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notizie "astronomiche"

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Un "guardiano contro le tempeste magnetiche

Messaggio  eroil Ieri a 3:16 pm

Una nuova "guardia del corpo" si prepara a proteggere la Terra dalle tempeste magnetiche
scatenate dal Sole è la nuova sonda europea che l'Agenzia Spaziale Europea (Esa)
prevede di lanciare nel 2023.



E' la prima missione dell'Esa dedicata alle previsioni del 'meteo spaziale', ossia allo studio
del comportamento del Sole, tecnicamente si deve ancora decidere in quale punto dello spazio
dovrà essere posizionato il satellite.
La scelta è fra due dei punti di gravità stabile tra la Terra e il Sole, chiamati punti lagrangiani
il punto L1 è già ben 'popolato' da altri satelliti.
L'alternativa è il punto L5, "che ha una posizione nell'orbita diversa rispetto a L1 e nel quale
i rilevatori vengono colpiti anche lateralmente, e non solo frontalmente, dal flusso di particelle
veloci che interagiscono con il campo geomagnetico terrestre, consentendo di avere così
una visuale più completa'', spiega Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto
Nazionale di Astrofisica (Inaf).

Inoltre, da un punto L5 ''è possibile vedere la superficie del Sole con un anticipo di 4-5 giorni
rispetto a quando si mette nella posizione per emettere radiazioni. Così si possono prevedere
in anticipo i fenomeni.
Attualmente, conclude l'esperto, le previsioni riescono a dare l'allarme al massimo 10 ore prima''.

Fonte ANSA.

eroil

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Improvvisamente l'asteroide che sfiora la Terra...

Messaggio  Annali il Gio Gen 12, 2017 8:56 pm

Il 9 gennaio alle 14,49 ora italiana l’asteroide 2017 AG13, di 25-30 metri di diametro, ha mancato la Terra passando a 190 mila chilometri dal nostro pianeta  alla velocità di 15,7 chilometri al secondo. L’energia di un eventuale impatto sarebbe stata di 723 mila tonnellate di tritolo, pari a circa sessanta bombe nucleari come quella esplosa su Hiroshima. Un caso paragonabile a quello avvenuto a Celiabinsk, in Russia, nel 2013, con  mille persone ferite e molte abitazioni danneggiate. L’asteroide di Celiabinsk arrivò  inaspettatamente, mentre questo era stato avvistato quattro ore prima del passaggio ravvicinato, quando era già più vicino della Luna, dunque  quasi impossibile in quattro ore calcolare con precisione il luogo di impatto e allertare la popolazione se fosse minacciata una città.
Altri asteroidi in questi anni sono transitati ancora più vicino alla Terra, sfiorando l’orbita geostazionaria a 35 mila chilometri di quota, dove si trovano satelliti per le telecomunicazioni, le previsioni del tempo, l’osservazione della Terra e studi geofisici. Ancora il 9 gennaio, ma poche ore prima, un altro asteroide del diametro di 19 metri è transitato a una distanza 11 volte quella tra la Terra e la Luna alla velocità di 3,4 chilometri al secondo.  


 I dati dei due transiti

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“Science” proclama le onde gravitazionali “scoperta dell’anno 2016”.

Messaggio  Annali il Dom Gen 01, 2017 9:34 pm

La prima osservazione diretta delle onde gravitazionali annunciata ufficialmente l’11 febbraio scorso è, secondo la classifica compilata dalla rivista “Sience”, la scoperta dell’anno, che conferma una previsione fatta cento anni prima dalla teoria della relatività generale di Einstein.
L’osservazione diretta delle onde che increspano lo spazio-tempo risale al 15 settembre 2015, ma annunciata cinque mesi dopo per dar modo ai ricercatori delle antenne americane LIGO di compiere verifiche circostanziate e anche per discuterne i risultati con i colleghi dell’antenna italo-francese VIRGO. A marzo 2017 dovrebbe incominciare le misure VIRGO, e le tre antenne insieme potranno identificare la direzione di provenienza dei segnali.
L’onda gravitazionale del 15 settembre 2015 era stata generata da due buchi neri lontani 1,3 miliardi di anni luce, ognuno di circa trenta masse solari. Nella fusione dei due oggetti ultracompatti, tre masse solari si dissiparono sotto forma di energia gravitazionale.
Di altri maggiori risultati scientifici la classifica di “Science” segnala gli esopianeti (in particolare quello di Proxima Centauri), l’Intelligenza Artificiale (in particolare la vittoria ottenuta dal computer sul supercampione umano nel gioco cinese del go), l’esperimento sull’uccisione di cellule vecchie per rimanere giovani, le ricerche sulla “mente” delle scimmie antropomorfe, la progettazione di proteine, la “costruzione in laboratorio di ovuli di topo, la scoperta che fu una singola ondata di migrazione a diffondere Homo sapiens nel mondo, nuove tecniche di sequenziamento del DNA e la realizzazione di meta-lenti con meta-materiali.

  
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L'ora d'inizio 2017

Messaggio  Annali il Mer Dic 28, 2016 8:17 pm

A mezzanotte del 31 dicembre 2016 dovremo contare un secondo in più. In pratica dalle h 23 : 59’ : 59” si passerà alle h 23 : 59’ 6” prima di poter dire, alle h 00 : 00’ 01”, che è iniziato il 2017. Il secondo aggiunto è stato deciso dal Servizio Internazionale Rotazione della Terra e Sistemi di Riferimento, per mettere d’accordo il tempo scandito dalla rotazione terrestre (la quale rallenta, per di più in modo irregolare) con il tempo precisissimo scandito dagli orologi atomici, che invece impiegano milioni di anni per accumulare un secondo di scarto. In definitiva, l’ultimo minuto del 2016 durerà 61 secondi anziché i soliti 60.
L’aggiunta avverrà alla mezzanotte del Tempo Universale di Greenwich, quando in Italia sarà l’una. Per convenzione il giorno, cioè il tempo impiegato dalla Terra per compiere un giro su se stessa, dura 86.400 secondi esatti ma in realtà circa ogni 18 mesi si accumula un secondo di ritardo. Il disaccordo tra il tempo della rotazione terrestre, detto “astronomico”, e il tempo atomico viene quindi periodicamente corretto. La rotazione della Terra in complesso tende a rallentare poiché gli attriti delle maree sottraggono quantità di moto. Ciò però avviene ad un ritmo imprevedibile, con accelerazioni e rallentamenti stagionali dovuti a spostamenti di masse nell’interno del pianeta, nelle acque oceaniche e nell’atmosfera, come si vede chiaramente nel grafico, che riporta le variazioni dalla primavera del 1979 alla primavera del 2012. Dal 2006 al 2016 il giorno astronomico è diventato più lungo di 0,011 secondi.
La sincronizzazione delle reti di distribuzione elettrica, dei computer collegati con Internet, dei satelliti di navigazione e così via avviene con orologi atomici. Il tempo astronomico si inserisce in questo concerto perfetto come una nota dissonante. Inserire il secondo aggiuntivo comporta infatti la regolazione di tutti i sistemi e i servizi che utilizzano il tempo atomico. Per questo la maggior parte della comunità scientifica e civile sarebbe favorevole all’abolizione del tempo astronomico. Ma non tutti gli astronomi, specie quelli di Greenwich e del Naval Observatory statunitense, sono d’accordo. Nel corso dei millenni, infatti, si arriverebbe ad avere il Sole in orario notturno e viceversa.

  

Da Astronomy News

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Dic 20, 2016 10:42 pm




In questo disegno stiamo vedendo il cuore della Terra con occhi sensibili ai flussi magnetici prodotti dalle “correnti a getto” degli strati di magma profondi: questa è  la “dinamo della Terra”. I dati vengono dalla costellazione dei tre satelliti “Swarm” dell’Agenzia spaziale europea lanciati nel 2013 e progettati per misurare il magnetismo terrestre generato dalla rotazione del nucleo, dai moti convettivi del mantello, dalla crosta (litosfera), dagli oceani (correnti marine), dalla ionosfera e dalla magnetosfera. L’insieme di questi flussi magnetici forma la magnetosfera che, come uno scudo, protegge la Terra dalla radiazione cosmica e dalle particelle elettricamente cariche del vento solare.
Insieme con la propagazione delle onde dei terremoti, lo studio del campo magnetico è uno dei pochi strumenti che i geologi hanno a disposizione per scoprire che cosa succede nelle profondità del nostro pianeta: “Conosciamo l’interno del Sole – dice uno dei geofisici partecipanti alla ricerca, Chris Finlay, Università tecnologica della Danimarca – meglio dell’interno terrestre perché il cuore del Sole non è nascosto sotto tremila chilometri di roccia.”
I campi magnetici sono generati dal fluire di correnti di ferro allo stato liquido. Il nucleo terrestre, infatti, è costituito dagli elementi più pesanti e abbondanti, come il ferro. Più precisamente, per via del gradiente combinatio della temperatura e della pressione, il nucleo è fatto di ferro-nichel liquido nello strato esterno, e solido nel nocciolo più interno. I satelliti “Swarm” permettono di separare le diverse componenti magnetiche secondo la loro origine.

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Scoperto un pianeta dove piovono zaffiri e rubini

Messaggio  Annali il Gio Dic 15, 2016 10:27 pm

Sebbene l’astronomia ci abbia abituati a non sorprenderci più di niente, un articolo firmato da ricercatori dell’università inglese di Warwick riempie di meraviglia: nell’atmosfera di un pianeta gassoso a 1040 anni luce dalla Terra e 16 volte più grande del nostro, si sono osservati fenomeni meteorologici e climatici.
Sembra che le nuvole di quel pianeta, indicato come “Hat-P-7b, siano composte di corindone, il minerale che noi conosciamo sottoforma di zaffiri e rubini.

Quanto spiega un articolo dell’astrofisico David Armstrong pubblicato su “Nature Astronomy”, è stato ricavato dai dati del satellite della Nasa “Kepler”, che ha posto in evidenza nella luce riflessa dal pianeta cambiamenti interpretabili come forti correnti atmosferiche.
Il pianeta gassoso Hat-P-7b, noto dal 2008, rivolge alla sua stella sempre lo stesso emisfero, la cui temperatura supera i 2500 °C.  40% più grande di Giove e 500 volte più massiccio della Terra, Hat-P-7b orbita nei pressi di una stella due volte più grande del Sole e  50 per cento più massiccia.
Un pianeta che non potrebbe mai essere abitabile per i suoi sistemi meteorologici violenti e le temperature maleodoranti. Un solo lato del pianeta affronta sempre la stella, perché è in rotazione sincrona, e quel lato rimane molto più caldo rispetto agli altri, per la temperatura media  del giorno in HAT-P-7 è di 2860K.


“ Il nostro lavoro – dice David Armstrong – dimostra che il pianeta è attraversato da forti correnti che trasportano le nuvole dal lato notturno verso il lato diurno. I venti cambiano velocità sensibilmente, creando enormi formazioni di nubi che poi si riducono fino a dissolversi. Questa è la prima volta che sono osservati cambiamenti climatici su un gigante pianeta gassoso al di fuori del nostro sistema solare”  


(Meriterebbe una visitina... tanto per essere "venali")



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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Dic 13, 2016 11:52 pm

Il telescopio ALMA dell’ESO in Cile ha individuato la presenza di due esopianeti entrambi di dimensioni simili al pianeta Saturno.
Sono stati individuati in modo indiretto attorno alla stella HD 16296, mostrando due solchi nel disco di polveri e gas che la circonda, interpretati come le zone in cui altrettanti pianeti stanno completando il loro processo di accrescimento e formazione. 



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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Dom Dic 11, 2016 1:03 am

Un chip permetterà di vedere gli esopianeti e analizzarne la luce per scoprire la vita

 
Il concetto è quello del coronografo: nascondere il Sole con una ostruzione interna al telescopio per poterne vedere la corona, che è un milione di volte meno luminosa della fotosfera. Questa operazione, già difficile per il Sole, è difficilissima con una stella, che è puntiforme: osservare eventuali esopianeti con un disco occultatore è una tecnica al limite del possibile. Almeno fino ad oggi. Ma presto non sarà più così. Nessun disco occultatore. L’Australian Institute of Physics ha presentato un chip ottico che esclude la luce della stella, permettendo così di “estrarre” eventuali esopianeti dal suo bagliore. In queste condizioni sarebbe relativamente semplice analizzare la luce riflessa dagli esopianeti con uno spettroscopio per conoscerne la composizione e trarne conclusioni sull’esistenza di forme di vita. Una informazione importante, per esempio, verrebbe dalla scoperta delle righe di assorbimento dell’ozono,  
Lo sviluppo del chip ha richiesto dieci anni di collaborazione tra università e industrie. «Si tratta – spiega il responsabile della ricerca Steve Madden della Australian National University, Canberra – di un interferometro che funziona in modo simile alle cuffie che cancellano il rumore». Nel caso dell’osservazione di esopianeti, «l’interferometro aggiunge onde uguali ma opposte a quelle della luce che proviene dalla stella annullandola: così può emergere la luce più debole».
Nella foto: Stev Madden in laboratorio (Credit Stuart Hay, Anu)

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Elias 2-27 la stella appare come una galassia

Messaggio  Annali il Dom Nov 06, 2016 8:56 pm

Scoperta da ALMA (Atacama Large Millimeter-submillimeter)  una giovanissima stella avvolta da un disco turbinante di gas e polvere, denominata Elias 2-27. È la prima osservazione di questo tipo di struttura attorno a una stella di recente formazione prodotta dalle onde di densità, ovvero perturbazioni gravitazionali che danno vita a bracci simili a quelli di una galassia.  
Elias 2-27, la cui età è stimata attorno al milione di anni, si trova a circa 450 anni luce dalla Terra nel complesso di formazione stellare dell’ Ofiuco.  Nella regione più prossima alla stella, ALMA ha individuato un disco appiattito di polvere, tipica caratteristica delle giovani stelle, che si estende a una distanza superiore a quella che compete all’orbita di Nettuno nel nostro Sistema solare. Oltre questo disco, il telescopio europeo sull’altopiano di Atacama, sulle Ande cilene, ha osservato una banda scura, indice in quella zona di una bassa presenza di polvere, dove però, potrebbe esserci un pianeta in formazione. Da questa zona poi partono due estesi bracci di spirale che si estendono per oltre 10 miliardi di chilometri dalla stella.
Grazie  ad ALMA ora è possibile comprendere la formazione dei pianeti in altri sistemi stellari, osservando direttamente con livelli di dettagli mai raggiunti prima, cosa succede all’interno dei dischi protoplanetari.

  

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Il quasar più lontano mai rilevato

Messaggio  Annali il Dom Nov 06, 2016 12:48 am

Le lenti gravitazionali sono un fenomeno previsto da Einstein, ritenuto però difficile da osservare. Nell’effetto della lente gravitazionale, la radiazione di una sorgente lontana è concentrata da una grande massa interposta che distorce lo spazio-tempo, divenendo  percepibile da un osservatore allineato con i due oggetti remoti. Gli effetti di lenti gravitazionali erano noti già dal 1970, ma mai una lente gravitazionale si era manifestata in modo così efficace come quella che ha permesso di captare due lampi di raggi gamma con i telescopi Cherenkov dell’isola di La Palma nell’arcipelago delle Canarie. 
I fotoni gamma sono stati emessi sette miliardi di anni fa in un flare del quasar QSO B0218+357, quando l’universo aveva la metà dell’età di oggi. Un miliardo di anni dopo quei fotoni si sono trovati a passare in una regione dello spazio deformata dalla galassia B0218+357G, esattamente allineata con il quasar e la Terra. La deformazione non essendo del tutto simmetrica, i fotoni gamma hanno seguito due percorsi di lunghezza lievemente diversa: così le parabole di specchi “Magic” hanno registrato un primo getto di fotoni gamma e poi 11 giorni dopo, un secondo, ritardato a causa del percorso più lungo. Un ritardo di 11 giorni su 7 miliardi di anni, un “difetto” della lente gravitazionale non è poi tanto grave. L’eccezionale doppia osservazione è avvenuta nel mese di luglio del 2014, la prima con lo strumento LAT del satellite “Fermi” per alte energie, e Magic l’ha confermata. Undici giorni dopo, con un cielo buio, senza Luna, ecco arrivare il secondo lampo, atteso dagli astrofisici, ben preparati ad riceverlo guardando nella giusta direzione. Così QSO B0218+357 è diventato il quasar più lontano mai rilevato nei raggi gamma ad alta energia, e la lente gravitazionale della galassia B0218+357G una delle migliori documentate.

      

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Censire gli asteroidi

Messaggio  Annali il Dom Ott 30, 2016 3:18 pm

Il catalogo degli asteroidi che si avvicinano pericolosamente alla Terra ha raggiunto il traguardo di 15.000, da ricordare che solo tre anni fa le rocce spaziali minacciose che conoscevamo erano 10.000.
Quest’aumento implica due cose, cioè che la ricerca di questi oggetti diventa sempre più mirata, e che il numero degli oggetti più piccoli ma non meno temibili è davvero molto grande. Ufficialmente sono considerati NEO, (Near-Earth Objects), gli asteroidi e i resti di comete con diametro compreso tra 10 metri e 10 chilometri. Dalle stime ottenute emerge che il numero complessivo di asteroidi e comete nel Sistema solare sia di circa 700 mila. Si ritiene avere scoperto il 90 per cento degli oggetti con dimensioni superiori al chilometro, conoscendo però, probabilmente solo il 10 per cento dei NEO con diametro dell’ordine di 100 metri e solo l’uno per cento di quelli di sotto i 40 metri.
E’ comunque rassicurante sapere ci sia solo una piccola probabilità di collisione con uno di questi 15.000 NEO nei prossimi quarant’anni. Il rischio più recente l’abbiamo corso il 7 settembre 2014, quando un piccolo masso spaziale è passato ad appena 34 mila chilometri dalla Terra, meno di un decimo della distanza della Luna e al di sotto dell’orbita geostazionaria. Nel 2018 diventerà operativo in Cile uno strumento ancora più potente di quelli oggi usati in Arizona e alle isole Hawaii: il Large Synoptic Survey Telescope.


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Schiaparelli si è schiantato

Messaggio  Annali il Sab Ott 22, 2016 12:22 am

Nella sua brevissima vita di 5 minuti, il lander “Schiaparelli” della missione europea “ExoMars” ha lavorato bene. L’analisi dei dati dice che durante la discesa su Marte il suo strumento DREAMS (Dust Characterisation Risk Assesment and Enivinment Analyser on the Martian Surface) ha comunicato con l’orbiter TGO trasmettendogli dati sulle polveri incontrate nell’atmosfera marziana fino alla quota alla quale il contatto si è interrotto, 50 secondi prima dell’atterraggio. 
 
Il satellite “MRO” della Nasa ha individuato il 20 ottobre l’immagine di una ristretta zona del Meridiani Planum il cratere da impatto con i resti di “Schiaparelli”, che misura all’incirca 15 x 40 metri. Individuato anche il paracadute, un diametro di 12 metri circa un chilometro più a nord.
Si stima che Schiaparelli sia sceso in caduta libera da una quota compresa tra 2 e 4 chilometri, toccando il suolo marziano alla velocità di 200 chilometri l’ora. Le dimensioni del cratere fanno pensare che il lander sia esploso nell’impatto, poiché i serbatoi del propellente che avrebbero dovuto frenarlo erano ancora quasi pieni. Dato che la traiettoria di caduta è stata ripresa da tre diverse posizioni, si pensa di poter ricostruire l’incidente in modo preciso e particolareggiato. Per ora quale sia stata l’anomalia che ha compromesso l’impresa di “Schiaparelli”, non è ancora stato chiarito.
L’orbiter di ExoMars che per sette mesi aveva viaggiato con “Schiaparelli” segue regolarmente la sua orbita con un periodo di 4,2 giorni, con il punto più lontano a 101.000 chilometri da Marte e il più vicino a 3691.
  

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Schiaparelli in arrivo su Marte

Messaggio  Annali il Lun Ott 17, 2016 4:26 pm

Visualizzazione del modulo ExoMars Schiaparelli mentre entra per scendere attraverso l'atmosfera e atterrare su Marte. L'animazione segue una linea temporale simulata del modulo, da quando si entra nell'atmosfera a un’altitudine di 121 km in 14:42 GMT. In sei minuti userà uno scudo termico, paracadute e propulsori a freno da ventuno chilometri l'ora a un punto morto nei pressi di 2 metri sopra la superficie, dove una struttura deformabile sul lato inferiore sarà in grado di assorbire lo shock finale.

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Olimpiadi dell'Astronomia

Messaggio  Annali il Ven Ott 14, 2016 6:02 pm

Gli studenti italiani alle Olimpiadi Internazionali dell’Astronomia , svolte in Bulgaria, hanno conquistato una medaglia d'oro e due di  bronzo. L’oro è di Jacopo Guoy Chen (Liceo statale Landi di Velletri), primo assoluto nella prova teorica; i bronzi sono di Pietro Benotto (IISS Vallauri di Fossano) e Pica Ciamarra (Liceo classico statale Vittorio Emanuele II di Napoli). 
La prova teorica riguardava l’orbita di un satellite intorno a Marte, adatto per osservare eclissi solari, le variazioni della durata del giorno dovute all’influsso gravitazionale della Luna, la minima dimensione di un oggetto di Kuiper osservabile con un telescopio e la ricostruzione di una battaglia tra bulgari e bizantini avvenuta nell’813, in cui fece la comparsa una cometa.
Nella prova pratica i concorrenti dovevano ricavare dalle effemeridi i dati dell’orbita di una cometa, oppure stimare alcuni parametri ricavabili dal grafico della prima onda gravitazionale osservata dalle antenne LIGO negli Stati Uniti.
Bravissimi, ragazzi, scienziati del nostro futuro, complimenti...
     

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Binaria da record

Messaggio  Annali il Mer Ott 12, 2016 11:21 pm

Utilizzando i dati del Fermi Gamma-ray Space Telescope e altri servizi, un team di ricerca internazionale ha scoperto la stella doppia prima gamma, in un'altra galassia. Si tratta di un sistema binario chiamato LMC P3 contenente una stella massiccia e un nucleo stellare collassato, che interagiscono tra loro per produrre una corrente ciclica di raggi gamma, la forma più energica di luce. 


LMC P3 si trova sui resti espansione di una supernova nella Grande Nube di Magellano (Grande Nube di Magellano, LMC), una piccola galassia vicina, a circa 163.000 anni luce di distanza ed è un raro esemplare di binaria gamma, il solo a oggi mai individuato al di fuori della nostra galassia.

Il sistema binario è formato da due oggetti in rotazione l’uno attorno all’altro, dei quali il più massiccio dei due è una grande stella calda con una massa stimata fra 25 e 40 masse solari e la temperatura in superficie che tocca i 33 mila gradi. Il secondo oggetto potrebbe essere una stella di neutroni, o un buco nero. Al momento nulla di più preciso è possibile rilevare.





Animazione realizzata per l’occasione dagli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA. 

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Due stelle per un pianeta

Messaggio  Annali il Dom Ott 09, 2016 2:38 pm

.Con il telescopio spaziale Hubble e un team di astronomi è stata confermata l'esistenza di un pianeta OGLE-2007-BLG-349 nei pressi di due stelle che orbitano nel sistema a circa 8.000 anni luce di distanza verso il centro della nostra galassia. 
Il pianeta ruota a circa 483 milioni di chilometri dal duo stellare, approssimativamente la distanza tra la fascia di asteroidi e il nostro Sole, impiegando circa sette anni per orbitare intorno a entrambe le stelle.
La distanza tra le due stelle nane rosse è di circa 11.200 mila chilometri, calcolata 14 volte il diametro dell'orbita della Luna intorno alla Terra. 
Con le osservazioni di Hubble, è la prima volta che un sistema a tre corpi con l'effetto di microlente viene confermato. Il microlensing si verifica quando la gravità di una stella in primo piano piega la luce di una stella di fondo e rafforzato, quando entrambe allineate per periodi brevi. Il carattere speciale dell’amplificazione di luce è in grado di fornire indicazioni circa la natura della stella in primo piano e rivelare  eventuali pianeti esistenti. 

Ora che la squadra ha dimostrato che il microlensing può registrare con successo pianeti intorno a stelle binarie, Hubble potrebbe svolgere un ruolo cruciale in questo nuovo spazio per successive ricerche di pianeti extrasolari.

 

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Preziosità dallo spazio

Messaggio  Annali il Lun Set 26, 2016 12:32 am

Già da tempo si conosceva fossero le supernova a generare gli elementi più pesanti, e fra questi l’oro. Ultimamente si è scoperto un altro fenomeno astrofisico in grado di produrre metalli preziosi. Sono le fusioni di oggetti compatti quali stelle di neutroni e buchi neri che scatenano brevi lampi gamma, eventi esplosivi, chiamati "kilonova" perchè la luminosità è superiore a quella di una supernova. Da questi violenti “abbracci”sono generati oro, uranio, platino, argento, oltre  altri elementi ad alto peso atomico.


Nel disegno, le 4 fasi che da una coppia di oggetti ultradensi portano al fenomeno delle kilonova.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Mer Set 07, 2016 4:48 pm


Il 7 settembre appuntamento con un asteroide che 'sfiorerà' la Terra, ma senza rischi
(fonte: NASA/JPL-Caltech)

Questa sera appuntamento con l'asteroide 2016 RB1, che 'sfiorerà' la Terra ad un decimo
della distanza che la separa dalla Luna, ma senza alcun rischio per il pianeta. La sua scoperta
è stata annunciata meno di 24 ore fa dalla Survey del Mount Lemmon in Arizona, ma pur
trattandosi di un passaggio molto ravvicinato, visto che si troverà a 40.000 chilometri
dall'orbita terrestre, non c'è da preoccuparsi, assicurano gli esperti.

''Si tratta di un oggetto largo 10 metri, quindi piccolo, ma il suo passaggio, previsto per le
19.20 italiane, è eccezionalmente ravvicinato'', commenta Gianluca Masi, responsabile
del progetto Virtual Telescope, che ha contribuito all'osservazione e il calcolo della posizione
di 2016 RB1.

(Fonte: ANSA)

Serenità Smile

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La nube boomerang

Messaggio  Annali il Lun Set 05, 2016 2:01 am

La Nube di Smith, dal nome della studentessa di Astronomia che la scoprì negli anni 1960, è una nube interstellare d’idrogeno estesa per 9.800 anni luce di lunghezza e 3.300 di larghezza.
Si sta muovendo velocemente verso la Via Lattea, a 241 chilometri al secondo, e sino a questo momento sembra sia stata protetta dalla disgregazione da uno scudo di materia oscura.
È ritenuto che milioni di anni fa si sia scontrata con la nostra galassia senza subire danni, grazie al guscio che la protegge, e che potrebbe preservarla anche quando fra 30 milioni di anni è previsto un incontro ravvicinato con la Via Lattea.

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  eroil il Gio Set 01, 2016 10:04 pm



Un anello di fuoco comparirà il primo settembre nel cielo: è l'affascinante fenomeno dell'eclissi
anulare di Sole che aprirà il mese di settembre. Non sarà visibile dall'Italia, mentre si potrà
osservare molto bene dall'Africa meridionale. Lo spettacolo migliore si potrà godere
da Tanzania, parte del Madagascar, isole Reunion e oceano Atlantico.

L'appuntamento con la prossima eclissi anulare di Sole è nel febbraio 2017 e sarà visibile
in Cile, Argentina e Africa.
(fonte ANSA)

eroil

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Scontro e fusione fra stelle a neutroni

Messaggio  Annali il Mer Ago 31, 2016 5:45 pm

I lampi di raggi-gamma (GRB) sono fra le più violente emissioni di energia che si possano immaginare nel nostro Universo.
Nell’immagine è stato ricostruito l’evento del 3 settembre 2014, quando una fortissima emissione di raggi gamma fu raccolta dal telescopio Swift della NASA e di seguito dal telescopio Gemini alle Hawaii.
In un recente articolo pubblicato dai ricercatori NASA, spiegano che avvenne in una galassia a circa 3,9 miliardi di anni luce di distanza, prodotto dallo scontro e dalla fusione di stelle a neutroni.
Visibile nel centro dell’immagine un massiccio oggetto, forse un buco nero o una stella a neutroni molto massiccia, in rosso rappresentata una parte del materiale prodotto dallo scontro rimasto attorno all’oggetto centrale e che sta precipitando all’interno. L’arancione rappresenta invece il forte vento di particelle in allontanamento, mentre in blu è materiale che si sta espandendo a velocità prossime a un decimo di quelle della luce.   
Nel riquadro in basso (a sinistra) mostra quanto osservato con il Discovery Channel Telescope; a destra, nel riquadro un frame di quanto registrato il telescopio spaziale X Chandra nelle successive settimane, che ha permesso di osservare la diminuzione nel tempo dell’energia prodotta dall’evento.
   

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Sperimentare sott'acqua la gravità su Marte

Messaggio  Annali il Ven Ago 12, 2016 10:59 pm

Sei astronauti, in vari turni, hanno trascorso 16 giorni sott’acqua a venti metri di profondità nell’oceano Atlantico,in vicinanza della costa della Florida. Dotati di zavorre adeguate, gli astronauti hanno simulato la gravità di Marte (circa un terzo di quella terrestre) imparando a camminare in condizioni di peso ridotto, in un ambiente estremo che ha messo a dura prova risorse fisiche e psicologiche.




La risalita in superficie ha comportato una decompressione durata 16 ore. 




Il programma si chiama NEEMO, una missione della NASA, il cui scopo oltre l’addestramento degli astronauti, è quello di testare equipaggiamenti innovativi in vista di viaggi interplanetari, specialmente le tute da adottare e i dispositivi di sopravvivenza. 
 

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La "linea di neve" vista da ALMA

Messaggio  Annali il Sab Lug 16, 2016 12:24 am

Grazie ad ALMA è stata osservata per la prima volta, all'interno di un disco protoplanetario, la “linea di neve” dell'acqua: il confine termodinamico oltre il quale la temperatura del disco di gas e polveri che circonda una stella giovane scende fino al punto da formare  ghiaccio.
Queste stelle giovani spesso sono circondate da un denso disco di gas e polvere in rotazione, detto disco proto planetario, dal quale nascono poi i pianeti.
La quantità di calore emanata da una stella del tipo solare emana la quantità di calore sufficiente da fare in  modo  che l’acqua all’interno del disco rimanga allo stato gassoso fino a una certa distanza.
Oltre un certo limite, a causa della pressione molto bassa, le molecole d’acqua passano direttamente dallo stato gassoso a quello solido, formando una patina di ghiaccio sui grani di polvere e di altre particelle. Questa zona del disco protoplantario dove l’ acqua passa da gas a solido è appunto chiamata “linea di neve.


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Hitomi alla deriva nello spazio

Messaggio  Annali il Lun Lug 11, 2016 6:14 pm

Hitomi (“pupilla” in lingua giapponese)
7 luglio 2016.
L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha reso noto che le comunicazioni con il proprio satellite per l’astronomia a raggi X “Hitomi” (ASTRO-H), lanciato nel febbraio 2016, si sono interrotte.
Prima di perdere i contatti con le basi Terra, il suo “occhio”, ha potuto inviare interessanti notizie, anche se brevi, sull’enorme ammasso di galassie nella costellazione di Perseo e informazioni sui buchi neri nel loro centri.
 

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mar Giu 28, 2016 12:05 pm

La Brexit non vale per lo spazio. Sembra un paradosso ma mentre la Gran Bretagna ha espresso la volontà di uscire dall’Unione Europea il suo impegno nei programmi spaziali europei è crescente e molte sono le domande riguardo le conseguenze che avrà sul settore, tra i più fiorenti dell’economia inglese. 
Sarà anche per questo che all’indomani del voto il direttore generale dell’ESA Worner ha dichiarato che la Brexit non pregiudicherà l’appartenenza del Regno Unito all’Agenzia Spaziale Europea, dato che l’ESA è un’organizzazione intergovernativa distinta dall’Unione Europea. 
Già nel 2010 con la fondazione della UK Space Agency la Gran Bretagna aveva affermato la propria volontà di riunire le attività spaziali sotto un’unica direzione. Tre anni dopo l’apertura dell’ECSAT la prima struttura dell’Agenzia Spaziale Europea sul suolo britannico, ha ulteriormente sottolineato l’interesse del governo inglese negli investimenti sia in campo spaziale che nell’ambito dell’ESA. 
Lo sviluppo di Skylon, uno spazioplano riutilizzabile, in grado di raggiungere l'orbita terrestre con un solo stadio decollando ed atterrando come un aeroplano convenzionale, farebbe raggiungere al Regno Unito una posizione di leadership in un mercato in crescita come quello dei lanciatori spaziali. 
Per quanto riguarda programmi europei la Gran Bretagna è in prima linea con la partecipazione allo sviluppo di alcuni componenti del payload di Galileo e ha recentemente finanziato la seconda parte della missione ExoMars con 19 milioni di euro, il contributo più consistente dopo quello italiano. Sul fronte volo umano poi, l’astronauta Tim Peake, tornato a Terra dopo sei mesi di permanenza sulla ISS con la missione Principia, è il primo cittadino britannico ad essere stato selezionato come astronauta ESA.>> 
fonte: http://www.asi.it/it/news/la-brexit-...er-lo-spazio



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Re: notizie "astronomiche"

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