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La poesia: rime nuove rime antiche

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La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Empty Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Sab Apr 04, 2020 6:17 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Monica10
foto: Monica Figuerroas

Non sai nulla del tuo passato. L’hai sognato
– Sì, certamente, l’hai sognato.
Vedo il tuo volto alla luce grigia della pioggia.
Novembre seppellisce il paesaggio e la mia vita.
Non so nulla, nulla voglio sapere del tuo passato.

I tuoi occhi mi parlano di brumose città lontane
Che mai vedrò
E mai dalla tua voce sentirò pronunciarne il nome.
Novembre è su tutta la mia anima, novembre è su tutta la pianura.
Ti vedo come una sconosciuta attraverso il Tempo che fu.

Sono cose morte ormai da anni,
– Irrimediabilmente morte –
Musiche soffocate, vizze lussurie.
Novembre, ne sono certo, è dietro la porta.
Nel tuo cuore vedo vivere quel che il tuo cuore dimentica.

La tua anima è lontana, lontanissima da qui. La tua anima straniera
È una notte di bruma,
Di bruma e pioggia sporca sui faubourg
Dove la vita ha il colore freddo della terra,
Dove uomini moriranno senza aver conosciuto l’amore.

Un tempo mi hai già incontrato, lo ricordi?
Sì, un tempo tristemente lontano,
Nel paese dei libri antichi e delle antiche musiche,
Nell’azzurro crepuscolo di una casa tranquilla
Dalle finestre letargiche.

Il fantasma delle parole che non ricordi
O che non hai pronunciato,
Dona uno strano senso alla tua presenza lontana.
Decifro nel libro del tuo silenzio
La tua storia morta per sempre, perfino per te.

La mia pallida ragione è un’illusione di chiarezza,
Un giorno di sole antico
Sulla strada dove la tua gioia incontrò il tuo dolore.
Tutto ciò forse non è mai stato
Ma se te lo rivelassi, moriresti di paura.

È triste come un giorno d’inverno in periferia
Dove incede la morte cittadina,
Come la malattia e il lutto in un lungo equivoco,
Come un rumore di passi in una casa sconosciuta
Come le parole «il tempo che fu» quando l’ombra è sul mare.

Non voglio saper nulla del tuo passato. Vedo
Spegnersi il giorno,
L’ultimo giorno sul tuo volto e sulle tue mani.
Lasciami il piacere d’ignorare le strade
Per le quali il caso ha saputo guidarti fino a me.

Ritrovo nei tuoi occhi la realtà dei sogni,
Sogni sognati ai vecchi tempi
E visioni sbocciate al sole della vita.
Nella penombra avvelenata dalla pioggia
Tutta un’eternità volge al termine.

Riconosco in te esseri misteriosi,
Viaggiatori dalle mete segrete
Incontrati un tempo nella bruma delle stazioni
Dove tutti i rumori hanno la cadenza degli addii.
A volte hai persino l’aria di una fiera

Con le sue luci in lacrime e i suoi fetori
Di muffa e vizio,
Con la sua miseria e la gioia malata delle sue musiche.
Ricordi di nostalgiche case da gioco
Si mescolano al caos del mio nervosismo.

Se me ne andassi, se chiudessi la porta, che faresti?
Sarebbe forse
Come se i tuoi occhi non m’avessero mai visto.
Il rumore dei miei passi morrebbe senza eco sulla strada
E solo notte io vedrei alle tue finestre.

È come se tu dovessi lasciarmi oggi
Subito e per sempre
Senza farmi sapere da dove vieni, dove vai.
Piove sui grandi giardini spogli, la tua anima ha freddo,
Novembre seppellisce il paesaggio e la mia vita.

Oscar Vladislas de Lubicz-Milosz

(Traduzione di Massimo Rizzante)
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Messaggio  spitfire il Sab Apr 04, 2020 1:48 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Ulisse10
Ulisse Sartini 



Se al cuore si potesse dire:
              non correre!
Se potessi ordinargli: brucia!
Già si spegne.
               Ancora una scarpina,
ancora una mano,
               ancora un anellino da cucito,
prima che la chiave giri e si apra quella porta
nella quale entriamo e piangiamo
per quella tremenda bellezza
              che viene chiamata vita.
Non vergognatevi, il Signore Gesú pianse anche lui.
Cosí chiare ieri brillavano le stelle.

Perché però deve parlar di sé un solo
             stelo,
se c’è l’erba?
             Mi scuso con voi,
vi domando soltanto qualche parola.

Quando per i dolori crollai
e la morte già si leccava il dito
              per spegnermi
la fiammella rossa del sangue,
venne colei che mi era la piú vicina,
s’inginocchiò accanto a me
             e si chinò ancora
per soffiarmi nei polmoni in lunghi baci
il suo dolce respiro come a un annegato.

E colui che se ne stava andando
aprí nuovamente gli occhi
per afferrarsi disperato
alle spalle e ai capelli chini.
È forse possibile vivere anche senza l’amore;
ma morire senza,
               questo è disperazione.

Ancora una fogliolina,
ancora un granello,
ancora una punta d’ago!
Che io possa ancora barcollare un momentino
nel mite perielio della femminilità,
che ci porta e riporta,
              cerca e lascia,
provoca e trattiene,
              accarezza e uccide,
ala e àncora,
              laccio e raggio,
rosa e artiglio fino alla fine.

Jaroslav Seifert
(Traduzione di Sergio Corduas)
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Messaggio  spitfire il Ven Apr 03, 2020 9:51 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Beea4511
Aolphe Bouguereau
I

Provavo a tendere la luce
quando il suo arco disteso all’improvviso
mi gettò in alto.

E mi ritrovai dapprima più lentamente, poi
più rapidamente
e poi
fulmineo come soltanto il pensiero
si coagula nelle costellazioni di parole –
sì, mi ritrovai a scivolare
sulle sue lunghe lance mobili,
con le code conficcate nel sole,
con le punte che corrono eternamente
verso non so che cosa, verso non so quando.

E poiché io stesso ero un fulmine,
staccato dalla terra come da una nuvola,
pareva che fossi e non fossi
verso il passato, dal futuro,
verso ciò che è stato da ciò che sarà,
un numero decrescente
cinque,
quattro,
tre,
da decine di migliaia, o forse anche da migliaia di migliaia.

II

In tal modo raggiungevo e superavo
le spine della luce,
le vecchie immagini staccate dalla terra.

Simile al ferro dell’aratro che strappa
e getta
su un lato la grossa zolla di terra,
la luce solca il caos e lo riempie
di figure, di immagini, di semi,
che di passaggio ha strappato
dalla scorza azzurra del globo
che ha arato nel tempo e ha
lasciato dietro di sé, da qualche parte.

Ridi, occhio, fendi il tuo orizzonte
e sii capiente e sii attento, sempre.
Lascia che la cascata del mondo irrompa
nell’antro affamato della mia anima.

E voi piedi, calcate lievemente le soglie.
Eccomi indietro l’adolescenza.
Scendo per i miei corpi ritrovati
come per una scala
e i ricordi hanno corpo, e il tempo ha innesto.

Ed ecco i miei amici dimenticati e il mio primo amore
e il settimo anno della mia vita ritrovato,
e il primo sì e il primo no
e il mio primo stupore
e l’aria di allora
sulla punta irrigidita di un raggio.

III

Sono caduto nel mio cuore
simile alla sabbia nella clessidra.
Sono caduto nel mio cuore di bambino
così come un cavallo crolla nell’inverno.
Sono caduto in un cuore che,
a contatto con me stesso,
facevo esistere sempre meno
e più spento.
Ogni suo battito ondeggiava sempre più disteso
e io nuotavo, nuotavo e ogni
bracciata spingeva,
sempre più lontano da me,
le rive.
E nuotavo, nuotavo
in mezzo a un mare di candore,
di solitudine, di cose passate.
Nuotavo, in un galleggiante
e trasparente oceano, nuotavo.

IV

Cosa cerco, mi chiedevo, cosa cerco
sulla lucentezza dei vecchi candori
fra queste punte di luce che fanno oscillare
paesaggi morti, dissolti
in spazi di solitudine?…

È la mia ora di adesso, più viva
della luce nel sogno
e sento miracoli molto più grandi
negli attimi che vengono
che negli anni radi.

Nichita Stănescu

(Traduzione di Fulvio del Fabbro e Alessia Tondini)

da “Il diritto al tempo”, 1965, in “La guerra delle parole”, Le Lettere, Firenze, 1999
Fonte: i miei amati poeti
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Messaggio  eroil il Mer Apr 01, 2020 3:16 pm

Cercando stelle®

Affascinante
mizar alcor il carro
luce di stelle

Eroil (28/03/2020)
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Messaggio  eroil il Lun Mar 23, 2020 5:37 pm

In casa...®

Pensando ad ammalati
da virus aggrediti
e curanti 
devastati entrambi
vorrei aiutare,
cognizione medica non c'è
anzianità impedisce
movimenti e ragionamenti,
pregare...
Sapessi pregare una preghiera
basterebbe, senza pensare,  
miliardi di volte ripetuta. 
Posso solo restare in casa
per evitare di contagiarmi
ed altri altre infettare,
il mio piccol aiutare, in casa...

Eroil
(23/03/2020)


Ultima modifica di eroil il Mer Apr 01, 2020 3:20 pm, modificato 1 volta
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Messaggio  spitfire il Dom Mar 22, 2020 12:29 am

Una nube le somiglia –
simile alle sue palpebre,
alle sue membra,
ai rami che si irradiano sul suo viso
nei nostri incontri.

Una nube che nutre il pensiero – il mio pensiero:
è pioggia tra le sue ciglia o un richiamo?
È un viaggio nel profondo dei suoi enigmi
o nelle carovane di questa aria?

Adonis

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Messaggio  eroil il Gio Mar 19, 2020 9:57 pm

Pensierino serale® 

A quello fatto nella vita 
a quello da fare ancora  
Penso...
A quello da rifare ma non posso,
a quello da rifare se posso
Penso...
Covid, pandemia impera...

Eroil  (19/03/2020)
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Messaggio  spitfire il Sab Mar 14, 2020 11:14 am

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Michel10

Si dissolve in me, lentamente,
il tuo viso, fatto di pietra solubile
Oh, tu, ballando un menuet,
Tu.. nobile purezza

Mi berranno qualche volta, gli dei
e sentiranno dentro di me
il tuo gusto

qualche volta,
quando arriveranno a tingersi di autunno
i tigli


Ma nevica ancora, nevica ancora
con te rimango congelato

... dolci meningi
e sonno disturbato.

Nichita Stanescu
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Messaggio  eroil il Mer Mar 11, 2020 11:21 pm

Dal balcone®

Rimirando l’orizzonte
in chiaro mattin serge
l’alto Cimone, la cima
sede di Dei innevata.
Oltre, l’immagin della Toscana
terra del Vate
poi del mare, rumor di risacca
ed il salmastro odore.

Eroil

18/02/2020
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Messaggio  eroil il Lun Mar 09, 2020 11:24 am

Dunque, non essendo un Naif dilettante ma un dilettante Naif cerco di evolvermi...

Non solo virus ®

Nel suo ciclo secolare
null'altro è ripeter
la deriva di continenti
terremoti e smottamenti
e non gl'importa nulla
se l'uman senziente colpevol
del tutto e del niente
s'accorge del nuovo mal
invisibil e letal,
tutto è parte del ciclo.
Gaia, ti stai liberando
del genere umano?

Eroil
(03/03/2020)
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Messaggio  spitfire il Gio Feb 27, 2020 12:13 am

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Shawna18



In questa notte nuda di parole
come un angelo cancelli il mio dolore
nella grazia tremante del tuo sguardo.
Anche se questo esilio mi apparterrà per sempre
la tua dolcezza è un’anima,
un lampo acceso nel destino,
una carezza deposta nel mio cuore
più forte del vento solitario
che vi respira dentro.
Lo so che un’ombra ci separa,
che questa luce è fragile
come certi lucignoli che scuote
la brezza leggera d’autunno,
ma il tuo sorriso forse l’ha scritto Dio
nel mio destino.

Roberto Carifi
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Messaggio  spitfire il Mar Feb 25, 2020 9:02 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 980c4910

Nel tuo capo sfioro il fuoco che mi brucia
Nell’iscrizione magica della tua fronte
Decifro gli enigmi della mia solitudine

Nei flutti contenuti delle tue acquemarine
Ho fatto un secolare bagno di profondità
E ho perduto il mio proprio peso

Diletta quando un giorno periremo
Crolleranno le rovine della nostra torre beata e i nostri angeli
Perderanno le ali cadendo negli abissi

Yvan Goll
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Messaggio  spitfire il Sab Gen 18, 2020 11:44 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Bb949e10



Cerco un tuo segno nel rumore e nel silenzio
e, come a caccia, spio nel tempo
per vederti: sei tu il mio falco, quello che cerco?
Ti uccido? Oppure in ginocchio a pregare.

Per credere in te o per negarti
ti cerco sempre e inutilmente.
Sei il mio sogno piú bello,
e non oso farti precipitare dal cielo come un masso.

Come nello specchio di una strada d’acqua
ora sembri esistere ora non esisti piú;
ti ho visto fra le stelle, fra i pesci,
come il toro selvaggio quando va a bere.

Siamo soli ora nella tua grande storia
e rimango con te a combattere ancora
senza il desiderio di vincere.
Voglio toccarti e gridare: «Esiste!»



Tudor Arghezi
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Messaggio  Annali il Mar Gen 14, 2020 10:55 pm

ESPERIENZE DI UN ANNO DIETRO DI NOI...

Un anno... Un altro...
Oppure una vita intera?
Aspetto che le ombre prendano consistenza
O scompaiano per sempre
Ancora sono qui e sono tristi e inquiete.
Vado alla finestra il giardino è deserto
Solo viali spruzzati di luce bianca.
Una moltitudine di presenze invisibili
Segue i miei movimenti nella casa.
L’orologio segna il tempo
L’ora tarda mi sorprende
Licenzio le mie ombre con gesto della mano
Il silenzio rimane congelato così come il tempo
Le ombre docili lentamente si dissolvono.
Nel’aria un lieve profumo di rose: rose bianche
Un’era è trascorsa, eventi di altre ere sono nella mente.
Poi nulla... Solo il buio...

                                         Annalì

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 8f945c09a9ed48799083c573250c40c9


Ultima modifica di Annali il Lun Mar 09, 2020 11:44 am, modificato 1 volta
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Messaggio  spitfire il Mar Gen 14, 2020 12:48 am

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Il_79411
Non chiedermi parole, oggi non bastano.
Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
nei loro incastri, sono consunte voci.
È sempre un prevedibile dejà vu.

Vorrei parlare con te − è lo stesso con Dio −
tramite segni umbratili di nervi,
elettrici messaggi che la psiche
trae dal cuore dell’universo.

Un fremere d’antenne, un disegno di danza,
un infinitesimo battere di ciglia,
la musica-ultrasuono che nemmeno
immaginava Bach.

Maria Luisa Spaziani
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Messaggio  spitfire il Mar Gen 07, 2020 7:18 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Images19



Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando piú non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono piú,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia…
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.

Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.



Konstantin Michajlovič Simonov
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Messaggio  spitfire il Mer Gen 01, 2020 11:30 pm

Tu mi portasti un po’ d’alga marina
Nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
Che è corso di lontano e giunge grave
D’ardore, era nel tuo corpo bronzino:
— Oh la divina
Semplicità delle tue forme snelle —
Non amore non spasimo, un fantasma,
Un’ombra della necessità che vaga
Serena e ineluttabile per l’anima
E la discioglie in gioia, in incanto serena
Perché per l’infinito lo scirocco
Se la possa portare.
Come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!



Dino Campana
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Messaggio  spitfire il Mer Gen 01, 2020 10:59 pm

Gli anni si accavallano a riccioli di spuma
e a intermittenti ondate nere.
Mi divide dal mare una spiaggia che cresce
nel cuore della notte e mi ributta
relitti di naufragi.

Bel museo in disordine. Gli oggetti
non sono compatibili. Fra i libri
della mia adolescenza vigoreggiano
i balocchi dei figli, ed a brandelli
sfilacciati il mio abito da sposa.

Non si riposa il mare. E mi pretende
vigile a contemplare quanto resta
sul campo di battaglia. In prospettiva
si inazzurra il passato. E benedico
i miei e altrui peccati.



Maria Luisa Spaziani




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Messaggio  spitfire il Dom Dic 29, 2019 11:18 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Alan-f10

Coglierò per te
l’ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l’hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
È un ritratto di te a trent’anni,
un po’ smemorata, come tu sarai allora.

Attilio Bertolucci
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Messaggio  spitfire il Dom Dic 29, 2019 10:40 pm

La poesia: rime nuove rime antiche - Pagina 3 Img-2038

Gli sono troppo vicina perché mi sogni.
Non volo su di lui, non fuggo da lui
sotto le radici degli alberi. Troppo vicina.
Non con la mia voce canta il pesce nella rete.
Non dal mio dito rotola l’anello.
Sono troppo vicina. Una grande casa brucia
senza che io chiami aiuto. Troppo vicina
perché la campana suoni appesa al mio capello.
Troppo vicina per entrare come un ospite
dinanzi a cui si scostano i muri.
Mai più morirò così leggera,
così fuori dal corpo, così ignara,
come un tempo nel suo sogno. Troppo,
troppo vicina. Sento il sibilo
e vedo la squama lucente di questa parola,
immobile nell’abbraccio. Lui dorme,
più accessibile ora alla cassiera d’un circo
con un leone, vista una sola volta,
che non a me distesa al suo fianco.
Per lei ora cresce dentro di lui la valle
con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato
nell’aria azzurra. Io sono troppo vicina
per cadergli dal cielo. Il mio grido
potrebbe solo svegliarlo. Povera,
limitata alla mia forma,
ed ero betulla, ed ero lucertola,
e uscivo dal passato e dal broccato
cangiando i colori delle pelli. E possedevo
il dono di sparire agli occhi stupiti,
ricchezza delle ricchezze. Vicina,
sono troppo vicina perché mi sogni.
Tolgo da sotto il suo capo un braccio,
intorpidito, uno sciame di spilli.
Sulla capocchia di ciascuno sono seduti,
da contare, angeli caduti.

Wisława Szymborska
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Messaggio  spitfire il Dom Dic 01, 2019 1:15 am

Son questi i giorni che le Renne si amano / e nel suo sfarzo è la stella polare: / questo è l’obiettivo del Sole, / la Finlandia dell’anno. 
EMILY DICKINSON, Poesie
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Messaggio  Annali il Ven Ago 02, 2019 6:43 pm

Ho trovato fra le pagine di un romanzo alcune rime di una poetessa poste dall'autore a capoverso di un nuovo capitolo nella trama... 
Una poetessa che non conosco e che dovrò andare a cercare... una poesia alquanto enigmatica e direi pure fosca... Significato incomprensibile a prima vista... mq eccola qui:
Le ragazze morte parlano all'unisono
 Non far finta che non ti piaccia
quando ti minacciamo.
 Ti vediamo puzzare di feromoni
sotto il colletto, gemendo, calvo.
 Decadimento immobile e pittorico.
 Quando scricchioliamo il tuo passo,
quando ti rompiamo il bicchiere,
quando tocchiamo tocca tocca,
 quello è un osso
 questo è tutto ciò che abbiamo
 anche se siamo molto lucenti,
e pieno di coleotteri.
 Siamo fatti interamente di osso.
 Come un idolo.
 Come la zanna di un passato meraviglioso.
 Quando ti attacchi a noi,
la tua pelle si fonderà,
meth di calcio caldo,
e nel mito,
 sarai nominato per noi.

Danielle Pafunda - The Dead Girls Speak in Unison
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Messaggio  eroil il Gio Mar 07, 2019 11:29 pm

Vero ciò che dici  Ettore, la speranza è che gli odierni amministratori non facciano danni.
Buonanotte anche a te.
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Messaggio  Ospite il Gio Mar 07, 2019 10:58 pm

L'hinterland di Torino a quei tempi veniva trascinato dalla tristezza di quella città.
Ero in servizio di leva a Venaria Reale, un paese fosco nella sua reggia in decadimento,
ora è uno splendido salotto sociale, con la sua reggia ricostruita, compresi giardini e bosco di caccia, che rendono fruttuosi ciò che una volta era peso e pericolo.
Buona notte Eroil - e a tutti

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Messaggio  eroil il Gio Mar 07, 2019 10:16 pm

Ciao Ettore, nel 70 Torino come città era F.I.A.T. dipendente, nel senso che si viveva
sui ritmi dei suoi "turni" lavorativi.
Sono "emigrato" nel 2013, dici bene, come città è migliorata soprattutto per  il turismo
arrivato dopo le olimpiadi invernali del 2006.
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