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Filosoffeggiando (Discussione)

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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Mar Set 12, 2017 4:38 pm

Da: Storie I° libro (Clio) Di Erodoto.

Il favolosamente ricco, Creso re di Lidia mostrò a Solone le sue ricchezze, la sua famiglia
il suo palazzo, e alla fine gli chiese se non lo reputasse l'uomo più felice del mondo per tutto
questo, Solone rispose che non era di quel parere. 

"Allora dimmi chi reputi l'uomo più felice del mondo?"
Rispose Solone:
"Tello di Atene, che visse in prosperità vide crescere i suoi figli e nascere i suoi nipoti senza
perderne nemmeno uno. E alla fine morì in battaglia contro gli elusini, i suoi concittadini
eressero un monumento funebre sul luogo dove era caduto combattendo eroicamente."

Creso restò perplesso, come poteva un privato cittadino essere più felice del potente
re dell'Asia? Ma conoscendo per fama la saggezza del suo ospite gli chiese chi mettesse
come secondo nella sua classifica.

Solone raccontò un'altra storia:
"C'era una sacerdotessa ad Argo che doveva salire al tempio di Era sul carro sacro per
celebrare un sacrificio, ma non c'erano animali con cui trainare il pesante veicolo
e la cerimonia non poteva attendere, i figli di lei, Cleobi e Bitone la fecero salire sul carro
si misero sotto il giogo al posto dei buoi e lo trainarono fino al tempio.
Commossa da tanta devozione la madre pregò la dea di concedere loro il premio più bello
ed Era l'ascoltò. I due ragazzi entrarono nel tempio e si sdraiarono per riposarsi dalla fatica.
Non si svegliarono più."

Solone aveva messo in testa alla lista degli esseri umani più felici del mondo solo dei morti.
"Ma perché?" Domandò Creso.
"Perchè nessun essere umano può dirsi felice finché non abbia concluso la vita con
un bilancio positivo.
Ogni giorno può portarci disgrazie inaspettate, dolori indicibili e non ci sono tesori, né potere
umano in grado di farceli evitare, ogni giorno non porta assolutamente niente di simile all'altro
stando così le cose l'uomo non è che vicissitudine."

Ora vi domanderete perché rispolverare questo racconto filosofico vecchio più o meno
di 3000 anni Solo per concordare con Solone che l'uomo è vicissitudine?
Assolutamente no.

Il primo motivo è per allungare lo scritto, e, fare lo splendido in modo che probabili
commentatori/trici abbiano appunto di che commentare.

Il secondo motivo è che non sono d'accordo con Solone, nel senso che noi "moderni" siamo
consapevoli delle sciagure e calamità giornaliere, se una tegola cade da un tetto e ci colpisce
è "disgrazia" poi però andiamo a controllare le tegole di quel tetto se sono fissate bene nelle
loro sedi, e cerchiamo di capire il motivo perché una si è staccata e di conseguenza
le "responsabilità."

E finché si tratta di un tetto e di una tegola il più delle volte la questione è risolvibile, diventa
irrisolvibile quando la "calamità" viene classificata come evento "naturale" in questo caso
prevedibile perché si presenta in un preciso momento dell'anno, ovvero le alluvioni verificatesi
in più parti d'Italia.
Ok! Non pioveva da mesi il terreno secco non può assorbire una così enorme quantità d'acqua
in breve tempo...ma succede ogni anno, sistemi di drenaggio urbano che vanno in tilt, i politici
che governano le città coinvolte che accusano l'amministrazione precedente di incuria
dimenticando che in campagna elettorale assicuravano l'impegno perché un evento del genere
non si verificasse più, ora ci sono stati dei morti, chi è il colpevole, il tombino già ostruito
al tempo della vecchia giunta o sempre quel tombino non pulito dall'amministrazione attuale?

Lasciando perdere il discorso degli alvei dei fiumi dove finisce di tutto e nessuno pulisce,
il momento migliore sarebbe quando per siccità sono in secca e si vedono spuntare frigoriferi
pezzi d'auto, tronchi d'alberi, troppo facile, e poi la siccità corrisponde al periodo di ferie
non si può pretendere di far lavorare qualcuno in quel periodo, se non si vuole essere
fulminati dai sindacati.

Tornando a Solone mi sorge il dubbio che sto sbagliando, aveva ragione, l'umanità
è la calamità peggiore... Rolling Eyes 

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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Lun Ago 21, 2017 10:39 pm

“…Anni fa in tempi non sospetti mi procurai un Corano tradotto e commentato in italiano…”
Beh, ti fossi procurato Il Corano in lingua originale mi avresti molto “impressionata”…
Naturalmente fra le centinaia (forse migliaia?)  di libri da me posseduti figura anche, insieme a tanti altri di storia delle religioni, un’edizione del Corano – Nuova versione letterale italiana, con note critico-illustrative del Dott. L. Bonelli—Editore Ulrico Hoepli Milano…

"...è dogmatico dalla prima sura all'ultima e letto e riletto sino all'esasperazione diventa un occulto 
"lavaggio del cervello"!"...


Occulto mica tanto, sai? Dall’idea che la sconfitta dei nemici non sia da attribuire alla capacità umana ma al volere di dio (Allah) è espressa nel Corano (Sura VIII, 17) dove nasce il concetto di “Jihad” come strumento di espansione politica degli Arabi. Per gran parte della storia islamica il termine “Jihad” (letteralmente “sforzo, impegno”) è inteso come “guerra santa” condotta dai Musulmani per allargare il dominio della legge di Allah.
Diversi versetti del Corano parlano della guerra contro gli infedeli e soprattutto gli idolatri…
In base al diritto coranico il mondo intero è teoricamente suddiviso in due parti: il dar al – Islam (territorio islamico) e il dar al –harb (territorio della guerra). Mentre il primo comprende i Paesi islamici, il secondo indica tutti i restanti, i quali sono quindi potenziali teatri di guerra fino al momento in cui anch’essi non entreranno a far parte del dominio dell’Islam.
Di fronte alle attuali azioni degli integralisti che si richiamano al Jihad e alla ripercussione negativa che queste azioni hanno sull'opinione pubblica occidentale, molti Musulmani moderati affermano che la vera interpretazione del termine Jihad non dev’essere quella della guerra santa. Infatti, la traduzione letterale “sforzo” non implica la violenza, ma l’impegno in generale del musulmano per la conversione dei non Musulmani.
I moderati affermano, poi, che il Corano condanna la conversione forzata (Sura II, 256: "Non c’è costrizione nella religione") e che l’Islam approva la guerra solo per difesa.
 

Ma chi glielo va dire a chi sparge sangue e terrore ovunque nel mondo a qualunque latitudine-longitudine???  
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E ci risiamo 2...

Messaggio  eroil il Lun Ago 21, 2017 5:25 pm

A Torino scatta la stretta anti-terrorismo

Così cambia la nostra vita dopo gli attentati islamici in Europa. Più agenti in borghese - armati -
nelle zone più a rischio a Torino e in Piemonte.
Poi: presto nuove barriere anti-intrusione, come già in via Roma, anche in altre zone pedonali
del centro.

Bene anzi, benssimo, nel seguito dell'articolo:

CROCEVIA DEI «RADICALI» 

Torino è una città ritenuta uno snodo importante, nel contrasto al radicalismo.
Nella grande comunità sacche di estremismo filo-terrorista ci sono sempre state, alcune
individuate e infine smantellate da Digos e Ros dei carabinieri.
In particolare le organizzazioni salafite che hanno prodotto i primi foreign fighters «torinesi»
(arruolati in Afghanistan, alcuni catturati e detenuti a Guantanamo dagli Usa) e gli Imam
che inneggiavano al Jihad, espulsi in blocco dall’Italia.

Oggi la situazione è di nuovo allarmante.


Molti i miliziani partiti per Siria e Iraq dal Torinese per combattere nelle file del Califfato
dal 2013 a oggi.
Quasi tutti tunisini (con l’eccezione di un siriano) e marocchini, almeno tre sono stati uccisi
in combattimento, altri sono tornati in Piemonte dopo la parentesi in mimetica e kalashnikov.
Servizi e Anti-terrorismo sanno chi sono e li sorvegliano.


Ok! li "sorvegliano" dove? In un carcere di massima sicurezza? Non credo!

Comunque quando ci sarà, il prossimo attentato in Italia o in qualunque altro stato
europeo, si scoprirà che gli attentatori erano quelli "conosciuti" e "sorvegliati"? Evil or Very Mad

Magari qualcuno di voi si chiederà, "perché postare in "filosofia" queste cose
che a rigor di logica appartengono all'attualita?"

Ma per il semplice motivo che questa è la filosofia attuale: l'inefficiente indifferenza... 

Tutto l'articolo...per quelli, forse, non "indifferenti"

http://www.lastampa.it/2017/08/21/cronaca/a-torino-scatta-la-stretta-antiterrorismo-CjtUQdmWgxjVq7LsBoFZLN/pagina.html
 
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E ci risiamo...

Messaggio  eroil il Dom Ago 20, 2017 6:10 pm

"...Dolore per l’orribile attacco nel cuore dell’Europa. Vile attacco al cuore vivo dell’Europa.
Attacco al cuore del Mediterraneo. Il popolo catalano reagirà. Siamo sgomenti..."


"L'Islam non è tutto fondamentalista", no he! Il fatto è che la loro scolarizzazione è tutta
imperniata su al-Qurʾān o Corano (la lettura) le leggi e i precetti in esso contenuti per
il Muslin (sottomesso) vanno applicati alla lettera...qualcuno di voi ha letto qualche sura
del Corano? 

Lo chiedo anche e soprattutto a quei politici "ben pensanti ogni volta inorriditi dai vili
attentati"!

Il Corano è stato tradotto come la Bibbia in tutte le lingue conosciute, ed il suo contenuto
non è mai stato cambiato o sovvertito nemmeno nella peggiore delle traduzioni, perché
è dogmatico dalla prima sura all'ultima e letto e riletto sino all'esasperazione diventa un occulto
"lavaggio del cervello"!

Anni fa in tempi non sospetti mi procurai un Corano tradotto e commentato in italiano:
®1979 Arnoldo Mondadotri Editore S.P.A. Milano. Edizione a cura di Elena Albertini.
Introduzione, traduzione e commento di Federico Peirone.
Se si vuole, il confronto con traduzioni più recenti è d'obbligo, vi sono anche traduzioni nel web
però una lettura "cartacea" è più indicata per la natura del testo.

Magari qualcuno si "convertirà"! Visto mai? Rolling Eyes

Non è mia intenzione citare "versetti Coranici" voglio solo puntualizzare
il fatto che chi è parte della cultura Musulmana, e vive qui in Europa, anche se di seconda
o terza generazione sarà sempre soggetto a prevaricazione da parte del primo Imam
fondamentalista di passaggio.

E dunque? Niente:
Profondo dolore e cuore a pezzi. Condanniamo. Reagiamo insieme. Vicinanza e sostegno.
Il desiderio di sicurezza e di pace rimane saldo nei nostri cuori.

Toccando ferro, o quant'altro di più vicino avete...alla prossima... Evil or Very Mad Evil or Very Mad Evil or Very Mad

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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Lun Lug 17, 2017 7:21 pm

Trovo interessante ricordare la risposta che diede Caino, dopo l'uccisione di Abele, alla voce che gli chiedeva dove fosse suo fratello: " ... Sono forse io, il guardiano di mio fratello?" Ed è su questo che ritornerò essendo che ci si può allacciare ad ampio raggio su movimenti migratori e razzismo, ampliando poi discorsivamente in tema di globalizzazione... Shocked
Poi, ritornando sul tuo: "... E si, i due concetti, realtà/verità sono soggettivi e ognuno è libero di dare loro il valore 
che più gli è utile nel momento in cui li usa."
Qui mi viene da fare una considerazione sui travestimenti nichilistici,conseguenza della svalutazione o annullamento  dei  più alti valori umani, per cui, anche il valore della verità è messo da parte per far posto al diritto di molteplici verità, onde non interessa la "verità" ma solo la propria, "mia" verità...  Twisted Evil

Resta "restate" in attesa, ma mi raccumand... senza trattenere il fiato... Razz
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Ven Lug 14, 2017 9:27 pm

"...Come avviene in alcuni casi della vita: nessuno sbaglia a suo uso e consumo
ma ciascuno di noi è artefice e responsabile anche degli errori altrui..."

Sostituirei, "in alcuni casi" nel, "in tutti i casi"...per tutto il resto in perfetta sintonia. Smile

Ora si potrebbe tentare di riassumere questa lunga cavalcata in "Filosofeggiando"partendo,
non per ri-iniziare, ma per poter arrivare o avvicinarci alla risposta da estrapolare, dopo circa
un anno di divulgazioni, discorsi e considerazioni alla tua domanda originaria:

Annali il Mer Ago 03, 2016 4:16 am

Che aria tira, quale clima culturale condiziona oggi la società nelle sue componenti da renderla
simile a una terra di Caino? La mancanza dei valori fondamentali dell'esistenza, il trionfo
dell'effimero?

Qal è la tua prossima considerazione? Smile
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Gio Lug 13, 2017 10:50 pm

"...Ecco come la realtà può essere travisata non avendo chiara l'intera
sequenza degli eventi...la verità, è quella dei testimoni...forse.

E si, i due concetti, realtà/verità sono soggettivi e ognuno è libero di dare loro il valore 
che più gli è utile nel momento in cui li usa."


Mah, non so... chissà perché la caduta di pezzi d'intonaco dal palazzo non sono stati ammessi a favore dell'accusato...e la cosa finiva lì...
Forse perchè i testimoni a sfavore erano più d'uno? Forse è giusto sia la maggioranza a trovare ragione???

Capita spesso ci si irrigidisca nell'ostinata difesa dei nostri errori, anche quando ne abbiamo percezione possano essere tali...comportandoci come in quei comizi dove, il favore popolare  mutato direzione,  le stesse persone che li hanno votati si meravigliano siano stati eletti certi politicanti incapaci ...
Indifferentemente approviamo o rigettiamo le medesime cose regolandole, magari, sull'opinione degli altri.
Come avviene in alcuni casi della vita: nessuno sbaglia a suo uso e consumo,ma ciascuno di noi è artefice e responsabile anche degli errori altrui... 
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Gio Lug 13, 2017 4:49 pm

Facendo un passo indietro e tornando al mio post di martedì 11/07/2017 in cui cerco di illustrare

Dove inizia la realtà e dove finisce la verità, o,viceversa:

1) Cammino per una strada quando all'improvviso un'auto della polizia si ferma
al vicino incrocio, mi avvicino ed esterefatto vedo il milite alla guida che guarda
inorridito nella via, il suo collega è sceso dall'auto ma si è anche lui bloccato
a fissare cosa sta succedendo in quella strada...

2) Arrivato all'angolo guardo anch'io e vedo un energumeno che scansata una vecchietta
terrorizzata sta correndo verso un signore che tranquillamente cammina lungo il marciapiede
mi volto verso i militi ma li vedo allibiti incapaci di qualsiasi reazione...

3) L'energumeno ha raggiunto l'uomo e quasi placcandolo energicamente lo trascina
lungo la via sino ad un passo carraio dove si infila con la sua preda...

4) L'istante sucessivo nel punto del marciapiede dove l'uomo stava transitando si schianta
un grosso pezzo di intonaco staccatosi da qualche balcone...

Visto così questo susseguirsi di fatti si risolverebbe in un atto d'eroismo...ma...
se escludiamo i "testimoni" del punto 1 e del punto 2 prendiamo in considerazione
solo la testimonianza della vecchietta, nel punto 3 le interperanze dell'uomo
che non accortosi del pericolo accusa il suo "presunto" salvatore e lo denuncia.

In tribunale, il primo testimone:
Ci racconti cosa ha visto, chiede il giudice alla vecchietta, "Ecco signore, io
stavo camminando quando quello li, indicando l'accusato, mi è passato di corsa
così vicino che quasi mi faceva cadere mi sono stretta la borsa al petto, sa,
avevo appena ritirato la pensione poi l'ho visto afferrare quel signore la,
indicando l'accusatore, e trascinarlo nel vicino portone"..."E poi?" Insiste il
giudice, "Ho chiuso gli occhi dallo spavento, in quel momento ho sentito un botto
come se qualcuno lanciasse degli oggetti pesanti, e guardando ho visto il marciapiede
pieno di pezzi...di pietre, ho pregato Gesù ringraziandolo di avermi fermata così da non
essere colpita dalle pietre."

Secondo testimone:
Ci racconti cosa le è successo, chiede il giudice all'accusatore, "Stavo camminando
tranquillamente quando quell'energumeno mi ha violentemente urtato e poi trascinato
in un portone, con l'intento di rapinarmi mi sono messo ad urlare ed è accorsa gente
che ha bloccato...quell'individuo sino all'arrivo della polizia, lui asserisce
che ha agito così perché stavo per essere investito dalla caduta di un pezzo
di intonaco, ma io non ho visto ne intonaco ne sentito botti da impatto."

Per farla breve, in questo caso il ragazzo può essere accusato di tentata rapina?


Ecco come la realtà può essere travisata non avendo chiara l'intera
sequenza degli eventi...la verità, è quella dei testimoni...forse.

E si, i due concetti, realtà/verità sono soggettivi e ognuno è libero di dare loro il valore
che più gli è utile nel momento in cui li usa.


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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Mer Lug 12, 2017 11:03 pm

"...Potrei dire all'istante che la realtà non esiste e non esiste nemmeno la verità...Ma non sarebbe
reale e neppure vero...Allora???..."

Non saprei; tempo fa...quando ancora frequentavo aule scolastiche dove certe domande come
la tua erano fonte di studio imposto da prof. maniaci seriali, feci un esperimento come dici tu
di "pancia".
La domanda era: se chiudo gli occhi ciò che normalmente vedo è ancora reale o non esiste più
perché io non lo percepisco?

Mi armai di macchina fotografica e fotografai a caso palazzi e persone, chiudendo gli occhi prima
dello scatto...a rullino sviluppato scoprii che i palazzi e le persone erano fotografate come io
mi ricordavo di aver inquadrato prima di chiudere gli occhi...come esperimento di "pancia"
è logico? Rolling Eyes 

Oppure i due concetti, realtà/verità sono soggettivi e ognuno è libero di dare loro il valore
che più gli è utile nel momento in cui li usa?
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Mer Lug 12, 2017 10:32 pm

"Realtà o verità"
Essì, è una grossa domanda questa e mi verrebbe di risponderti subito esponendo nel'immediato il mio pensiero... A pensarci bene, però, serve un minimo di riflessione per dare senso logico e  costruttivo che non sia  solo un commento buttato lì lì a sensazione di "pancia"... 
La storia dell’essere umano è lunga e talvolta anche oscura. Tutto ciò che ha preso forma oggi è esistito prima di noi ed ha prodotto, in modi e tempi diversi ciò che siamo adesso, ossia siamo il frutto di tutto ciò che ha segnato il percorso tracciato dalla storia fino a questo preciso istante. 
Potrei dire nell'istante che la realtà non esiste e non esiste nemmeno la verità... Ma non sarebbe reale e neppure vero... Allora??? 
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Realtà e verità quale differenza?

Messaggio  eroil il Mar Lug 11, 2017 9:48 pm

É una grossa domanda questa, un grosso problema filosofico, forse la più fondamentale
delle domande filosofiche la soglia tra il senso comune e la verità, i primi pensatori gente
come Pitagora, Eraclito e Parmenide in particolare, furono i primi ad avanzare dubbi
sul fondamento del senso comune.
É la domanda fontamentale che ne fa scaturire altre, cos'è la verità?, cos'è reale?
cos'è logico?
E, altra domanda, la scienza di oggi è studio della verità o prodotto culturale?

Se rispondessi darei un'opinione e, forse, questo farebbe scomparire il senso autentico
di queste domande che non va perduto, ma continuamente ricercato più della loro risposta
più della verità!    

In greco verità si dice in un modo che suona come "ciò che non si nasconde".

Su questo nome ci sarebbe da dire davvero molto, ma anche ci si potrebbe impostare
tutta la storia filosofica occidentale in breve:

Il senso greco di verità si può generalmente ascrivere ad un qualcosa che vada ricercato
nelle profondità dell'essere nella sua interezza, che si cela fuori dell'esistenza della quale pochi

si rendono conto e dalla quale pochissimi possono uscire è un viaggio iniziatico oltre il senso comune
oltre l'opinione corrente, nel mondo della perfezione ideale e della spiritualità. Irraggiungibile? Forse!

É stato studiato che questo carattere iniziatico della filosofia può essere definito; una rimanenza
del carattere sacrale di cuture orali e non alfabetizzate, quali le culture pre-greche.
Già Aristotele contrapponeva a questa cultura greca 'classica' una teoria che potrebbe essere spiegata
dalla celeberrima frase della filosofia medievale, che in Aristotele vedeva il maestro indiscusso:


"la verità è la coincidenza di pensiero e realtà"

Per cui da questo "postulato" si possono ascrivere la base del Tomismo, Cartesio, Spinoza,
Hegel, il Positivisimo e anche Kant(forse) il senso greco della verità è da Platone in poi
indiscutibilmente proprio ed unicamente caratteristico di ogni forma di sapere e cultura occidentali.

Vediamo; dove inizia la realtà e dove finisce la verità, o, viceversa...

1) Cammino per una strada quando all'improvviso un'auto della polizia si ferma
al vicino incrocio, mi avvicino ed esterefatto vedo il milite alla guida che guarda
inorridito nella via, il suo collega è sceso dall'auto ma si è anche lui bloccato
a fissare cosa sta succedendo in quella strada...

2) Arrivato all'angolo guardo anch'io e vedo un energumeno che scansata una vecchietta
terrorizzata sta correndo verso un signore che tranquillamente cammina lungo il marciapiede
mi volto verso i militi ma li vedo allibiti incapaci di qualsiasi reazione...

3) L'energumeno ha raggiunto l'uomo e quasi placcandolo energicamente lo trascina
lungo la via sino ad un passo carraio dove si infila con la sua preda...

4) L'istante sucessivo nel punto del marciapiede dove l'uomo stava transitando si schianta
un grosso pezzo di intonaco staccatosi da qualche balcone...

Riassumendo; realtà e verità sono presenti in tutti i passaggi, ma, se ci si sofferma solo al primo
e al secondo si ha una realtà distorta che impedisce di sapere la verità...il terzo sembra confermare
i primi due, ma solo l'insieme di tutti i passaggi realtà e verità coincidono...con buona pace di Aristotele.

Come sempre...commentabile, se avete tempo e voglia Rolling Eyes
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Il concetto di morale è sempre stato così?

Messaggio  eroil il Sab Giu 17, 2017 6:04 pm

Da: Annali il Mer Mag 31, 2017 10:18 pm

Ora che giunto il tempo di entrare nel vivo della discussione[...]
[...]nel momento in cui tutto sembra essere rimesso in discussione...

Da: eroil il Gio Mag 25, 2017 10:32 pm
 
[...]E così meditiamo sulla pace raggiunta nei ristoranti, ai concerti, nei bar finché qualcuno
che della nostra decadenza se ne strafrega entra e spara o si fa esplodere...tanto sa
che porgeremo l'altra guancia, nell'errato concetto che così li vinceremo...per sfinimento...

Si può continuare la discussione, partendo dall'inizio di una tua conclusione
e la fine di una mia riflessione...

Tra le notizie di palazzi che bruciano con la velocità e facilità di zolfanelli
politici milionari che si picchiano in Parlamento nel dibattito che dovrebbe
essere "solo verbale" sullo ius soli, (diritto del suolo) ovvero il diritto
alla cittadinanza come conseguenza di essere nati in Italia.
Vi è anche la morte di Erika, per le conseguenze dei traumi riportati la sera del 3 giugno
in piazza San Carlo a Torino.
E guarda caso solo ora "moralmente" diventa un'inchiesta per omicidio.

Lo so, non sembra l'inizio di un pensiero filosofico su cui discutere una deriva morale,
ma come sempre la domanda primaria è a chi addossare le responsabilità?
E qui la moralità, (l'insieme dei valori o principali ideali in base ai quali l'individuo
o la collettività decidono la scelta del propio comportamento) diventa uno scarica barile
collettivo nel caso in cui ci siano delle vittime i politici intervistati mentono sapendo di mentire...
(mi prendo le mie responsabilità se per caso un politicante mi vole denunciare)

Ora mi chiedo se dall'antichità ai giorni correnti questo concetto fondamentale,
è sempre stato volutamente interpretato e applicato secondo l'interesse del momento?

Il presupposto laico asserisce che; la morale si fonda sull'indipendenza della ragione
da ogni dogmatismo e quindi valorizza il dibattito, il confronto e l'apertura alla libertà
delle scelte personali.

Nell'ambito religioso troviamo l'efficacia della morale come proveniente da Dio.
Si pone inevitabilmente la questione:

"La morale è giusta perché è stabilita da Dio, o Dio stabilisce la morale perché di per se
è cosa giusta?"
Da un punto di vista formale la morale è un precetto frutto della coscienza del singolo
riguardante un'azione da compiere o da omettere.
La sua violazione comporta una sanzione pertinente alla medesima morale per esempio il rimorso.

Platone mostra l'insufficienza della morale ossia il limite in cui essa è rinchiusa, o si è rinchiusa.

Esempio banale: una norma morale, prima ancora che una legge, dice che uccidere non è giusto
per cui la morale resa coattiva diventa legge che vieta l'assassinio.
Ma se mi trovassi a scegliere fra la mia vita e quella di un altro?
Se si trattasse di legittima difesa? E in caso di guerra?

Tale questione nella speculazione moderna si sposta, dunque, dalla validità della morale
alla sua efficacia, per mostrare la validità della morale in questo senso basta una buona
ragione, che, d'altronde non è sufficiente per rendere la morale stessa efficace.
Ne deriva quindi, che conoscere una legge morale (o norma) e osservarla, sono due cose ben diverse.

Concludo questa divagazione sulla morale, prendendo atto che per chi è pubblicamente
responsabile, la moralità...non pervenuta!

Volendo si può commentare... Question
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Lo studio dell'Essere

Messaggio  Annali il Mer Mag 31, 2017 10:18 pm

Ora che giunto il tempo di entrare nel vivo della discussione  cultural-filosofica, attraversando il cammino del pensiero filosofico dalle origini ai giorni nostri, non mi rimane che chiudere il cerchio con gli ultimi eminenti "pensatori" del Novecento. Infatti mancava quest'ultimo tassello nel mio "Studio dell'Essere" iniziato 3.000 anni fa dai greci e cammin facendo giunto fino a noi, nel momento in cui tutto sembra essere rimesso in discussione...
Il '900 e le altre correnti -


Il novecento si aprì con il pessimismo di Oswald Spengler (tedesco 1880-1936) per il quale la civiltà occidentale era ormai al tramonto. Fu però, anche il secolo della scoperta dell'inconscio (Freud) della definizione del tempo come durata qualitativa (Bergson), della nascita della fisica relativistica (Einstein).
Dagli anni '30 e '40 il pensiero si frantumò in varie correnti, riconducibili però alle due grandi linee di pensiero ottocentesche: Idealismo e Positivismo.

Edmund Husserl, tedesco (1859-1938)  fondò il metodo della Fenomenologia, al centro della quale è la cosiddetta"riduzione eidetica", o la sospensione del giudizio di fronte a ogni credenza.
Friedrich Nietzsche, tedesco (1844- 1900). Fece del Nichilismo (la negazione della realtà) un atteggiamento positivo. Per lui, i valori tradizionali di verità, scienza, progresso e morale ono una risposta negativa, dettata dalla paura colletiva, alla volontà di potenza  insita nell'uomo, Solo il superuomo può esprimere positivamente tale volontà, con forme di vita individualistiche spregiudicate in cui il proprio Io si afferma in maniera incondizionata.
Sigmund Freud austriaco (1856-1939) Medico e fondatore della Psicoanalisi, identificò nell'inconscio la sede degli istinti e dei desideri, e nei conflitti irrisolti la causa di isterie e nevrosi. Rovesciando una tradizione millenaria che vedeva nella psiche una materia impenetrabile alla ragione, ne fece il punto di vista da cui partire per l'analisi del paziente.
Benedetto Croce, italiano (1866- 1952). Filoso e storico, rinnovò l'estetica, schierandosi contro i positivisti e riprendendo il pensiero idealista di Hegel e la teoria della Storia di Vico.
Henri  Bergson francese, (1859- 1941). Elaborò una nuova concezione del tempo influenzato dalla psicanalisi: non più una successione di istanti quantitativamente uguali che scorrono in una sola direzione, ma una durata qualitativa dove il nostro passato riaffiora nel presente e lo condiziona.
Giovanni Gentile, italiano (1875-1944). Ministro dell'istruzione del governo fascista, riformò la scuola italiana privilegiando le materie umanistiche. Fu il teorico dell'Attualismo, una rivisitazione dell'idealismo di Hegel che pone l'accento sull'atto del pensiero.
Se qualcuno degli eminenti pensatori  sia stato da me dimenticato, spero non se ne abbia a male... in caso contrario mi metto a disposizione per porvi rimedio...
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Sab Mag 27, 2017 12:15 am

Annali ha scritto:Che fine ha fatto:< il prevenire è meglio che curare??? > Mad Mad Mad
Probabilmaente sacrificato per interessi politici e capitalistici...meglio lasciare credere
che l'indifferenza fermi la jihad...  Twisted Evil
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Ven Mag 26, 2017 11:57 pm

Che fine ha fatto:< il prevenire è meglio che curare??? > Mad Mad Mad
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Ven Mag 26, 2017 11:55 pm

"...Qui da noi non sono 'ancora' avvenuti attentati"


Detto bene: "non ancora" ricordiamoci che nessuno è immune...
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Ven Mag 26, 2017 11:38 pm

Qui da noi non sono 'ancora' avvenuti attentati...ma se...puta caso, piangeremo
anche noi porgendo l'altra guancia, come sta succedendo in mezza Europa?
Purtroppo mi sa tanto di si... Crying or Very sad Evil or Very Mad
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Ven Mag 26, 2017 11:24 pm

Il nostro paese ripudia la guerra ma solo come offesa... non per difesa legittima... Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Ven Mag 26, 2017 12:14 am

'...Sì...'


E poi sarei io che dichiaro guerra... Rolling Eyes Smile
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Ven Mag 26, 2017 12:11 am

"...accoglienza' è l'unico termine consentito e tu li vuoi
mandare via?  "

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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  eroil il Gio Mag 25, 2017 11:18 pm

Annali ha scritto:Ah. Ho letto ma è molto più di un "pensiero"... è una dichiarazione di guerra...niente affatto celata...
Vuoi un contraddittorio??? Ben difficilmente l'avrai...
Io direi solamente: via, via tutti... riprendiamoci il nostro paese...
Quale guerra vuoi che dichiariamo...'accoglienza' è l'unico termine consentito e tu li vuoi
mandare via? Shocked Rolling Eyes
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Re: Filosoffeggiando (Discussione)

Messaggio  Annali il Gio Mag 25, 2017 11:09 pm

Ah. Ho letto ma è molto più di un "pensiero"... è una dichiarazione di guerra...niente affatto celata...
Vuoi un contraddittorio??? Ben difficilmente l'avrai...
Io direi solamente: via, via tutti... riprendiamoci il nostro paese...
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Attentati e filosofia occidentale...o decadenza?

Messaggio  eroil il Gio Mag 25, 2017 10:32 pm

C'è un proverbio frutto della cultura popolare che cita: 'aiutati che Dio ti aiuta.'
Questo proverbio, anche se potrebbe sembrare conforme alla dottrina cristiana, non si trova
scritto nella Bibbia non è presente perché il concetto mette in secondo piano l'aiuto divino.
Nella favola di Esopo; 'Ercole e il carrettiere' vi è attribuito il detto:
'Gli dei aiutano quelli che si aiutano'

Ma siamo ancora capaci di...'Aiutarci?'

Ora il pensiero (e l'azione) comune è che gli attentatori non avranno il nostro amore
e nemmeno il nostro odio.
In effetti, dopo ogni attentato ai combattenti jihadisti offriamo un dispiegamento di forze
fatto di fiori, cuoricini, dediche ai 'martiri' scritti con il gessetto sul selciato, per ultimo
le orecchie da coniglietto di Ariana Grande.
Sono tutti gli orpelli dei nostri sentimenti che di metafisico non hanno più nulla.
Non siamo più capaci di evolverci in elevati pensieri e nemmeno sprofondare in filosofici abissi
per cui non possiamo offrire ne amore ne odio verso gli attentatori jiadisti...siamo privi di senso
del tragico.
Si scrivono editoriali per dire che la nostra vittoria sarà non cambiare la nostra vita.
Continuare ad andare a teatro, al cinema, al bar, al ristorante, perché è la nostra vita
e nessuna minaccia la deve incrinare.     
Ed è perfetta così, non c'è nessun dubbio, finalmente ci siamo emancipati dalla sete di gloria
e di sangue che ha caratterizzato l'europa e il mondo da quando 13 milioni di anni fa la prima
proto-scimmia scese dagli alberi...sorge un dubbio, anche lei 'fuggiva' metafisicamente o
materialmente da un conflitto?

Non lo sapremo mai, in compenso in questo lasso di tempo abbiamo; Ucciso Dio, (in senso lato
del termine 'ucciso') fatto le rivoluzioni e cosa molto importante, codificato i diritti universali
dell’uomo, scoprendo che teniamo di più alla nostra pelle che ad un'idea.

E così meditiamo sulla pace raggiunta nei ristoranti, ai concerti, nei bar finché qualcuno
che della nostra decadenza se ne strafrega entra e spara o si fa esplodere...tanto sa
che porgeremo l'altra guancia, nell'errato concetto che così li vinceremo...per sfinimento...

Si racconta che...

Il demone Asmodeo rispose: 'Toglimi la catena, dammi il tuo anello sul quale
è inciso il nome di Dio e io ti dimostrerò la mia superiorità'
Allora Salomone gli tolse la catena e gli diede l'anello.
Asmodeo ingoiò l'anello e scagliò Salomone lontano quattrocento parasanghe.

Fiaba ebraica
Arrow Magari un 'contraddittorio? Arrow
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Lo studio dell'Essere

Messaggio  Annali il Mer Mar 22, 2017 7:44 pm

E. Arriviamo all'Idealismo
La filosofia tedesca esaltò l'Io come soggetto del pensiero e rifiutò il razionalismo del secolo precedente, anche se alcune idee illuministe si ritrovano nell'Idealismo di  Fichte e di Hegel.

Johann G. Fichte, tedesco (1762- 1814)
Insegnò all'Università di Jena, da dove fu cacciato per ateismo (un suo allievo aveva identificato Dio con l'ordine morale) Per Fichte è l'io, autocosciente e assoluto, a creare l'immagine del mondo.


Georg W.F.Hegel, tedesco (1770-1831)
Elaborò un complesso sistema in cui il divenire della realtà è spiegato con la dialettica, intesa come opposizione di una tesi, e di un'antitesi, risolta da una sintesi. Con questo metodo  Hegel cercò un'unità che superasse il dualismo tra finito(la realtà empirica) e la indicò nella filosofia in cui si manifesta la ragione assoluta, che chiamò"idea".La ragione dunque non sarebbe pensiero astratto, bensì la realtà stessa.

Arthur Schopenhauer,tedesco(1788-1860)
Oppose al dominio della ragione di Hegel l'irrazionalità del reale.Il nostro mondo è animato da una volontà irrazionale che produce nell'uomo una serie infinita di desideri e di bisogni.
L'uomo può liberarsi da questa schiavitù solo annullando la propria volontà attraverso l'ascesi e la contemplazione.

Ludwig Feuerbach, tedesco (1804-1872)
Discepolo di Hegel, capovolse il sistema del maestro giudicandolo una forma di teologia, per la quale la realtà sta solo nel mondo dell'infinito. In questo modo si priva l'uomo della propria natura e delle proprie esigenze reali. Egli auspicò invece, il ritorno a una filosofia che si occupasse dell'uomo e della sua natura sensibile.

Soren Kierkegard, danese (1813-1855)
Fu il precursore dell'Esistenzialismo. Alla dialettica di Hegel contrappose la forma dell'alternativa:di fronte alle contraddizioni dell'esistenza, l'uomo deve scegliere una delle due possibili condizioni di vita (estetica o morale). La necessità della scelta  è sintetizzata dal titolo di un suo scritto: Aut aut (O questo o quello).
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Cattolicesimo e Cristianesimo

Messaggio  eroil il Ven Feb 17, 2017 4:13 pm

Volevo continuare questa "discussione" parlando della differenza che c'è tra "Cattolicesimo"
e "Cristianesimo" ma prima, un piccolo commento sul racconto postato dalla Castellana
perché a mio parere è inerente al tema.

In sintesi:
Due uomini mentalmente agli antipodi scoprono di essere la stessa cosa di fronte alla tragedia
della guerra e della morte, nel momento estremo si accorgono che il Dio che credevano diverso
è lo stesso per entrambi...e non c'è per aiutarli.
Anche se, chi predica le due fedi si sforza ognuno per la propia, a dimostrare che il Dio è pietà,
bontà e amore...nella conclusione ove la scrittrice scrive:
"In fondo alla via il minareto si stagliava alto nel cielo, come un dito accusatore."
Io ci aggiungerei anche, come esempio di simbolo accusatore, le guglie del duomo di Milano.

 

Proseguiamo e poniamoci una domanda:

“Qual è la differenza fra cattolici e cristiani?”

Una distinzione fondamentale fra cattolici e cristiani sta nel modo in cui viene considerata la Bibbia.
I cristiani considerano la Bibbia come l’autorità suprema per la fede e la pratica, al chè dovrebbero
solo attenersi al nuovo testamento ma il tutto si interseca con  il pensiero cattolico che considera
la Bibbia come se avesse la stessa autorità della Chiesa e della tradizione.

E dunque:

Le tre divisioni principali della cristianità sono il cattolicesimo, l'ortodossia orientale e le varie
denominazioni del protestantesimo.
Il Grande Scisma del 1054 divise la cristianità calcedoniana fra la Chiesa cattolica romana
e la Chiesa ortodossa.
Il protestantesimo nacque all'interno della Chiesa cattolica a seguito della riforma protestante
nel XVI secolo, dividendosi poi in varie ramificazioni.  

Dare una definizione unitaria del cristianesimo è difficile, poiché esso, più che una singola
religione in senso stretto, si può considerare una serie di correnti religiose, devozionali e/o
metafisiche e/o teologico-speculative, modi di comportarsi, abitudini quotidiane spesso
eterogenee, aventi sì un comune nucleo di valori e credenze religiose, ma differenti tra loro
a seconda del modo in cui interpretano la tradizione e la sua letteratura religiosa, e a seconda
di quale aspetto diviene oggetto di focalizzazione per le singole correnti.

La Chiesa cattolica stabilisce il proprio effettivo giorno di nascita già nel mattino di Pasqua,
quando Cristo risorto si rese manifesto alle donne e agli apostoli.
Da quando gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste essa realizza
l'imperativo missionario di Gesù:
"Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato." 
 
(Matteo 28,19-20) 

Ora; è una prerogativa della chiesa cattolica predicare e battezzare tutti.
Ma come l'ha eseguito non mi pare propio in sintonia con il pensiero "cristiano"
Basta andare a vedere lo scempio delle popolazioni incontrate con la scoperta delle
americhe, oppure all'inquisizione, o alle crociate partite con l'imperativo Dio
lo vuole...ma di fatto un'azione di conquista e di commercio, come può un Dio di
pace e misericordia volere tutto ciò?


Segue...forse Arrow
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