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Misteri: Stranezze e curiosità

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Re: Misteri: Stranezze e curiosità

Messaggio  Annali il Mar Mag 31, 2016 10:48 pm

Airplanes rolling over highway at Leipzig-Halle Airport in Germany

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Re: Misteri: Stranezze e curiosità

Messaggio  Annali il Sab Mag 28, 2016 12:27 am

Luoghi che esistono ma che noi non visiteremo mai... 


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ETICHETTE RFID (ovvero elaborazione ubiquitaria)

Messaggio  Annali il Mar Mag 24, 2016 1:34 am

La sigla significa “ Radio Frequency Identification” e si trova in tutto quanto è intorno a noi.
È una tecnologia sempre più utilizzata nella logistica, nella sicurezza e nella bioingegneria.
Si trova nelle carte di credito, nelle confezioni dei supermercati, nell’abbigliamento e nei microchip dei cani. Ovunque, insomma. Ha scalzato il vecchio codice a barre.
Li usano fabbricanti e venditori per il controllo delle merci, per conoscere cosa si vende più fretta, quando fare rifornimenti e riordini. Le etichette sono usate anche nelle linee aeree, per i bagagli per evitare di fare la scansione del codice a barre. Si usano per le patenti di guida, nelle tessere di fedeltà nei supermercati, nei telepass ai caselli…
La fonte assoluta di ogni sapere!
Questo primo stadio dell’elaborazione ubiquitaria, in cui sono inserite le informazioni, è chiamato: “everyware”,  ed è destinato a far parte della nostra quotidianità.
Congegni che magari, si suppone in tempi prossimi possano comunicare fra loro, e perché no? Farci diventare anche noi, parte della rete, in perfetta fusione con le macchine…
  

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Batteri glaciali con nuovo tipo di metabolismo

Messaggio  Annali il Lun Mag 16, 2016 1:13 pm

La notizia riguarda la vita terrestre ma è molto interessante per chi è interessato alla ricerca di semplici forme di vita extraterrestri su pianeti e satelliti dove esiste ghiaccio di acqua. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca ha scoperto che sul ghiacciaio di Forni, in Italia, e su quello di Baltoro, nel Kashmir, esistono batteri con due tipi di metabolismo prima sconosciuti. Abbiamo quindi batteri “glaciali” con quattro possibili metabolismi: respirazione, fotosintesi che genera ossigeno o clorofilliana (tipica delle piante), un altro metabolismo fotosintetico che non produce ossigeno e l’ossidazione del monossido di carbonio (il più esotico). La prima conclusione che se ne può trarre è che la biologia, e quindi l’esobiologia, hanno molta più fantasia di quanto finora si pensava. 
L’articolo è stato pubblicato il 10 maggio sulla rivista “ISME Journal”, appartenente al gruppo di “Nature”. 
  
  da Astronomia News

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Arrivi e partenze sul filo dell'...impossibile!

Messaggio  Annali il Lun Mag 09, 2016 12:01 am

Si parte! allacciate le cinture!!!


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Il becco del picchio

Messaggio  Annali il Sab Apr 30, 2016 9:56 pm

L’impatto che la testa di un picchio sopporta a ogni colpo di becco, equivale a una forza di decelerazione mille volte superiore a quella di gravità. Come riescono a sopportarlo ed evitare danni al cervello?
Domanda che si sono posti alcuni scienziati decisi a scoprirlo, per mezzo di varie tecnologie tra cui, fotografie, sensori di forza e TAC, grazie alle quali sono stati individuati tre meccanismi in grado di proteggere il cervello del picchio.
Il più importante dei quali, risultante dall’osso ioide, che gira intorno all’interno del cranio e agisce come cintura di sicurezza. Inoltre, la metà superiore e inferiore del becco sono irregolari e gli uccelli girano anche la testa quando beccano.
Ossa a forma di piastra con struttura spugnosa, infine, distribuiscono la forza intorno al cranio, proteggendo in tal modo il cervello. 
 

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Riprese al volo "d'uovo"!

Messaggio  Annali il Dom Apr 10, 2016 11:52 pm

Un finto uovo, contenente una camera trappola, attrae l’attenzione di un pennuto che spinto dalla fame lo agguanta tra gli artigli e si alza in volo, mentre un altro uccello filma le riprese aeree di una colonia di pinguini. Quando l’uovo sfugge dalle zampe del pennuto ricade a terra e precipita lungo un pendio è subito rincorso da due avvoltoi. Tra uno sbattere d’ali, sguardi incuriositi dei pinguini, l’uovo ritorna nel mezzo della colonia creando scompiglio e confusione.

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La penna stilografica

Messaggio  Annali il Sab Apr 09, 2016 11:40 pm

Alla vigilia dello storico volo New York-Parigi senza scalo, Charles Linderbergh nel maggio 1927, portò un solo oggetto personale sul suo”Spirit of S. Louis”: la sua Waterman.
Con questa penna stilografica era solito scrivere tutte le cartoline che inviava dopo le grandi transvolate cui aveva abituato il mondo.
Certo oggi i tempi sono cambiati e nell’età del computer lo scrivere è diventato un’attività da compiere nel minor tempo possibile.
Nonostante ciò per alcuni, il piacere della bella grafia non è affatto morto. Per gli appassionati, nomi come Waterman, Pelikan, Parker, Du Pont, Mont-Blanc, continueranno a significare qualcosa.
La penna stilografica non è solamente uno strumento di scrittura, ma un oggetto personale talvolta irrinunciabile. Una volta era regalata a chi aveva sostenuto gli esami di maturità ed era quasi un rito di passaggio verso l’età adulta.
L’inventore della prima stilografica, oggetto il cui possesso e uso oggi potrebbe apparire un tantino snob, fu l’americano Lewis Edson Waterman, capostipite di una delle case di produzione più famose.
 Nel 1883, svolgeva la professione di assicuratore, e appunto, trattando con un grosso cliente, al momento della firma del contratto, la penna a “serbatoio” appena acquistata, comincia a spandere l’inchiostro sul ricco signore e sulla polizza. Il cliente se ne va infuriato e il contratto salta.
Waterman, da quel momento, decide di dedicare la sua vita a creare un tipo di penna affidabile, che non presenti più questi inconvenienti. L’anno successivo deposita il brevetto della penna stilografica con la quale si firmeranno i trattati internazionali più importanti e possederne una diventerà ben presto uno status symbol.
Negli anni venti personaggi come Fred Astaire e il nostro D’Annunzio non se ne separeranno, gli scrittori del decennio successivo avranno con la loro stilografica lo stesso rapporto che un cavaliere medievale aveva con la propria spada.
              

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Gente così...

Messaggio  Annali il Mer Mar 23, 2016 1:58 am

Quasi non li si può guardare...


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Cose da... sportivi

Messaggio  Annali il Lun Mar 21, 2016 11:27 pm

Più stranezze di quanto si vedono qui... altro che sport...

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L'invenzione della ruota

Messaggio  Annali il Gio Mar 17, 2016 9:41 pm

La ruota più antica conosciuta è stata trovata in uno scavo archeologico della Mesopotamia,  risalente  a circa il 3500 a.C.,il periodo conosciuto come Età del Bronzo, epoca sostanzialmente tardiva nella storia dello sviluppo della civiltà umana. Le prime tracce di utilizzo del fuoco sono attribuite all’Homo Erectus, a circa 400 mila anni fa, perl’introduzione dell’agricoltura si fa risalire ad almeno 10 mila anni fa.
La ruota è stata inventata a quel punto della storia perché sarebbero stati necessari strumenti di metallo e scalpello per realizzare fori e assi. Un vero colpo di genio l’invenzione della ruota, però molto complessa, imperfetta, quindi se non ancora utile per il trasporto molto pratica  per la produzione dei vasi.

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I segreti di Jules Verne

Messaggio  Annali il Mar Mar 08, 2016 5:02 pm

Negli spazi aerei di tutto il mondo nel 1886, luci misteriose appaiono nel cielo, strane bandiere nere punteggiate di stelle, con un sole dorato al centro, un fermento d’incredibili fenomeni e squilli di trombe.
Uno dei tanti viaggi straordinari raccontati da Jules Verne inizia cosi, pubblicato in Francia con il titolo: “Robur, il conquistatore”.
La scena, dopo un brillante incipit satirico, dove due gentiluomini, un americano e uno inglese, dopo un’accesa controversia si spostano al raduno di scienziati intenti a discutere un dettaglio fondamentale di un loro progetto, un dirigibile chiamato Goahead: i propulsori vanno posti a poppa oppure a prua? Si fa avanti un certo Robur, che provoca gli autorevoli accademici schernendo la loro convinzione per cui le macchine volanti debbano essere per forza più leggere dell’aria. In quell’epoca, il dibattito sulle ipotetiche macchine volanti più pesanti dell’aria era molto acceso.
Robur dichiara di aver compiuto la conquista dell’aria con un apparecchio più pesante di essa e di essersi quindi nominato “Conquistatore” a ragion veduta, fa infuriare talmente tanto gli scienziati che questi lo inseguono all’esterno, dove lui sparisce nel nulla.
Tornerà a tarda notte per rapire alcuni membri dell’istituto portandoli poi a bordo del suo “Albatros”, uno sconvolgente enorme elicottero con diversi rotori orizzontali e verticali. È un grande veliero con decine di eliche al posto delle vele, decorato con le bandiere nere con le stelle e il sole giallo, proprio la fonte misteriosa delle luci apparse nel cielo all’inizio del romanzo. Uno degli uomini dell’equipaggio suona la tromba.
Il viaggio sarà denso di rocambolesche avventure, inganni, esplosioni, battaglie aeree.
L’avventura abbonda, così come una certa satira nei confronti della comunità scientifica, spesso capace, pur di non intaccare le proprie convinzioni, di negare ciò che vede con i propri occhi.
Dieci anni dopo la pubblicazione del romanzo, si verificò un’ondata di avvistamenti UFO.
Furono battezzati “velivoli misteriosi” o “ velivoli fantasma”. Erano simili a sigari, specie di dirigibili ma assai più veloci, con strane luci.
I giornali di ogni parte degli Stati Uniti ne parlarono, sono stati contati più di 1500 articoli riguardanti il fenomeno “macchine volanti”.
Giulio Verne, con il suo “Robur” era stato l’iniziatore di un’era? Come poteva possedere tanta inventiva da precorrere i tempi delle invenzioni?
 

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Re: Misteri: Stranezze e curiosità

Messaggio  Annali il Ven Mar 04, 2016 2:12 am

Con fotoshop si possono fare le cose più strane, come questa del fotografo Nathan Colantonio

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Il Cavallo Bianco di Uffington

Messaggio  Annali il Ven Feb 26, 2016 10:57 pm

Il Cavallo Bianco di Uffington è uno dei più antichi geoglifi tracciati sulle colline della Gran Bretagna, ed è stata, forse, l’ispirazione della creazione di tutte le figure presenti sulla White Horse Hill.
Da esami archeologici eseguiti nel 1994, utilizzando il metodo della luminescenza, è stato accertato che la figura risale a 3.000 anni fa, all’età del bronzo. È una figura misteriosa e straordinaria, lunga 114 metri e alta 34, incisa sulla superficie del suolo con solchi nel terreno profondi un metro, visibile solo dall’alto. Non si sa chi l’abbia realizzata e perché.
È stato a lungo dibattuto se la figura di gesso voglia rappresentare un cavallo bianco o un altro animale, nonostante ciò è stato chiamato cavallo almeno fin dall’undicesimo secolo. Un rotolo di pergamena di Abingdon, scritto da monaci tra il 1072 e il 1084, parla di “mons albi equi” (“la collina del cavallo bianco”) a Uffington.
Alcuni studiosi ritengono che la figura rappresenti una “divinità cavallo” collegata con la tribù dei Belgi, altri invece pensano che il cavallo rappresenti un simbolo tribale forse collegato ai costruttori di Uffington Castle, una fortezza che risale all’età del ferro.
È la sola figura di gesso che in genere gli scienziati del Regno Unito accettano come veramente “preistorico”.

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Timelapse sulla crescita dei funghi

Messaggio  Annali il Mer Feb 24, 2016 10:38 pm


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Il sacerdote canterino...

Messaggio  Annali il Ven Feb 19, 2016 11:00 pm

Grande sorpresa per la coppia di sposi che ha ricevuto  il regalo più bello da parte del sacerdote che li ha proclamati marito e moglie: durante la cerimonia, sull’altare, al posto dei soliti auguri convenzionali ha intonato  per loro una canzone: Halleluja, ricevendo una standing ovation da parte di tutti i presenti per la sua bravura.



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Re: Misteri: Stranezze e curiosità

Messaggio  Annali il Ven Feb 19, 2016 4:02 pm

Quando si tratta di vecchie Jeep,  è noto che bisognerebbe saperle smontare e rimontare, poichè hanno dei problemi di trasmissione e può capitare che si rompano.
Alla Canadian Forces Base in Gagetown, le truppe militari hanno imparato a smontare e rimontare jeep e sono diventati così abili, che lo sanno fare in meno di quattro minuti.

 

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La Bibbia del Diavolo

Messaggio  Annali il Sab Feb 13, 2016 1:16 am

Il Codex Gigas, noto come “La Bibbia del Diavolo” è uno dei più strani manoscritti del mondo e probabilmente il più grande: misura 1 metro di lunghezza e richiede lo sforzo di almeno due persone per sollevarlo.
La sua origine è ancora sconosciuta, una nota scritta a margine del manoscritto attesta sia stato impegnato nel monastero di Sedlec (Boemia) nel 1295 dai monaci di Podlazice.
Nel 1594 Rodolfo II lo portò a Praga nel suo castello, dove rimase fino allo scoppio della Guerra dei Trent’anni, trafugato insieme a tanti altri tesori dall’esercito svedese, entrato poi nella biblioteca della regina di Svezia, nel castello di Stoccolma.
Il sito della Biblioteca Nazionale di Svezia cita una leggenda riguardante la realizzazione del Codex Gigas, secondo la quale si tratterebbe del compito gravoso di un monaco avuto come punizione ed espiazione dei suoi peccati.
Resosi conto che il compito era di là della sua capacità, il monaco si decise a invocare l’aiuto del diavolo, che lo aiutò chiedendo in cambio la sua anima e di essere rappresentato nel codice come pagamento. La leggenda afferma che lo scriba produsse l’intero manoscritto in una sola notte. Il monaco aveva espiato la sua colpa, ma perduta la sua anima e preso dai rimorsi decise di rivolgersi alla Madonna implorandola di salvarlo.
La Madonna accettò di aiutare il penitente, il quale morì pochi istanti prima di saldare il conto con il diavolo.
  

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Le Sirene: Mito o realtà?

Messaggio  Annali il Lun Feb 08, 2016 11:56 pm

Nell’Odissea si narra che le sirene attiravano e perdevano i naviganti, e che Ulisse per ascoltare il loro canto senza perire turò con la cera le orecchie dei compagni, poi si fece legare all’albero della nave. Per tentarlo le sirene gli offrivano la conoscenza di tutto il mondo.
Anche Ovidio racconta nelle sue Metamorfosi delle sirene, figlie della musa Melpomene e del fiume Acheloo.
Si potrebbe continuare a citare di quante trasformazioni abbiano subito nei secoli le sirene, da esseri metà uccelli e per metà donne con i piedi di gallina nella tradizione greca, trasformate progressivamente in donne giovani e belle con la coda di pesce, passando dalla seduzione intellettuale della conoscenza a quella propriamente della tentazione erotica.
 
Le Sirene come descritte da Omero a Platone  e nella varia mitologia, o come intese in altre vesti, mi sembrano ben distanti da come presentate in questo documentario.
 

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Le formiche del miele

Messaggio  Annali il Mar Feb 02, 2016 11:51 pm

Vi sono oltre diecimila specie di formiche conosciute ma le formiche del miele sono le più singolari. A differenza delle api che immagazzinano il miele nei favi, questo tipo di formica immagazzina il nettare nel corpo di operaie mellifere, usate come otri, dalle quali attinge  il miele durante i periodi di scarsità.
Per prelevare il cibo le formiche picchiettano con le proprie antenne quelle delle operaie mellifere che spalancano la bocca per aprire la “dispensa”!
Una speciale valvola gastrica composta di quattro lembi, controlla il flusso in entrata e in uscita.
Le mellifere, solitamente, conducono una vita “sedentaria”, nel sottosuolo sono al sicuro, al riparo da siccità e da insetti predatori. Nel buio sotterraneo si difendono da batteri e funghi cospargendosi di un fluido antibiotico, secreto da una speciale ghiandola.
La catena alimentare inizia con la linfa e il nettare delle acacie, raccogliendoli direttamente dagli arbusti, oppure “spremendo” gli afidi che se ne nutrono per trarne parte della loro secrezione zuccherina, chiamata melata, depositata infine nelle operaie mellifere.
Agli afidi, le formiche per niente “esose”, lasciano loro nettare a sufficienza, praticando anche una sorta di protezione da parassiti e predatori, con vantaggio reciproco da questa collaborazione chiamata, a ragione, simbiosi mutualistica.  
                   

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Fantasia di Lucciole!

Messaggio  Annali il Lun Feb 01, 2016 12:12 am

C'è chi dipinge con il pennello, chi con le mani e chi con ... gli insetti. Un fotografo giapponese  con l'aiuto di alcune migliaia di lucciole e della sua macchina fotografica crea  suggestive immagini. (HIRAMATSU TSUNEAKI)

 

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Piante e ritmo biologico circadiano

Messaggio  Annali il Dom Gen 24, 2016 10:20 pm

Fu grazie alla Mimosa pudica, pianta dell’America centrale che l’astronomo Ortous de Marain nel 1729 scoprì il ritmo biologico circadiano corrispondente, all’incirca, all’alternanza giorno/notte.
Oltre che astronomo era anche geofisico, ma il risultato suo scientifico più importante riguarda la biologia. Interessandosi all’alternarsi delle stagioni e del giorno e della notte pensò di togliere la luce del sole a una pianta, la Mimosa pudica, osservando che al tramonto le sue foglie si chiudevano per riaprirsi il mattino dopo. Mise le piantine in grosse scatole per capire meglio il fenomeno.  Scoperchiandole all’alba e dopo il tramonto ebbe la sorpresa di costatare che le foglie continuavano ad aprirsi e chiudersi regolarmente alla solita ora: le piantine non vedevano la luce del Sole, ma rispondevano a una specie di orologio interno, un orologio biologico.  
Come noi umani abbiamo bisogno della notte, per tanti motivi, anche quello di poter godere delle meraviglie che ci offre l’universo, allo stesso modo anche le piante necessitano dell’alternanza giorno/notte. Un’esigenza che ci accomuna con il mondo vegetale.
Non è di molti anni la scoperta che il nostro patrimonio genetico ha un gruppo di geni identico nel DNA delle piante. Stessi geni che regolano la risposta alla luce non solo negli organismi vegetali ma anche negli animali e nell’uomo. Sono geni comparsi in un’epoca remota, tanto fondamentali per la vita che l’evoluzione biologica li ha conservati intatti nelle alghe fino all’Homo sapiens.
Le piante “vedono”, “sentono”, “toccano”, “comunicano”.
La vita comparsa sulla Terra 3,8 miliardi fa ha dovuto sottostare all’alternanza del giorno e della notte, della luce e dell’ombra, nessun stupore, dunque, che l’esistenza degli organismi viventi sia scandita  dai cicli di 24 ore, di quei “ritmi circadiani” che regolano sonno e veglia, pressione sanguigna, frequenza del battito cardiaco e tante altre funzioni fisiologiche. 
Negli ultimi decenni i biologi del regno vegetale hanno iniziato ad applicare la genetica alle loro ricerche e grazie a questi studi oggi si conoscono bene i fotorecettori delle piante anche a livello molecolare. Per orientarsi nella direzione della luce, per esempio, hanno fotorecettori sensibili alla luce blu, ma ne esistono anche sensibili alla luce rossa, alla luce fioca, a quella intensa, alla durata  dell’esposizione alla luce. Specifici recettori dicono alla pianta quando germinare, quando crescere, quando fiorire e quando è notte. Una maggiore varietà di quella in dotazione dei nostri occhi, con solo quattro tipi di recettori: per il bianco e nero, per il rosso, il verde e il blu. Benché la funzione sia simile, i sensori di luce delle piante, detti “fitocromi” differiscono dai nostri a livello molecolare perché utilizzano proteine diverse, ma sorprendentemente nell’uomo come nelle piante la risposta alla luce blu, quella del cielo, viene da recettori simili, chiamati, “criptocromi”.
Il criptocromo, spiegano i biologi, non ha nessun effetto sul fototropismo dei vegetali ma svolge altri diversi ruoli nel controllo della crescita delle piante. Uno di questi è la regolazione del loro orologio interno, proprio il meccanismo del ritmo circadiano scoperto da Ortous de Marain, studiando la Mimosa pudica (ossia vergognosa). 
 

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Vegetable on the space

Messaggio  Annali il Sab Gen 23, 2016 7:37 pm

Sembra che la notizia, letta altrove, dove si diceva la coltivazione d'insalate non avesse ricevuto gran successo, non sia del tutto vera. Infatti, nel sito della NASA trovo questo video in cui la coltivazione di verdure prosegue con ottimi risultati.
 

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Sbocciano fiori nello spazio

Messaggio  Annali il Mar Gen 19, 2016 5:48 pm

A bordo della stazione Spaziale Internazionale è sbocciato un fiore!
Una zinnia, un genere di fiore simile alle margherite, si è dischiusa nella mini-serra a bordo della Stazione orbitante.
  

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Amburgo e il suo mondo in miniatura

Messaggio  Annali il Lun Gen 18, 2016 10:46 pm

Wunderland è un capolavoro della tecnologia ma soprattutto della pazienza! L’allestimento di questo piccolo mondo in miniatura, il più grande mai costruito, ha richiesto oltre 500.000 ore di lavoro, esteso su 400 metri quadrati di superficie, con 200.000 personaggi, ferrovie percorse da 900 treni, migliaia di mezzi fra auto e veicoli varia, aerei con aeroporto funzionante.
 

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Re: Misteri: Stranezze e curiosità

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