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Triplet Galaxy

Messaggio  Annali il Sab Set 19, 2015 10:33 pm

La Galaxy Triplet NGC 6769-71 è una tripletta gravitazionale di galassie interagenti. Si trova nella costellazione meridionale del Pavone, a circa 190 milioni di anni luce di distanza.
Le galassie si muovono talvolta in modo frenetico e spesso avvicinandosi troppo finiscono per scontrarsi come nell’immagine, creando eventi drammaticamente distruttivi e nel frattempo motivo di arricchimento: dall’interazione di due o più galassie si formano nuove stelle.
Nei bracci a spirale di NGC 6770 (in alto a sinistra) e di 6769, (a destra) infatti, è ben visibile nei nodi blu, la presenza di numerose regioni di formazione stellare. 
Queste due galassie hanno uguale dimensione e luminosità, mentre NGC 6771 (in basso) meno luminosa e leggermente più piccola è alquanto singolare per la forma squadrata che presenta, un evento molto raro fra galassie.
Le due galassie più grandi stanno iniziando a formare un involucro comune intorno a loro, con un accenno di ponte che porta alla più piccola sotto.
Insieme si stanno allontanando alla velocità di circa 3,800 chilometri al secondo, le due principali, NGC  6769 e NGC 6770, mentre NGC 6771 si allontana più velocemente, a 4.200 chilometri al secondo.
Immagine ottenuta dal Very Large Telescope dell’ESO nel 2004, 1° aprile, giorno del quinto anniversario del VLT.

 

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Alchimia stellare

Messaggio  Annali il Mar Set 15, 2015 12:46 am

Una stella non può essere eterna. Irradiando energia a spese della propria massa e non avendo energia infinita, alla fine è destinata a spegnersi, dopo essersi formata per aggregazione di materia  sparsa. Nello spazio nubi di gas e polveri ce ne sono a bizzeffe e sono immense.
Alla fine del suo ciclo vitale, quando tutto l’idrogeno avrà reagito formando l’elio, e questo sarà esaurito quasi tutto, l’interno della stella collasserà, le temperature dall’interno saliranno di nuovo, alla fine, espandendosi e contraendosi espelleranno la propria atmosfera nello spazio, allontanando violentemente il guscio esterno.
Gli atomi resi allo spazio sono quelli più facilmente sintetizzati nelle reazioni nucleari al suo interno: l’idrogeno che si fonde in elio, questo in carbonio, poi in ossigeno. Nelle stelle più grandi per successive aggiunte di altri nuclei di elio si formano il neon, il magnesio, il silicio, ogni volta aggiungendo due protoni e due elettroni, fino al ferro.
Sono questi gli elementi chimici più famigliari, sparsi nei gas interstellari da dove sono presi in una successiva fase di collassi di nubi e formazione di altre stelle e pianeti.
La Terra stessa è una ricca miscela di atomi, silicio, ossigeno, alluminio, magnesio e ferro, elemento questo di cui abbonda. Anche uranio e oro sono relativamente abbondanti, perché molte esplosioni di supernova si sono verificate prima della formazione del sistema solare.
 Alcuni elementi rari, quali i nominati, l’afnio, il disprosio e il praseodimio, sono meno famigliari, non generati facilmente dalle reazioni nucleari.
L’origine e l’evoluzione della vita sono collegate in strettissima maniera con l’origine e l’evoluzione delle stelle: la stessa materia di cui siamo fatti, gli atomi che rendono possibile la vita, gli elementi della Terra, sono stati generati da una specie di alchimia stellare miliardi di anni fa. 



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La pulsar che buca i dischi stellari

Messaggio  Annali il Gio Set 10, 2015 7:23 pm

La pulsar che attraversa i dischi stellari
Dalle osservazioni ai raggi X ottenute con il telescopio Chandra nei tempi fra dicembre 2011 e febbraio 2014, sembra che la pulsar all’interno del sistema noto come B1259, durante uno degli ultimi transiti abbia bucato il disco della stella compagna, proiettando una porzione di materiale all’esterno.
La velocità di allontanamento del grumo espulso è pari a una media di circa il 7% della velocità della luce, ed è ancora in via di accelerazione.
Il sistema binario B1259, denominato per esteso PSR B1259-63/LS 2883, è composto di una stella con una massa 30 volte quelle del Sole e una pulsar, stella di neutroni che ruota su se stessa 20 volte al secondo, con un corpo celeste enormemente denso, residuo di una stella ancora più massiccia esplosa come supernova.

 

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Geometria spaziale

Messaggio  Annali il Mer Set 09, 2015 3:52 pm

HD 44179, la nebulosa protoplanetaria bipolare Rettangolo Rosso, così chiamata per il colore e la forma, si trova a circa 2.300 anni luce di distanza verso la costellazione dell’Unicorno.
Vista dalla spazio, in realtà la sua forma non è rettangolare ma ha una struttura a X con aggiunta di linee complesse distanziate di gas incandescente. La stella nel suo centro, la MWC 922, una volta simile al nostro Sole, ormai sta espellendo i suoi strati esterni in due direzioni opposte, dando forma caratteristica alla nebulosa con la sua radiazione ultravioletta. 
 
 

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M 13 Hercules

Messaggio  Annali il Ven Ago 28, 2015 12:32 am

M13 è il più bell’ammasso globulare della costellazione dell’Ercole, che raffigura l’eroe della mitologia greca celebre per avere superato le dodici fatiche.
Messier lo avvistò nel 1764 e lo descrisse come “una nebulosa che non contiene stelle”: non possedeva un telescopio abbastanza potente! Nello stesso equivoco incorse Bode dieci anni dopo. Herschel fu il primo ad accorgersi che M13 è un ammasso di stelle, infatti, ne stimò che ne contenesse circa 14.000. Nei successivi anni, con i telescopi sempre più potenti, s’individuarono numeri maggiori di stelle: negli anni venti si arrivò a contarne 30.000, oggi sappiamo che, in effetti, sono da 500 mila a un milione e che la luminosità complessiva di M13 equivale a 300 mila stelle come il Sole. Molte giganti rosse brillano come duemila Soli, sono stelle molto vecchie, di circa 10 miliardi di anni, tra le più antiche della nostra galassia.
Si trova a 25 mila a.l. distante dalla Terra, a 30 mila a.l. dal centro della galassia, e impiega 200 milioni di anni a compiere un’intera orbita.
Si potrebbe pensare che le oltre 500 mila stelle che contiene siano stipate fra loro a stretto contatto, in effetti non è così. Il volume occupato da M 13 è di un milione di a.l. cubici, quindi contiene in media una stella per a.l. cubico. Dunque anche questi ammassi globulari apparentemente tanto compatti sono in realtà fatti soprattutto di vuoto.
Un pianeta che orbitasse attorno a una stella posta al centro di M13 non conoscerebbe la notte, anche quando non fosse illuminato dal suo, “sole” tutte le altre tante stelle darebbero al cielo un chiarore continuo simile a quello che sulla Terra precede l’alba o segue oil tramonto.
L’abitante di un pianeta, posto non al centro dell’ammasso, ma alla sua estrema periferia, si delizierebbe di un panorama stupendo perché per metà dell’anno si vedrebbero brillare, luminosissime, le oltre 500 mila stelle, e per l’altra metà si scorgerebbe l’enorme girandola della nostra galassia, la cui struttura a spirale, vista di là, sarebbe un fatto evidente e intuitivo, mentre sappiamo quanti sforzi abbia richiesto la sua comprensione agli astronomi terrestri da Herschel a oggi. 
 
 

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Il Ragno e la Mosca

Messaggio  Annali il Dom Ago 23, 2015 1:06 am

Due nebulose distanti circa 10.000 anni luce nella costellazione dell’Auriga, contenenti al loro interno giovani stelle ancora avvolte dalle nubi d’idrogeno che le ha formate. 
NGC 1931, a sinistra dell’immagine, descritta come una piccola versione della nebulosa di Orione per il suo schema trapezoidale, è dieci volte più piccola di IC 417, il brillante oggetto alla sua destra, le cui varie corsie di idrogeno ionizzato protese verso l’esterno lo fa sembrare un ragno che insegue una mosca:
“The spider and the fly”



  

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Monoceros R2

Messaggio  Annali il Mer Ago 19, 2015 9:06 pm

Tra le varie famiglie di stelle che popolano il cosmo, vi sono le cosiddette “associazioni stellari”. Si tratta d’insiemi di stelle molto sparse e giovani, situati nei bracci a spirale della Via Lattea, dove sono comprese centinaia di stelle. All’interno di un’associazione le stelle non sono strettamente legate dalla gravità, quindi sono soggette a espansione e disgregazione in tempi nell’ordine di pochi milioni di anni. Nella nostra galassia si calcola vi siano contenute associazioni le cui dimensioni raggiungono i 600 anni luce, con stelle molto calde le cui temperature sono comprese fra 25.000 e 45.000 gradi. Queste stelle hanno massa molto grande, fra 10 e 50 volte quella del Sole e di conseguenza, un’evoluzione molto rapida.
 
L’immagine presenta Mon R2, nella costellazione dell’Unicorno, un esempio di associazione legata a nebulose a riflessione. La luce delle stelle immerse nelle nubi è riflessa dai grani di polvere illuminando la nube stessa.
 


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Il più piccolo buco nero

Messaggio  Annali il Mar Ago 18, 2015 1:23 am

Un buco nero molto piccolo è stato scoperto in un primo tempo, dalla Sloan Digital Sky Survey, a circa 340 milioni di anni luce nel nucleo della galassia nana denominata con la sigla RGG118. Si tratta della scoperta del più piccolo (come massa) buco nero massiccio mai osservato nel centro di una galassia.
Gli astronomi che lavorano con il satellite per raggi X “Chandra” della Nasa e con il Clay Telescope da 6,5 metri in Cile lo hanno definito un buco nero “ossimoro”.
Un buco nero, dunque, caratterizzato da una “piccola grandezza”. Il buco nero in questione ha una massa di 50 mila stelle come il Sole, poco per essere un super-buco nero centrale di una galassia.  Quest’oggetto è 200 mila volte meno massiccio dei normali super-buchi neri delle galassie e persino 100 volte meno massiccio del buco nero della nostra Via Lattea, considerato tra i più piccoli. Gli autori della ricerca, pubblicata su “The Astrophysical Journal Letters”, hanno calcolato la massa del buco nero- ossimoro misurando l’accelerazione del gas che vi precipita dentro e ritengono che questo lavoro sarà utile per capire meglio la formazione e l’evoluzione delle galassie primordiali.
 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Mar Ago 18, 2015 1:11 am

La nebulosa a riflessione luminosa NGC 1999, situata a circa 1.500 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione di Orione, contiene una zona, o meglio, un vasto foro di spazio vuoto, esteso per 0,2 anni luce.
A differenza di altre nebulose a riflessione che riflettono la luce blu delle loro stelle, NGC 1999 è illuminata dalla giovane stella variabile V380 Orionis di colore bianco. Un niveo colore dovuto alla sua temperatura superficiale di circa 10.000 gradi Celsius.
La stella, visibile a sinistra nell’immagine, nel suo raggiunto grado di maturità sta sparando jet dai suoi poli a centinaia di chilometri il secondo, un gigantesco pugno che spazza via il materiale residuo che l’avvolge,   creando un enorme buco vuoto nella nube circostante.
Ripresa il 21 gennaio 2000, dall’Hubble Space Telescope.



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Una medusa intergalattica

Messaggio  Annali il Gio Ago 13, 2015 7:06 pm

Chandra e Hubble catturano il violento incontro della galassia ESO 137-001 mentre attraversa a tutta velocità  l’ammasso galattico Abell 3627, una regione ad altissima temperatura , a 200 milioni di anni luce di distanza dalla nostra galassia.
 La galassia, (in alto a sinistra) mostra le prove della violenza subita sottoforma di scie di gas viola, emanate nella lunghezza dei raggi X.  Strappate via dal suo centro, formazioni di giovani stelle circondate da gas ad alta temperatura, si spostano liberamente nello spazio interstellare sotto forma di striature blu luminose. L’immagine rappresentata richiama la forma di una medusa.
L’ammasso del Regolo, campo dello scontro, che si trova vicino al piano della nostra Galassia, nonostante sia oscurato dalla polvere cosmica, non ha impedito a Hubble di superarne la barriera e di rivelare l’azione gravitazionale del gas riscaldato di  Abell 3627 sul disco di gas e polveri della galassia barrata ESO 137-001



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Gli oggetti di Herbig-Haro

Messaggio  Annali il Dom Ago 09, 2015 5:24 pm

Nella costellazione di Orione, a circa 1.500 anni luce distante dalla Terra, si trova Herbig-Haro 110 (HH 110), uno stretto getto di gas di circa 0,5 anni luce.
Una stella crescendo attira gravitazionalmente più materia a sé, in un disco rotante di gas e polveri. Il materiale spiraleggiante gradualmente poi, viene espulso in getti stretti ad alta velocità di diverse centinaia di km/s, producendo onde d’urto luminose.
Questi getti di gas e materia sono chiamati oggetti Herbig-Haro, dal nome degli astronomi George Herbig e Guillermo Haro, che ne studiarono i deflussi nel 1950.
Dopo alcune centinaia di migliaia di anni dalla nascita della stella, i getti si disperdono nel mezzo stellare sotto l’azione del vento, lontani dalla stella madre, nelle nubi di gas nello spazio interstellare.
L’immagine mostra come le chiazze di gas in rapido movimento che si scontrano con quelle più lente, imprimendo scosse all’interno del getto creano creste di colore blu intenso.



Da Hubble, in composto di dati ottici e infrarossi.



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Una goccia di sangue in cielo

Messaggio  Annali il Mar Ago 04, 2015 11:48 pm

Nella costellazione di Orione, tra tutte le innumerevoli stelle di ogni tipo e classe al suo interno spicca un oggetto con caratteristiche peculiari: R Leporis, una stella eccezionalmente rossa, distante da noi circa 1000 anni luce.
La scoprì nel 1845, l’astronomo britannico J.R. Hind, che le diede il suo nome definendola “ Stella Cremisi di Hind” e la descrisse come “una goccia di sangue sullo sfondo nero del cielo”. Infatti, le sue caratteristiche sono quelle tipiche di una stella al carbonio, con una bassa temperatura superficiale, stimata tra i 2200 e i 2400 K.
La presenza di carbonio nello spettro significa che la stella si trova in una fase molto avanzata della sua vita, poiché il carbonio si forma dalla fusione dell’elio. Resta inconfutabile il valore dell’indice del colore, uno tra i più alti riscontrati tra le stelle appartenenti alle Red Star. 

 

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La stella più grande

Messaggio  Annali il Sab Ago 01, 2015 1:28 pm

Il primato del cosmo, di quello che noi sino a oggi conosciamo, va senza dubbio a VY Canis Majoris, un’ipergigante rossa nella costellazione del Cane Maggiore, distante 5.000 anni luce dalla Terra. La grande distanza la rende invisibile a occhio nudo, pure essendo la stella più luminosa della Via Lattea, circa 500.000 volte il Sole. 




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Il raggio verde

Messaggio  Annali il Gio Lug 30, 2015 12:22 am

Un evento tra i più spettacolari e più rari dell'interazione Terra-Sole, è il lampo improvviso di luce verde che appare non appena il Sole sorge o tramonta. 
Il raggio verde è prodotto dall'atmosfera della Terra che curva i diversi colori della luce di differenti angoli, in particolare vicino all'orizzonte.

E' un effetto dovuto alla curvatura dell'orizzonte marino che a noi appare come una linea, ma che in effetti è solo la proiezione di una curva. 
Quando il sole tramonta, in giornate in cui l'orizzonte è assolutamente perfetto, privo di qualsiasi bruma, c'è un istante, perchè di un istante si tratta, in cui l'ultimo raggio del sole appena sceso al di la dell'orizzonte attraversa, come dire, lo spessore dell'acqua, assumendo il caratteristico colore verde. 


L'effetto è di vedere "soli" rossi, verdi e blu che tramontano in istanti differenti. 
Il sole blu dovrebbe essere l'ultimo, ma l'aria lo offusca, lasciando intravedere il Sole all'ultimo istante, come un lampo verde.



 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Ven Lug 24, 2015 11:48 pm

Am 0644-741, conosciuta anche come “The Ellipse meridionale”, è una galassia ad anello che si trova a circa 300 milioni di distanza in direzione  della costellazione meridionale del Volans (Pesce Volante).
Il doppio anello formato dagli ammassi di stelle blu che circonda  il nucleo spostato dal suo centro, possiede un diametro di circa 150.000 anni luce.
Le galassie ad anello si formano dallo scontro con un’altra galassia che l’attraversa. L’onda d’urto della collisione spinge il gas e polvere verso l’esterno, causandone il crollo gravitazionale con la conseguente formazione di nuove stelle.
Il colore blu dell’anello è dovuto alla massiccia formazione di giovani stelle calde, mentre le regioni rosa sparse nell’anello sono nuvole rarefatte di gas idrogeno incandescente che reagisce alla forte luce ultravioletta emanata dalle stelle blu.
Teoricamente, l’anello non continuerà a espandersi per sempre, dopo circa 300 milioni di anni, avendo raggiunto un raggio massimo, inizierebbe a disintegrarsi.

 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Lun Lug 20, 2015 1:25 am

IC4593 è una nebulosa planetaria di soli 0,7 anni luce, che si espande a 12 km al secondo. Si trova nella costellazione meridionale di Ercole a circa 6.800 anni luce di distanza dalla Terra.
All’interno della nebulosa, circondata da un alone gigante, brilla una nana bianca designata HD 145649, che con la sua luce ultravioletta l’accende di bagliori luminosi .
Il rigonfiamento superiore è causato dall’uscita di un getto bipolare, visibile il primo in alto a sinistra, in basso a destra il secondo. Il delicato colore turchese della nebulosa proviene dalla luce dominante dell’ossigeno doppiamente ionizzato (OIII) mentre i nodi rossi sono di azoto ionizzato.



Immagine ripresa a tre diversi filtri di colore, da Hubble Space Telescope nel 2007. 



 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Sab Lug 11, 2015 3:18 am

Abell 31 (SH2-290) è una nebulosa planetaria tra le più grandi del cielo, estesa quasi 10 anni luce,  nella costellazione del Cancro, a circa 2.000 anni luce di distanza dalla Terra.
Le nebulose planetarie rappresentano la fase finale della vita di una stella morente, che dopo aver consumato quasi tutto il combustibile nel nucleo, espelle gran parte del suo involucro esterno.
Il materiale espulso riscaldato dalla radiazione produce nubi di gas incandescente trasformandole in strutture spesso complesse, fino a quando raffreddandosi, non si disperdono nello spazio.
Abell 31 è una nebulosa che ha già iniziato a disperdere il suo gas nello spazio. La sua stella centrale è una piccola nana bianca (circa 4 volte più grande della Terra) molto calda, 85.000 gradi Celsius, e, giudicando come quanto velocemente i venti soffiano, si deduce che la stella, probabilmente, ha iniziato a morire circa 130.000 anni fa, dopo un miliardo o più di vita normale.
La direzione del movimento verso cui si muove la nebulosa è la parte meridionale della nube, nettamente definita da un ampio arco d’urto dove raccoglie il gas e la polvere compressa dall’interazione con il mezzo stellare circostante. Nella direzione opposta, il gas si muove sottovento, lasciando quella porzione quasi intatta, con il confine settentrionale visibilmente ben reso evidente.
Nell’immagine il gas rosso è idrogeno, l’azzurro nella porzione centrale dove sta la stella progenitrice, è ossigeno.  
 
 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Giu 18, 2015 10:55 pm

NGC 3576, conosciuto come “La statua della Libertà Nebula” e “ESO 129 – EN5” si trova a circa 9.000 anni luce di distanza nel braccio del Sagittario. È una nebulosa a emissione  gigante di gas incandescente, una regione HII, dove le stelle si formano a ritmo elevato, nate dalla condensazione di nubi di gas idrogeno ionizzato.
Venti potenti, idrogeno, zolfo e ossigeno, eccitati dalla radiazione ultravioletta intensa, nel corso di milioni di anni si ritiene contribuiscano a dare alla nebulosa forma complessa e suggestiva e grande luminosità.
NGC 3576 contiene anche piccole nebulose oscure conosciute come Globuli di Bok, nubi opache che sono potenziali zone per la formazione di nuove stelle.
Il grande flusso di gas ionizzato crea enormi bolle che si estendono fuori dal bordo della regione HII di questa formazione. 



 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Lun Giu 15, 2015 12:07 am

NGC 3314 (galassie sovrapposte)



NGC 3314 è in realtà una coppia di galassie composta di NGC 3314A, a 117 milioni, e NGC 3314B, a 140 milioni di a.l. di distanza nella costellazione Hydra, in sovrapposizione.
Sono separate da decine di milioni di anni luce di vuoto e sono fisicamente indipendenti.
Attraverso lo straordinario caso di allineamento la galassia a spirale barrata NGC 3314A, di circa 55 mila a.l., sta proprio di fronte all’altra, la più grande galassia lenticolare NGC 3314B, estesa per circa 70 mila a.l.
Gli esterni bracci a spirale della più piccola galassia in primo piano, cambiano da chiaro a scuro, prima proiettati nello spazio profondo, poi contro lo sfondo luminoso dell’altra, con la sua forma a girandola dominata da strisce di polvere scura e diversi luminosi ammassi stellari.
La sua forma distorta è dovuta  probabilmente all’incontro con un’altra galassia, forse vicina, ma non sicuramente con NGC 3314B, non essendo mai state fisicamente connesse.



Le strisce di polvere di NGC 3314B appaiono più trasparenti di quelle della compagna, alleggeriti dalla nebbia luminosa di stelle in primo piano.
Questo allineamento unico offre l’opportunità di visualizzare il materiale scuro all’interno di NGC 3314A che si staglia contro l’oggetto dietro di essa, la polvere delle braccia a spirale spicca dove assorbe la luce dalla galassia più distante.



 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Sab Mag 23, 2015 11:28 pm

NGC 4258
Una galassia a 23 milioni di a.l. di distanza lancia impressionanti fuochi d’artificio, spettacolo offerto da un probabile buco nero. È NGC 4258 (anche conosciuta come M106) una galassia a spirale con due bracci supplementari, non allineati ma intersecati, che brillano di raggi X, ottica e luce radio.
Gli anomali bracci in questa “scoppiettante”immagine sono resi in blu dai raggi x di Chandra, i dati radio dal Very Large Array sono viola, mentre i dati ottici di Hubble sono gialli e blu, e infrarossi dal telescopio spaziale Spitzer di colore rosso.
Il buco nero al centro di NGC 4258 produce getti di particelle ad alta energia, che colpendo il disco della galassia generano onde d’urto simili a jet supersonici, riscaldando grandi quantità di gas, pari a circa 10 milioni di Soli, composto principalmente di idrogeno molecolare a migliaia di gradi.

  

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Mag 21, 2015 12:30 pm

IC 2497  (Hanny’s Voorwerp) 



Una galassia con una storia veramente curiosa, iniziata nel 2007, quando un’insegnante di scuola primaria olandese ai suoi primi passi come astrofila, Hanny van Arkel, osservando immagini d’archivio di IC 2497 notò una curiosa macchia vicino alla galassia. Non sapendola classificare la segnalò ad alcuni astronomi professionisti che, incuriositi, ripresero l’oggetto col telescopio delle Canarie scoprendo quello che oggi è chiamato “Hanny’s Voorwerp”, (in olandese, l’oggetto di Hanny), una singolare nebulosa irregolare con emissioni a righe, di un colore verde brillante molto insolito e con un curioso buco centrale, apparentemente posta alla stessa distanza della galassia IC 2497. 



  

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Mag 21, 2015 12:25 pm

 NGC 1931- IC 417 (Il ragno e la mosca)


Due nebulose distanti circa 10.000 anni luce nella costellazione dell’Auriga, contenenti al loro interno giovani stelle ancora avvolte dalle nubi d’idrogeno che le ha formate

NGC 1931, a sinistra dell’immagine, descritta come una piccola versione della nebulosa di Orione per il suo schema trapezoidale, è dieci volte più piccola di IC 417, il brillante oggetto alla sua destra, le cui varie corsie di idrogeno ionizzato protese verso l’esterno lo fa sembrare un ragno che insegue una mosca:
“The spider and the fly”

  

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Lun Mag 18, 2015 5:41 pm

La nebulosa Manubrio



Colta dal portentoso “occhio” di Spitzer la brillantissima Nebulosa Manubrio (M 27),  a 1360 anni luce distante dalla Terra.
Charles Messier, che la osservò nel 1764, ancora non sapeva di aver scoperto la prima nebulosa mai studiata sino ad allora.  



 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Mer Mag 13, 2015 7:54 pm

Il vento del Buco nero.
Intorno ai buchi neri supermassicci  che occupano il centro dei quasar e di molte galassie,  ci sono potentissimi venti che riescono a regolare la crescita delle galassie ospiti.
Se prima  si sospettava ora con le osservazioni fatte con due osservatori orbitanti, è diventata certezza grazie a XMM-Newton, un telescopio dell’ESA e NuSTAR della NASA.
La galassia studiata è PDS 456, distante 2,4 miliardi di a.l. dalla Terra, sembra  sia in realtà, una galassia rimasta allo stato di quasar. Il “vento” che esce in forma di jet ai poli del buco nero, è stato identificato dall’emissione di nuclei di ferro in due bande diverse dello spettro X.




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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Dom Mag 10, 2015 1:58 am



STELLE NEBULOSE GALASSIE

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

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