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La Magia dei Tarocchi

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Re: La Magia dei Tarocchi

Messaggio  Annali il Mer Giu 03, 2015 10:43 pm

I Tarocchi facevano parte di una dottrina cabalistica ancora in parte misteriosa, che studiosi ebrei introdussero in terra spagnola.
Da quel momento, i simboli antichi furono adattati per renderli consoni alla comprensione di una società medievale.
Nonostante i ritocchi apportati, i simboli riportano intatto il significato generale e relativo, per esempio al seme.  Le Spade rappresentano la nobiltà, i Bastoni il ceto rurale, i Denari la borghesia e le Coppe la spiritualità. 
Va assimilato tuttavia un altro significato che emana dai quattro semi numerali e che è strettamente congiunto ai quattro elementi: le spade all’aria, i bastoni al fuoco, le coppe all’acqua, i denari alla terra. Inoltre le spade simboleggiano anche il potere, i bastoni il lavoro e il materiale, le coppe l’amore e la spiritualità, i denari l’arte e la creatività.
Dunque il simbolismo non è unico , ma si moltiplica per un’unica raffigurazione.

Anche Dante Alighieri ha dato una sua interpretazione dei Tarocchi.
  

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Re: La Magia dei Tarocchi

Messaggio  Annali il Mer Giu 03, 2015 10:25 pm

I Tarocchi di Salvator Dalì

Purtroppo i Tarocchi di Dalì sono solo estetici. Di squisita fattura, non attingono alla simbologia universale, come del resto nemmeno i suoi quadri, ma rivelano solo il mondo estetico, un po’sconnesso e delirante del suo autore.
 



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Re: La Magia dei Tarocchi

Messaggio  Annali il Ven Apr 10, 2015 11:12 pm

I tarocchi di Klimt

Nella Vienna dell’inizio XX secolo, ricca di nuovi impulsi intellettuali, estetici e psicologici, l’arte di Gustav Klimt occupa un posto di primo piano. È uno dei pittori più amati dalle donne per i suoi dipinti che esaltano la figura femminile, impreziosendole di stupendi sfondi d’oro.
I suoi Tarocchi, ispirati all’arte raffinata ed erotica, che raccontano di amore e morte, sensualità e rigenerazione, ricordano nelle figure i mosaici bizantini, con ornamenti ricchi di dettagli, arricchiti da impressioni di oro caldo, svelano un mondo misterioso, arcano, meraviglioso.   
 
  

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La Magia dei Tarocchi

Messaggio  Annali il Ven Apr 10, 2015 11:07 pm

I Tarocchi Lombardo–Veneziani, sono considerati i progenitori dei mazzi di carte conosciute  in Europa, e fanno  riferimento alla Cabala. I simboli estranei ai ventidue Arcani Maggiori veri e propri, simboleggiano le arti occulte e il tetragramma divino, che riportano alle  antiche scienze svolte nel segreto dei templi.
Coppe, Bastoni, Denari, Spade, hanno, infatti, diversi significati occulti:
Le Coppe: coppa divinatoria; ricettività femminile; la madre.
Bastoni:  bacchetta magica; scettro virile; simbolo di potere generatore maschile; il padre.
Denari: disco, materia condensatrice di azione spirituale, riconduce, in sintesi, la trinità all’unità.
Spade: arma che suggerisce una croce e riporta l’unione del principio maschile e femminile. Simboleggia l’azione del Verbo o Figlio.
I ventidue arcani maggiori, invece, sono fatti risalire al monaco alchimista Raimondo Lullo, vissuto tra il 1255 e il 1315.
Le carte attribuite ad Andrea Mantegna, risalgono circa al 1480, ma si ritiene che l’artista a sua volta, abbia fatto riferimento a modelli più antichi, risultanti, nella sua personale interpretazione, diversi nell’espressione e dotati di complesse simbologie.
L’utilizzo didattico delle carte si lega allo sviluppo delle dottrine di mnemotecnica, cui s’impegnarono menti raffinate come Pico della Mirandola e Giordano Bruno.
Con Eliphas Levi, l’abate Costantin ha firmato opere che costituiscono la base dell’attuale occultismo. Nei suoi scritti si legge: “ I “Tarocchi” è un’opera monumentale, semplice e forte come l’architettura delle Piramidi, un libro che riassume tutte le scienze e le cui infinite combinazioni possono risolvere tutti i problemi.”  
Per spiegare il simbolismo degli Arcani Maggiori, carta dopo carta, rimanendo fedeli alla raffigurazione degli artisti medievali che ne hanno tramandato le immagini, a loro volta tratte dall’antichità, si deve considerare l’atmosfera in cui ha agito il pensiero figurato dell’epoca. Il Medioevo non concedeva che poche libertà al pensiero inovativo, imperante era il pregiudizio, ogni idea, dunque, veniva racchiusa in un simbolismo da tramandare.
 
Alla fine del trecento, il gioco delle carte era arrivato anche nei conventi, suscitando la collera di alcuni ecclesiastici, che dai loro pulpiti iniziarono a denunciare pubblicamente i Tarocchi, quale creazione degli infedeli e “ingegnoso strumento del diavolo per spingere le anime sulla via del peccato”.
Mentre,  vescovi e cardinali,  il popolo  e la nobiltà, non rinunciavano a quel “certo gioco”, nonostante tutte le restrizioni e i severi divieti imposti.


                         

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Re: La Magia dei Tarocchi

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