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notizie "astronomiche"

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L'Esopianeta nero...

Messaggio  Annali il Lun Set 25, 2017 8:19 pm

È noto come WASP-12b,  riflette soltanto lo 0,064 della luce che riceve, la sua ridottissima albedo ne fa l’oggetto più nero mai sinora osservato.
La scoperta è stata fatta usando lo spettrografo del telescopio spaziale “Hubble” da ricercatori dell’università canadese McGill e dell’University of Exter, Regno Unito, con misure dirette a caratterizzare la composizione dell’atmosfera di questo esopianeta, il cui diametro è di circa il doppio di Giove.
Lontano da noi 1400 anni luce, quando illuminato dalla sua stella la superficie gassosa raggiunge i 2600 °C. Forse in ciò risiede la spiegazione della sua “oscurità”: l’alta temperatura porta, infatti, alla formazione di nubi di metalli alcalini ionizzati che a loro volta rompono le molecole d’idrogeno, con il risultato di un’atmosfera in concreto nera.
WAPS-12b è il secondo pianeta di cui si siano fatte misure di albedo. Il primo è stato HD 189733b, un altro “Giove caldo”, dall’apparente colore blu intenso.


 

Disegno d’artista del pianeta nero.
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I primi nomi ufficiali per la superficie di Plutone

Messaggio  Annali il Dom Set 17, 2017 9:48 pm

Il declassamento di Plutone da pianeta a pianeta nano è ancora argomento di discussione, intanto l’ International Astronomical Union ha approvato i primi 14 toponimi ufficiali proposti per le formazioni geologiche individuate dalla sonda  “New Horizons” nel suo flyby del 2015. Alcuni sono conferme di nomi provvisori già entrati nell’uso durante la missione, altri rimangono toponimi informali. Questi quelli approvati:
Tombaugh Regio, in onore di Clyde Tombaugh (1906-1997), che scoprì Plutone nel 1930. 1930.
Burney crater in ricordo di Venetia Burney (1918-2009) che suggerì il nome “Plutone” per il pianeta quando era una studentessa di 11 anni.
Sputnik Planitia, dal nome del primo satellite artificiale, lanciato dai russi il 4 ottobre 1957.
Tenzing Montes e Hillary Montes in onore di due scalatori, il nepalese Tenzing Norgay (1914-1986) e il neozelandese Edmund Hillary (1919-2008).
Al-Idrisi Montes, in ricordo del cartografo arabo Ash-Sharif al-Idrisi (1100-1166).
Djanggawul Fossae è il nome assegnato a una complessa rete di canaloni, tratto da un albero il cui nome a sua volta trae origine dalla mitologia australiana.
Sleipnir Fossa, dal nome di un mitologico cavallo cavalcato dal dio Odino.
Virgil Fossae, dal nome del poeta latino che fa da guida a Dante nella “Divina Commedia”.
Adivun Cavus, profonda depressione battezzata con questo nome tratto dalla mitologia Inuit.
Hayabusa Terra, dalla missione giapponese (2003-2010) che per prima portò a terra un campione di asteroide.
Voyager Terra, dalle due sonde della Nasa che visitarono il sistema solare esterno e che ora stanno avventurandosi in un viaggio interstellare.
Tartarus Dorsa è una profonda cavità il cui nome è ispirato al regno degli inferi secondo la mitologia Greca.
Elliot crater, in memoria di James Elliot (1943-2011), ricercatore del MIT che con il metodo delle occultazioni stellari scoprì gli anelli di Urano e ipotizzò l’atmosfera di Plutone.  


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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Lun Set 11, 2017 5:25 pm

Osservato in dettaglio un evento cosmico estremo: una supernova e i suoi resti esplosivi che impattano su una stella compagna.
Scoperta il 10 marzo 2017cbv nella galassia NGC 5643, a 55 milioni di anni luce di distanza e chiamata SN 2017, individuata dalla survey  DLT40 utilizzando il telescopio PROMPET in Cile, da Davi Sand dell’University of Arizona.
Si tratta di una supernova di tipo Ia, l’esplosione di una nana bianca, il nucleo esausto di una stella morta simile al Sole.
 

Credit: B.J. Fulton/Caltech
 
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Eclissi 2017

Messaggio  Annali il Mar Ago 22, 2017 10:11 pm

Non avuta la visione dell'eclissi dalla nostra  "fetta" di cielo... ma per fortuna c'ha pensato la NASA a offrirci gratis lo spettacolo magnificente...

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Galassie "Medusa"...

Messaggio  Annali il Gio Ago 17, 2017 3:54 pm

Annunciata la scoperta di un meccanismo di alimentazione dei buchi neri super-massicci al centro di galassie attive non previsto dai modelli e dalle relative simulazioni. I ricercatori a mezzo del "VLT", Very Large Telescope, hanno esaminato 94 “galassie medusa”, suggestiva espressione dovuta al fatto che tali galassie sono attratte verso il centro di grandi ammassi di galassie, e precipitando si lasciano dietro lunghi tentacoli di gas ionizzato che conferiscono loro giusto l’aspetto delle meduse. Tra le 94 galassie medusa sono state selezionate le sette con i tentacoli più lunghi, cioè grandi almeno quanto il diametro della galassia da cui si dipartono. Sei di queste sette galassie medusa contengono nel centro un nucleo attivo (AGN) che emette molta energia luminosa. Questa caratteristica contraddice le attese in quanto le galassie con nucleo a buco nero attivo sono in media meno di una su 10, inoltre la corsa verso il punto di attrazione gravitazionale dovrebbe sottrarre alimentazione al buco nero rendendolo meno attivo, in stato di riposo.
Quando ciò non accade suggerisce quindi che deve esserci qualche altro meccanismo di accrescimento dei nuclei galattici. E’ possibile che tale meccanismo dipenda proprio dal fatto che stanno precipitando ad alta velocità verso il centro di attrazione.



  
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Dom Lug 16, 2017 11:01 pm

La NASA ha reso disponibili circa 140mila tra immagini, file audio e video provenienti dalle sue missioni spaziali. All'interno dell'archivio si trova di tutto “in tema di aeronautica, astrofisica, scienze della Terra, volo spaziale umano e altro” come affermano alcuni funzionari NASA. L'immenso archivio sarà visitabile dal sitoimages.nasa.gov, e sarà possibile cercare materiale per tema, sfogliare l'archivio per ultime immagini pubblicate o per contenuti più popolari.
Come affermano dall'agenzia spaziale “la biblioteca non è completa, ma offre il meglio del materiale che la NASA rende disponibile al pubblico da un unico punto di partenza”. Non si tratta di materiale inedito dunque, è solo un enorme archivio, ben catalogato e aperto a tutti, con buona parte della conoscenza del materiale della NASA raccolto in tutti i suoi anni di studio e osservazione.
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Sab Lug 15, 2017 5:17 pm

Per sostenere gli accordi di Parigi sul clima si illuminano palazzi e monumenti di tutto il mondo.
A non aver sottoscritto gli accordi erano due: Siria e Nicaragua, tutti i restanti favorevoli a limitare i danni derivati da uno eccessivo sfruttamento delle risorse naturali e non, e dal successivo inquinamento e del suolo. Ora, il presidente americano Trump ha scelto di non collaborare non tenendo fede agli accordi presi insieme alla comunità internazionale.
L'iniziativa di protesta, illuminando con una simbolica luce verde palazzi e monumenti, presa dai governanti della California, New York e Washington ha coinvolto molte altre città del mondo.  

PARIGI


NEW YORK


PISA
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La Terra scotterà come Venere

Messaggio  Annali il Mer Lug 12, 2017 11:08 pm

In occasione del suo 75 esimo compleanno, nell’intervista rilasciata alla BBC, l’astrofisico Stephen Hawking, critica la posizione del presidente americano Donald Trump riguardo alla scelta di fare uscire gli Stati Uniti dagli accordi di Parigi sul clima.
“Le decisioni di Trump causeranno danni ambientali molto seri e in pochi anni il riscaldamento globale diventerà un processo irreversibile causando la fine del nostro pianeta”.
 “Tutto questo potrebbe fare diventare la Terra come Venere,  con temperature fino a 250 gradi e piogge di acido solforico. Il cambiamento climatico è uno dei più grandi pericoli che dobbiamo affrontare dobbiamo farlo ora se vogliamo combatterlo e fermarlo.”
Non mancano, nel suo discorso, le critiche non solo al presidente americano Trump, ma le rivolge a tutta quella parte della popolazione mondiale sempre più avida e desiderosa di potere, pronta a guerre ed a usare armi di distruzione di massa nell’intento di raggiungere i propri obiettivi.
                              
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Dom Giu 25, 2017 11:14 pm

Acchiappasatelliti magnetico per liberare lo spazio da rottami e da sonde in disuso.
 

La tecnica più recente e suggestiva punta a rimuovere i satelliti in disarmo ricorrendo a un campo magnetico attrattivo o repulsivo A proporre questo sistema è il ricercatore Emilien Fabacher, Università di Tolosa, Istituto superiore dell’Aeronautica e dello spazio. 


  


 (disegno, un satellite e l’”elettrocalamita” per spostarlo).
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Gio Giu 22, 2017 7:31 pm

Tre notizie importanti, tutte in un settore della ricerca astronomica di grande attualità: quello dei pianeti di altre stelle. Il 21 giugno l’Agenzia spaziale europea (ESA) ha ufficialmente accolto nel proprio programma scientifico la missione PLATO per la ricerca di esopianeti. Quasi contemporaneamente in una conferenza stampa all’Ames Research Center in California il team del satellite “Kepler” della Nasa annunciava la scoperta di 219 nuovi esopianeti, mentre uno studio di due ricercatori delle Università di Berkeley e di Harvard giungeva alla conclusione che molto spesso, per motivi legati alla loro formazione, le stelle di tipo solare nascono doppie, una indicazione che non mancherà di influenzare la ricerca sui sistemi planetari, a cominciare dal nostro, dove da decenni si ipotizza l’esistenza di una lontana “nana bruna” chiamata Nemesi che innescherebbe periodiche tempeste di grandi meteoroidi.
PLATO (PLanetary Transit and Oscillations of stars) avrà il compito di esaminare per quattro anni un milione di stelle vicine a noi alla ricerca di indizi di vita. Il progetto è completato e ora si passerà alla realizzazione, in vista del lancio previsto nel 2024. Sulla base dei dati che raccoglierà con i 26 piccoli telescopi che avrà a bordo gli astronomi sceglieranno gli obiettivi su cui puntare i grandi telescopi della nuova generazione: il “James Webb” da 6,5 metri nello spazio e l’E-Elt da 39 metri in costruzione sulle Ande ad opera dell’Osservatorio australe europeo.
Con i 219 nuovi candidati esopianeti fa un altro balzo in avanti la statistica dei sistemi planetari. Dieci di questi oggetti hanno dimensioni simili alla Terra e orbitano nella regione abitabile del loro sistema, dove potrebbe esserci acqua allo stato liquido. Gli esopianeti scoperti da “Kepler”, tra accertati (2.335) e possibili sono ora 4.034. Gli “abitabili” sarebbero in totale una cinquantina.
Infine, la conclusione che le stelle di tipo solare dovrebbero essere nella maggioranza dei casi doppie, viene da una survey compiuta con i 27 radiotelescopi del VLA in Nuovo Mexico, ricerca condotta per osservare la formazione di stelle nella nube molecolare di Perseus, larga 50 anni luce e lontana da noi 600. Prima autrice del lavoro è Sarah Sadavoy: “Abbiamo elaborato una serie di modelli statistici per spiegare le giovani stelle singole e binarie nella nube molecolare. L’unico modello che potrebbe riprodurre i dati è quello in cui tutte le stelle si formano inizialmente come binarie, simili ma non identiche. Questi sistemi si riducono o si separano entro un milione di anni”.
Da Astronomia News


  
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Asteroid Day

Messaggio  Annali il Mar Giu 20, 2017 7:44 pm

Il prossimo 30 giugno torna Asteroid Day, quest’anno alla terza edizione.
È un movimento globale volto a incrementare presso il pubblico la consapevolezza della potenziale collisione da parte di un asteroide e l’intenzione di proteggere la Terra, diventato ancor più speciale quando, lo scorso dicembre, l’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficialmente dichiarato il 30 giugno come “International Asteroid Day”, per “ricordare ogni anno a livello internazionale l’anniversario dell’impatto di Tunguska, in Russia, del 30 giugno 1908 e promuovere presso la collettività la consapevolezza del rischio di collisione da parte degli asteroidi”.
 

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Bolide eccezionale attraversa il cielo di Lombardia ed Emilia

Messaggio  Annali il Ven Giu 02, 2017 12:10 am

Alle ore 23,09 di martedì 30 maggio un grande bolide ha attraversato il cielo di Bologna e si è fatto notare per la luminosità e le esplosioni che l’hanno accompagnato. Comparso sul Levante ligure, si muoveva in direzione Nord-Est ed è stato notato da una vasta area del Nord Italia, dalla Lombardia all’Emilia e Romagna, fino a Rimini. Alla scomparsa del bagliore, ha lasciato nel cielo una scia verdastra. Si pensa che frammenti del meteoroide siano caduti nel Bolognese, dove poco dopo sono incominciate le ricerche. Migliaia di cittadini hanno assistito al fenomeno. La camera all-sky del liceo “Paleocapa” di Rovigo ha registrato un video del bolide, ora nel sito del Progetto PRISMA. 


(Io che non ero all'aperto, ho sentito solamente un botto... fatto risalire al rombo di un'aereo...)


 
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Un pianeta di "polistirolo"

Messaggio  Annali il Sab Mag 27, 2017 7:15 pm

Attorno a una stella supergigante nel 2016 alcuni ricercatori della Lehigh University hanno scoperto tramite il telescopio Kelt, (Kilodegre Estremely Little Telescope) l’esopianeta Kelt -11b, con il metodo del transito.
Si trova a 320 anni luce dalla Terra, ha una particolare densità, simile a quella del polistirolo e un’atmosfera anch’essa particolare.
Si tratta di uno dei pianeti più voluminosi e gonfi e meno densi sinora conosciuti per questo ricorda un poco il polistirolo.
Il diametro è circa un 40% più grande di quello di Giove, ma con solo un quinto della sua massa. Orbita attorno a una stella molto luminosa, denominata Kelt-11, permettendo ciò, la misurazione precisa delle proprietà atmosferiche. Come Giove o Saturno, Kelt-11b è un grande pianeta gassoso che conclude un’orbita ogni 4,7 giorni, quindi molto vicino alla sua stella madre.
Il destino di questo pianeta tanto esotico ed estremo, è segnato: la sua stella ha iniziato la trasformazione in gigante rossa utilizzando parte del suo “carburante nucleare” e ciò porterà alla scomparsa del pianeta nei prossimi 100 milioni di anni, letteralmente inghiottito senza possibilità di salvezza alcuna.

   
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Gio Mag 18, 2017 4:09 am

Hubble All'ultima frontiera...Il grande ammasso Abell 370

 
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Il rischio di essere sterminati da una supernova

Messaggio  Annali il Gio Mag 18, 2017 3:46 am

 Uno studio diffuso da“The Astrophysical Journal” ha riesaminato la distanza di una serie di supernove esplose negli ultimi milioni di anni vicino a noi partendo dalla misura di un isotopo del ferro depositato nei sedimenti oceanici. Gli eventi più significativi riguardo a eventuali estinzioni di massa sulla Terra risalgono a 1,7, a 2,7 e a 6-8 milioni di anni fa. In corrispondenza con queste esplosioni sulla Terra il flusso dei raggi cosmici con energia tra 10 e 1000 miliardi di elettronvolt aumentò di varie centinaia di volte. La dose di radioattività assorbita dagli organismi terrestri crebbe di un fattore 150 per poi tornare ai livelli precedenti nell’arco di diecimila anni. Un anno fa su “Nature” la distanza di quelle esplosioni era stata stimata in 320 anni luce Oggi sulla base dei nuovi dati questa distanza deve essere dimezzata. Gli autori, guidati da Adrian Melott dell’University of Arizona, escludono che un’esplosione a 160 anni luce possa avere conseguenze gravi sulla Terra. Una supernova a 150 anni luce ci irradierebbe quanto alcune decine di TAC: una dose preoccupante ma non mortale. La conseguenza biologicamente più notevole dei raggi cosmici emessi da una supernova sarebbe un incremento del tasso di mutazioni e dell’incidenza dei tumori. Di questo incremento pensano i ricercatori, di aver trovato tracce in fossili raccolti in Africa risalenti al Pleistocene, l’era in cui è probabile che sia esplosa una supernova vicina. Anche se, ammettono, non è facile stabilire se gli effetti osservati siano dovuti ai muoni, particelle prodotte nell’atmosfera dalla grandinata di raggi cosmici, o, per esempio, al cambiamento climatico, che potrebbe a sua volta essere stato innescato da una  supernova.
  
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Resurrezione di una pulsar nella galassia di Andromeda

Messaggio  Annali il Mer Apr 26, 2017 10:13 pm

XBO91D è la pulsar più lontana che si conosca. Si trova in un ammasso globulare di Andromeda, conosciuta con il nome di “Fenice”, sembrando che rinasca, come il mitico uccello, dalle sue ceneri, emettendo getti di raggi .
La sua resurrezione si deve al fatto che risucchia materia da una stella vicina con la quale forma un sistema binario stretto. È una forma di vampirismo cosmico che comporta l’accelerazione del periodo di rotazione della pulsar, mentre fenomeni fisici ad alta energia avvengono nel disco di accrescimento che le sta intorno.
A causa del campo magnetico della pulsar la materia ionizzata del disco cade in prevalenza sui poli della pulsar stessa comportando l’emissione di fasci di raggi X, trasformando la stella di neutroni in una sorta di faro X. In questo modo in sistemi binari possono risorgere “pulsar millisecondo” quando ormai la stella di neutroni ha dissipato gran parte della sua energia di moto,divenendo relativamente lenta.  
Secondo i ricercatori, autori dell'articolo apparso su “The Astrophysical Journal”, la pulsar XB091D è stata scoperta proprio nelle prime fasi del suo “ringiovanimento”. Basandosi su un totale di trentotto osservazioni col satellite XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il team è giunto alla conclusione che questa pulsar si è riaccesa da meno di un milione di anni. La sua compagna è una stella un po’ più piccola del Sole, i due astri compiono un’orbita in poco più di trenta ore. Di questo passo, in cinquantamila anni la pulsar accelererà fino a qualche centinaio di rotazioni al secondo.
 
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Getti blu nell'alta atmosfera

Messaggio  Annali il Mer Apr 05, 2017 6:33 pm

Le osservazioni fatte dalla Stazione Spaziale internazionale  confermano che gli “elfi” i “getti blu” esistono, ci sono. Sono potenti scariche elettriche che nell’alta atmosfera saettano fra le nubi temporalesche. Il fenomeno era stato molto discusso e contrastato, per lo più descritto da piloti in volo sopra le nuvole, a quote  superiori a quelle dei temporali. Ora la ripresa delle immagini dalla camera più sensibile a bordo della ISS, documenta questi fenomeni luminosi transitori.  
I getti blu sono lunghi circa un chilometro e si sviluppano solitamente a una quota di 18 chilometri, in altri casi se ne sono osservati anche a maggiori distanze. Il fenomeno era già stato indagato da satelliti per l’osservazione della Terra ma l’altezza delle loro orbite aveva impedito di arrivare a risultati soddisfacenti.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mer Mar 29, 2017 10:51 pm

A caccia del 9° pianeta... si dice: magari a scoprirlo potresti essere tu (chi, io ???)

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Senza fissa dimora

Messaggio  eroil il Dom Mar 26, 2017 3:40 pm


Rappresentazione artistica di un buco nero

Un buco nero "senza fissa dimora" e dalla massa di un miliardo di volte superiore a quella
del Sole si sta dirigendo verso la Via Lattea, dopo essere stato spinto fuori dalla sua galassia.
Nessuna catastrofe stellare in vista, comunque: il buco nero si trova a oltre 8 miliardi di anni luce
dalla Terra e viaggia a meno dell'1% della velocità della luce.
La scoperta si deve al gruppo internazionale di astronomi guidato dall'italiano Marco Chiaberge
dello Space Telescope Science Institute (STScI) e della Johns Hopkins University di Baltimora
(Maryland - Usa), e del quale fa parte Alessandro Capetti, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
(Fonte NASA Gottard) ANSA
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Mar 21, 2017 11:33 pm

Letto in Astronomia News:
"Le cellule immunitarie in assenza di peso..."

Tutte le forme di vita sulla Terra si sono evolute sotto l’azione della gravità del nostro pianeta. Anche se non ci pensiamo, in realtà noi siamo “disegnati” dalla forza peso che la massa della Terra ci attribuisce: su di essa è calibrata la resistenza delle ossa, la potenza di pompaggio del cuore, il ritorno nella circolazione dei liquidi biologici, le interazioni tra forze ioniche, di tensione superficiale, osmotiche e così via. Come funzioneranno le cellule del sistema immunitario, così importanti per la nostra vita, in assenza di peso?
Questa domanda è stata oggetto di un esperimento eseguito sulla Stazione Spaziale Internazionale da Samantha Cristoforetti per conto dell’Università di Zurigo. Le cellule immunitarie studiate provenivano da mammiferi. Giunte sulla Stazione Spaziale congelate in azoto liquido, sono state collocate nella centrifuga Biolab dell’Esa e sottoposte a diversi livelli di gravità artificiale, da quella tipica della superficie terrestre fino a gravità zero, o meglio all’assenza di peso.
I risultati della ricerca, elaborati dall’équipe diretta da Oliver Ulrich dell’Università di Zurigo, hanno dimostrato che in assenza di peso le cellule immunitarie di mammifero sono andate in crisi di funzionalità, ma già dopo 42 secondi si erano adattate alla nuova situazione, benché la mancanza di gravità non sia stata mai sperimentata da organismi terrestri in 3,5 miliardi di anni di evoluzione biologica.
'Possiamo nutrire la speranza che le nostre cellule siano in grado di far fronte molto meglio all’assenza di  gravità zero di quanto in precedenza avevamo pensato', ha concluso il professor Ullrich. 

Samantha Cristoforetti durante l'esperimento sulla ISS

 
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Equinozio di Primavera 2017

Messaggio  Annali il Dom Mar 19, 2017 11:44 pm

La primavera astronomica quest'anno avrà inizio in data 20 marzo alle ore 10:29, avremo giorno e notte della stessa durata. 
La Terra vista dallo spazio apparirà come dall’immagine più sotto: la linea che separa il giorno dalla notte non appare obliqua, ma passa dai due Poli, “tagliando” verticalmente, ovvero lungo i meridiani, il nostro pianeta. È questo che determina in tutti i punti della Terra l'uguale durata del giorno e della notte (da qui deriva, dal latino, il termine "equinozio"), pari a 12 ore, cosa che in tutto il resto dell'anno è prerogativa esclusiva dei soli luoghi che si trovano sulla cintura dell'Equatore.

Da questo momento in poi, per sei mesi, i raggi del Sole scalderanno maggiormente il nostro emisfero rispetto a quello australe.

  
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Esplosione supernova quasi in diretta

Messaggio  Annali il Ven Mar 10, 2017 10:24 pm

Un record di tempestività è stata la scoperta di una supernova fatta dopo solo tre ore dopo l’esplosione. L’osservazione è stata fatta nella piccola e debole e galassia NGC 7610 di quindicesima magnitudine nella costellazione di Pegaso.
La scoperta di questa supernova è stata possibile grazie al progetto “Intermediate Palomar Transient Factory”, una rete internazionale di ricercatori che sorveglia continuamente il cielo allo scopo di coglierne i minimi cambiamenti.
La stella prima del collasso esplosivo era una supergigante rossa, poco prima della fine e risplendere come supernova aveva espulso una gran quantità di gas, disperdendo poi nell’esplosione parte dell’energia sotto forma di neutrini e onde gravitazionali.
 
 

Prima del collasso esplosivo che l’ha fatta splendere come supernova la stella era una supergigante rossa. Poco prima della fine, aveva espulso una grande quantità di gas. Nell’esplosione buona parte dell’energia è stata dispersa sotto forma di neutrini e onde gravitazionali. Data la distanza è molto improbabile che qualche neutrino sia stato catturato dai rivelatori attualmente in funzione. Quanto alle onde gravitazionali, si vedrà se le antenne americane Ligo hanno registrato l’evento. 

                       
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Gio Mar 09, 2017 12:53 pm



Rappresentazione artistica della galassia A2744_YD4, nata quando l'universo aveva il 4%
della sua età attuale (fonte: ESO/M. Kornmesser)
 

Come fossili preistorici intrappolati nell'ambra, così antichissime polveri generate dall'esplosione
delle prime stelle dell'Universo sono state individuate nel cuore di una galassia nata solo 600 milioni
di anni dopo il Big Bang.
Le osservazioni di A2744_YD4 hanno anche trovato emissione di ossigeno ionizzato si tratta dunque
della più distante (ovvero la più antica) rivelazione di ossigeno nell'Universo, e batte un precedente
risultato di Alma risalente al 2016.

(Fonte ANSA)
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Pulsar estrema

Messaggio  Annali il Mer Mar 01, 2017 6:35 pm

Le pulsar, scoperte per la prima volta negli anni ’60 del secolo scorso, riescono ancora a stupirci: queste stelle morte sono di piccole dimensioni (alcune decine di km) ma pesanti come nuclei atomici, con velocissima rotazione, attive in tutte le bande elettromagnetiche.
Le pulsar irradiano onde gravitazionali e  hanno offerto la prima prova, ancora indiretta, della loro esistenza. 
L’ultima pulsar studiata dagli astrofisici con il telescopio spaziale per raggi X europeo “Newton” e con l’osservatorio spaziale per altissime energie “NuSTAR” della Nasa è oltremodo estrema.
Identificata come NGC5907 ULX, dal nome della galassia in si trova a 50 milioni di anni luce distante da noi,  la più lontana sinora scoperta, grazie alla sua luminosità, possiede un campo magnetico molto potente, risucchia materia da una stella sua compagna, compie un giro su se stessa in 1,13 secondi e diventa sempre più veloce, ma la cosa più impressionante è che in un secondo questa pulsar irradia la stessa quantità di energia che il Sole emette in tre anni e mezzo. 


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Sette in un colpo!

Messaggio  Annali il Ven Feb 24, 2017 2:46 pm

Dopo la notizia dei sette pianeti scoperti intorno a una stella nana rossa a 40 anni luce di distanza da noi, annunciata dalla NASA il 22 u.s, ora ci si domanda cosa la rende tanto importante, considerando che pianeti di altre stelle ormai noti e accertati ammontano a ben 3.500. Scientificamente interessante è che si tratta della scoperta di sette pianeti in un colpo solo intorno alla stessa stella, Trappist -1, nella costellazione dell’Acquario, un astro dall’esistenza potenzialmente lunghissima (decine di miliardi di anni) e con un’emissione di energia modesta ma altamente stabile. In queste condizioni la vita così come la conosciamo ha buone possibilità di evolversi dagli organismi più semplici, come per esempio le alghe unicellulari, fino a creature più complesse, intelligenti, e in grado di sviluppare una civiltà  avanzata. Ricordiamo che per la vita sulla Terra ci sono voluti 3,6 miliardi di anni per passare da microorganismi elementari all’Homo sapiens.
Ora subentra la necessità di verificare più a fondo la scoperta annunciata, poiché se 40 anni luce di distanza sono pochi su scala cosmica, equivalgono pur sempre a una distanza 10 volte maggiore di quella di Alfa Centauri, la stella più vicina a noi,  dove nella sua componente Proxima, anch’essa una nana rossa, di recente è stato scoperto un pianeta roccioso.
Trappist-1 ha una massa così piccola da essere al limite dell’accensione delle reazioni nucleari. I periodi di rivoluzione di sei pianeti più vicini alla stella sono compresi tra un giorno e mezzo e 12 giorni, ed è probabile che  rivolgano alla stella sempre la stessa faccia. Le ricerche proseguiranno nel tentativo di analizzare eventuali atmosfere intorno ai pianeti della zona abitabile, dove la temperatura della superficie planetaria è compresa tra 0 e 100 °C.
 
Da rilevare, anche, che i pianeti di Trappist -1 non sono stati avvistati dal satellite “Kepler” della Nasa come un migliaio e più di altri pianeti, ma con un telescopio al suolo da 60 centimetri di apertura, e solo dopo è intervenuta con il telescopio spaziale “Spitzer”, il quale ha svolto una campagna osservativa di 20 giorni dal 19 settembre dell’anno scorso, confermando la regolarità dei transiti dei pianeti davanti alla stella.
 

“Trappist” è un programma mirato alla ricerca di pianeti extrasolari con il metodo dei transiti, con la tecnica applicata estesa dall’ottico all’infrarosso. Il primo telescopio a “vedere” gli esopianeti è stato uno dei due “Trappist”, quello a La Silla in Cile sulle Ande (l’altro è in Marocco). Hanno poi collaborato il VLT dell’ESO (Cile), il telescopio infrarosso inglese alla isole Hawaii, i telescopi William Herschel e Liverpool a La Palma nell’arcipelago delle Canarie e l’Osservatorio del Sud Africa. 

  
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