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Elias 2-27 la stella appare come una galassia

Messaggio  Annali il Dom Nov 06, 2016 8:56 pm

Scoperta da ALMA (Atacama Large Millimeter-submillimeter)  una giovanissima stella avvolta da un disco turbinante di gas e polvere, denominata Elias 2-27. È la prima osservazione di questo tipo di struttura attorno a una stella di recente formazione prodotta dalle onde di densità, ovvero perturbazioni gravitazionali che danno vita a bracci simili a quelli di una galassia.  
Elias 2-27, la cui età è stimata attorno al milione di anni, si trova a circa 450 anni luce dalla Terra nel complesso di formazione stellare dell’ Ofiuco.  Nella regione più prossima alla stella, ALMA ha individuato un disco appiattito di polvere, tipica caratteristica delle giovani stelle, che si estende a una distanza superiore a quella che compete all’orbita di Nettuno nel nostro Sistema solare. Oltre questo disco, il telescopio europeo sull’altopiano di Atacama, sulle Ande cilene, ha osservato una banda scura, indice in quella zona di una bassa presenza di polvere, dove però, potrebbe esserci un pianeta in formazione. Da questa zona poi partono due estesi bracci di spirale che si estendono per oltre 10 miliardi di chilometri dalla stella.
Grazie  ad ALMA ora è possibile comprendere la formazione dei pianeti in altri sistemi stellari, osservando direttamente con livelli di dettagli mai raggiunti prima, cosa succede all’interno dei dischi protoplanetari.

  

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Il quasar più lontano mai rilevato

Messaggio  Annali il Dom Nov 06, 2016 12:48 am

Le lenti gravitazionali sono un fenomeno previsto da Einstein, ritenuto però difficile da osservare. Nell’effetto della lente gravitazionale, la radiazione di una sorgente lontana è concentrata da una grande massa interposta che distorce lo spazio-tempo, divenendo  percepibile da un osservatore allineato con i due oggetti remoti. Gli effetti di lenti gravitazionali erano noti già dal 1970, ma mai una lente gravitazionale si era manifestata in modo così efficace come quella che ha permesso di captare due lampi di raggi gamma con i telescopi Cherenkov dell’isola di La Palma nell’arcipelago delle Canarie. 
I fotoni gamma sono stati emessi sette miliardi di anni fa in un flare del quasar QSO B0218+357, quando l’universo aveva la metà dell’età di oggi. Un miliardo di anni dopo quei fotoni si sono trovati a passare in una regione dello spazio deformata dalla galassia B0218+357G, esattamente allineata con il quasar e la Terra. La deformazione non essendo del tutto simmetrica, i fotoni gamma hanno seguito due percorsi di lunghezza lievemente diversa: così le parabole di specchi “Magic” hanno registrato un primo getto di fotoni gamma e poi 11 giorni dopo, un secondo, ritardato a causa del percorso più lungo. Un ritardo di 11 giorni su 7 miliardi di anni, un “difetto” della lente gravitazionale non è poi tanto grave. L’eccezionale doppia osservazione è avvenuta nel mese di luglio del 2014, la prima con lo strumento LAT del satellite “Fermi” per alte energie, e Magic l’ha confermata. Undici giorni dopo, con un cielo buio, senza Luna, ecco arrivare il secondo lampo, atteso dagli astrofisici, ben preparati ad riceverlo guardando nella giusta direzione. Così QSO B0218+357 è diventato il quasar più lontano mai rilevato nei raggi gamma ad alta energia, e la lente gravitazionale della galassia B0218+357G una delle migliori documentate.

      

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Censire gli asteroidi

Messaggio  Annali il Dom Ott 30, 2016 3:18 pm

Il catalogo degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra ha raggiunto il traguardo di 15.000, da ricordare che solo tre anni fa le rocce spaziali minacciose che conoscevamo erano 10.000.
Quest’aumento implica due cose, cioè che la ricerca di questi oggetti diventa sempre più mirata, e che il numero degli oggetti più piccoli ma non meno temibili è davvero molto grande. Ufficialmente sono considerati NEO, (Near-Earth Objects), gli asteroidi e i resti di comete con diametro compreso tra 10 metri e 10 chilometri. Dalle stime ottenute emerge che il numero complessivo di asteroidi e comete nel Sistema solare sia di circa 700 mila. Si ritiene avere scoperto il 90 per cento degli oggetti con dimensioni superiori al chilometro, conoscendo però, probabilmente solo il 10 per cento dei NEO con diametro dell’ordine di 100 metri e solo l’uno per cento di quelli di sotto i 40 metri.
E’ comunque rassicurante sapere ci sia solo una piccola probabilità di collisione con uno di questi 15.000 NEO nei prossimi quarant’anni. Il rischio più recente l’abbiamo corso il 7 settembre 2014, quando un piccolo masso spaziale è passato ad appena 34 mila chilometri dalla Terra, meno di un decimo della distanza della Luna e al di sotto dell’orbita geostazionaria. Nel 2018 diventerà operativo in Cile uno strumento ancora più potente di quelli oggi usati in Arizona e alle isole Hawaii: il Large Synoptic Survey Telescope.


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Schiaparelli si è schiantato

Messaggio  Annali il Sab Ott 22, 2016 12:22 am

Nella sua brevissima vita di 5 minuti, il lander “Schiaparelli” della missione europea “ExoMars” ha lavorato bene. L’analisi dei dati dice che durante la discesa su Marte il suo strumento DREAMS (Dust Characterisation Risk Assesment and Enivinment Analyser on the Martian Surface) ha comunicato con l’orbiter TGO trasmettendogli dati sulle polveri incontrate nell’atmosfera marziana fino alla quota alla quale il contatto si è interrotto, 50 secondi prima dell’atterraggio. 
 
Il satellite “MRO” della Nasa ha individuato il 20 ottobre l’immagine di una ristretta zona del Meridiani Planum il cratere da impatto con i resti di “Schiaparelli”, che misura all’incirca 15 x 40 metri. Individuato anche il paracadute, un diametro di 12 metri circa un chilometro più a nord.
Si stima che Schiaparelli sia sceso in caduta libera da una quota compresa tra 2 e 4 chilometri, toccando il suolo marziano alla velocità di 200 chilometri l’ora. Le dimensioni del cratere fanno pensare che il lander sia esploso nell’impatto, poiché i serbatoi del propellente che avrebbero dovuto frenarlo erano ancora quasi pieni. Dato che la traiettoria di caduta è stata ripresa da tre diverse posizioni, si pensa di poter ricostruire l’incidente in modo preciso e particolareggiato. Per ora quale sia stata l’anomalia che ha compromesso l’impresa di “Schiaparelli”, non è ancora stato chiarito.
L’orbiter di ExoMars che per sette mesi aveva viaggiato con “Schiaparelli” segue regolarmente la sua orbita con un periodo di 4,2 giorni, con il punto più lontano a 101.000 chilometri da Marte e il più vicino a 3691.
  

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Schiaparelli in arrivo su Marte

Messaggio  Annali il Lun Ott 17, 2016 4:26 pm

Visualizzazione del modulo ExoMars Schiaparelli mentre entra per scendere attraverso l'atmosfera e atterrare su Marte. L'animazione segue una linea temporale simulata del modulo, da quando si entra nell'atmosfera a un’altitudine di 121 km in 14:42 GMT. In sei minuti userà uno scudo termico, paracadute e propulsori a freno da ventuno chilometri l'ora a un punto morto nei pressi di 2 metri sopra la superficie, dove una struttura deformabile sul lato inferiore sarà in grado di assorbire lo shock finale.

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Olimpiadi dell'Astronomia

Messaggio  Annali il Ven Ott 14, 2016 6:02 pm

Gli studenti italiani alle Olimpiadi Internazionali dell’Astronomia , svolte in Bulgaria, hanno conquistato una medaglia d'oro e due di  bronzo. L’oro è di Jacopo Guoy Chen (Liceo statale Landi di Velletri), primo assoluto nella prova teorica; i bronzi sono di Pietro Benotto (IISS Vallauri di Fossano) e Pica Ciamarra (Liceo classico statale Vittorio Emanuele II di Napoli). 
La prova teorica riguardava l’orbita di un satellite intorno a Marte, adatto per osservare eclissi solari, le variazioni della durata del giorno dovute all’influsso gravitazionale della Luna, la minima dimensione di un oggetto di Kuiper osservabile con un telescopio e la ricostruzione di una battaglia tra bulgari e bizantini avvenuta nell’813, in cui fece la comparsa una cometa.
Nella prova pratica i concorrenti dovevano ricavare dalle effemeridi i dati dell’orbita di una cometa, oppure stimare alcuni parametri ricavabili dal grafico della prima onda gravitazionale osservata dalle antenne LIGO negli Stati Uniti.
Bravissimi, ragazzi, scienziati del nostro futuro, complimenti...
     

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Binaria da record

Messaggio  Annali il Mer Ott 12, 2016 11:21 pm

Utilizzando i dati del Fermi Gamma-ray Space Telescope e altri servizi, un team di ricerca internazionale ha scoperto la stella doppia prima gamma, in un'altra galassia. Si tratta di un sistema binario chiamato LMC P3 contenente una stella massiccia e un nucleo stellare collassato, che interagiscono tra loro per produrre una corrente ciclica di raggi gamma, la forma più energica di luce. 


LMC P3 si trova sui resti espansione di una supernova nella Grande Nube di Magellano (Grande Nube di Magellano, LMC), una piccola galassia vicina, a circa 163.000 anni luce di distanza ed è un raro esemplare di binaria gamma, il solo a oggi mai individuato al di fuori della nostra galassia.

Il sistema binario è formato da due oggetti in rotazione l’uno attorno all’altro, dei quali il più massiccio dei due è una grande stella calda con una massa stimata fra 25 e 40 masse solari e la temperatura in superficie che tocca i 33 mila gradi. Il secondo oggetto potrebbe essere una stella di neutroni, o un buco nero. Al momento nulla di più preciso è possibile rilevare.





Animazione realizzata per l’occasione dagli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA. 

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Due stelle per un pianeta

Messaggio  Annali il Dom Ott 09, 2016 2:38 pm

.Con il telescopio spaziale Hubble e un team di astronomi è stata confermata l'esistenza di un pianeta OGLE-2007-BLG-349 nei pressi di due stelle che orbitano nel sistema a circa 8.000 anni luce di distanza verso il centro della nostra galassia. 
Il pianeta ruota a circa 483 milioni di chilometri dal duo stellare, approssimativamente la distanza tra la fascia di asteroidi e il nostro Sole, impiegando circa sette anni per orbitare intorno a entrambe le stelle.
La distanza tra le due stelle nane rosse è di circa 11.200 mila chilometri, calcolata 14 volte il diametro dell'orbita della Luna intorno alla Terra. 
Con le osservazioni di Hubble, è la prima volta che un sistema a tre corpi con l'effetto di microlente viene confermato. Il microlensing si verifica quando la gravità di una stella in primo piano piega la luce di una stella di fondo e rafforzato, quando entrambe allineate per periodi brevi. Il carattere speciale dell’amplificazione di luce è in grado di fornire indicazioni circa la natura della stella in primo piano e rivelare  eventuali pianeti esistenti. 

Ora che la squadra ha dimostrato che il microlensing può registrare con successo pianeti intorno a stelle binarie, Hubble potrebbe svolgere un ruolo cruciale in questo nuovo spazio per successive ricerche di pianeti extrasolari.

 

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Preziosità dallo spazio

Messaggio  Annali il Lun Set 26, 2016 12:32 am

Già da tempo si conosceva fossero le supernova a generare gli elementi più pesanti, e fra questi l’oro. Ultimamente si è scoperto un altro fenomeno astrofisico in grado di produrre metalli preziosi. Sono le fusioni di oggetti compatti quali stelle di neutroni e buchi neri che scatenano brevi lampi gamma, eventi esplosivi, chiamati "kilonova" perchè la luminosità è superiore a quella di una supernova. Da questi violenti “abbracci”sono generati oro, uranio, platino, argento, oltre  altri elementi ad alto peso atomico.


Nel disegno, le 4 fasi che da una coppia di oggetti ultradensi portano al fenomeno delle kilonova.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Mer Set 07, 2016 4:48 pm


Il 7 settembre appuntamento con un asteroide che 'sfiorerà' la Terra, ma senza rischi
(fonte: NASA/JPL-Caltech)

Questa sera appuntamento con l'asteroide 2016 RB1, che 'sfiorerà' la Terra ad un decimo
della distanza che la separa dalla Luna, ma senza alcun rischio per il pianeta. La sua scoperta
è stata annunciata meno di 24 ore fa dalla Survey del Mount Lemmon in Arizona, ma pur
trattandosi di un passaggio molto ravvicinato, visto che si troverà a 40.000 chilometri
dall'orbita terrestre, non c'è da preoccuparsi, assicurano gli esperti.

''Si tratta di un oggetto largo 10 metri, quindi piccolo, ma il suo passaggio, previsto per le
19.20 italiane, è eccezionalmente ravvicinato'', commenta Gianluca Masi, responsabile
del progetto Virtual Telescope, che ha contribuito all'osservazione e il calcolo della posizione
di 2016 RB1.

(Fonte: ANSA)

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La nube boomerang

Messaggio  Annali il Lun Set 05, 2016 2:01 am

La Nube di Smith, dal nome della studentessa di Astronomia che la scoprì negli anni 1960, è una nube interstellare d’idrogeno estesa per 9.800 anni luce di lunghezza e 3.300 di larghezza.
Si sta muovendo velocemente verso la Via Lattea, a 241 chilometri al secondo, e sino a questo momento sembra sia stata protetta dalla disgregazione da uno scudo di materia oscura.
È ritenuto che milioni di anni fa si sia scontrata con la nostra galassia senza subire danni, grazie al guscio che la protegge, e che potrebbe preservarla anche quando fra 30 milioni di anni è previsto un incontro ravvicinato con la Via Lattea.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Gio Set 01, 2016 10:04 pm



Un anello di fuoco comparirà il primo settembre nel cielo: è l'affascinante fenomeno dell'eclissi
anulare di Sole che aprirà il mese di settembre. Non sarà visibile dall'Italia, mentre si potrà
osservare molto bene dall'Africa meridionale. Lo spettacolo migliore si potrà godere
da Tanzania, parte del Madagascar, isole Reunion e oceano Atlantico.

L'appuntamento con la prossima eclissi anulare di Sole è nel febbraio 2017 e sarà visibile
in Cile, Argentina e Africa.
(fonte ANSA)

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Scontro e fusione fra stelle a neutroni

Messaggio  Annali il Mer Ago 31, 2016 5:45 pm

I lampi di raggi-gamma (GRB) sono fra le più violente emissioni di energia che si possano immaginare nel nostro Universo.
Nell’immagine è stato ricostruito l’evento del 3 settembre 2014, quando una fortissima emissione di raggi gamma fu raccolta dal telescopio Swift della NASA e di seguito dal telescopio Gemini alle Hawaii.
In un recente articolo pubblicato dai ricercatori NASA, spiegano che avvenne in una galassia a circa 3,9 miliardi di anni luce di distanza, prodotto dallo scontro e dalla fusione di stelle a neutroni.
Visibile nel centro dell’immagine un massiccio oggetto, forse un buco nero o una stella a neutroni molto massiccia, in rosso rappresentata una parte del materiale prodotto dallo scontro rimasto attorno all’oggetto centrale e che sta precipitando all’interno. L’arancione rappresenta invece il forte vento di particelle in allontanamento, mentre in blu è materiale che si sta espandendo a velocità prossime a un decimo di quelle della luce.   
Nel riquadro in basso (a sinistra) mostra quanto osservato con il Discovery Channel Telescope; a destra, nel riquadro un frame di quanto registrato il telescopio spaziale X Chandra nelle successive settimane, che ha permesso di osservare la diminuzione nel tempo dell’energia prodotta dall’evento.
   

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Sperimentare sott'acqua la gravità su Marte

Messaggio  Annali il Ven Ago 12, 2016 10:59 pm

Sei astronauti, in vari turni, hanno trascorso 16 giorni sott’acqua a venti metri di profondità nell’oceano Atlantico,in vicinanza della costa della Florida. Dotati di zavorre adeguate, gli astronauti hanno simulato la gravità di Marte (circa un terzo di quella terrestre) imparando a camminare in condizioni di peso ridotto, in un ambiente estremo che ha messo a dura prova risorse fisiche e psicologiche.




La risalita in superficie ha comportato una decompressione durata 16 ore. 




Il programma si chiama NEEMO, una missione della NASA, il cui scopo oltre l’addestramento degli astronauti, è quello di testare equipaggiamenti innovativi in vista di viaggi interplanetari, specialmente le tute da adottare e i dispositivi di sopravvivenza. 
 

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La "linea di neve" vista da ALMA

Messaggio  Annali il Sab Lug 16, 2016 12:24 am

Grazie ad ALMA è stata osservata per la prima volta, all'interno di un disco protoplanetario, la “linea di neve” dell'acqua: il confine termodinamico oltre il quale la temperatura del disco di gas e polveri che circonda una stella giovane scende fino al punto da formare  ghiaccio.
Queste stelle giovani spesso sono circondate da un denso disco di gas e polvere in rotazione, detto disco proto planetario, dal quale nascono poi i pianeti.
La quantità di calore emanata da una stella del tipo solare emana la quantità di calore sufficiente da fare in  modo  che l’acqua all’interno del disco rimanga allo stato gassoso fino a una certa distanza.
Oltre un certo limite, a causa della pressione molto bassa, le molecole d’acqua passano direttamente dallo stato gassoso a quello solido, formando una patina di ghiaccio sui grani di polvere e di altre particelle. Questa zona del disco protoplantario dove l’ acqua passa da gas a solido è appunto chiamata “linea di neve.


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Hitomi alla deriva nello spazio

Messaggio  Annali il Lun Lug 11, 2016 6:14 pm

Hitomi (“pupilla” in lingua giapponese)
7 luglio 2016.
L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha reso noto che le comunicazioni con il proprio satellite per l’astronomia a raggi X “Hitomi” (ASTRO-H), lanciato nel febbraio 2016, si sono interrotte.
Prima di perdere i contatti con le basi Terra, il suo “occhio”, ha potuto inviare interessanti notizie, anche se brevi, sull’enorme ammasso di galassie nella costellazione di Perseo e informazioni sui buchi neri nel loro centri.
 

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Giu 28, 2016 12:05 pm

La Brexit non vale per lo spazio. Sembra un paradosso ma mentre la Gran Bretagna ha espresso la volontà di uscire dall’Unione Europea il suo impegno nei programmi spaziali europei è crescente e molte sono le domande riguardo le conseguenze che avrà sul settore, tra i più fiorenti dell’economia inglese. 
Sarà anche per questo che all’indomani del voto il direttore generale dell’ESA Worner ha dichiarato che la Brexit non pregiudicherà l’appartenenza del Regno Unito all’Agenzia Spaziale Europea, dato che l’ESA è un’organizzazione intergovernativa distinta dall’Unione Europea. 
Già nel 2010 con la fondazione della UK Space Agency la Gran Bretagna aveva affermato la propria volontà di riunire le attività spaziali sotto un’unica direzione. Tre anni dopo l’apertura dell’ECSAT la prima struttura dell’Agenzia Spaziale Europea sul suolo britannico, ha ulteriormente sottolineato l’interesse del governo inglese negli investimenti sia in campo spaziale che nell’ambito dell’ESA. 
Lo sviluppo di Skylon, uno spazioplano riutilizzabile, in grado di raggiungere l'orbita terrestre con un solo stadio decollando ed atterrando come un aeroplano convenzionale, farebbe raggiungere al Regno Unito una posizione di leadership in un mercato in crescita come quello dei lanciatori spaziali. 
Per quanto riguarda programmi europei la Gran Bretagna è in prima linea con la partecipazione allo sviluppo di alcuni componenti del payload di Galileo e ha recentemente finanziato la seconda parte della missione ExoMars con 19 milioni di euro, il contributo più consistente dopo quello italiano. Sul fronte volo umano poi, l’astronauta Tim Peake, tornato a Terra dopo sei mesi di permanenza sulla ISS con la missione Principia, è il primo cittadino britannico ad essere stato selezionato come astronauta ESA.>> 
fonte: http://www.asi.it/it/news/la-brexit-...er-lo-spazio



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Acqua su Venere: la sua mancanza

Messaggio  Annali il Gio Giu 23, 2016 12:50 pm

Uno studio pubblicato su “Geophysical Research Letters” ha chiarito l’enigma della mancanza di acqua su Venere.
Il pianeta, nostro gemello, per dimensioni e massa, possiede un potenziale elettrico molto intenso, spiega lo studio eseguito, e ciò è quanto ha portato a disperdere nello spazio l’ossigeno dell’alta atmosfera, aggiungendo che in mancanza dell’ossigeno l’acqua non si può formare.
Dunque le differenze tra l’atmosfera della Terra e quella di Venere sono estreme. Mentre Venere è avvolta da un’atmosfera prevalentemente di anidride carbonica e solo minime quantità di azoto, di contro l’atmosfera terrestre contiene principalmente l’azoto (circa 78%) e minima quantità di anidride carbonica, con l’ossigeno al 21 %.
Questo determina che la pressione atmosferica sul suolo di Venere, sia 90 volte quella della Terra al livello del mare, mentre l’acqua allo stato gassoso è cento volte meno abbondante.
Si ritiene che quattro miliardi di anni fa Venere contenesse grandi quantità di acqua, evaporata quando giunta nell’alta atmosfera, separata da gran quantità di particelle ad alta energia provenienti dal Sole, con la successiva perdita nello spazio dei suoi elementi d’idrogeno e ossigeno.
Il campo elettrico di Venere fornisce agli ioni di ossigeno la sufficiente accelerazione per la fuga dal campo gravitazionale del pianeta.
Studio basato sui dati inviati dalla sonda europea “Venus Express”. 

 

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Compagni di viaggio

Messaggio  Annali il Lun Giu 20, 2016 11:50 pm

Il telescopio Pan-STARRS-1 scopre un piccolo asteroide di circa 40-100 metri di diametro che orbita intorno al Sole e che contemporaneamente compie anche rivoluzioni stabili intorno alla Terra.
Sembra che il nostro compagno ci stia seguendo passando ora dal lato tra la Terra e il Sole, poi dal lato opposto alla Terra, subendo un solo leggero spostamento anno dopo anno nella sua rivoluzione, ed è da un secolo ormai che ci segue, alla distanza di 14 milioni di chilometri.
  

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Gli aloni stellari non più invisibili...

Messaggio  Annali il Lun Giu 20, 2016 12:54 pm

Il Gran Telescopio CANARIAS (GTC) di La Palma, il più grande strumento ottico e infrarosso al mondo, ha acceso una luce e ci ha mostrato ciò che prima d’ora mai si era potuto vedere: una splendida visione dell’alone stellare della galassia UGC0180, a 500 milioni di anni luce dalla Terra.
Una galassia per potersi potenziare deve essere avvolta da una moltitudine di stelle, tanto numerose  da formare un alone attorno alla galassia stessa.
Dopo 8 ore di esposizione  l’invisibile alone si è mostrato nel pieno splendore di 44 miliardi di stelle, lo stesso numero di quelle che si trovano nelle Nubi di Magellano.
Un’immagine dieci volte più profonda di qualsiasi altra mai ottenuta con uno strumento a terra, che conferma l’esistenza degli aloni stellari come previsto dai modelli teorici più accreditati.

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Stelle rosse latitanti...

Messaggio  Annali il Sab Giu 18, 2016 11:19 pm

A quanto sembra anche le stelle ci spariscono da sotto gli occhi...
Per fortuna, le stelle rosse mancanti all'appello sono state ritrovate: avevano perduto solamente un poco di colore, e con la calca di lassù...

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LISA e le onde gravitazionali

Messaggio  Annali il Mer Giu 08, 2016 1:53 am

Via libera alle antenne gravitazionali nello spazio. Almeno dal punto di vista tecnologico. Questo il responso, annunciato il 7 giugno in una conferenza stampa internazionale, dei primi test fatti con la missione LISA Pathfinder realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea con la collaborazione dell’ASI, dell’Infn e dell’Università di Trento. E’ un passo importante verso i futuri Osservatori gravitazionali, che apriranno una nuova finestra sull’universo permettendo di rilevare nello spazio-tempo onde generate da buchi neri, collassi stellari e altri fenomeni estremi, nonché, si spera, il “fondo” gravitazionale del Big Bang. 
Dentro la sonda LISA Pathfinder galleggiano in assenza di peso due masse di prova identiche (due cubi di oro-platino di 2 kg ciascuno, con lato di 4,6 centimetri) a una distanza di 38 cm, circondate da un involucro che ha il compito di schermare i cubi dalle influenze esterne e che aggiusta la sua posizione continuamente per evitare di toccarle. L’aspetto cruciale dell’esperimento sta nel fatto che le masse si trovano in caduta libera, interagendo sotto l’effetto della sola gravità, evitando forze diverse come il vento solare o la pressione di radiazione della luce solare, che disturberebbero le masse di prova e la navicella. In due mesi di test si è accertato che le masse fluttuano indisturbate, ciò che appunto si voleva verificare.



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L'era glaciale di Marte

Messaggio  Annali il Gio Giu 02, 2016 10:21 pm

Un’era glaciale registrata nei ghiacci polari di Marte che risale a 370 mila anni fa.
In parte avvenuta contemporaneamente a quella della Terra negli ultimi 370 mila anni. I ricercatori che analizzano i dati radar inviati dalla sonda della Nasa “Mars Reconnaissance Orbiter” hanno infatti riscontrato un particolare accumulo di ghiaccio a 100-300 metri di profondità sotto le calotte polari del pianeta rosso. 
Il meccanismo delle glaciazioni marziane è diverso da quello della Terra, essendo nel nostro caso la  causa da ricercare nella sovrapposizione di variazioni cicliche della ellitticità dell’orbita terrestre, della precessione dell’orbita e del variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione del nostro pianeta (cicli di Milankovic). 
Per Marte quest’ultima causa è prevalente in quanto l’inclinazione dell’asse marziano oscilla di ben 60 gradi in qualche centinaio di migliaia di anni, contro i 2 gradi dell’asse terrestre. Le misure eseguite indicano un volume di 87 mila metri cubi di ghiaccio accumulatosi dalla fine dell’ultima era glaciale marziana databile a 370 mila anni fa.
 


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Crateri di Cerere

Messaggio  Annali il Mar Mag 31, 2016 11:50 pm

Due nuovi luminosi crateri di Cerere
Il primo, il cratere Haulani, di 34 chilometri di diametro, mostra segni di frane ai bordi mentre nell’interno il fondo appare liscio. In colore blu spicca il materiale più “giovane” espulso probabilmente in seguito all’impatto.
 Oxo è un cratere di soli 10 km di diametro, ma il secondo più brillante di tutto il pianeta nano.
Si trova nei pressi del meridiano zero, al bordo delle mappe per le quali è sempre stato usato più come riferimento, e quindi trascurato.
Con queste nuove immagini si è evidenziata un’altra caratteristica che lo rende unico, ossia la depressione al centro, con i materiali sul pavimento del cratere che sembrano di natura diversa rispetto al resto della superficie del pianeta.
Grazie a questa sua scoperta peculiarità, Oxo si ritrova ad avere una parte di enorme importanza nello studio della crosta superficiale di Cerere. 

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Pianeti extrasolari

Messaggio  Annali il Mer Mag 25, 2016 10:17 pm



In orbita intorno a una stella nana molto fredda sono stati scoperti tre pianeti con temperature e dimensioni di quelle della Terra e di Venere.
Sono i primi tre esopianeti individuati intorno a una stella piccola e debole, a cui dato il nome di "Trappist-1", lo stesso del telescopio robotico "TRAPPIST",utilizzato per la ricerca dall'Osservatorio La Sila in Cile.
Si trova verso la costellazione dell'Acquario, a 40 anni luce di distanza dalla Terra. I tre esopianeti  potrebbero contenere acqua allo stato liquido e almeno uno dei tre, orbitante più lontano dalla stella madre, e quindi meno sottoposto alle sue  radiazioni, potrebbe, potenzialmente, risultare abitabile.

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Re: notizie "astronomiche"

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