvere, dovuta forse all’assorbimento di una piccola galassia nella spirale principale.
A prima vista, M64 sembra una comune galassia a spirale, mentre insolitamente, si è scoperto che le stelle e i gas delle regioni più esterne ruotano in senso opposto rispetto alle stelle e ai gas delle regioni più interne.
 
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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Dom Ott 23, 2016 12:23 am

La galassia UGC 7342 nella costellazione Coma Berenice mostra  brillanti filamenti  eccitati dalla  radiazione di un quasar. Le sorprendenti tonalità di colore verde sono dovute alla presenza di ossigeno ionizzato, illuminato nelle lunghezze d'onda verde. 
L’immagine è colta da Hubble Space Telescope con l’utilizzo di filtri  ottici e infrarossi.
  
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Il buco nero della Via Lattea

Messaggio  Annali il Mer Ott 12, 2016 12:21 am

L’ipotesi che il cuore della Via Lattea sia un buco nero distante da noi 26.000 anni luce (migliaia di miliardi di km) è sostenuta dal fatto che risulta essere una forte sorgente di onde radio e che spesso al centro delle galassie c’è un buco nero. Il nostro buco nero ha un diametro di 44 milioni di km con una massa 4 milioni di volte più grande di quella della nostra stella.
 Recentemente con il telescopio W. M. Keck Observatory sulle isole Hawaii si è scoperto che attorno a quel buco nero, supermassiccio, sta orbitando alla velocità di 10.600 km al secondo, la stella SO-102, che equivale per un giro completo, in termine di tempo, a 11,2 anni.
SO-102 è il corpo più grande visto finora in prossimità del centro della Via Lattea, forse sarà grazie a questa scoperta che si tenterà di provare la teoria della relatività di Einstein, solo basterà attendere che  la stella completi almeno un’orbita nei prossimi undici anni, per capire avesse ragione a supporre che in prossimità di un buco nero si produce effettivamente la distorsione spazio- tempo.
 
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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Mer Set 28, 2016 11:53 pm

NGC 7673 è una galassia a spirale distante dalla Terra circa 150 milioni di anni luce, nella costellazione di Pegaso, il cavallo alato. Nei suoi bracci sono in formazione milioni di nuove stelle, ammassi immensi sfolgoranti d’intense radiazioni ultraviolette.
Questi cluster sui bracci a spirale, contenenti migliaia di giovani stelle blu, sono responsabili dell’aspetto un po’ irregolare di NGC 7673.
L’immagine ripresa da Hubble Space Telescope nel 1996 e 1997 mostra anche sullo sfondo altre due galassie, una a sinistra, l’altra  a destra di NGC 7673. Queste galassie sono più lontane e appaiono più rosse a causa del loro maggiore spostamento verso il rosso, un effetto causato dall’espansione dell’Universo.   
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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Mer Set 28, 2016 11:48 pm

NGC 1788 è una delicata nebulosa ubicata in un angolo buio della costellazione di Orione.
È quasi una nube spettrale come si rivela in questa immagine finemente sfumata, si presenta simile a nube spettrale, ma sebbene piuttosto isolata dalle stelle brillanti di Orione, i loro potenti venti  esercitano un forte impatto sulla nebulosa, forgiandone la forma e donandole lo  splendore di una miriade di soli appena nati.
 

Immagine ESO –La Silla - Cile
 
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Galassia a Guscio

Messaggio  Annali il Lun Set 12, 2016 4:13 pm

NGC 7600 è una galassia di forma ellittica a circa 160 milioni di anni luce di distanza verso la costellazione dell’Acquario. In questa immagine profonda mostra un considerevole alone esterno di conchiglie nidificate e ampie fasce di strutture circumgalattiche, caratteristiche che si possono spiegare con l'accrescimento della materia oscura e stelle su una scala temporale cosmica. Conseguenze naturali di formazione delle galassie e le proprietà fondamentali della materia oscura.
 
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La galassia sperduta nello spazio

Messaggio  Annali il Mar Set 06, 2016 1:50 am

NGC 6503 non è la più lontana ma è certamente la più solitaria fra le galassie, non appartenendo a nessun ammasso e pertanto gravitazionalmente isolata.
Si trova a circa 18 milioni di anni luce di distanza da noi, nella costellazione del Drago, in una vasta regione di spazio dove sembra non siano rilevabili altre galassie o nebulose, denominata “Vuoto Locale”, confinante con il nostro Gruppo Locale, di cui fa parte la nostra Via Lattea.
Nel 2010 già Hubble aveva scattato un’immagine di NGC 6503, in questa più recente mostra della galassia particolari mai visti prima d’ora, le macchie di gas illuminate di rosso nei bracci  a spirale e regioni blu, dove si stanno formando nuove stelle.
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Il pianeta dalla pioggia di vetro

Messaggio  Annali il Mer Ago 31, 2016 3:28 am

Illustrazione artistica dell’esopianeta blu, HD 189733b,  situato a 63 anni luce da noi. I silicati in sospensione di cui è ricca la sua atmosfera, disperdono la luce blu. 
È possibile che queste particelle condensino fino a formare gocce di vetro fuso, ricadendo poi sul pianeta. Il gigante gassoso orbita molto vicino alla sua stella e le temperature, lassù si aggirano intorno ai 1.000 gradi °C. 
 
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Immagini dal cielo profondo

Messaggio  Annali il Sab Ago 27, 2016 10:48 pm

NGC 7331 si trova a circa 50 milioni di anni luce di distanza nella costellazione settentrionale Pegaso, ed è simile per dimensioni alla nostra Via Lattea. Riconosciuta inizialmente come nebulosa classificata poi come galassia a spirale, è una delle più luminose e più brillanti del cielo. L'eccezionale struttura a spirale di NGC 7331 splende dietro un numero di stelle appartenenti alla nostra galassia, e di fronte a una splendida isola popolata da grande varietà di galassie lontane.
Le galassie più importanti sono circa un decimo della dimensione apparente di NGC 7331, trovandosi circa dieci volte più lontano.
Il loro stretto allineamento nel cielo con NGC 7331 può verificarsi solo per caso, visto attraverso le nubi diffuse costituite di polvere, molecole organiche complesse e gas, sopra il piano della Via Lattea.
NGC 7331 è stata scoperta dall'astronomo Wilhelm Herschel nel 1784.
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M 94 - una struttura indefinita

Messaggio  Annali il Lun Ago 22, 2016 6:00 pm

Conosciuta anche come NGC 4736, M94 è una bella immagine di galassia a spirale della costellazione Canes Venatici, approssimativamente distante 16 milioni di a.l. dalla Terra. A prima vista i suoi bracci potrebbero sembrare molti, ma secondo gli astronomi sembra essercene uno solo. Storicamente M94 è divenuta famosa per i suoi due anelli: uno molto brillante e compatto che circonda il nucleo galattico,  l’altro  un po’ più pallido e largo intorno il disco principale. 
Le nuove osservazioni dello Spitzer Space Telescope danno un quadro estremamente dettagliato della sua struttura, rivelando abbia due braccia separate, mentre dalla nostra prospettiva danno l’illusione di un singolo anello non interrotto.
Nel disco principale della galassia si trovano filamenti di polveri e archi di giovanissime stelle ancora in evoluzione.



 
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Ring Nebula

Messaggio  Annali il Dom Ago 21, 2016 10:39 pm

La Nebulosa Anello, nota anche come M57 o NGC 6720, si trova nella costellazione della Lira. Un guscio sferico di gas incandescente circonda una stella calda centrale. La nebulosa si è formata quando la stella centrale ha espulso circa il dieci per cento della sua massa, per un periodo di alcuni milioni di anni. Inizialmente la lenta perdita di massa crea un guscio circostante di materiale, in seguito ionizzato da getti più caldi e veloci e spesso formando strutture molto complesse. La Nebulosa Anello è stata la prima nebulosa planetaria scoperta, così chiamato a causa del suo aspetto sferico attraverso i telescopi in passato. Ha un diametro di poco meno di un anno luce, distante 3.000 anni luce dalla Terra.

 
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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Ven Ago 19, 2016 1:39 am

Puwe 1 è una delle più grandi e più deboli nebulose planetarie di cui sia nota l'esistenza. Tuttavia è molto debole a causa della sua grande dimensione.
È stata creata quando una stella gigante rossa ha rigettato gli strati esterni, giunta alla fine della sua vita. Il gas è eccitato dal restante nucleo della stella, divenuta una nana bianca.  
L'immagine è stata ottenuta con la vista a grande campo della telecamera Mosaico sul telescopio di 4 metri Mayall a Kitt Peak National Observatory. 
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Un trottolone poco "amoroso"

Messaggio  Annali il Ven Ago 05, 2016 6:48 pm

H1743-322, il buco nero che trottola a tutto spiano è  il protagonista di questa storia “trottolante”.
 O meglio, a trottolare è la parte più interna del disco d’accrescimento che lo circonda, la materia nei pressi del buco nero. Grazie ai telescopi spaziali per raggi X XMM-Newton dell’ESA e NuSTAR della NASA, gli scienziati sono ora riusciti per la prima volta a misurare in dettaglio il suo andamento oscillatorio, e a confermare che si tratta d’un effetto gravitazionale previsto dalla relatività generale di Einstein.

Rappresentazione artistica dell’effetto Lense-Thirring nella regione attorno un buco nero. Il disco interno, in precessione, emette radiazione ad alta energia che colpisce la materia nel disco di accrescimento circostante. Questo fa sì che gli atomi di ferro di quest’ultimo emettano raggi X, qui rappresentati dal bagliore presente prima sul lato destro (a), poi su quello frontale (b) e infine su quello sinistro (c) del disco di accrescimento.
Crediti: ESA/ATG Medialab


        
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Il Sole dà spettacolo

Messaggio  Annali il Gio Ago 04, 2016 6:56 pm

Una grandiosa eruzione solare, fotografata il 27 luglio 1999 da SOHO, Solar and Heliospheric Observatory, la sonda europea che lavora in uno del Punti di Lagrange. L’ESA l’ha riproposta in occasione dell’anniversario in cui fu scattata, essendo una delle più straordinarie immagini trasmesse da questo longevo osservatorio spaziale.
Il dischetto che rappresenta la Terra rende l’idea delle formidabili dimensioni della protuberanza solare che con la sua forma suggerisce la struttura invisibile del campo magnetico che orienta e scolpisce il plasma: la protuberanza è, infatti, costituita da particelle elettricamente cariche (principalmente nuclei di idrogeno, cioè protoni) e nuclei di elio ionizzato (due protoni e due neutroni – particelle alpha). L’elio si ionizza (cioè perde i suoi elettroni) alla temperatura di 70.000 °C.
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Una galassia piccola - ma non troppo

Messaggio  Annali il Gio Lug 28, 2016 1:28 am

La galassia nana irregolare NGC 4214, può definirsi piccola, ma quanto manca in termini di dimensioni è ampiamente superato dal suo contenuto. Si trova nella costellazione dei Cani da Caccia, a soli 10 milioni di anni luce di distanza e contiene giovani regioni di formazione stellare e vecchi ammassi di supergiganti rosse.
Un’enorme nube di gas idrogeno ionizzato domina gran parte della galassia con una cavità al centro, dove all’interno si trovano massicce giovani stelle, ad alta temperatura, responsabili con i loro forti venti della creazione della bolla.
Gli enormi ammassi di vecchie supergiganti rosse sono ormai nella fase più avanzata della loro evoluzione. La varietà di stelle con diverse fasi evolutive rende NGC 4214 un ideale laboratorio di ricerca per ciò che innesca la nascita stellare e conseguente evoluzione. 
Una splendida immagine ripresa da Hubble.
 
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La nebulosa di Orione

Messaggio  Annali il Ven Lug 22, 2016 5:23 pm

Uno studio recente, condotto utilizzando la camera agli infrarossi montata sul Very Large Telescope dell’ESO, in Cile, ha raccolto l’immagine più profonda e completa della Nebulosa di Orione, mostrando molte stelle di piccole dimensioni, mai viste pima d’ora.
In questa sequenza di immagini è possibile apprezzare le differenze tra ciò che è in grado di vedere uno strumento che lavora nella banda visibile, come la camera montata sul telescopio da 2.2 metri dell’ESO, e ciò che ha visto lo strumento agli infrarossi del Very Large Telescope. Le lunghezze d’onda maggiori dell’infrarosso permettono di inoltrarsi in regioni polverose della nube e di mettere in luce molte stelle altrimenti invisibili. 


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Buchi neri mangiastelle

Messaggio  Annali il Mar Giu 28, 2016 3:47 pm

A cinque anni di distanza l’enorme buco nero che si era mangiato una stella il 28 marzo 2011 è tornato alla ribalta. Swift J1644+57, questo il suo nome, è stato il primo esempio chiaro ed evidente di quello che succede quando una stella si avvicina pericolosamente a un buco nero supermassiccio, con una massa di circa un milione di volte quella del nostro Sole, simile a quello del centro della nostra Via Lattea.
Avviene che molto prima che la stella raggiunga la distanza di non ritorno comincia a sentire la tremenda forza di marea del buco nero. La stella si allunga, quindi dilaniata si spacca,  metà della sua massa è spinta lontano, mentre l’altra metà compie il resto del viaggio risucchiata dal profondo buco nero. È una quantità immensa di energia che entra in gioco, con una parte  convertita in luce. 
La luce prodotta da questo getto è quanto visto cinque anni fa, grazie al telescopio spaziale Swift.

Un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Nature ha individuato in quella emissione X una componente legata alla presenza di ferro. Il ritardo dei segnali legati all’emissione degli atomi di ferro è dovuto al tempo che impiega la radiazione a percorrere lo spazio tra la sorgente di raggi X e la regione interna del disco di accrescimento, dove viene riflessa.


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La nebulosa Eta Carinae

Messaggio  Annali il Mer Giu 22, 2016 7:40 pm

La parte centrale della nebulosa Eta Carinae, NGC 3372, conosciuta anche come la Key hole Nebula, nella costellazione di Carina. Questa luminosa, nebulosa gassosa circonda la stella variabile peculiare Eta Carinae, con sovrastante nubi di materiale scuro.
La nebulosa si trova  a 9.000 anni luce dalla Terra, visibile nell’emisfero australe. Circonda diversi ammassi aperti con un’attiva formazione di nuove stelle blu, giovani e calde.
    
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