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A tutto Jazz

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A tutto Jazz

Messaggio  Annali il Lun 6 Feb 2017 - 22:38

Art Pepper - Summertime, 1957.

  

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Re: A tutto Jazz

Messaggio  Annali il Dom 18 Dic 2016 - 18:45

Art Pepper.
Sax e clarinetto, riconosciuto come uno dei più importanti sassofonisti jazz, finendo secondo solo a Charlie Parker come miglior sassofonista.

Lo avevo ascoltato tanto tempo fa nella versione di un brano di Cole Porter. Sembrava, con il suo strumento, volesse aggredire la musica come per tirarle fuori l’anima. Era il suo stile, l’unico modo in cui sapeva suonare e quella sua grinta fu la cosa che più mi piacque.


 Fra il 1960 e il 1977, Pepper, per abuso di sostanze illegali passò diversi periodi in carcere. 

Scontata la sua pena, nel quinquennio che precedette la morte, riuscì di nuovo a suonare e a girare il mondo con piccoli gruppi propri e il fraseggio, la classe, l'originalità erano impeccabili come negli anni migliori e meritarono applausi clamorosi e partecipi.

Aiutato dalla moglie, scrisse un'autobiografia intitolata con nera ironia “Straight Life” (vita facile) e pubblicò alcuni brani rari oltre a quelli "ufficiali" registrati in studio o dal vivo. Sorprendentemente, i suoi abusi e travagli non hanno influenzato la qualità delle sue registrazioni,  mantenendo a un alto livello di musicalità tutta la sua carriera fino alla morte, dovuta a un' emorragia cerebrale nel 1982. 



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Messaggio  Annali il Lun 5 Dic 2016 - 1:08

John William Coltrane
Considerato il più grande sax tenore alto della storia del jazz, anche maestro del sax soprano,  che ha saputo riportare in auge dopo decenni di appannamento. Secondo molti pareri critici è da considerare insieme a Charlie Parker tra i più grandi innovatori del genere musicale inventato dagli afroamericani tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.
Da sempre imitato per lo stile, il tono, le folli dissonanze, ha dato vita ad alcuni dei migliori dischi della storia del Jazz, da “My Favourite Things” a “A love supreme”. Alcuni brani da lui composti, come la splendida ballad “Naima”, fanno ormai parte del repertorio classico della musica jazz.
  

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Messaggio  Annali il Lun 5 Dic 2016 - 0:33

John Coltrane, Stan Getz  - Autumn in new York




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Il Jazz di Miles Davis

Messaggio  Annali il Gio 1 Dic 2016 - 1:35

MILES DEWEY DAVIS ( maggio 1926- settembre 1991)

Trombettista d’eccezione, musica morbida, perfetta.
La sua musica si offre all’ascolto come un oggetto liscio senza cuciture o sbavature. Era un uomo che guardava alla realtà con occhio lucido, disincantato.
Organizzava la sua musica senza spiegare nulla a nessuno, geloso delle strutture, delle sue soluzioni armoniche, limitandosi a inviare segnali gestuali ai componenti del complesso.
Nel 1965 formò un nuovo quintetto con il quale, definito “stellare”, impresse il suo nome nella storia del jazz. Grande innovatore fu ideatore di numerosi stili jazz, fra cui il cool jazz, l'hard bop, il modal jazz e il jazz elettrico o jazz-rock.
Dotato di personalità laconica e difficile, si era guadagnato il soprannome di “principe delle tenebre”, per la qualità notturna di molta della sua musica. Nella realtà, chi lo conobbe da vicino lo descriveva quale persona gentile, spesso insicura, che utilizzava l’aggressività come mezzo di difesa.
Davis non esitò mai a reinventare la musica per la quale era conosciuto, nemmeno dopo il successo del rock, quando passò a una sonorità totalmente elettrica, sfidando talvolta l’ostilità della critica. Il suo grande carisma, oltre dall’enorme produzione artistica di valore indiscusso, scaturiva dalla sapiente costruzione della sua immagine, che lasciò anche traccia nel costume. Un musicista del XX secolo che fu, nel contempo, artista rivoluzionario e icona della cultura pop e del’industria dello spettacolo e dei concerti.

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Messaggio  Annali il Gio 1 Dic 2016 - 1:10

CHARLIE PARKER (1920-1955)
Una delle sue frasi celebri: “La musica è la tua esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non fa parte della tua vita, non potrà uscire dal tuo strumento”.

Il debutto di Charlie (bird) Parker è avvenuto a Kansas City nel 1937 con l’orchestra di Jay McShann, e di pochi anni dopo, nel 1941, la sua apparizione sulla scena di New York.
Il suo stile molto personale, chiamato poi “Bebop”, traeva le radici da swing e blues, apportandovi improvvisazioni ardite che influenzeranno molti musicisti dell’epoca, sassofonisti che imitarono il suo modo di suonare. La sua figura carismatica, uno dei più influenti e innovativi nella storia del jazz, spinse molti appassionati verso il sassofono contralto.

Nel 1945 incide insieme a Dizzie Gillespie ed è allora che la sua fama esplode, segnando per sempre la storia del jazz con una rivoluzione nel mondo musicale afro-americano.
La sua composizione “Ko Ko” è da considerarsi il primo brano in stile “bebop”, per renderne omaggio al quale la biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, nel 2002, lo introdusse nella lista del National Recording Registry.
In suo onore fu aperto a New York, nel 1949, un locale jazz chiamato appunto “Birdland”, dove Parker si esibiva in molte occasioni. Il locale fu un punto di riferimento per gli amanti del jazz e non solo, frequentato da tante celebrità del mondo del cinema.

La decadenza di Parker avvenne per gli eccessi smodati di droghe e alcool che lo portò a essere rinchiuso in una clinica per malattie mentali, il “Camarillo State Mental Hospital", dove rimase ricoverato per sei mesi.

Dopo la sua dimissione, pulito e sobrio, incise alcune delle sue migliori registrazioni tra cui il brano celebre “ Relaxin’ at Camarillo”.
La morte lo colse quando aveva solo trentaquattro anni. È ricordato come uomo brillante, colto, dotato di grande talento, capace di fantastiche improvvisazioni, e come tale rimarrà nel cuore di chi nel suo personaggio aveva colto l’ispiratore di una beat generation in forma jazz.



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Messaggio  Annali il Ven 14 Ott 2016 - 23:26

Charlie Parker (bird) - Autumn in New York


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Messaggio  Annali il Ven 14 Ott 2016 - 23:11

Miles Davis - Smoke gets in your eyes



Ultima modifica di Annali il Ven 14 Ott 2016 - 23:27, modificato 1 volta

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