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Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Nov 19, 2015 6:56 pm

 NGC 300 è una spettacolare galassia a spirale che si trova nella costellazione dello  Scultore a circa 7 milioni di anni luce di distanza. Nei suoi bracci esterni si trovano le stelle blu, più giovani e calde, mentre le più vecchie sono raggruppate nelle regioni interne.
Oltre a milioni di stelle singole, ammassi di stelle e nebulose, vi è stato rilevato  un buco nero con una massa di circa venti volte quella del Sole, il secondo di massa stellare più massiccia mai trovato, probabilmente parte di un sistema binario che include una stella Wolf- Rayet. Mentre  ruotano intorno l’uno all’atra con un periodo di circa 32 ore, il buco nero strappa  materiale alla stella, destinata a sua volta diventare un buco nero. 
Immagine Hubble telescopio spaziale
 

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Nebulosa Matusalemme

Messaggio  Annali il Dom Nov 15, 2015 1:23 pm

MWP1 (dalle iniziali dei nomi dei suoi scopritori: Motch, Werner e Pakull) è una nebulosa planetaria di circa 15 anni luce, situata nella costellazione del Cigno a circa 4.500 anni luce di distanza. Per la sua età, stimata di 150.000 anni, è considerata una delle più antiche nebulose planetarie note, per questo chiamata anche “Matusalemme Nebula”.
La sua struttura bipolare può indicare che la sua stella progenitrice, una nana bianca, molto calda, denominata RXJ2117.1+3412, produttrice di grandi quantità di raggi X, sia un sistema binario o che abbia un intenso campo magnetico.
 

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Gio Nov 12, 2015 2:41 am

NGC 6210 nebulosa planetaria si trova nella costellazione di Ercole, alla distanza di circa 6.500 anni luce e si sta allontanando alla velocità di 14 km al secondo.
È  l’ultimo sussulto di una stella poco meno massiccia del nostro Sole nella fase finale del suo ciclo di vita. I molti materiali espulsi costruiscono in sovrapposizione, strutture con diverse simmetrie, donando alla nebulosa una particolare strana forma.
La vita di una stella termina quando il combustibile che sostiene il motore termonucleare si esaurisce, la stella a quel punto diventa instabile ed espelle i suoi strati esterni formando una nebulosa planetaria, lasciando dietro di sé un residuo piccolo ma molto caldo, di fatto una nana bianca che si esaurisce lentamente.
Nell’immagine la stella è circondata da una sottile bolla blu con struttura filamentosa, sovrapposta a una nube di gas rossastro, dove sono visibili fori, filamenti e pilastri.
Presumibilmente la stella ha espulso i suoi strati esterni in periodi diversi, rimodellando con venti assai veloci, i vari gusci della nebulosa.
Immagine da Hubble Space Telescope
 

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L'occhio di Sauron

Messaggio  Annali il Lun Nov 09, 2015 6:58 pm

NGC 4151, detto “Occhio di Sauron”, è una galassia di Seyfert I, situata a circa 43 milioni di anni luce di distanza nella costellazione dei Cani da Caccia. La velocità di allontanamento è di 995 km al secondo.
Contiene due buchi neri supermassicci, uno di circa 40 milioni di masse solari e l’altro di circa 10 milioni. Orbitano l’uno insieme l’altro in un periodo di 15,8 anni.
Nella “pupilla” dell’occhio, raggi X (in blu) combinati con dati ottici (in giallo) mostrano idrogeno ionizzato, mentre il rosso che lo attornia è idrogeno neutro, rivelato da osservazioni radio. Le macchie gialle dentro l’ellisse in rosso sono regioni di recente formazione stellare.
L’emissione di raggi X è probabilmente causata da uno scoppio alimentato dal buco nero situato nella regione bianca al centro della galassia.
L’immagine composita è stata creata da X-ray Observatory di Chandra, (blu) dallo Jacobus Kapten telescopio di La Palma (giallo) e Very Large Array (rosso).

  

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Anche balene in cielo...

Messaggio  Annali il Sab Nov 07, 2015 5:38 pm

La "Balena Galaxy", è così denominata NGC 4631, una galassia a spirale, con una fucina di stelle al centro, a 30 milioni di anni luce di distanza nella costellazione Cani da Caccia.
Interagisce con la galassia ellittica nana NGC 4627.  Insieme fanno coppia con Arp 281.

 

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fantasmi nel cielo!

Messaggio  Annali il Mer Nov 04, 2015 1:59 pm

Il Boogie Man Nebula (Lynds’Dark Nebula) una nube molecolare scura a 500 anni luce di distanza nella costellazione di Orione, vicino al piano della nostra galassia, appare contro un debole ambiente di gas idrogeno incandescente. Conosciuto anche, come il fantasma a est di Barnard Loop per l’aspetto un po’ spettrale nei colori rossi e blu. 
La polvere interstellare della nebulosa oscura la luce delle stelle vicine, la dispersione della luce blu si riflette sulle particelle presenti nella polvere gassosa.
    

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Lun Nov 02, 2015 8:44 pm

Zw II 96 è una coppia di galassie coinvolte in una fusione non ancora terminata. Si trova nella costellazione del Delfino a circa 500 milioni di anni luce di distanza.
 Il colore blu irradiato è la visibile produzione di stelle che si verifica durante la fusione galattica dagli scontri di polvere e gas. Lunghe strutture filamentose fanno da collegamento con i nuclei galattici, dove a ritmo sostenuto nuove stelle si stanno formando.
Raggiunto lo stadio finale di congiungimento, nella sequenza evolutiva, la coppia potrebbe essere definita una galassia ultraluminosa all’infrarosso.
 


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I Zwicky 18

Messaggio  Annali il Ven Ott 30, 2015 9:39 pm

I Zwicky 18 è una galassia irregolare molto luminosa identificata per la prima volta dall’astronomo Fritz Zwicky in una lastra nel 1930. Si trova a circa 59 milioni di anni luce di distanza nella costellazione dell’Orsa Maggiore.
Tra le poche vecchie stelle al suo interno molte sono quelle di nuova formazione, contenute nelle grandi regioni centrali dove si stanno formando a ritmo vertiginoso. Insieme alle stelle blu, giovani, compaiono anche stelle rosse la cui età potrebbe essere stimata di oltre 10 miliardi di anni. 
I filamenti blu intorno alle regioni centrali che si estendono sedici volte più lontano dal centro rispetto alle stelle, sono bolle di gas, ora riscaldato dalla radiazione ultravioletta, che il vento stellare di una precedente generazione di stelle calde aveva soffiato via. 
La distanza di I Zwicky 18 è stata misurata osservando le variabili Cefeidi nella galassia, dai tempi regolari delle loro pulsazioni direttamente correlate alla luminosità. Il mistero ancora irrisolto è come mai poche stelle si siano formate nel passato in confronto alla frenetica formazione attuale.
Immagine NASA, ESA

  

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Antiche galassie

Messaggio  Annali il Ven Ott 30, 2015 1:26 am

CLG J02182-05102, ammasso di galassie che ne contiene 60, è situato a circa 9,6 miliardi di anni luce di distanza nella costellazione Cetus (Balena).
Avendo la sua luce impiegato 9,6 miliardi di anni per giungere fino a noi, lo vediamo come sembrava circa 4 miliardi di anni dopo il Big Bang, come dire il 30 per cento dell’età dell’Universo, a oggi stimata 13,7 miliardi di anni.
CLG J02182-05102, potrebbe essere quindi, il primo gruppo più distante di galassie mai rilevate.
Enormi galassie al suo centro contengono molte più stelle della nostra Via Lattea e ancora, si è constato, una parte di queste antiche galassie sta attivamente formando altre stelle, centinaia di migliaia ogni anno, un tasso di natalità superiore a quello delle galassie vicine.


L’immagine composita, combinando osservazioni infrarosse e luce visibile, è stata ripresa dal telescopio spaziale Spitzer.

 

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Nebulose come palloni da calcio

Messaggio  Annali il Lun Ott 26, 2015 10:50 pm

È questa nebulosa planetaria quasi perfettamente circolare, che s’è meritato il soprannome di “pallone da calcio”. Si tratta di Kronberger 61, nella costellazione del Cigno a circa 13.000 anni luce di distanza, scoperta nel 2011 dall’astronomo dilettante Matthias Kronberger.
Una forma inusuale questa sua sferica, sono pochissime le nebulose planetarie che appaiono come questa, addirittura simile a un pallone da calcio intersecata da cuciture. Solitamente assumono forme complesse oppure possono apparire spesso come farfalle.
 
Le nebulose planetarie si formano quando le stelle come il nostro sole esauriscono il loro combustibile a idrogeno, quando i loro strati esterni si espandono e si raffreddano, creando nubi di polvere e gas. La radiazione che scorre dalla stella morente ionizza la nebulosa rendendola incandescente. Gli ultimi “respiri” della stella, fonte dei grandi misteri che avvengono lassù, in quello spazio incredibilmente ricco di meraviglie.

 

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Arp 87

Messaggio  Annali il Dom Ott 25, 2015 3:14 am

Arp 87 è, in realtà, una coppia di galassie, scoperta originariamente  e catalogata negli settanta da Halton Arp.
Nell’immagine a destra è visibile la NGC 3808, osservabile quasi di fronte con un anello di brillante formazione stellare e numerosi bracci di di polveri che si dipartono fino a contornare la sua compagna NGC 3808A, vista di lato circondata da un anello rotante contenente stelle e nubi di gas interstellare.
Entrambe le galassie appaiono distorte della mutua interazione gravitazionale, un processo dal quale spesso iniziano numerose formazioni stellari, quando l’intensità della radiazione infrarossa emessa viene riscaldata ad alta temperatura.



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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Ven Ott 23, 2015 1:36 am

La galassia nana Holmberg II, ripresa dal telescopio spaziale Hubble, si presenta in una forma difficile da classificare, circondata di enormi bolle di gas incandescente. Non ha i bracci tipici di una galassia a spirale e nemmeno un nucleo denso di una galassia ellittica, è piuttosto un mosaico di regioni di formazione stellare che si estende attraverso milioni di anni luce.
Le conchiglie fiammeggianti che la contraddistinguono sono state prodotte dai cicli di vita energetici di molte generazioni stellari. Dalle regioni dense di gas, dove si sono formate, hanno disperso il materiale nello spazio circostante. Giunte al termine della loro vita esplodendo come supernove e infiammando i gas presenti nello spazio, formano luminose strutture a conchiglia che compaiono in Holmberg II. 
La galassia ospita, nel mezzo delle tre bolle visibili nell’immagine in alto a destra, una sorgente ultraluminosa di raggi X per la quali si ipotizza la presenza di un buco nero di media massa, in grado di attirare il materiale che lo circonda.

 

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Ali di farfalla

Messaggio  Annali il Lun Ott 19, 2015 11:52 pm

Una nuova straordinaria immagine della nebulosa Twin Jet, scattata da Hubble. In dettaglio mostra come il gas si espande dal centro alla periferia disegnando due volute simili a gigantesche ali di farfalla. Sono materiali iridescenti che si stanno allontanando dal sistema centrale alla velocità superiore al milione di km orari.
La Twin Jet, nota anche con la sigla PN M2-9, scoperta nel 1947 dall’astronomo Rudolph Minkwsli, oltre a essere una nebulosa planetaria è anche una nebulosa bipolare originata da un sistema binario di stelle, ciascuna delle quali con una massa simile al Sole. La maggiore ha espulso i suoi gas nello spazio, mentre la più piccola si è evoluta in una nana bianca.
La caratteristica forma incandescente ad ali di farfalla, probabilmente è dovuta al moto rotatorio delle due stelle intorno al centro comune, in un movimento reciproco che oltre a essere la causa principale dei due getti di materiale gassoso, lo è anche per il disco gigantesco di materiali che orbita intorno alle stelle e che si estende velocemente nello spazio. 

 

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VY Canis Majoris

Messaggio  Annali il Lun Ott 19, 2015 10:34 pm

Il primato del cosmo, di quello che noi sino a oggi conosciamo, va senza dubbio a VY Canis Majoris, un’ipergigante rossa nella costellazione del Cane Maggiore, distante 5.000 anni luce dalla Terra. La grande distanza la rende invisibile a occhio nudo, pure essendo la stella più luminosa della Via Lattea, circa 500.000 volte il Sole.
 La palma di gigante del cosmo, almeno di quello fino ad oggi conosciuto, va a VY Canis Majoris, una ipergigante rossa nella costellazione del Cane Maggiore, a 5.000 anni luce da noi. Secondo le stime ha un diametro di oltre 3 miliardi di km, circa 1.000 volte quello del Sole: per sorvolarne la superficie da parte a parte con un aereo commerciale occorrerebbero più di 350 anni. 
Assolutamente invisibile a occhio nudo, per via della distanza, è tuttavia la stella più luminosa della Via Lattea: circa 500.000 volte il Sole. Se si trovasse al posto della nostra stella, i suoi strati più esterni si estenderebbero oltre l'orbita di Saturno, sesto pianeta del Sistema Solare. 



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In cielo un amo da pesca!

Messaggio  Annali il Gio Ott 15, 2015 10:10 pm

La galassia chiamata JO82354.96, ripresa dal telescopio spaziale Hubble, somiglia a un piccolo amo scintillante. Si tratta di una galassia starburst (esplosione stellare) detta così per l’alto tasso di formazione stellare che avviene all’interno.
Sondando la natura e la struttura di queste galassie, osservando il comportamento delle polveri e i componenti gassosi, quando  gli elettroni all’interno di un atomo di idrogeno passano da un livello energetico superiore a uno inferiore emettendo luce, permette agli scienziati di capire di che cosa è composta una galassia.

 

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Il cielo blu di Plutone

Messaggio  Annali il Mer Ott 14, 2015 11:39 pm

L’ultima incredibile immagine di New Horizons di pochi giorni fa ci mostra un inaspettato cielo blu. Le particelle che costituiscono gli strati atmosferici di Plutone probabilmente sono grigie o sul colore rosso ma la luce si disperde in un sorprendente colore blu.

 

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M 51 Galassia Whirpool

Messaggio  Annali il Mer Ott 14, 2015 10:29 pm

 Il 13 ottobre 1773, mentre era intento a osservare una cometa, l'astronomo francese Charles Messier osservò per la prima la galassia M51 nella costellazione dei "Cani da caccia", cui diede il nome di galassia "Vortice" (Whirpool). M51 è famosa per la sua stupenda struttura a spirale, l'immagine mostrata è stata ottenuta con quattro esposizioni della Wide Field Planetary Camera-2 dello Hubble Space Telescope alle lunghezze d'onda del rosso, blu e verde. Il nucleo centrale misura circa 80 anni luce di diametro ed ha una luminosità di circa 100 milioni di volte quella solare. Inoltre la concentrazione di stelle nel nucleo centrale è di 5.000 volte più alta di quella che si ha nella regione della Via Lattea in cui è presente il nostro sistema solare. La stupenda struttura a vortice sarebbe dovuta a un autentico processo di "cannibalismo" cosmico dovuto alla collisione fra due galassie, M51 con la vicina NGC 5195, avvenuto 400 milioni di anni fa. Le stelle situate attorno al nucleo centrale sono molto più vecchie, hanno un'età di circa 8 miliardi di anni. Più lontano  dal centro della galassia, a circa 700 anni luce dal centro, si trova una "collana" di ammassi di stelle neonate, con un'età inferiore a 10 milioni di anni.
 
 

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KG Persei

Messaggio  Annali il Gio Ott 08, 2015 7:12 pm

KG Persei era apparso improvvisamente nel 1901 come stella luminosa rimanendo visibile per un giorno intero ed è oggi, citato fra gli esempi di classica Nova, il brillantamento prodotto sulla superficie di una nana bianca.
Fotograto una prima volta da Chandra nel 2000, rivisitato poi nel 2013, ha rivelato le differenze in termini di proprietà di emissione X (in blu), evidenziando nell’immagine i dati ottici dell’HST, in giallo, e quelli in rosa dal VLA (Very Large Array).  
I resti dei materiali espulsi, gas e plasma, accelerati dall’urto dell’esplosione, hanno in 13 anni viaggiato alla velocità di oltre un milione di km orari, percorrendo una distanza di quasi 90 miliardi di chilometri.

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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

Messaggio  Annali il Lun Ott 05, 2015 12:10 am

Un puntino rosa nel cielo



Il puntino rosa catturato dal telescopio spaziale Hubble, visibile al centro dell’immagine, un tempo era una stella simile al nostro Sole, mentre ora è un astro in fin di vita confuso tra la nube di gas e polveri scintillanti che produce intorno a sé: la nebulosa NGC 2371.
I filtri speciali di Hubble evidenziano le aree in verde in cui prevale l’idrogeno, e quelle più ricche d’ossigeno in blu.
I due zampilli in rosa che si notano ai lati della stella sono getti di azoto e zolfo che in migliaia di anni hanno continuamente cambiato direzione, forse influenzati dalla presenza, invisibile, di un’altra stella capace di movimentare i gas che la circondano.



  

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La Cefeide RS Puppis - una candela in cielo

Messaggio  Annali il Ven Ott 02, 2015 1:03 am

Un guscio di gas e polveri circonda RS Puppis, una Cefeide dieci volte più massiccia del nostro Sole.
Le Cefeidi, nome che deriva dalla stella Cefei, la prima a essere scoperta, sono usate come candele campione per l’individuazione delle distanze cosmiche.
Misurando il loro periodo di variazioni luminose è possibile risalire alla vera luminosità e da questa, confrontandola con quella osservata in cielo, alla loro distanza.
Studiando la luce proveniente da RS Puppis, controllando l’evoluzione della luminosità di differenti regioni della nebulosa e comparando l’andamento luminoso della Cefeide, è stato agevole, dopo aver misurato la separazione apparente nel cielo, risalire alla distanza che ci separa dalla stella. Con un’incertezza di circa soli 90 anni luce, probabilmente la distanza più precisa mai individuata, è risultato che RS Puppis dista da noi 6.500 anni luce.  
La splendida ripresa della stella realizzata nel 2010 da Hubble Space Telescope.



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L'uovo fritto

Messaggio  Annali il Dom Set 27, 2015 6:45 pm

The Fried Egg Nebula, così è chiamata la stella e il suo guscio, insieme somiglianti a un “uovo fritto”, con il bianco che circonda il tuorlo.
La stella, IRAS 17163-3907, è una supergigante gialla, situata a circa 13.000 anni luce dalla Terra nella Costellazione dello Scorpione.  Il suo diametro è circa 1.000 volte maggiore del nostro Sole  ed è circa 500.000 volte più brillante.
Le supergiganti gialle essendo esposte frequentemente a eventi esplosivi, variano di luminosità e perdono materia a causa dei forti venti stellari che espellono.
Nella sua forma più attiva la stella espelle materiali pari a quattro volte la massa del Sole nel giro di poche centinaia di anni.  È stato il materiale scagliato lontano durante le esplosioni che ha formato il doppio guscio della grande nebulosa, composta di polvere ricca di silicati mescolata con il gas. Tutta quest’attività causerà la sua morte violenta, sarà una prossima supernova che con le onde d’urto darà l’inizio alla formazione di nuove stelle.
Immagine scattata nello spettro infrarosso dal VLT dell’ESO.


 

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Stelle supermagnetiche

Messaggio  Annali il Ven Set 25, 2015 10:17 pm

Il mistero delle stelle supermagnetiche.
Già dal nome si può intuire si tratti di stelle circondate da un mostruoso campo magnetico, un quadrilione di volte più intenso di quello che protegge la Terra dal vento solare.
Sono le "Magnetar", stelle di neutroni in rapida rotazione, createsi per collasso durante l’esplosione di una supernova. Il processo di nascita e la loro evoluzione hanno ancora molti punti oscuri, ma da quanto si ipotizza al momento, sembra che questi oggetti celesti siano estremamente densi, inoltre una Magnetar gira su stessa a una velocità incredibile, compiendo un giro completo in meno di 10 secondi. A causa dell’enorme quantità di energia che contiene ed esprime, la sua superficie è scossa da moti che emettono potenti getti di raggi X e gamma.
Se all'improvviso comparisse una magnetar a metà strada fra la Terra e la Luna, il suo campo magnetico distruggerebbe tutte la carte di credito terrestri in un solo attimo.
Sono oggetti dal pessimo carattere e abitudini violente, destinati a non vivere molto a lungo in termini astronomici. Si pensa che la loro media sia di 10.000 anni, e di conseguenza, nella nostra galassia si stima vi siano circa 30 milioni di “corpi morti” a fronte di una popolazione attiva. 

 

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The Blinking Eye Nebula

Messaggio  Annali il Lun Set 21, 2015 1:31 am

NGC 6826 è nota come “Nebulosa Occhio Lampeggiante”, per il suo apparire e scomparire a intermittenza durante l’osservazione. Si trova nella costellazione del Cigno, a circa 2.200 anni luce di distanza.
La nebulosa è il residuo di una stella gigante rossa che ha espulso il suo guscio gassoso esterno lasciando una nana bianca al centro di una "bolla" di gas luminoso.
L’alone verde più evanescente è il gas che costituiva, secondo le stime, almeno la metà della massa della stella. La radiazione ultravioletta emessa, comprimendo il gas, spinto dal veloce vento stellare attraverso il materiale più vecchio, ha formato l’anello luminoso.
Le due chiazze rosse su entrambi i lati sono probabili emissioni di gas ionizzato scagliato verso l’esterno a grande velocità.
Immagine scattata dall’Hubble telescopio spaziale.



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Triplet Galaxy

Messaggio  Annali il Sab Set 19, 2015 10:33 pm

La Galaxy Triplet NGC 6769-71 è una tripletta gravitazionale di galassie interagenti. Si trova nella costellazione meridionale del Pavone, a circa 190 milioni di anni luce di distanza.
Le galassie si muovono talvolta in modo frenetico e spesso avvicinandosi troppo finiscono per scontrarsi come nell’immagine, creando eventi drammaticamente distruttivi e nel frattempo motivo di arricchimento: dall’interazione di due o più galassie si formano nuove stelle.
Nei bracci a spirale di NGC 6770 (in alto a sinistra) e di 6769, (a destra) infatti, è ben visibile nei nodi blu, la presenza di numerose regioni di formazione stellare. 
Queste due galassie hanno uguale dimensione e luminosità, mentre NGC 6771 (in basso) meno luminosa e leggermente più piccola è alquanto singolare per la forma squadrata che presenta, un evento molto raro fra galassie.
Le due galassie più grandi stanno iniziando a formare un involucro comune intorno a loro, con un accenno di ponte che porta alla più piccola sotto.
Insieme si stanno allontanando alla velocità di circa 3,800 chilometri al secondo, le due principali, NGC  6769 e NGC 6770, mentre NGC 6771 si allontana più velocemente, a 4.200 chilometri al secondo.
Immagine ottenuta dal Very Large Telescope dell’ESO nel 2004, 1° aprile, giorno del quinto anniversario del VLT.

 

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Alchimia stellare

Messaggio  Annali il Mar Set 15, 2015 12:46 am

Una stella non può essere eterna. Irradiando energia a spese della propria massa e non avendo energia infinita, alla fine è destinata a spegnersi, dopo essersi formata per aggregazione di materia  sparsa. Nello spazio nubi di gas e polveri ce ne sono a bizzeffe e sono immense.
Alla fine del suo ciclo vitale, quando tutto l’idrogeno avrà reagito formando l’elio, e questo sarà esaurito quasi tutto, l’interno della stella collasserà, le temperature dall’interno saliranno di nuovo, alla fine, espandendosi e contraendosi espelleranno la propria atmosfera nello spazio, allontanando violentemente il guscio esterno.
Gli atomi resi allo spazio sono quelli più facilmente sintetizzati nelle reazioni nucleari al suo interno: l’idrogeno che si fonde in elio, questo in carbonio, poi in ossigeno. Nelle stelle più grandi per successive aggiunte di altri nuclei di elio si formano il neon, il magnesio, il silicio, ogni volta aggiungendo due protoni e due elettroni, fino al ferro.
Sono questi gli elementi chimici più famigliari, sparsi nei gas interstellari da dove sono presi in una successiva fase di collassi di nubi e formazione di altre stelle e pianeti.
La Terra stessa è una ricca miscela di atomi, silicio, ossigeno, alluminio, magnesio e ferro, elemento questo di cui abbonda. Anche uranio e oro sono relativamente abbondanti, perché molte esplosioni di supernova si sono verificate prima della formazione del sistema solare.
 Alcuni elementi rari, quali i nominati, l’afnio, il disprosio e il praseodimio, sono meno famigliari, non generati facilmente dalle reazioni nucleari.
L’origine e l’evoluzione della vita sono collegate in strettissima maniera con l’origine e l’evoluzione delle stelle: la stessa materia di cui siamo fatti, gli atomi che rendono possibile la vita, gli elementi della Terra, sono stati generati da una specie di alchimia stellare miliardi di anni fa. 



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Re: Stelle Galassie Nebulose Buchi neri

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