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Religioni - Dal sacro al profano

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Chi temeva Caino?

Messaggio  Annali il Sab Ott 17, 2015 12:26 am

Gen.4:14 “ecco, tu mi scacci oggi dalla faccia di questo suolo e sarò nascosto dalla tua faccia; e sarò fuggiasco per la terra, e avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà”.
Gen. 4:17 “e Caino conobbe sua moglie, ed ella concepì e partorì Enok. Poi Caino costruì una città a cui diede nome Enok, dal nome di suo figlio”.
Chi mai avrebbe potuto uccidere Caino se non erano state create altre genti se non Adamo ed Eva, con la loro prole poi sopraggiunta?
Nella Bibbia è rivelato che per quanto concerne il tempo fra i fatti compiuti era trascorso un lungo periodo dalla nascita di Caino e Abele e al fratricidio.
Adamo aveva 130 anni quando nacque Seth, il terzo figlio, quindi erano trascorsi 100 anni dalla nascita dei due fratelli all’uccisione di Abele, un tempo sufficiente per la nascita di altri figli e che anche questi generassero altri figli. Di conseguenza c’erano numerose persone sulla Terra, tutte discendenti da Adamo ed Eva.
Chi avrebbe potuto uccidere Caino? Alla luce dei fatti espressi nelle Scritture, è che Caino non temeva gente straniera di altri paesi. A ucciderlo per vendicare la morte di Abele sarebbero stati i propri parenti. 

                                
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Il diluvio nelle culture antiche e nei miti e leggende

Messaggio  Annali il Gio Set 10, 2015 11:19 pm

Del diluvio biblico ne siamo a conoscenza per averlo letto e dato per avvenuto, in quanto fu il Dio creatore dell’uomo, (l’Adam ):“facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza (il DNA?) perché domini su tutte le altre creature della terra” , (genesi 1:26) che lo produsse irato contro le sue stesse creature, dichiarandosi pentito di averle create e decidendo di distruggerle con un diluvio universale.
Il racconto del diluvio contenuto  in Genesi, si riflette in molte mitologie di ogni parte del mondo, come vi fosse stata una fonte comune da cui attingere le proprie credenze.
Nella mitologia azteca si faceva riferimento a quattro età della Terra, nella prima delle quali abitata da giganti, subì un diluvio primordiale, dove le acque di sopra si mescolarono con quelle di sotto, senza più orizzonti e divenendo ogni cosa un oceano cosmico. Il dio che comandava l’acqua e la pioggia era Tlaloc.
Nella quarta età, invece, la dea dell’acqua si chiamava Chalchihuitlicue, il cui universo perì mediante un diluvio, per salvarsi dal quale gli uomini divennero pesci.
 
Anche gli Incas e i Maya del Messico e dell’America centrale, avevano le loro leggende del diluvio, o “haiyococab”, che significa acqua sulla terra.
Gli indiani guatemaltechi lo chiamavano “butic” parola che significa inondazione di molte acque  e sta per punizione divina con la quale l’umanità esistente viene cancellata per far posto alla comparsa di una nuova razza.
I miti del diluvio sono generalmente messi in relazione con la creazione e con la manifestazione del dio creatore. 
  
         
         La dea Chalchihuitlicue


Ultima modifica di Annali il Dom Ott 25, 2015 10:52 pm, modificato 1 volta
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Un uomo chiamato Adam

Messaggio  Annali il Gio Set 10, 2015 10:47 pm

Nel Libro della creazione si parla di un giardino, dove Adamo ed Eva divennero i progenitori dell’umanità prima di esserne scacciati dalla spada dell’angelo, a causa  della loro disobbedienza al Signore Dio.
Dov’era questo giardino? A est, nell’Eden, è scritto, situato fra i Sette Cieli, c’era un giardino creato per le delizie dell’uomo.
Eden, il termine che indica il paradiso terrestre nei testi biblici è un’antica parola di una misteriosa lingua scomparsa, quella che parlavano gli antichi sumeri.
 
In “Genesi 1:27” è scritto “Dio creò l’uomo a sua immagine”, mentre successivamente, sempre in “Genesi 2: 7”, si legge: “ Allora il Signore Dio plasmò l’uomo di polvere del suolo….”.
In questo versetto è usato il termine plasmò e non creò. Plasmò con la polvere del suolo, la terra, l’argilla. Nel testo ebraico da cui sono tradotte tutte le bibbie (il Codice di Leningrado) si legge che l’uomo è chiamato Adam, nome che viene da adamah, com’è chiamata la terra. Terra, polvere, argilla. L’argilla che i testi ebraici indicano proveniente da un antico idioma sumero dal significato “ciò che contiene la vita”.
Ora, tornando a Genesi 2:7 “…gli ispirò nelle narici il soffio vitale e divenne essere vivente”.
Da uno stralcio dello storico ebraico Giuseppe Flavio (37-105 d.C.) in Antichità Giudaiche, si legge: “ Quest’uomo lo chiamò Adamo, che nella lingua ebraica significa rosso, perché venne impastato con la terra rossa: tale è appunto la terra vergine e pura”.( Libro I:34-2)
 
Argilla uguale a cosa, dunque?  I primordiali strati argillosi, primi mattoni della vita, che provennero sulla Terra dallo spazio, secondo la teoria della panspermia, servirono da protezione dai raggi UV, e da sostanza catalizzatrice fondamentale per l’evoluzione. Infatti, i minerali argillosi catalizzano la formazione degli zuccheri, come il ribosio, e delle basi nucleotidiche, I primi quattro aminoacidi o le quattro basi azotate del DNA:adenina, guanina, citosina e timina, informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di RNA e proteine, indispensabili per lo sviluppo e per il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi.

 
                
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John Milton: Il Paradiso Perduto

Messaggio  Annali il Gio Ago 06, 2015 1:54 am


Incisioni di Gustavo Doré 1832

John Milton (1608 - 74) 

The world was all before them,
Where to choose their place of rest,
And providence their guide:They hand in hand 
With wand`ring steps 
And slow,through Eden 
Took their solitary way.

Sono I versi che concludono il “Paradise Lost” di John Milton.
Il progetto che dio ha previsto per l’uomo, che inizia dalla creazione della luce, arriva alla sua ultima e conclusiva fase solo quando l’uomo, che ha mangiato il frutto dell’Albero della Conoscenza è punito e allontanato dall’Eden. La materia è scissa ormai in qualcosa di completamente nuova, infatti, coloro che si allontanano mano nella mano sono creature nuove, esseri umani a tutti gli effetti. La loro condizione non è stata data da dio, nonostante la sua onniscienza, ma da una scelta fatta liberamente dall’uomo, dal suo peccato.
 E libero sarà di scegliere il suo destino, mentre gli angeli ribelli resteranno dannati per sempre.
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Il potere distruttivo dell'Arca

Messaggio  Annali il Gio Gen 29, 2015 7:05 pm

L’Arca fu collocata in una  capanna di pastori nomadi, che fungeva da Tenda del Convegno, dove solo Mosè e Aronne, i due sacerdoti, potevano entrare.
Quando una densa nube calava sulla Tenda era il segnale che il Signore scendeva presso il suo popolo eletto e nessuno, nemmeno Mosè o Aronne, poteva entrare nella Tenda durante la sua permanenza, perché a nessuno era permesso di vedere il suo volto,  come disse a Mosè nel momento di consegnare le Tavole: “ Nessuno può vedere il mio volto. Nessuno può rimanere in vita dopo aver visto il mio volto”.
L’Arca però, era veramente inavvicinabile, un oggetto letale che rivelò la sua potenza mietendo le prime vittime proprio fra i figli del sacerdote Aronne, Abihu e Nadab, che ebbero la malaugurata idea di entrare nella tenda per recare offerte al loro Dio. Ignorarono il divieto e furono arsi dalle fiamme non appena al cospetto dell’Arca.
L’Arca,dunque, aveva il potere di dare la morte come un’arma distruttiva. 
Il popolo d’Israele recava con sé uno strumento tanto pericoloso, senza conoscere il segreto dei suoi raggi mortali?
Qual’era il suo fine ultimo?
Quanto fosse letale il potere dell’Arca è spiegato nel Libro  di Giosuè:

GIOSUÈ. LA PRESA DI GERICO
Ora. Gerico era saldamente sbarrata dinnanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava. 
Disse il Signore a Giosuè: “ Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno  alla città, facendo circuito delle città una volta. Così farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d’ariete davanti all’arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe.
Quando suonerà il corno d’ariete, appena sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno dritto davanti a sé”.
Al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell’aurora e girarono intorno la città in questo modo per sette volte; alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: “ Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città (….)”.
Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo ebbe udito il suono delle trombe e lanciato il grido di guerra, le mura della città crollarono; il popolo salì verso la città, ciascuno dritto davanti a sé e occuparono la città. Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era nella città, dall’uomo alla donna, dal vecchio al bambino, e perfino il bue, l’ariete e l’asino.
In quella circostanza Giosuè fece giurare “ Maledetto davanti al Signore l’uomo che si alzerà e ricostruirà questa città di Gerico! Sul suo primogenito ne getterà le fondamenta e sul figlio minore ne erigerà le porte!”.

                             
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Religioni - Dal sacro al profano

Messaggio  Annali il Gio Gen 29, 2015 6:47 pm

Sacro O profano?

L’Arca dell’Alleanza è uno degli oggetti più misteriosi, sia della storia biblica sia della ricerca archeologica.
Jahve ( il dio che ispirò il Vecchio Testamento) che ne ordinò la costruzione, è descritto come un dio di pace e benevolenza, mentre, in realtà, in molti episodici scritti risulta essere un dio guerresco, aggressivo, spaventoso.
I suoi prodigi sono tutti a beneficio del popolo eletto, il solo degno di vivere e moltiplicarsi, mentre gli altri, gli stranieri, i diversi meritano solo di essere distrutti, di morire, non degni di misericordia divina. Infatti incita gli israeliti a radere al suolo città straniere, a saccheggiare, a sterminare.
 
L’Arca dell’Alleanza
 
Secondo la bibbia, l’arca era una cassa di legno d’acacia, che Dio richiese a Mosè quale segno della sua presenza tra il popolo che aveva eletto.
È descritta minuziosamente in Esodo, (25:10-21 e 37:1-9) a forma di parallelepipedo rivestita d’oro dentro e con un coperchio pure d’oro sormontato da due cherubini. Al suo interno, tradizionalmente, erano custodite le tavole della legge, la verga di Aronne e un vaso d’oro contenente la manna.
Nelle antiche scritture all’arca sono attribuiti poteri straordinari, a volte incontrollabili, quali lampi di luce capaci di folgorare chiunque non rispettasse le prescrizioni di trasporto e utilizzo.
Accadde che, durante un trasporto, un uomo fosse incenerito per averla toccata nel tentativo di fermarne la caduta. Possedeva, dunque, un’attività elettromagnetica mortale e per questo motivo era sempre posta in luogo separato, all’interno della tenda dove solo Mosè e Aronne potevano entrare.
Le disposizioni che ebbe Mosè riguardo all’arca si leggono in Esodo “ Io ti darò convegno e parlerò con te sopra il propiziatorio, in mezzo ai due cherubini, ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”.
Infatti, quando Mosè era sceso dal monte dopo aver ricevuto le tavole della legge aveva il viso ustionato, nonostante si fosse riparato come lo stesso Dio gli comandò: “Tu starai sopra la rupe e quando passerà la mia Gloria io ti coprirò con la mia mano finché sarà passato”.
Il termine ebraico negli antichi codici da cui è stato tratto Gloria, è Kevòd, un aggettivo materiale che indicava qualcosa di gravoso.
Diversi studiosi sono convinti che l’arca fosse un condensatore, un accumulatore d cariche elettriche, con effetti riconducibili a fasci di microonde di un motore al plasma.
I motori al plasma sfruttano la fuoruscita di masse gassose ionizzate dovute a generatori elettrici accelerati da campi elettromagnetici.
Questo tipo di motore è stato sperimentato negli anni sessanta, suo obiettivo era portare velivoli spaziali fino a Marte in tempi brevi.
Dopo molto cercare sembra che l’Arca sia stata ritrovata in Etiopia, custodita nella Cappella di Axum. Le autorità religiose etiopi promettono di mostrare l’Arca nei prossimi anni e solo allora, potremmo capire (forse) se sia stata un semplice contenitore d’oro oppure qualcosa che nei tempi antichi abbia avuto poteri magici trascendentali, o che ancora, 3000 anni fa avesse avuto poteri altamente distruttivi .
    
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