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Entriamo nel mondo dei sogni...

Messaggio  Annali il Sab Ott 28, 2017 11:04 pm

Il mondo dei sogni è quel luogo fantastico, magico, dove tutto diventa possibile senza necessità di preparare valigie o prendere treni, aerei o auto, per essere raggiunto.
È anche il mondo dell’inconscio, padrone e signore del luogo che ci svela tutto ciò che non sappiamo di sapere.
Sin dall’antichità l’uomo si è dilettato nell’interpretazione dei sogni, se ne trovano riferimenti nell’Antico Testamento, nel libro sacro del Talmud sono raccolte più di 200 citazioni riguardante i sogni, nella biblioteca del re assiro Assurbanipal abbondavano libri d’interpretazione. In Grecia esistevano templi dedicati al culto di sogni, dove si chiedeva agli dei la grazia di poter ricevere sogni profetici, interpretati poi dagli oniromanti del tempio.
Nel Medioevo l’importanza dei sogni quale arte divinatoria conobbe una fase di oscurantismo, per risorgere durante il Rinascimento divenendo anche fonte d’ispirazione per l’arte e la cultura.
Un nuovo, rivoluzionario approccio, alla fine del XIX secolo, all’interpretazione onirica, si deve alle ricerche e al lavoro di Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, e di Carl Gustav Jung, suo amico, discepolo e collega. Le sue ricerche lo portarono ben presto fuori dalla psichiatria e a spaziare in quel campo che il razionalismo occidentale aveva etichettato come “pratiche esoteriche”, cioè l’intero corpus del pensiero ermetico. Jung scoprì immagini e temi che ricorrevano nei sogni, nei miti, nelle opere d’arte.
Nel corso di alcune fasi della sua vita dedicate allo studio del sogno, raccontava che era arrivato ad analizzare circa duemila sogni l’anno, il che gli permise di scoprire, oltre alla simbologia onirica individuale e collettiva, altri collegamenti complessi che gli esseri umani possono stabilire mediante il sogno.
 
Sogni d’oro, dunque, a tutti e non lasciamo che i sogni si dileguino al risveglio! Nel sogno possiamo sentire come siamo veramente, e percepire aspetti di noi stessi che non conoscevamo…
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Sab Ott 28, 2017 12:36 am

Eri dritta e felice
Sulla porta che il vento
Apriva alla campagna.
Intrisa di luce
Stavi ferma nel giorno,
Al tempo delle vespe d’oro
Quando al sambuco
Si fanno dolci le midolla.
Allora s’andava scalzi
Per i fossi, si misurava l’ardore
Del sole dalle impronte
Lasciate sui sassi.



Leonardo Sinisgalli
da “Vidi le Muse”, “Lo Specchio” Mondadori, 1943
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Ven Ott 27, 2017 12:28 am

grazie Eroil,
buon lavoro!
 e sogni d'oro.
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  eroil il Ven Ott 27, 2017 12:21 am

Em: si puo' svelare il titolo?

Veramente è più che svelato, è nel cassetto "Chi scrive e chi legge" ed inizia:

(La condanna dell'innocente)

1) eroil il Ven Set 08, 2017 1:36 am 

e continua: (Il fioraio)

eroil il Gio Ott 05, 2017 2:55 pm

il finale...data a destinarsi... Rolling Eyes
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Ven Ott 27, 2017 12:07 am

si puo' svelare il titolo? cyclops
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  eroil il Gio Ott 26, 2017 11:47 pm

"PS: ma scusa, da chi dipende il finale del tuo libro?
Non mi dire che sono i personaggi stessi che lo scrivono...  "

Anche Em...anzi, soprattutto quando ne immagini le azioni e le reazioni. Smile
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Gio Ott 26, 2017 11:38 pm

Eroil, condivido in tutto l'esprimere di un pensiero in tranquillita'

Buona scrittura e tanta ispirazione!
Ciao!

PS: ma scusa, da chi dipende il finale del tuo libro?
Non mi dire che sono i personaggi stessi che lo scrivono...  Very Happy
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  eroil il Gio Ott 26, 2017 11:06 pm

Buonasera Em, è un piacere poter esprimere il propio punto di vista in tranquillità. Smile

In quanto alle piantine, ormai non possono più fare a meno di me Shocked forse...
Comunque finirò il racconto che sto scrivendo, sono anch'io curioso di scoprire come
va a finire. Shocked

Ciao Smile
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Gio Ott 26, 2017 10:11 pm

Buonasera, Eroil.

Un occhio molto fine, il tuo nell'analizzare il trama del libro o meglio, del personaggio.

<<Ora ci si chiede cos'è che fa scattare quell'impulso ad agire verso gli altri 
quando a suo tempo gli "altri" non hanno agito verso di loro?

Molto probabilmente la volontà di riscatto e la consapevolezza di poter 
insegnare tramite la propia esperienza come si possa ritrovare la dignità 
perduta.>>


Si, credo che la volonta' di compiere "una meraviglia"  perche' in quei momenti il personaggio, nonostante e' vivo sembra paralizzato nel suo "cerchio vizioso"  ma di anche aiutare  "se stesso/a" a distanza di un salto nel passato... mai avvenuto o capitato solo per via di un'atteggiamento tanto improbabile che si possa attribuire solo ad una mano divina, che "guida" gli esseri umani "salvatori" nel momento giusto, nel posto giusto.


Grazie della riflessione, Eroil. 
Aspetto di leggere ancora di tue, scritture. Non perdere tempo con le piante carnivore, sai fare bene altro, tipo  - scrivere -  
grazie e  a' presto!


Ultima modifica di spitfire il Gio Ott 26, 2017 10:15 pm, modificato 1 volta (Motivazione : piccolo aggiunto)
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  eroil il Sab Ott 21, 2017 3:27 pm

S-A luptat cu valurile (Combattè con le onde)

Toccato il fondo della disperazione alcuni/e quando riescono con molta
fatica a riacquistare la propia dignità si accorgono di non poter essere
più integrati socialmente in quel contesto che prima li ha "distrutti"
e ora li bolla come potenziali "recidivi", qualcuno/a viene reintegrato
ma sempre ai margini di ciò che potrebbe essere il suo potenziale
social/produttivo.
Altri/e, si accorgono che vi sono persone e/o intere comunità
che si trovano al livello, se non peggio, di dove essi stessi erano caduti.

Queste persone quando possono si lasciano alle spalle tutte le remore
del perché e del percome e decidono di andare ad aiutare coloro
che in certe zone del mondo vivono di stenti, naturalmente aiutati
da organizzazioni umanitarie...(e qui si è sull'orlo di un "nuovo" barratro
ma tant'è) diventano volontari e lavorano quasi sempre in situazioni
estreme.
Ora ci si chiede cos'è che fa scattare quell'impulso ad agire verso gli altri
quando a suo tempo gli "altri" non hanno agito verso di loro?

Molto probabilmente la volontà di riscatto e la consapevolezza di poter
insegnare tramite la propia esperienza come si possa ritrovare la dignità
perduta.

Se come spiegazione si scomodano divinità ci si ritrova a dover fare
i conti con la realtà in cui altri umani inconsapevoli di agire in nome
della stessa divinità (nel loro idioma non ha un altro significato) quando
possono in alcune zone distruggono ciò che i suddetti volontari e ong.
hanno costruito con immensa fatica.

Con questo non voglio sminuire il Credo di nessuno dico solo che
se all'origine c'è stato qualcuno che ha immesso nell'umanità il quid
del raziocinio...ora ha altro da fare.
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Sab Ott 21, 2017 9:00 am

Lui ha teso verso di me una foglia come una mano con le dita.
Io ho teso verso di lui una mano come una foglia con i denti.
Lui ha teso verso di me un ramo come un braccio.
Io ho teso verso di lui il braccio come un ramo.
Lui ha piegato verso di me il suo tronco
come un melo.
Io ho piegato verso di lui la spalla 
come un tronco nodoso.
Sentivo la sua linfa accelerare pulsando
come il sangue.
Sentiva il mio sangue rallentare salendo come la linfa.
Io sono passato attraverso di lui.
Lui è passato attraverso di me.
Io sono rimasto un albero solo.
Lui
un uomo solo.





Nichita Stănescu



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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Ven Ott 20, 2017 11:36 pm

dicevo sopra che volevo finire la lettura di questo libro portatomi da un'amica, Maria, perche' ha considerato che mi potrebbe esssere utile leggere una storia vera di una ragazza che ha combattuto con il suo destino..



il libro e' stato tradotto dalla lingua greca, in italiano non l'ho trovato.

Questo romanzo, basato su un caso reale, raffigura la lotta con i problemi della vita e con sé una giovane donna. Dopo tre matrimoni falliti, la perdita di un figlio ancora in grembo, un periodo di combattimento con l'alcolismo e un altro trascorso dopo la grazia della prigione, Constantina Stefanou trova l'adempimento con l'aiuto di Dio nell'autodinamica, dedicandosi all'aiuto dei poveri e dei malati in Africa. Il messaggio che passa discretamente ma fermamente tra le righe del libro è che il vero adempimento e la vittoria di tutti gli ostacoli si possono trovare solo nella Fonte della Vita,  Cristo.
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Ven Ott 20, 2017 11:29 pm

Piaciuta anche a me, Controvento. grazie per averla condivisa con noi!
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  controvento il Gio Ott 19, 2017 10:56 pm

trovata sul web. Piaciuta. Condivido 


- Mi vuoi sposare?
- No.
- Davvero No?
- Sì davvero no, non voglio sposarmi.
- Perché non mi ami?
- Sì che ti amo ma non voglio che ci sposiamo, ecco se vuoi possiamo levare la S e ci "posiamo".
- Ci posiamo?
- Sì ci posiamo, su un bel prato di fiori magari, e dopo potremmo, se ti va, levare anche la P e così ci "osiamo".
- Ci osiamo?
- Sì, perché no, il prato di fiori, io e te che osiamo di noi, e magari quando i sudori saranno un odore solo, leviamo la O, così rimane il "siamo".
- Il siamo?
- Sì il siamo, la presenza, e una volta diventati una cosa sola, consapevoli, leviamo anche il SI per dare la nostra conferma al cielo, e tra noi rimarrà solo e per sempre "amo".
- Allora ricapitoliamo: sposiamo, posiamo, osiamo, siamo e amo, giusto?
- Giusto.
- Lo voglio





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Re: Sala di lettura...

Messaggio  Annali il Gio Ott 19, 2017 9:10 pm

Cara Em, Irena è stata molto più che coraggiosa... direi eroica... Pensa che l'avevano arrestata e torturata per farle confessare dove fossero i piccoli da lei portati in salvo. Gambe e braccia spezzate, ma lei non ha parlato, ha sopportato tutto finché non è stata liberata grazie a un amico e al suo denaro, con il quale ottenere la libertà...Con il denaro anche il più bieco carnefice si può "comprare"... 
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Gio Ott 19, 2017 8:37 am

Corraggiosa la signora Irena, Annalisa.
Chi salva una vita salva un mondo intero.

Lei vivra' per sempre nei cuoricini di chi ha salvato, dei loro parenti, amici, nei cuori di chi verra' a conoscenza della sua storia.
Questa e' forse l'<<immortalita'>> terrestre.
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La vita in un barattolo"

Messaggio  Annali il Gio Ott 19, 2017 1:54 am



Da una storia vera.


Irena Sendler, nata nel 1910 e scomparsa nel 2008 (quasi centenaria, quindi) eroina della Resistenza, umana e non armata, ai nazisti in Europa. Socialista, donna libera, emancipata, persona di grande coraggio, ha salvato circa 2.500 bambini ebrei durante l’occupazione tedesca della Polonia, portandoli via dal ghetto della capitale polacca, affidandoli a varie famiglie forniti di documenti  con nomi e cognomi diversi da quelli veri.
Aveva anche tenuto un registro con il nome di questi bambini, conservato in un barattolo e seppellito in giardino, in modo che, una volta finita la guerra, potessero tornare alle loro prime e vere identità.
Nel 1965 le fu conferita dagli israeliani la medaglia di "Giusta tra le Nazioni". 
Ora un libro racconta la sua storia, edito da Piemme, “La ragazza dei fiori di vetro”, scritta da Tilar J. Mazzeo e tradotta da Elena Cantoni. 
Ricco di dettagli sulla vita personale della protagonista, scritto per un pubblico che poco o nulla sa della Polonia, senza omettere questioni complesse e difficili. La cosa che più stupisce quando si pensa a Irena Sendler 
è che fino alla metà degli anni Sessanta pochissimi, anche in Polonia, sapevano della sua esistenza, del suo eroismo, dell’opera che ha svolto. 
Sorprendentemente divenne conosciuta nel mondo solo dal 1999, quando in un liceo del Kansas si tenne una lezione a lei dedicata, dal titolo "Life in a Jar" 
(La vita in un barattolo).
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Le favole di Oscar Wilde

Messaggio  Annali il Mer Ott 18, 2017 12:56 am

Oscar Wilde rappresenta una delle figure più iconiche della società tardo-vittoriana.
Apprezzato per la sua arguzia, il suo umorismo, l’intelligenza e per la sua critica sociale pungente e la notevole abilità linguistica.
Lo conoscevo sopratutto per  i suoi più celebri romanzi tra cui: “Il ritratto di Dorian Gray” e alcune commedie molto popolari tra le quali “L’importanza di chiamarsi Ernesto”…
Non lo conoscevo, però, come scrittore di fiabe dedicate ai suoi bambini.

Il principe Felice


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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Mer Ott 18, 2017 12:54 am

"ma ti colpisce al cuore"


l'ho sentita, colpita pure me.

grazie, Controvento e ringrazio di cuore alla tua Amica. 
e a tutti voi, che avete il dono divino di scrivere!


un abbraccio...




vi lascio un fiorellino... scusate, lo so che e' poco... 



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Re: Sala di lettura...

Messaggio  controvento il Lun Ott 16, 2017 11:19 pm

Stasera, vorrei farvi conoscere una mia amica. E' una scrittrice e, a parere mio, ha una scrittura fantastica: spiazzante, essenziale, a volte rude...ma ti colpisce al cuore.
Non posso, per motivi di copyright, postare qui l'intero suo racconto. Ve ne do, con il suo benestare, un assaggio. Lei si chiama Anna R. e il racconto si intitola Amorepersempre (tutto attaccato):


“Sei impazzita? Mi vuoi mettere in imbarazzo, vero?” 
Cerchi il contatto visivo. Evito di incrociare i tuoi grandi occhi verde mare e abbasso i miei: non riuscirei a sostenere il tuo sguardo fiero, che immagino furente. Tesoro mio. 
“Non rispondi? Al solito… il tuo mutismo strategico…”
 “Papà lo sa? Figurati… non ne hai il coraggio…”
 “Perché, mamma? Non ti basta quello che hai? Vale davvero la pena di rischiare?” 
Tu azzardi il contatto fisico, io alzo la mano per bloccarti. Ti schivo perché non riuscirei a rimanere distaccata se ti toccassi. Creatura mia. 
“Vuoi rispondermi?” “Sei un’egoista. Pensi solo a te stessa. Di noi non te ne frega niente, non te n’è mai fregato niente.  Tu e il tuo silenzio di merda.” 
Sfodera l’ultima arma. La negazione di tutto e colpisce. Affonda nelle mie carni, in pieno petto. 
“Ti odio! Non sei più mia madre.” 
Tu, che sei sangue del mio sangue. Carne della mia carne. Mi passi accanto, in lacrime. Indugi un attimo, da attrice consumata. Ti allungo un fazzoletto di carta, come da piccola quando ti esercitavi a piangere davanti allo specchio, a comando. La mia immagine riflessa accanto alla tua. Brillavi di luce pura, la luce dei miei occhi. Perdonami, ma questa volta non arretro. N
on posso, non voglio. Ho una storia che vuole essere raccontata, una storia d’amore.
 
È buffo, proprio io che non so parlar d’amore. Nel mio lessico, molto stringato in materia, trovano utilizzo “voler bene” e “stare insieme”, due espressioni che non creano troppe aspettative: mi infastidiscono i legami appiccicosi che impediscono di respirare. 
Ma quale amore è quello vero? Forse è quello che risponde ai canoni di brani musicali come Se stiamo insieme, Io che non vivo, Il cielo in una stanza
Quello è amore urlato o sussurrato, che non mi vergogno di nominare. 
Penso che le canzoni siano la voce popolare dei sentimenti e il tramite per esternare quello che non diciamo per pudore o per dolore. 
Ho un metodo tutto mio per valutarne l’intensità emotiva: se nell’ascolto mi si accappona la pelle vuol dire che arrivano, come si suole dire ai nostri giorni. 
Per un paio d’ore ho navigato nel web alla ricerca di un brano che enfatizzasse la storia: io l’ho sentita vibrare tra le righe struggenti di La voce del silenzio (Mogol Limiti Isola-1968, nella versione live di Massimo Ranieri del 24.9.16). 
Ascoltatela prima di immergervi nella vicenda, e lasciatela in sottofondo per accompagnarvi in questo breve viaggio.


(Violini) - Volevo stare un po’ da sola/ per pensare e tu lo sai/ ed ho sentito nel silenzio/ una voce dentro me… 


...Lo conobbi all’inizio degli anni ’80.  Io appena ventenne, lui vicino ai trenta. Risentivamo ancora dell’influenza rivoluzionaria dei Figli dei fiori, del Peace and Love, dei pantaloni a zampa e del Vietnam. 
Nell’aria si respiravano cambia-menti, mentre la realtà stritolava nel senso del dovere e del pudore le menti più aperte. Non eravamo pronti e tu, Amore, non eri per questo mondo. 
Eri di passaggio, come l’acqua che si materializza in vitali gocce per poi evaporare e ricominciare il ciclo infinito. Ma questo l’ho capito solo ora. 
Ricordo il nostro primo incontro. 
Nell’ingannevole semioscurità di un pub il tuo sguardo sfacciato mi penetrava. Occhi felini, avvezzi al buio: due fasci di luce di un verde oliva giallastro. Percepisco ancora il tuo odore terroso e muschiato di patchouli, trasportato da una languida bava di vento: mi leccava la pelle nuda e sollevava la gonna leggera. La biancheria umida all’improvviso, la bocca socchiusa che deglutiva, bramosa di dissetarsi alla tua fonte: eri un miraggio in un deserto dei sensi, un’oasi invitante per l’ignara missionaria. 
Rivivo la tua presenza che mi sovrastava, l’alito caldo che invogliava i lobi e muoveva i fianchi. Mi sfiorasti. Distrattamente. Volutamente. Mi entrasti dentro, per non lasciarmi più.  
«Chi sei tu? Cosa vuoi da me?» «Amore. Amorepersempre.»

(Violini) - E tornan vive troppe cose/ che credevo morte ormai


Giocavi. Recitavi una parte, nello spettacolo che era la tua esistenza e io ho tacitamente accettato di prenderne parte, senza saper recitare. 
Mi sentivo protagonista, quando invece ero destinata a essere una semplice comparsa. 
Utile, non indispensabile. Di un’alba si aspetta l’ascesa dell’astro per rimanere estasiati, non l’inopportuno gabbiano che, ignaro, ne attraversa la scena. 
M’illudevo che sorgesse solo per me, che fosse solo Amoremio. 
Fanculo doveri serietà perbenismo sobrietà casa chiesa sesso passivo.
 Di lui volevo sapere tutto, anche le cose che colpivano diritto allo stomaco. 
Mi raccontò di come era riuscito a scansare la leva militare, delle sue innumerevoli storie d’amore e di sesso. 
Mi parlò di una sua amica triste perché lasciata dal ragazzo: piangeva inconsolabile. Si ritrovarono a letto insieme, per consolazione reciproca. 
Di giorno cercava un lavoro, di notte errava incapace di reagire alla convinzione che la malasorte lo perseguitasse. 
La domenica prendeva a calci un pallone, rimpiangendo l’occasione persa in gioventù a causa di uno stupido infortunio. 
Se l’isola di Bali era il miraggio di una vita libera, la reincarnazione era un mezzo di rivalsa da un’esistenza ingiusta. Immaginava di ritornare sotto le sembianze di un gatto dal pelo nero lucido, affascinante e libero, misterioso e oggetto di antica venerazione. 
L’idea 
di essere un cane non lo sfiorava minimamente dato che ne aveva timore, anche se un giorno mi pregò di ospitare il volpino di un amico per un paio di giorni: erano molto simili, entrambi vanitosi e irrequieti, con il pelo biondo fulvo e le proporzioni minute. 
Si pavoneggiava nel condurlo al guinzaglio. Amava il jazz, il blues e il soul bianco nell’anima nera dello strafatto Joe Cocker.


… e chi ho tanto amato/ nel mare del silenzio/ritorna come un’onda nei miei occhi 

Tutto questo accadeva mentre il mondo si dibatteva nella guerra fredda, assisteva alle proteste di massa, cercava una spiegazione a suicidi collettivi in nome di falsi profeti e di ingannevoli credo, e Morandi cantava di un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones. 
Erano gli ultimi anni che precedettero il tanto atteso crollo del Muro di Berlino e la fine dell’isolamento dei Paesi dell’Est. I tempi cambiarono in fretta, e poco alla volta gli amici finirono per smettere i panni dei rivoluzionari, uno dopo l’altro per indossare quelli dei contestati borghesi capitalisti. 
I capelli lunghi vennero rasati, i tatuaggi celati, gli orecchini messi in un cassetto con gli ideali infranti.
 Era il momento della consapevolezza. Ora chiedevano integrazione nella stessa società che avevano aspramente combattuto. 
Anche Amore finalmente desiderava stabilità: una casa, una famiglia, dei figli, un lavoro nel quale realizzarsi.

… e quello che mi manca/ nel mare del silenzio/ mi manca sai, molto di più


Ma io ero stanca di aspettare e comprendere: volevo certezze! Mi ero resa conto che Amoresolomio era ormai un’utopia e rinunciare anche a Amorepersempre, in questo contesto, mi parve una tacita e civile liberazione. 
Dolorosa ma necessaria. 
Un pomeriggio ci trovammo a *******, affiancati a un semaforo. 
Parlammo dal finestrino abbassato. Era dimagrito, profonde occhiaie evidenziavano le piccole rughe, lo sguardo spento. Abbozzò un sorriso di circostanza. Mi propose una serata al cinema, nulla di impegnativo. 
«Non posso. Facciamo un’altra volta.»
 «Capisco… in un’altra vita. Ci incontreremo ancora, Amoremio, te lo giuro.»


Ci sono cose in un silenzio/ che non mi aspettavo mai/ vorrei una voce

Rifiutai l’invito per timore di ricaderci. Il cordone ombelicale che ci legava non era del tutto reciso, e questo rimandare mi pareva la giusta soluzione per imparare a sopravvivere senza di lui. Non lo volevo, ma desideravo tenerlo ancora legato a me. 
Venne il momento che il verde scattò, con naturalezza perché programmato... senza che potessimo opporci. 
Così è la vita: i fatti accadono. Accadono e basta. 
Fu l’ultima volta che mi specchiai nei suoi occhi: gli avevano già abbassato le palpebre quando lo rividi alcuni giorni dopo. Sento ancora il gelo del suo corpo marmoreo e del mio petto.

… ed improvvisamente/ ti accorgi che il silenzio/ ha il volto delle cose che hai perduto/ ed io ti sento amore/ ti sento nel mio cuore/ stai riprendendo il posto che/ tu non avevi perso mai/ che non avevi perso mai/ che non avevi perso mai.

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Re: Sala di lettura...

Messaggio  controvento il Ven Ott 13, 2017 8:13 pm

Splendidi versi, Em... grazie flower flower flower

Annalì, la prima volta che ho letto Desmond Morris è stato diversi anni fa e, da allora, La scimmia nuda è uno dei libri che leggo e rileggo spesso. 
Illuminante per comprendere il senso di tanti nostri atteggiamenti e per riflettere, dal punto d vista antropologico, sulle differenze tra i sessi.
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  spitfire il Ven Ott 13, 2017 7:14 am

A volte sono velo a volte specchio
del tuo splendore, e trasalisco attonito
dell’immagine tua nel mio pensiero.



Non dell’acqua né della terra
del conforto s’impasta e foggia
l’essenza della mia passione:
sono la folle polvere
di malinconia che il fremito solleva
della tua gazzella fuggitiva.



Io volo e sfiora il cielo l’orlo
del mio cappello, più in alto ancora
proprio perché umiliati io e il desiderio
le ali spezzate abbiamo a causa tua.



Davanti al sommo bisogno s’incurva
la mia schiena come l’anello
da schiavo del mio orecchio,
e se ascendo più in alto fino al cielo
la falce divento della tua luna.



Non distinguo più alcuna differenza
tra il farsi niente e il permanere eterno,
ma vedo bene che un atomo sono
dell’infinito tuo eterno sole.

Che importa se questo mio tempo
me non riconosce! Il tuo specchio anch’io
ormai son diventato: specchio
della Bellezza tua sulle altre eccelsa.



Come potrebbe non gloriarsi il nero
incenso mio che è stato acceso ed arde?


Arde il respiro e ardono i sospiri
cercando il nero neo del volto tuo.



Che mai sia colpito nessuno
dalle invidie dell’emula contesa!

Riarse l’henné dei tuoi piedi vedendo
anche me dal tuo piede calpestato.



Non per le mie lacrime rugiada
sarò della tua primavera:
eccomi invece venditore che offre
il succo del sudore del suo volto
acceso di vergogna
al mostrarsi davanti agli occhi tuoi.



Neanche me stesso col pensiero
mio imperfetto so raggiungere.
Oh, strano mio desiderio! Io desidero
in te la perfezione tua raggiungere.

È qui nel sommo che mirabilmente
terrore e pace posano insieme:
sia nel chiuso del nido che nel volo
sono tue le ali che mi coprono.



Non so nulla di me se non per poco.
So che ero solo sguardo di passione,
e sono adesso solo la visione
che il volto tuo immagina e figura.



Il terreno dell’alta gnosi è mondo
dalle radici della dualità.
Perché non esco ormai fuori di me?
Non sono che il tuo arbusto a sé alienato.

M’arde, o Bidel l’Amantesenzacuore,
la vergogna d’esser privo di un cuore!
No, non posseggo il cuore: ma mi strugge
lo stesso di te la malinconia
per la mancanza e per il desiderio.


Bidel Dehlav

Buongiorno, care/i.
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Studio zoologico sull'animale uomo

Messaggio  Annali il Ven Ott 13, 2017 1:16 am



La Scimmia Nuda - Di Desmond Morris
Desmond Morris, zoologo famoso per avere studiato a lungo le scimmie, in questo libro divertente e al tempo stesso rigorosamente scientifico ha deciso di studiare l'uomo.
Lo ha studiato in quanto scimmia e cioè come l'unico, tra le centonovantatré specie di scimmie a essere sprovvisto di peli. Nudo, precisamente. Per quanto cerchi di ignorare l'eredità del passato, l'uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori.
Sì, un po' provocatorio, ma il libro ha conosciuto nel mondo grandissimo successo.
Dal'autore, in Prefazione:"..Nel trattare questi problemi, mi sono reso conto di correre il rischio di offendere un certo numero di persone. Vi sono alcuni che preferiscono non osservare il proprio io animale e che potrebbero pensare che io ho degradato la nostra razza parlandone in crudi termini animali. Posso solo assicurarli che questa non è la mia intenzione. Altri invece si risentono di ogni invasione zoologica del nostro specialistico campo di azione. Io penso invece che questo modo di affrontare il problema possa essere di grande valore e che, malgrado i suoi difetti, getterà una luce nuova (e in certo senso inaspettata) sulla complessa natura della nostra straordinaria razza". (Desmond Morris)
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  controvento il Dom Ott 08, 2017 8:57 pm

Ieri sera, dopo tanto tempo, mio marito ed io ci siamo concessi una serata mondana. Figliolo al cinema e noi a cena con vecchi amici.

Erano davvero anni che non ci si vedeva, a parte qualche sporadico incontro per caso o la telefonata per gli auguri del Natale o del compleanno.

Ognuno a rincorrere la propria quotidianità, con il carico di gioie e di ostacoli che la vita comporta.
Eppure, nel momento stesso dei saluti, si è ricreata la stessa confidenza, la stessa complicità che ci ha unito per tutti questi anni. 
Mi sono resa conto che il filo dell’amicizia, se è amicizia vera, non si interrompe, se non ci si vede o non ci si sente anche per periodi lunghissimi.
A nessuno di noi è venuto in mente di chiedere agli altri ragione dell’aver fatto passare tanto tempo prima che qualcuno prendesse l’iniziativa di ritrovarci. 
Nessuno ha elucubrato fantasiose e improbabili teorie sui motivi del silenzio e, men che meno, qualcuno si è offeso e ha recriminato per questo.

Semplicemente, si è ripreso dal momento in cui avevamo interrotto. 
Ed è stata una serata sul filo della memoria, dei ricordi belli, di quella freschezza che va ben oltre l’involucro esteriore.

Non è stato un incontro nostalgico di coppie di mezza età, coi figlioli grandi e magari qualche nipote, ma un ritrovare insieme il profumo dell’amicizia e della giovinezza.


Sono stata bene.


Ultima modifica di controvento il Dom Ott 08, 2017 11:53 pm, modificato 1 volta (Motivazione : correzione sintattica)
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Re: Sala di lettura...

Messaggio  controvento il Dom Ott 08, 2017 8:55 pm

Annali, i tuoi ricordi accarezzano l'anima <3 

spitfire, molto bella la poesia in musica. Non conoscevo questo poeta e mi hai fornito stimolo per saperne di più. Grazie
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controvento

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Re: Sala di lettura...

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