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Le rune, grande lascito di Odino

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Le rune, grande lascito di Odino

Messaggio  Annali il Dom Ott 12, 2014 3:07 am

 Tra gli dei della mitologia nordica, Odino occupa un posto di rilievo: dall’alto del suo trono poteva osservare il mondo intero e controllare la pioggia.
Nonostante tutto il suo potere, però, Odino non era soddisfatto di sé e questa sua inquietudine, lo spinse a ricercare in silenzio e in solitudine, la suprema saggezza.
La leggenda narra che si ritirò nella foresta, e appeso ai rami del sacro frassino, l’yggdrasil, iniziò un rigoroso digiuno, in attesa del segnale che gli indicasse la via della conoscenza.
Trascorsi nove giorni, sul suolo vide tracciate le immagini delle ventiquattro rune e, in quell’istante seppe di trovarsi all’inizio della sua trasformazione iniziatica.
 
Gli antichi popoli, germanici, scandinavi e anglosassoni, consideravano le rune grande lascito di Odino, pertanto ritenute dotate di magici poteri di protezione e conoscenza.
Come talismani personali erano incise su armi, scudi e muri delle case, tuttavia, furono i druidi, sacerdoti celtici a conferire maggior importanza alle rune, impiegandole come oracoli nelle pratiche rituali di divinazione.
L’alfabeto formato dai ventiquattro segni grafici runici fu chiamato Futhark, equivalente fonetico, in lettere romane, delle iniziali dei primi sei segni o rune: Feoh, Uruz, Thurisaz, Ansuz, Raidho e Kenaz. Oltre possedere un valore fonetico erano allo stesso tempo ideogrammi, ovvero ogni figura esprimeva tanto un suono quanto un’idea o un’immagine.
A coloro in grado di recitare correttamente l’alfabeto runico erano attribuiti poteri mistici.
I megaliti che recavano le iscrizioni runiche rimanevano avvolti da un’aurea di rispettoso mistero, già di per sé evocato dall’etimologia della parola “runa”, derivante dall’antico vocabolo germanico runer che significa “segreto”, e dalla voce dell’inglese arcaico run, a sua volta associata all’idea di mistero, di segreto bisbiglio.
L’arte di prevedere il futuro grazie alle rune si estese per tutta l’Europa, specialmente nel nord, raggiungendo, i paesi scandinavi, le isole britanniche e persino la remota Islanda.
Il medioevo fu l’epoca di maggior splendore per le rune, soprattutto fra i vichinghi che ebbero un particolare legame con queste pietre, utilizzate per compiere esoterici riti. Quando il cristianesimo si estese e arrivò fino al nord, si cercò di distruggerne ogni segno, riuscendo solo in parte nell’intento perché, sebbene l’uso delle rune si fosse quasi esaurito nel resto dell’Europa, in Islanda l’arte divinatoria con le rune continuò a essere praticata.
     

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