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notizie "astronomiche"

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Asteroid Day

Messaggio  Annali il Mar Giu 20, 2017 7:44 pm

Il prossimo 30 giugno torna Asteroid Day, quest’anno alla terza edizione.
È un movimento globale volto a incrementare presso il pubblico la consapevolezza della potenziale collisione da parte di un asteroide e l’intenzione di proteggere la Terra, diventato ancor più speciale quando, lo scorso dicembre, l’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficialmente dichiarato il 30 giugno come “International Asteroid Day”, per “ricordare ogni anno a livello internazionale l’anniversario dell’impatto di Tunguska, in Russia, del 30 giugno 1908 e promuovere presso la collettività la consapevolezza del rischio di collisione da parte degli asteroidi”.
 

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Bolide eccezionale attraversa il cielo di Lombardia ed Emilia

Messaggio  Annali il Ven Giu 02, 2017 12:10 am

Alle ore 23,09 di martedì 30 maggio un grande bolide ha attraversato il cielo di Bologna e si è fatto notare per la luminosità e le esplosioni che l’hanno accompagnato. Comparso sul Levante ligure, si muoveva in direzione Nord-Est ed è stato notato da una vasta area del Nord Italia, dalla Lombardia all’Emilia e Romagna, fino a Rimini. Alla scomparsa del bagliore, ha lasciato nel cielo una scia verdastra. Si pensa che frammenti del meteoroide siano caduti nel Bolognese, dove poco dopo sono incominciate le ricerche. Migliaia di cittadini hanno assistito al fenomeno. La camera all-sky del liceo “Paleocapa” di Rovigo ha registrato un video del bolide, ora nel sito del Progetto PRISMA. 


(Io che non ero all'aperto, ho sentito solamente un botto... fatto risalire al rombo di un'aereo...)


 
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Un pianeta di "polistirolo"

Messaggio  Annali il Sab Mag 27, 2017 7:15 pm

Attorno a una stella supergigante nel 2016 alcuni ricercatori della Lehigh University hanno scoperto tramite il telescopio Kelt, (Kilodegre Estremely Little Telescope) l’esopianeta Kelt -11b, con il metodo del transito.
Si trova a 320 anni luce dalla Terra, ha una particolare densità, simile a quella del polistirolo e un’atmosfera anch’essa particolare.
Si tratta di uno dei pianeti più voluminosi e gonfi e meno densi sinora conosciuti per questo ricorda un poco il polistirolo.
Il diametro è circa un 40% più grande di quello di Giove, ma con solo un quinto della sua massa. Orbita attorno a una stella molto luminosa, denominata Kelt-11, permettendo ciò, la misurazione precisa delle proprietà atmosferiche. Come Giove o Saturno, Kelt-11b è un grande pianeta gassoso che conclude un’orbita ogni 4,7 giorni, quindi molto vicino alla sua stella madre.
Il destino di questo pianeta tanto esotico ed estremo, è segnato: la sua stella ha iniziato la trasformazione in gigante rossa utilizzando parte del suo “carburante nucleare” e ciò porterà alla scomparsa del pianeta nei prossimi 100 milioni di anni, letteralmente inghiottito senza possibilità di salvezza alcuna.

   
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Gio Mag 18, 2017 4:09 am

Hubble All'ultima frontiera...Il grande ammasso Abell 370

 
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Il rischio di essere sterminati da una supernova

Messaggio  Annali il Gio Mag 18, 2017 3:46 am

 Uno studio diffuso da“The Astrophysical Journal” ha riesaminato la distanza di una serie di supernove esplose negli ultimi milioni di anni vicino a noi partendo dalla misura di un isotopo del ferro depositato nei sedimenti oceanici. Gli eventi più significativi riguardo a eventuali estinzioni di massa sulla Terra risalgono a 1,7, a 2,7 e a 6-8 milioni di anni fa. In corrispondenza con queste esplosioni sulla Terra il flusso dei raggi cosmici con energia tra 10 e 1000 miliardi di elettronvolt aumentò di varie centinaia di volte. La dose di radioattività assorbita dagli organismi terrestri crebbe di un fattore 150 per poi tornare ai livelli precedenti nell’arco di diecimila anni. Un anno fa su “Nature” la distanza di quelle esplosioni era stata stimata in 320 anni luce Oggi sulla base dei nuovi dati questa distanza deve essere dimezzata. Gli autori, guidati da Adrian Melott dell’University of Arizona, escludono che un’esplosione a 160 anni luce possa avere conseguenze gravi sulla Terra. Una supernova a 150 anni luce ci irradierebbe quanto alcune decine di TAC: una dose preoccupante ma non mortale. La conseguenza biologicamente più notevole dei raggi cosmici emessi da una supernova sarebbe un incremento del tasso di mutazioni e dell’incidenza dei tumori. Di questo incremento pensano i ricercatori, di aver trovato tracce in fossili raccolti in Africa risalenti al Pleistocene, l’era in cui è probabile che sia esplosa una supernova vicina. Anche se, ammettono, non è facile stabilire se gli effetti osservati siano dovuti ai muoni, particelle prodotte nell’atmosfera dalla grandinata di raggi cosmici, o, per esempio, al cambiamento climatico, che potrebbe a sua volta essere stato innescato da una  supernova.
  
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Resurrezione di una pulsar nella galassia di Andromeda

Messaggio  Annali il Mer Apr 26, 2017 10:13 pm

XBO91D è la pulsar più lontana che si conosca. Si trova in un ammasso globulare di Andromeda, conosciuta con il nome di “Fenice”, sembrando che rinasca, come il mitico uccello, dalle sue ceneri, emettendo getti di raggi .
La sua resurrezione si deve al fatto che risucchia materia da una stella vicina con la quale forma un sistema binario stretto. È una forma di vampirismo cosmico che comporta l’accelerazione del periodo di rotazione della pulsar, mentre fenomeni fisici ad alta energia avvengono nel disco di accrescimento che le sta intorno.
A causa del campo magnetico della pulsar la materia ionizzata del disco cade in prevalenza sui poli della pulsar stessa comportando l’emissione di fasci di raggi X, trasformando la stella di neutroni in una sorta di faro X. In questo modo in sistemi binari possono risorgere “pulsar millisecondo” quando ormai la stella di neutroni ha dissipato gran parte della sua energia di moto,divenendo relativamente lenta.  
Secondo i ricercatori, autori dell'articolo apparso su “The Astrophysical Journal”, la pulsar XB091D è stata scoperta proprio nelle prime fasi del suo “ringiovanimento”. Basandosi su un totale di trentotto osservazioni col satellite XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il team è giunto alla conclusione che questa pulsar si è riaccesa da meno di un milione di anni. La sua compagna è una stella un po’ più piccola del Sole, i due astri compiono un’orbita in poco più di trenta ore. Di questo passo, in cinquantamila anni la pulsar accelererà fino a qualche centinaio di rotazioni al secondo.
 
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Getti blu nell'alta atmosfera

Messaggio  Annali il Mer Apr 05, 2017 6:33 pm

Le osservazioni fatte dalla Stazione Spaziale internazionale  confermano che gli “elfi” i “getti blu” esistono, ci sono. Sono potenti scariche elettriche che nell’alta atmosfera saettano fra le nubi temporalesche. Il fenomeno era stato molto discusso e contrastato, per lo più descritto da piloti in volo sopra le nuvole, a quote  superiori a quelle dei temporali. Ora la ripresa delle immagini dalla camera più sensibile a bordo della ISS, documenta questi fenomeni luminosi transitori.  
I getti blu sono lunghi circa un chilometro e si sviluppano solitamente a una quota di 18 chilometri, in altri casi se ne sono osservati anche a maggiori distanze. Il fenomeno era già stato indagato da satelliti per l’osservazione della Terra ma l’altezza delle loro orbite aveva impedito di arrivare a risultati soddisfacenti.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mer Mar 29, 2017 10:51 pm

A caccia del 9° pianeta... si dice: magari a scoprirlo potresti essere tu (chi, io ???)

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Senza fissa dimora

Messaggio  eroil il Dom Mar 26, 2017 3:40 pm


Rappresentazione artistica di un buco nero

Un buco nero "senza fissa dimora" e dalla massa di un miliardo di volte superiore a quella
del Sole si sta dirigendo verso la Via Lattea, dopo essere stato spinto fuori dalla sua galassia.
Nessuna catastrofe stellare in vista, comunque: il buco nero si trova a oltre 8 miliardi di anni luce
dalla Terra e viaggia a meno dell'1% della velocità della luce.
La scoperta si deve al gruppo internazionale di astronomi guidato dall'italiano Marco Chiaberge
dello Space Telescope Science Institute (STScI) e della Johns Hopkins University di Baltimora
(Maryland - Usa), e del quale fa parte Alessandro Capetti, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
(Fonte NASA Gottard) ANSA
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Mar 21, 2017 11:33 pm

Letto in Astronomia News:
"Le cellule immunitarie in assenza di peso..."

Tutte le forme di vita sulla Terra si sono evolute sotto l’azione della gravità del nostro pianeta. Anche se non ci pensiamo, in realtà noi siamo “disegnati” dalla forza peso che la massa della Terra ci attribuisce: su di essa è calibrata la resistenza delle ossa, la potenza di pompaggio del cuore, il ritorno nella circolazione dei liquidi biologici, le interazioni tra forze ioniche, di tensione superficiale, osmotiche e così via. Come funzioneranno le cellule del sistema immunitario, così importanti per la nostra vita, in assenza di peso?
Questa domanda è stata oggetto di un esperimento eseguito sulla Stazione Spaziale Internazionale da Samantha Cristoforetti per conto dell’Università di Zurigo. Le cellule immunitarie studiate provenivano da mammiferi. Giunte sulla Stazione Spaziale congelate in azoto liquido, sono state collocate nella centrifuga Biolab dell’Esa e sottoposte a diversi livelli di gravità artificiale, da quella tipica della superficie terrestre fino a gravità zero, o meglio all’assenza di peso.
I risultati della ricerca, elaborati dall’équipe diretta da Oliver Ulrich dell’Università di Zurigo, hanno dimostrato che in assenza di peso le cellule immunitarie di mammifero sono andate in crisi di funzionalità, ma già dopo 42 secondi si erano adattate alla nuova situazione, benché la mancanza di gravità non sia stata mai sperimentata da organismi terrestri in 3,5 miliardi di anni di evoluzione biologica.
'Possiamo nutrire la speranza che le nostre cellule siano in grado di far fronte molto meglio all’assenza di  gravità zero di quanto in precedenza avevamo pensato', ha concluso il professor Ullrich. 

Samantha Cristoforetti durante l'esperimento sulla ISS

 
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Equinozio di Primavera 2017

Messaggio  Annali il Dom Mar 19, 2017 11:44 pm

La primavera astronomica quest'anno avrà inizio in data 20 marzo alle ore 10:29, avremo giorno e notte della stessa durata. 
La Terra vista dallo spazio apparirà come dall’immagine più sotto: la linea che separa il giorno dalla notte non appare obliqua, ma passa dai due Poli, “tagliando” verticalmente, ovvero lungo i meridiani, il nostro pianeta. È questo che determina in tutti i punti della Terra l'uguale durata del giorno e della notte (da qui deriva, dal latino, il termine "equinozio"), pari a 12 ore, cosa che in tutto il resto dell'anno è prerogativa esclusiva dei soli luoghi che si trovano sulla cintura dell'Equatore.

Da questo momento in poi, per sei mesi, i raggi del Sole scalderanno maggiormente il nostro emisfero rispetto a quello australe.

  
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Esplosione supernova quasi in diretta

Messaggio  Annali il Ven Mar 10, 2017 10:24 pm

Un record di tempestività è stata la scoperta di una supernova fatta dopo solo tre ore dopo l’esplosione. L’osservazione è stata fatta nella piccola e debole e galassia NGC 7610 di quindicesima magnitudine nella costellazione di Pegaso.
La scoperta di questa supernova è stata possibile grazie al progetto “Intermediate Palomar Transient Factory”, una rete internazionale di ricercatori che sorveglia continuamente il cielo allo scopo di coglierne i minimi cambiamenti.
La stella prima del collasso esplosivo era una supergigante rossa, poco prima della fine e risplendere come supernova aveva espulso una gran quantità di gas, disperdendo poi nell’esplosione parte dell’energia sotto forma di neutrini e onde gravitazionali.
 
 

Prima del collasso esplosivo che l’ha fatta splendere come supernova la stella era una supergigante rossa. Poco prima della fine, aveva espulso una grande quantità di gas. Nell’esplosione buona parte dell’energia è stata dispersa sotto forma di neutrini e onde gravitazionali. Data la distanza è molto improbabile che qualche neutrino sia stato catturato dai rivelatori attualmente in funzione. Quanto alle onde gravitazionali, si vedrà se le antenne americane Ligo hanno registrato l’evento. 

                       
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Gio Mar 09, 2017 12:53 pm



Rappresentazione artistica della galassia A2744_YD4, nata quando l'universo aveva il 4%
della sua età attuale (fonte: ESO/M. Kornmesser)
 

Come fossili preistorici intrappolati nell'ambra, così antichissime polveri generate dall'esplosione
delle prime stelle dell'Universo sono state individuate nel cuore di una galassia nata solo 600 milioni
di anni dopo il Big Bang.
Le osservazioni di A2744_YD4 hanno anche trovato emissione di ossigeno ionizzato si tratta dunque
della più distante (ovvero la più antica) rivelazione di ossigeno nell'Universo, e batte un precedente
risultato di Alma risalente al 2016.

(Fonte ANSA)
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Pulsar estrema

Messaggio  Annali il Mer Mar 01, 2017 6:35 pm

Le pulsar, scoperte per la prima volta negli anni ’60 del secolo scorso, riescono ancora a stupirci: queste stelle morte sono di piccole dimensioni (alcune decine di km) ma pesanti come nuclei atomici, con velocissima rotazione, attive in tutte le bande elettromagnetiche.
Le pulsar irradiano onde gravitazionali e  hanno offerto la prima prova, ancora indiretta, della loro esistenza. 
L’ultima pulsar studiata dagli astrofisici con il telescopio spaziale per raggi X europeo “Newton” e con l’osservatorio spaziale per altissime energie “NuSTAR” della Nasa è oltremodo estrema.
Identificata come NGC5907 ULX, dal nome della galassia in si trova a 50 milioni di anni luce distante da noi,  la più lontana sinora scoperta, grazie alla sua luminosità, possiede un campo magnetico molto potente, risucchia materia da una stella sua compagna, compie un giro su se stessa in 1,13 secondi e diventa sempre più veloce, ma la cosa più impressionante è che in un secondo questa pulsar irradia la stessa quantità di energia che il Sole emette in tre anni e mezzo. 


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Sette in un colpo!

Messaggio  Annali il Ven Feb 24, 2017 2:46 pm

Dopo la notizia dei sette pianeti scoperti intorno a una stella nana rossa a 40 anni luce di distanza da noi, annunciata dalla NASA il 22 u.s, ora ci si domanda cosa la rende tanto importante, considerando che pianeti di altre stelle ormai noti e accertati ammontano a ben 3.500. Scientificamente interessante è che si tratta della scoperta di sette pianeti in un colpo solo intorno alla stessa stella, Trappist -1, nella costellazione dell’Acquario, un astro dall’esistenza potenzialmente lunghissima (decine di miliardi di anni) e con un’emissione di energia modesta ma altamente stabile. In queste condizioni la vita così come la conosciamo ha buone possibilità di evolversi dagli organismi più semplici, come per esempio le alghe unicellulari, fino a creature più complesse, intelligenti, e in grado di sviluppare una civiltà  avanzata. Ricordiamo che per la vita sulla Terra ci sono voluti 3,6 miliardi di anni per passare da microorganismi elementari all’Homo sapiens.
Ora subentra la necessità di verificare più a fondo la scoperta annunciata, poiché se 40 anni luce di distanza sono pochi su scala cosmica, equivalgono pur sempre a una distanza 10 volte maggiore di quella di Alfa Centauri, la stella più vicina a noi,  dove nella sua componente Proxima, anch’essa una nana rossa, di recente è stato scoperto un pianeta roccioso.
Trappist-1 ha una massa così piccola da essere al limite dell’accensione delle reazioni nucleari. I periodi di rivoluzione di sei pianeti più vicini alla stella sono compresi tra un giorno e mezzo e 12 giorni, ed è probabile che  rivolgano alla stella sempre la stessa faccia. Le ricerche proseguiranno nel tentativo di analizzare eventuali atmosfere intorno ai pianeti della zona abitabile, dove la temperatura della superficie planetaria è compresa tra 0 e 100 °C.
 
Da rilevare, anche, che i pianeti di Trappist -1 non sono stati avvistati dal satellite “Kepler” della Nasa come un migliaio e più di altri pianeti, ma con un telescopio al suolo da 60 centimetri di apertura, e solo dopo è intervenuta con il telescopio spaziale “Spitzer”, il quale ha svolto una campagna osservativa di 20 giorni dal 19 settembre dell’anno scorso, confermando la regolarità dei transiti dei pianeti davanti alla stella.
 

“Trappist” è un programma mirato alla ricerca di pianeti extrasolari con il metodo dei transiti, con la tecnica applicata estesa dall’ottico all’infrarosso. Il primo telescopio a “vedere” gli esopianeti è stato uno dei due “Trappist”, quello a La Silla in Cile sulle Ande (l’altro è in Marocco). Hanno poi collaborato il VLT dell’ESO (Cile), il telescopio infrarosso inglese alla isole Hawaii, i telescopi William Herschel e Liverpool a La Palma nell’arcipelago delle Canarie e l’Osservatorio del Sud Africa. 

  
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Le sette sorelle della Terra...

Messaggio  Annali il Gio Feb 23, 2017 6:41 pm

E mentre attendiamo di scoprire le meraviglie (se ve ne saranno) dei nuovi pianeti  presumibilmente simili alla Terra, aggiungiamo qualche notizia utile sulla loro stella madre, Trappist 1...
 
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Intorno a noi "fioriscono" nuovi pianeti...

Messaggio  Annali il Mer Feb 22, 2017 8:50 pm

Sette nuovi pianeti, quasi dietro l'angolo di casa, a "soli" 40 anni luce di distanza da noi, trovati grazie al metodo dei transiti, orbitanti attorno a una piccola stella (Trappist 1) in un nuovo sistema planetario... 
Ce ne sarà uno simile per davvero alla nostra Terra??? E sarà comunque abitabile???
Attendiamo dunque le novità, e chi vivrà, vedrà...
 
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Anche il Cosmo ha le sue voci...

Messaggio  Annali il Mer Feb 15, 2017 11:14 pm

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La cometa che precipita sopra una stella.nana bianca

Messaggio  Annali il Dom Feb 12, 2017 9:37 pm

Per la prima volta si è osservato una cometa precipitare su una stella che non sia il Sole. Le sue caratteristiche ricordano la cometa di Halley, ma con una massa 100.000 volte maggiore.
La stella è una nana bianca a 170 anni luce da noi nella costellazione di Bootes. 
Il team dei ricercatori, guidato da Siyi Xu dell’Osservatorio australe europeo, ha analizzato spettroscopicamente la composizione della cometa trovando con sorpresa analogie con la cometa di Halley: zolfo, carbonio, ossigeno, ferro, tutti elementi essenziali per la vita, come pure l'azoto, un altro elemento fondamentale negli esseri viventi, rilevato per la prima volta in una cometa mentre precipita su una stella. Nelle nane bianche è noto vi sia una rilevante percentuale di azoto, dunque potrebbe essere portato dalle comete. 
La nana bianca di Bootes è nota dal 1974: fa parte di un sistema binario e la sua compagna si trova a una distanza di 2000 volte la distanza Terra-Sole.
L’eccezionale scoperta si deve al telescopio spaziale “Hubble” in collaborazione col il Keck Observatory.

   
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L'universo è un ologramma?

Messaggio  Annali il Mer Feb 08, 2017 9:18 pm

“I dati sulla radiazione cosmica di fondo raccolti dal satellite europeo “Planck” sono in accordo con il modello cosmologico standard ma non contraddicono il modello olografico dell’universo”. È il contenuto di un articolo pubblicato su “Physical Review Letters” del 27 gennaio, frutto del lavoro di fisici e astrofisici dell’Università di Southampton in Inghilterra, della Sezione di Lecce dell’INFN e dell'Università del Salento in Italia, del Perimeter Institute e dell'Università di Waterloo in Canada.
 “L'ipotesi che l’universo funzioni come un enorme e complesso ologramma, è stata formulata negli anni ’90 del secolo scorso partendo da indizi teorici in vari settori della fisica delle interazioni fondamentali”, spiega Claudio Corianò, ricercatore dell'INFN e professore di fisica teorica dell'Università del Salento, che ha partecipato alla ricerca. “L’idea-base della teoria olografica dell’universo è che tutte le informazioni che costituiscono la realtà a tre dimensioni - più il tempo - siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno. Si può immaginare che tutto ciò che sperimentiamo sia emanazione di un campo piatto bidimensionale, cioè che la terza dimensione sia “emergente”’, se paragonata alle altre due dimensioni. L'idea è simile a quella degli ologrammi, in cui l'immagine tridimensionale è codificata in una superficie bidimensionale”.
“Pensiamo al cinema in 3D, la visione è il risultato di due immagini differenti inviate all'occhio destro e all’occhio sinistro, dove la scena viene ripresa da due angolature distinte, che il cervello processa automaticamente generando il senso della profondità. L'informazione, in questo caso, viene da uno schermo piatto, ma è percepita dall'osservatore come tridimensionale. In ambito cosmologico possiamo immaginare che ci sia una superficie ideale sulla quale tutta l’informazione dell’universo sia registrata: un ologramma-schermo che contiene la scena del cosmo intero”.

  
  Disegno (da Astronomia News)
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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mer Feb 08, 2017 6:49 pm

La sonda dell’ESA "ExoMars Trace Gas Orbiter" (TGO), raggiunta l'orbita di Marte l'ottobre scorso insieme al modulo di discesa sperimentale “Schiaparelli” (fallito l’atterraggio) sta inserendosi nella sua orbita definitiva per analizzare l’alta atmosfera del pianeta rosso e cercare nei suoi tenui gas indizi di attività biologica e geologica, e nel contempo  funzionare da relais per la prossima missione che si svolgerà nel 2020. L’orbita, dopo l'arrivo di ottobre  inclinata di 7° sull’equatore marziano, ora è inclinata di 74°, cioè quasi in orbita polare. Questa nuova posizione garantisce agli strumenti scientifici di bordo la miglior copertura della superficie del pianeta. La manovra ha richiesto tre accensioni del motore principale della sonda, il 19, 23 e 27 gennaio, comandate dal Centro di controllo di Darmstadt, in Germania. Il 5 febbraio si è avuto il transito alla minima distanza dalla superficie planetaria, scendendo da 250 a 210 chilometri. Ci sarà una ulteriore frenata aerodinamica che permetterà di ottenere un’orbita circolare a 400 chilometri di quota. 
A marzo inizieranno le misure scientifiche e con la sua camera fotografica andrà alla ricerca di depositi d'acqua e ghiaccio.  
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Crittografia quantistica nello spazio

Messaggio  Annali il Lun Feb 06, 2017 1:04 am

“Micius”, è il primo satellite dedicato alle telecomunicazioni quantistiche divenuto operativo, dopo alcuni mesi di test in orbita, il 21 gennaio scorso. L’Accademia Cinese delle Scienze ha fatto sapere che il sistema funziona anche meglio di quanto inizialmente atteso. Il satellite è stato lanciato dalla base cinese nel deserto dei Gobi il 16 agosto 2016. Il 6 ottobre 2016, durante il transito sulla stazione del Chinese National Observatory, nel Tibet, “Micius” è stato calibrato definitivamente. La calibrazione avviene inviando luce rossa da Terra, alla quale il satellite risponde con luce verde. Con il nome Micius, latinizzazione di Mo-Zi, l'Accademia Cinese onora il ricordo del filosofo e scienziato cinese del 5˚ secolo a.C. che diede contributi scientifici alla meccanica e all’ottica.
La missione principale di Micius è stabilire un canale di comunicazione a prova di hacker tra la Cina e l'Europa (su 7400 km), con due altre missioni. Un messaggio di prova sarà crittato a Pechino e spedito a Vienna tramite la rete di telecomunicazioni convenzionale. La “chiave””sarà inviata a Micius da Pechino nella forma di una coppia di fotoni “entangled” (cioè in una sovrapposizione di stati di polarizzazione) e il satellite spedirà la chiave a Vienna per decifrare il messaggio. Le telecomunicazioni “quantistiche” sfruttano appunto stati quantistici di due fotoni 'entangled', che non possono essere duplicati né separati, con garanzia di elevata sicurezza.
Per “entanglement” s’intende che il sistema dei due fotoni è stato preparato in modo da essere descritto da un'unica funzione d'onda. 
   
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Tecnologia dallo spazio

Messaggio  Annali il Mer Feb 01, 2017 9:43 pm

Chi lo ha detto che il denaro speso per andare in giro per lo spazio è denaro buttato???


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Un "guardiano contro le tempeste magnetiche

Messaggio  eroil il Lun Gen 23, 2017 3:16 pm

Una nuova "guardia del corpo" si prepara a proteggere la Terra dalle tempeste magnetiche
scatenate dal Sole è la nuova sonda europea che l'Agenzia Spaziale Europea (Esa)
prevede di lanciare nel 2023.



E' la prima missione dell'Esa dedicata alle previsioni del 'meteo spaziale', ossia allo studio
del comportamento del Sole, tecnicamente si deve ancora decidere in quale punto dello spazio
dovrà essere posizionato il satellite.
La scelta è fra due dei punti di gravità stabile tra la Terra e il Sole, chiamati punti lagrangiani
il punto L1 è già ben 'popolato' da altri satelliti.
L'alternativa è il punto L5, "che ha una posizione nell'orbita diversa rispetto a L1 e nel quale
i rilevatori vengono colpiti anche lateralmente, e non solo frontalmente, dal flusso di particelle
veloci che interagiscono con il campo geomagnetico terrestre, consentendo di avere così
una visuale più completa'', spiega Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto
Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Inoltre, da un punto L5 ''è possibile vedere la superficie del Sole con un anticipo di 4-5 giorni
rispetto a quando si mette nella posizione per emettere radiazioni. Così si possono prevedere
in anticipo i fenomeni.
Attualmente, conclude l'esperto, le previsioni riescono a dare l'allarme al massimo 10 ore prima''.

Fonte ANSA.
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Improvvisamente l'asteroide che sfiora la Terra...

Messaggio  Annali il Gio Gen 12, 2017 8:56 pm

Il 9 gennaio alle 14,49 ora italiana l’asteroide 2017 AG13, di 25-30 metri di diametro, ha mancato la Terra passando a 190 mila chilometri dal nostro pianeta  alla velocità di 15,7 chilometri al secondo. L’energia di un eventuale impatto sarebbe stata di 723 mila tonnellate di tritolo, pari a circa sessanta bombe nucleari come quella esplosa su Hiroshima. Un caso paragonabile a quello avvenuto a Celiabinsk, in Russia, nel 2013, con  mille persone ferite e molte abitazioni danneggiate. L’asteroide di Celiabinsk arrivò  inaspettatamente, mentre questo era stato avvistato quattro ore prima del passaggio ravvicinato, quando era già più vicino della Luna, dunque  quasi impossibile in quattro ore calcolare con precisione il luogo di impatto e allertare la popolazione se fosse minacciata una città.
Altri asteroidi in questi anni sono transitati ancora più vicino alla Terra, sfiorando l’orbita geostazionaria a 35 mila chilometri di quota, dove si trovano satelliti per le telecomunicazioni, le previsioni del tempo, l’osservazione della Terra e studi geofisici. Ancora il 9 gennaio, ma poche ore prima, un altro asteroide del diametro di 19 metri è transitato a una distanza 11 volte quella tra la Terra e la Luna alla velocità di 3,4 chilometri al secondo.  


 I dati dei due transiti
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