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Pianeta Terra

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Vale Out il Lun Ott 24, 2016 11:03 pm


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Spettacoli...

Messaggio  Vale Out il Lun Ott 24, 2016 2:24 pm


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La discontinuità di Mohorovicic

Messaggio  Annali il Dom Lug 10, 2016 11:10 pm

La discontinuità Mohorovicic, o “Moho”, è il confine tra la crosta e il mantello della Terra.
È stata scoperta nel 1909 da Andrija Mohorovicic, un sismologo croato. Mohorovicic capì che la velocità di un’onda sismica è strettamente legata alla densità del materiale che si muove. Interpretò l’accelerazione delle onde sismiche osservate nel guscio esterno della Terra come un cambiamento nella sua composizione. L’accelerazione doveva quindi essere causata da un materiale di densità superiore essendo presente in profondità. Il materiale a densità inferiore immediatamente sotto la superficie viene ora comunemente denominato “crosta terrestre”. La maggiore densità sotto la crosta divenne nota come “mantello terrestre”.
La discontinuità di Mohorovicic segna il limite inferiore della crosta terrestre. Si verifica a una profondità media di circa 8 chilometri sotto i bacini oceanici e a 32 chilometri sotto le superfici continentali.
Mohorovic è stato in grado di usare la sua scoperta per studiare variazioni di spessore della crosta. Ha scoperto che la crosta oceanica ha uno spessore relativamente uniforme, mentre la crosta continentale è più spessa sotto le catene montuose e più sottile in pianura. Le parti più spesse si trovano sotto alcune delle aree montuose più importanti: Ande (lato ovest del Sud America), Montagne rocciose (A ovest del Nord America, Himalaya (a nord dell’India nell’ Asia centro-meridionale) e Urali (nord-sud tra Europa e Asia). Nessuno è mai potuto scendere abbastanza in profondità nella Terra per vedere la Moho e mai sono stati trivellati pozzi tanto profondi da penetrarla. Arrivare a quelle profondità è molto complicato a causa delle altissime temperature e delle condizioni di pressione. Il pozzo più profondo che sia stato perforato fino ad oggi era situato sulla penisola di Kola dell’ex Unione Sovietica. La perforazione si è fermata a una profondità di circa 12 km.
In alcuni rari luoghi il materiale del mantello è stato portato in superficie da parte delle forze tettoniche, però l’uomo mai è riuscito a osservarlo nelle condizioni originali a quelle profondità.



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L'anno senza estate

Messaggio  Annali il Ven Lug 01, 2016 5:04 pm

Il 1816 si ricorda come “l’anno senza estate”…
L'inverno che precedette l'anno senza estate, quello del 1815-1816, fu gelido e nevoso ma era quanto di più normale per le regioni del Quebec e del New England, abituate a stagioni invernali molto dure e prolungate. Alla fine di marzo, la morsa del ghiaccio cominciò ad allentare la presa sui laghi e sui fiumi e la neve fu sostituita da pioggia e nebbia.
Poi, finalmente, in aprile le giornate furono belle piene di sole tanto che permisero l’arrivo di milioni di uccelli e favorirono il rinascere dei germogli e del verde dei boschi.
L’estate però, proseguiva troppo lentamente, il freddo fuori stagione, dopo alcuni giorni con temperature massime che raggiungevano i 27 gradi, dal 5 giugno in poi vi fu un vento freddo proveniente dalla baia di Hudson, poi piogge torrenziali e venti che spazzavano le regioni fino a segnare  temperatura di soli + 4°C.
Iniziò pure a cadere la neve! I teneri germogli non sopravvissero al gelo, per tutta l’estate neve e gelo distrussero ogni coltivazioni e quando giunse l’autunno, poi l’inverno, la situazione era disperata, si sopravvisse con le scorte della passata stagione...
Sembra che la causa che portò all’anno senza estate sia da ricercare nelle eruzioni vulcaniche avvenute negli anni precedenti, che avevano accumulato nell’atmosfera superiore immense quantità di polveri, insieme all’eruzione del vulcano nell’isola di Giava.

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GIAPPONE: VIDEO DEL DRONE CON LE IMMAGINI DEL TERREMOTO.

Messaggio  Annali il Gio Apr 21, 2016 3:34 pm

Il video realizzato da un drone mostra la potenza del sisma che ha innescato gigantesche frane, modificato l’alveo di fiumi, sepolte autostrade, piccoli borghi, facendo scivolare la faglia, di oltre due metri in alcuni punti, distruggendo campi e abitazioni incntrate nel suo attraversamento.



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Le aurore boreali

Messaggio  Annali il Sab Gen 30, 2016 10:58 pm

L'aurora polare, definita anche australe o boreale, in ragione dell'emisfero terrestre dove si manifesta, in termini scientifici, è l'interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) presenti nel vento solare con la ionosfera ( a circa 100-500 km). 
Piogge di protoni ed elettroni che precipitando sull'atmosfera terrestre creano magnifici fenomeni di luce. 
Un elettrone libero ad alta velocità che si scontra, per esempio con un atomo di idrogeno, gli cede energia. L'elettrone dell'atomo di idrogeno, avendo ricevuto energia dall'elettrone libero, cambia orbita, allontanandosi dal nucleo. Siccome l'elettrone tende a rientrare allo stato normale, ovvero nell'orbita più vicina al nucleo, deve perdere l'energia acquisita. E la perde  sotto forma di fotoni di luce. 
Nel salto quantico che riguarda l'idrogeno l'aurora assume  il colore tendente tendente al blu. Quando il colore è verde il fenomeno è causato da molecole di ossigeno, mentre il colore rosso è dato dalle molecole di azoto. Anche l’altezza, dove si sviluppa il fenomeno e l’energia delle particelle del vento solare, influenzano il colore.


         


Ultima modifica di Annali il Sab Mag 21, 2016 10:06 pm, modificato 1 volta

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La nostra Terrra

Messaggio  Annali il Gio Gen 28, 2016 12:23 am

La Terra appena nata possedeva un’atmosfera sottile, era piccola e leggera e la sua  gravitazione non bastava a difendere l’involucro di gas dall’effetto delle  tempeste  solari. La sua atmosfera era tanto instabile che alla fine, dopo la collisione con Theia, un corpo celeste con le dimensioni di Marte, era stata scagliata nel cosmo dopo aver formato la Luna. Dopo che la grandinata di meteoriti è cessata il pianeta è diventato più pesante, con una crosta solida  e un mantello di vapore acqueo. Fa freddo e si scatena un fenomeno sconosciuto sino ad allora: piove, o meglio diluvia, e continua per millenni. La Terra si raffredda ancora di più e si formano le nuvole dalle quali continua a cadere altra pioggia. Pioggia e nuvole per milioni di anni…..
L’intero pianeta è nascosto sotto uno strato uniforme di acqua fino a quando non spuntano le vette dei vulcani più alti. Le precipitazioni lavano via l’anidride carbonica dall’atmosfera, le erosioni corrodono i fianchi dei vulcani, la lava si solidifica liberando i minerali ad essa legati che si depositano nei fondali marini.
Arrivano nuovi materiali e la crosta terrestre, ancora sottile, sprofonda a causa dei movimenti tettonici e si fonde.
Parte della massa  fusa risale verso la superficie senza emergere, creando nuovi corpi rocciosi che  formano interi ammassi di granito, un materiale più leggero del basalto ma molto più duro, dapprima ancora all’interno della crosta terrestre, poi, obbedendo alle leggi della spinta ascensionale emergono, proprio perché più leggeri delle rocce del fondo marino.
Intanto, dopo la nascita dell’oceano inizia un nuovo ciclo di erosione  e formazione delle terre che si protrae per milioni di anni. Si depositano starti di sedimenti dello spessore di migliaia di chilometri, sul basalto dei fondi marini…
  

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Il cuore della Terra

Messaggio  Annali il Lun Gen 18, 2016 11:54 pm

Indecifrabile è ancora oggi l’interno del nostro pianeta, il pozzo più profondo mai realizzato è arrivato a circa 12.000 metri di profondità, non più dello 0,2% del raggio terrestre, nell’impresa di dieci anni e più….
Conoscere il suo nucleo sarebbe fondamentale, poiché è stato il suo calore a rendere vivo il pianeta grazie alle emissioni gassose dei vulcani, come continua ancora a rinnovare l’atmosfera insieme ad altre attività biologiche.
Le correnti interne di metallo, alimentate dal calore interno del nucleo, sono responsabili dell’esistenza del campo magnetico del pianeta, indispensabile per ripararci dal pericolo dei raggi cosmici.
Alla fine del XIX secolo si iniziò a utilizzare le onde sismiche per studiare l’interno della Terra, nacquero così le ipotesi di una struttura a cipolla e tra il 1930 e il 1940 si affacciò per la prima volta l’idea di un nucleo di ferro e nichel con una struttura fisica articolata solida all’interno e liquida all’esterno.
L’ipotesi di un nucleo prevalentemente ferroso è stata poi confermata da misure sulla densità del pianeta. Il ferro liquido in movimento potrebbe produrre correnti elettriche tanto intense da generare un campo magnetico come quello terrestre.
Nell’area che va dal Sud America all’Africa il campo magnetico terrestre è notevolmente meno intenso che nel resto del pianeta, tanto che la detta area viene chiamata “anomalia del Sud Atlantico”, inoltre, nella stessa zona le fasce di Allen (cintura di particelle cariche catturate dal campo magnetico)  scendono a soli 200 chilometri dalla superficie. Indebolimento magnetico più abbassamento della fascia fa sì che una maggiore quantità di radiazioni arrivi a quote più basse.
Esperimenti si stanno compiendo per cercare di capire se un parziale indebolimento potrebbe portare a un’inversione completa dei poli, un fenomeno che sulla Terra avviene con una certa regolarità. L’ultima volta accadde circa 800.000 anni fa, e poiché questo è anche il valore medio tra un’inversione e l’altra, non si esclude si sia vicini alla prossima volta.
   

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la glaciazione: vera o presunta?

Messaggio  Annali il Mar Dic 29, 2015 11:19 pm

Secondo un’idea nata nella prima metà del secolo scorso, e poi ripresa a tempi alterni negli ultimi cinquant’anni, la Terra avrebbe conosciuto almeno due tremendi episodi di glaciazioni totali, verificatesi nello svolgersi dell’Era Neoprotozoica, iniziata 1 miliardo di anni fa e finita 530 milioni di anni fa. In quell’antichissimo lasso di tempo, il pianeta sarebbe rimasto nella morsa dei ghiacci e le temperature massime precipitate fino a circa – 50 gradi centigradi, per un periodo  almeno di dieci o forse venti milioni di anni.
Il termine “Snowball Earth”, fu coniato nel 1992, con riferimento  all’aspetto assunto in quelle occasioni dal nostro pianeta.
Certezze che la Terra sia stata veramente ricoperta dai ghiacci, ovviamente non ve ne sono, e, infatti, ancora si dibatte sull’argomento.
Del possibile fenomeno s’iniziò a parlarne quando, quasi un secolo fa, un geologo ed esploratore australiano scoprì nel suo paese dei sedimenti di chiara origine glaciale all’interno di strati rocciosi risalenti al periodo Neoproterozoico. Bastò la convinzione che quei sedimenti fossero stati lasciati da una remota glaciazione giunta fino alle latitudini australiane, per formulare nascere l’ipotesi della Snowball Earth.
Fu il consolidarsi della teoria della tettonica a zolle, proposta compiutamente nel 1912, e rimasta poi in attesa di conferme per mezzo secolo, a mettere in seri dubbi la veridicità di quella prima, frettolosa ipotesi. Infatti, tale teoria dimostra la continua migrazione delle placche continentali, che in decine di milioni di anni cambiano continuamente la fisionomia al pianeta, ridistribuendo le terre emerse. Ragion per cui, quando i depositi  glaciali scoperti dal geologo australiano  furono lasciati in quel luoghi dal ritirasi dei ghiacci,  l’Australia si trovava da tutt’altra parte, a latitudini ben più polari.
Anche se oggi è possibile ritenere che la Snowball Earth possa aver interessato alcune regioni della terra, non vi è ancora nessuna certezza che abbia interessato la totalità del pianeta.
Il fatto che sia sopravvissuta la primitiva vita dell’epoca, e che singole specie, tipo le alghe, dipendenti dalla fotosintesi, siano state rinvenute in fossili antichi, lascia propendere piuttosto a una semi-glaciazione, con ampie regioni equatoriali libere da una copertura permanente di ghiacci.
In conclusione, il nostro pianeta, potrebbe aver rischiato, in più di un’occasione, di diventare una “Snowball Earth” per davvero?
                   

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Studiamo le rocce

Messaggio  Annali il Sab Dic 26, 2015 10:04 pm

Le rocce sono composte da minerali aggregati fra loro, formano ammassi di notevole estensione e costituiscono l’involucro del nostro pianeta. Non solo la parte  solida  della crosta terrestre, ma anche alcune porzioni della zona sottostante, cioè il mantello.
Si sono originate da lentissimi fenomeni ma continui di trasformazione della materia e contengono l’archivio più prezioso di notizie sulla storia della Terra.
Nei due strati più esterni, ovvero nella crosta e nel mantello avvengono i principali fenomeni di formazione, trasformazione, distruzione,  della materia  che costituiscono il cosiddetto  “ciclo delle rocce”.
La scienza che classifica e descrive le  rocce in base  alla loro composizione mineralogica e chimica, all’origine e ai rapporti che intercorrono tra i loro componenti si chiama “Petrografia”, una disciplina  relativamente nuova.
Il microscopio in mineralogia è entrato nell’utilizzo verso il 1858, quando il primo studioso che ne sperimentò i vantaggi poté osservare le sezioni sottili delle rocce. Rispetto ai microscopi da biologia, che funzionano per ingrandire, quelli petrografici sono in grado di sfruttare specifiche proprietà della luce e quindi,  di condurre analisi ottiche più approfondite. 
A seconda della loro formazione, ma anche della struttura e delle caratteristiche chimico-mineralogiche, le rocce sono state suddivise in tre grandi gruppi: le sedimentarie, che si sono costituite sulla superficie terrestre a basse temperature; le magmatiche, solidificatesi da un magma; le metamorfiche, nate dalle trasformazioni strutturali e chimiche subite dalla rocce dei primi due tipi.
Le rocce magmatiche e quelle metamorfiche formano il 95% delle  terre emerse e solo il 5% è costituito da rocce sedimentarie.
 

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La conferenza di Parigi: accordo per salvare la Terra

Messaggio  Annali il Lun Dic 14, 2015 6:23 pm

La Conferenza delle Nazioni Unite  sul cambiamento climatico si è conclusa a Parigi il 12 dicembre con un esito soddisfacente: in un documento di 31 pagine, per la prima volta nella storia, dopo anni di negoziati,  183 governi del pianeta si sono impegnati a ridurre le emissioni inquinanti con l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale della Terra al di sotto di 2 °C rispetto all’era pre-industriale, e possibilmente entro 1,5 °C. Per raggiungere questo obiettivo si è deciso uno stanziamento annuale di 100 miliardi di dollari da parte dei paesi più ricchi per aiutare i paesi in via di sviluppo a convertire le loro fonti energetiche da quelle fossili e inquinanti in quelle rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico, eolico etc.). Il rispetto dei piani nazionali sul taglio delle emissioni verrà controllato ogni 5 anni. La spesa è giustificata dal fatto che le perdite causate da disastri ambientali sono ben maggiori: assommano a 2700 miliardi di euro, con 525 mila morti in quindicimila eventi catastrofici.
Non tutto è perfetto nell’accordo firmato a Parigi, Il documento siglato entrerà in vigore nel 2020, senza prevedere sanzioni per gli inadempienti. Nel 2014 abbiamo scaricato nell’atmosfera 35,7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica contro i 22,5 del 1990. Oggi il paese più inquinante è la Cina con 10,6 miliardi, seguita dagli Stati Uniti con 5,3 e dall’India con 2,3. Questi tre paesi da soli sono responsabili di oltre metà delle emissioni di anidride carbonica.
  

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Charade il Gio Dic 10, 2015 7:20 pm

Annali ha scritto:
% Com'è possibile che non avvertiamo nessuno di questi moti? La ragione è da ricercarsi in una legge della fisica, detta principio d'inerzia:
.
.
In quanto corpi fisici tutte le cose sono quindi sensibili alle accelerazioni, ma del tutto indifferenti alle velocità.
     
Tuttavia rimane il mistero di come non si avverta o si generi la benchè minima variazioni di moto nei corpi celesti , se non appunto per tragici eventi di tipo catastrofico -

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Una roccia con 30.000 diamanti

Messaggio  Annali il Mar Dic 08, 2015 11:52 pm

Trovata in una miniera russa ma non ha alcun valore economico: i diamanti sono troppo piccoli da essere utilizzabili per realizzare gioielli, il valore scientifico della roccia, però, è grandissimo.
 La roccia ha le dimensioni di una palla da golf e contiene più di 30.000 diamanti, il ritrovamento, in una miniera  a Udachnaya, in Siberia (Russia), ha un valore scientifico notevole.
I diamanti si formano all’interno della Terra a una profondità non inferiore ai 150 km, dove le pressioni e le temperature sono tali da comprimere il carbonio formando i diamanti, portati poi,  in superficie da particolari esplosioni vulcaniche. Durante il loro viaggio verso l’alto, le rocce che contengono i diamanti solitamente si sbriciolano. La roccia ritrovata in Siberia è una delle pochissime con i diamanti ancora incastonati al suo interno.

    

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Velocità della Terra

Messaggio  Annali il Gio Dic 03, 2015 1:06 am

La Terra gira su se stessa a una velocità di circa 1700 km/h, ruota attorno al proprio asse in quasi 24 ore. Considerando che il raggio equatoriale è 6378 km, un punto sull'equatore compie un intero giro, pari a 40.053 km, in 24 ore e questo corrisponde a 1670 km/h. Ma avvicinandoci ai poli il raggio compiuto si riduce progressivamente, finché la velocità dei poli, dovuta alla rotazione terrestre, è nulla. L'Italia, più o meno a metà strada, viaggia a circa 1180 km/h, pari a 0.33 km/s.  Si tratta comunque del valore meno cospicuo, perché la Terra, tutta quanta, ruota attorno al Sole. In un anno compie una circonferenza, più propriamente si tratta di ellisse, di raggio pari a 150 milioni di km.  A conti fatti, si tratta di una velocità più di 60 volte superiore all'altra, mediamente pari 29.8 km/s. E questo non è il movimento più consistente. La Terra trascinata dal Sole, partecipa del moto dell'intero Sistema Solare intorno alla Galassia, alla velocità stimata di circa 220 km/s. 
Pertanto un uomo sulla Terra, quando fermo, è sottoposto ai tre moti sopra menzionati, che sommandosi possono fargli sfiorare anche i 250 km/s. Per essere ancora più in generale dovremmo  aggiungere il moto della Galassia nell'Ammasso Locale e infine il moto di recessione reciproco dell'Ammasso Locale rispetto agli altri. 
Com'è possibile che non avvertiamo nessuno di questi moti? La ragione è da ricercarsi in una legge della fisica, detta principio d'inerzia: "un corpo non sottoposto a forze permane nel proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme finché non interviene una forza esterna ad interromperlo". La Terra, l'atmosfera e tutte le cose poste in superficie sono animate dallo stesso moto rettilineo uniforme. Prendendo a termine di paragone un qualunque oggetto fisso terrestre, essendo animato dello stesso moto della Terra, si muove come noi (se stiamo fermi), alla medesima velocità, nella medesima direzione. In quanto corpi fisici tutte le cose sono quindi sensibili alle accelerazioni, ma del tutto indifferenti alle velocità.
           


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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Lun Nov 16, 2015 4:49 pm

La Terra vista dallo spazio con immagini a veri colori dal satellite NASA Earth Orbit.

 

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La Terra vista da Carl Sagan

Messaggio  Annali il Sab Ott 17, 2015 2:02 am

Carl Sagan (1934 – 1996), divulgatore scientifico e autore di fantascienza, è stato uno dei più famosi astronomi, astrofisici e astrochimici del XX secolo. 

 
" La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto." (daPale Blue Dot)
 

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Come scomparvero i dinosauri?

Messaggio  Annali il Sab Ago 01, 2015 4:09 pm

Nell’era mesozoica, estesa per circa 180 milioni di anni, i veri protagonisti furono i rettili, che conquistarono la terraferma, le acque e l’aria e dominarono la Terra per più di cento milioni di anni. 
Erano ricoperti di squame come i serpenti, costruivano nidi come i coccodrilli, deponevano le uova e si occupavano dei loro piccoli come gli uccelli e molti erano, probabilmente, a sangue caldo come i mammiferi. 
I primi fossili di questi enormi rettili furono ritrovati negli strati rocciosi dell’Inghilterra meridionale. Venne loro dato il nome di “dinosauri”, cioè “lucertole terribili”, tuttavia, non tutti furono di dimensioni gigantesche. 
Per esempio, il Procompsognatus, vissuto circa 225 milioni di anni fa era simile ad un uccello, si muoveva sulle zampe posteriori e la sua altezza era di soli 50 centimetri. 
I dinosauri furono comunque i più grandi animali terrestri che il nostro pianeta abbia mai ospitato. 
L’apatosauro, conosciuto con il nome di brontosauro, era un erbivoro che raggiungeva la lunghezza di 25 metri e il peso di una trentina di tonnellate. Si cibava di un’enorme quantità di vegetali. 
Anche i carnivori, come il tirannosauro, acquisirono enormi dimensioni per poter esercitare la loro attività a spese di prede così gigantesche. 
Alla fine dell’era mesozoica, 65 milioni di anni fa, i dinosauri, insieme a molte altre specie viventi, si estinsero completamente, travolti da una delle più grandi catastrofi ecologiche mai avvenute sul nostro pianeta. 
Secondo gli scienziati l’avvenimento fu provocato dall’impatto con la terra di un asteroide, la cui caduta diede origine a un grande cratere, individuato nello Yucatan ( Messico) che misura 180 km di larghezza e 300 di lunghezza. 
La sua caduta provocò un’enorme massa di polveri che, portate dal vento alle alte quote provocò un improvviso raffreddamento del clima. 
L’estinzione di questi grandi rettili, avvenuta circa 65 milioni di anni fa, segnò la fine del Mesozoico.





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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Sab Lug 04, 2015 6:18 pm

La Terra all'afelio

Il giorno 5, alle ore 13:50, la Terra si troverà all’afelio, ovvero nel punto più lontano dal Sole durante l’arco dell’anno, pari a circa 152 milioni di Km. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la Terra si trova più lontana dal Sole proprio durante i mesi caldi. Non è infatti la vicinanza al Sole che genera il clima estivo caldo e temperato, bensì l’angolo di incidenza dei raggi solari.

 

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Dom Mag 31, 2015 10:30 pm

Guardiamoci le meraviglie della Terra, stranezze e particolarità.


          

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Dom Mag 31, 2015 10:23 pm

Che assurdità! Un "ente progettista" che ha formato la Terra? Escludendo la "mano divina" quale m-ente potrebbe aver "progettato" il nostro mondo? Chi ci rimane? Gli alieni? Ma tu, mi risulta non ci credi...
   
            

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Charade il Ven Mag 22, 2015 6:45 pm

Più che "fortuna" o improbabile combinazione , è molto più plausibile pensare a qualche ente progettista ( non necessariamente a caratteristiche divine,,, anzi escluso ) che abbia pensato e terraformato questo angolo di alterna esistenza ,,, Lo so che così sposto il problema sul chi ha generato chi o cosa , ma per adesso la strada che rimane è solo quella di scoprir leggi e regole di natura per far si che un giorno vicino o lontano anche noi "terrestri" potremmo progettar i nostri mondi nuovi -

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Ven Mag 22, 2015 4:54 pm

TERRA: IL PIANETA CHE “VIVE”
 
La Terra occupa una posizione veramente unica e fortunata. Infatti orbita all’interno del sistema solare,  149 milioni di km dal Sole, cioè in una zona ristretta dove la vita è possibile perché la temperatura non è né troppo bassa né troppo alta.
L’orbita della Terra è quasi circolare, questo fa sì che  ci si trovi più o meno alla stessa distanza  dal Sole durante tutto l’anno.
Il Sole è peraltro una perfetta centrale elettrica, stabile a delle giuste dimensioni.
Grande  importanza ricopre il in nostro satellite: la Luna.
La Luna  è la causa principale delle maree, molto importanti per l’ecologia del nostro pianeta.
Avendo un diametro di poco più di un quarto di quello della Terra contribuisce a stabilizzare l’asse di rotazione terrestre.
Il fatto che l’asse e la velocità di rotazione della Terra sia inclinato di circa 23,4 gradi, determina il ciclo delle stagioni, rendendo possibile una varietà di zone climatiche.
Se la velocità di rotazione fosse molto inferiore i giorni sarebbero più lunghi,  la parte rivolta al Sole si surriscalderebbe mentre l’altra parte congelerebbe. Se invece ruotasse più velocemente i giorni sarebbero molto brevi e in questo caso la rapida rotazione  provocherebbe venti violentissimi insieme ad altri devastanti effetti.
Al centro della Terra c’è un nucleo di ferro e nichel allo stadio fluido, che genera un  campo magnetico molto potente. Crea uno scudo nello spazio che ci protegge sia dalle radiazioni cosmiche, impedendo che ci colpiscano, sia dalle conseguenze di alcuni fenomeni legati all’attività solare. Fra questi, il flusso costante di particelle ad alta energia, i brillantamenti che  in pochi minuti sprigionano l’energia di miliardi di bombe all’idrogeno, e infine le esplosioni che avvengano nella corona, la regione più esterna del Sole, che proiettano nello spazio miliardi di tonnellate di materia.
La stratosfera è lo strato esterno dell’atmosfera che contiene ozono, una forma di ossigeno che assorbe fino al 99 per cento delle radiazioni ultraviolette.
L’atmosfera ci protegge dalla pioggia quotidiana di meteoriti  la cui stragrande maggioranza incenerisce dando luogo a scie luminose. Favorisce inoltre,  la propagazione del calore in tutto il globo, rallentandone la dispersione durante la notte. 
 
Senza tutte queste “fortunate” combinazioni, la vita sulla Terra non sarebbe   stata veramente possibile.
Quanti altri mondi, nello sconfinato universo, possiederanno le stesse “fortunate” caratteristiche? 

  

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Mer Apr 29, 2015 4:48 pm

LA RICERCA DELLE ORIGINI

Su come si sia evoluta la vita sul nostro pianeta, esistono molte teorie forniteci da biologi evolutisti e da genetisti molecolari, senza tuttavia che queste rispondano in modo esauriente alla domanda che ancora ci si pone sul come gli organismi pluricellulari siano comparsi.
Nei primi 500 milioni di anni dell’esistenza della Terra è stata bombardata senza sosta oltre che da piogge torrenziali, anche da comete la cui coda era composta di microscopiche particelle ricche di sostanze organiche, milioni e milioni di sostanze chimiche che si sono disciolte nel mare, il cosiddetto brodo primordiale contenente azoto aminoacidi ossigeno formaldeide acidi citrico.
La domanda più intrigante nella sostanza è: Che cosa è arrivata prima, il metabolismo o la cellula? Possono esistere il metabolismo senza la cellula e la cellula senza metabolismo? Un dilemma del tipo: prima l’uovo o la gallina…. La riproduzione resta una prerogativa delle cellule uovo, le uniche ad avere un potenziale genetico completo.
Dove trovare il punto esatto oltre il quale la materia inorganica è divenuta organica e si è animata?
Per molte religioni la risposta non può essere che unica: un Essere, o più di uno, è stato l’artefice del miracoloso evento, dotando la nuova creatura anche di un’anima.
Quanto semplice e grandioso sarebbe fermarsi all’assunto e accettarlo quale atto di fede nella divina volontà creativa.
Un grosso problema sorge considerando che, se l’evoluzione non si è svolta in maniera scorrevole, come si evince dai reperti fossili, allora gli uomini non sono il prodotto finale della creazione, ma uno stadio intermedio, una variante fra le tante che sul piano genetico sono soltanto estremità temporanee di una catena che si estende per quattro miliardi di anni nel passato.
Più arretriamo nel tempo, più notiamo che i nostri progenitori appaiano sempre più scimmieschi.
Gli antropologi hanno cercato e continuano a cercare, il famoso “missing link”, l’anello mancante, il punto in cui l’uomo divenne inconfutabilmente “uomo”.
La sola cosa certa che sappiamo è che non esiste un unico progenitore comune, che il passaggio dagli ominidi, il suo sviluppo, avvenne in momenti e in paesi diversi, considerando l’Africa, il luogo di nascita al momento del loro progresso.
Il clima africano, sei o sette milioni di anni fa subì un grande sconvolgimento che portò alla scomparsa delle foreste pluviali tropicali, trasformando in steppe immense pianure. La mancanza di alberi costrinse i suoi abitanti a ricercare nuove capacità per sopravvivere, imparando a camminare in posizione eretta, divenendo per necessità, più intelligenti.
Nel corso dei milioni di anni successivi sono emerse varianti nuove di ominidi, sviluppando l’ingegno e dando inizio a forme di cultura, adattandosi, alcune specie, alle mutevoli condizioni ambientali, mentre altre sono sparite.    
Siamo ancora fermi davanti all’interrogativo rimasto insoluto, poiché ci troviamo tuttora di fronte a un universo che non ha evidenziato bruschi cambiamenti di condizioni e neppure una catena di causa- effetto, bensì un intricato tessuto di casualità.
Dunque l’evoluzione è stata una serie discontinua di eventi, con molti sbalzi e interruzioni improvvise, seguiti da altrettante mutazioni e cambiamenti.
È stata, la storia umana, una serie di oscillazioni, finché un numero sufficiente di esseri con mutazioni adattive riuscì a sopravvivere e a moltiplicarsi.
Quando invece, le mutazioni si verificarono in un numero esiguo di individui, la loro linea si estinse e l’umanità dovette attendere la mutazione seguente.
Tre miliardi e mezzo di anni, tanto ha combattuto la vita per arrivare fin qui, con un qualcosa in più rispetto alle specie che l’hanno preceduta.
Quale cosa? L’intelletto!

   

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Re: Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Mer Mar 18, 2015 1:34 pm

Tra poco sapremo tutto dell'interno della nostra Terra!


Ecco al momento la sua immagine in 3D.

  

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Pianeta Terra

Messaggio  Annali il Lun Ott 06, 2014 12:27 am

Le rocce

Le rocce sono sempre state un elemento fondamentale in tutti i continenti e in tutte le epoche.
I testi di storia dell’arte, però, per tradizione ci spiegano degli stili, delle epoche, delle tecniche  scultoree  e architettoniche, ma raramente indicano quali materiali litici con cui sono stati eseguiti, cioè le rocce utilizzate.
L’uso della pietra trovò grande sviluppo presso gli egizi, che eressero le grandiose piramidi, costituite da blocchi di granito rivestiti di calcare, mentre per la sfinge si è utilizzato un blocco di arenaria.
Le opere dei Greci, invece, si devono all’abbondanza e alla varietà dei loro marmi, mentre i Romani costruirono il Colosseo in travertino e lastricavano le strade con la locale pietra vulcanica. Soprattutto in epoca imperiale amavano importare i materiali necessari da altre zone dell’Italia o del mondo conosciuto: da Brescia il calcare Botticino, dall’Egitto il porfido rosso antico e dal Peloponneso il porfido verde antico.
L’impiego di determinate rocce negli esterni delle costruzioni fino a pochi secoli fa dava tinte caratteristiche alle città, così, se Roma era dominata dal travertino, Catania dal nero del basalto, Firenze dal grigio delle arenarie, l’intera puglia dal bianco accecante dei calcari.
Il Duomo di Milano è stato edificato usando il marmo rosa di Candoglia, una roccia metamorfica. Il suo metamorfismo è dovuto a fenomeni geologici che ha interessato vaste zone della superficie terrestre. La sua composizione è calcarea, i suoi minerali essenziali sono formati esclusivamente di calcite, anche se è possibile la presenza di pirite, dolomite, quarzi, muscovite. Le inclusioni di pirite creano grossi problemi nell’uso edilizio del marmo, poiché questo solfuro esposto agli agenti atmosferici si trasforma in idrossido di ferro, la limonite, che macchia di color ruggine i marmi.
Per questo motivo i blocchi che vengono utilizzati per il restauro del duomo di Milano sono controllati accuratamente e scartati qualora contengano pirite.
Un altro celebre Duomo è quello di Orvieto, con i suoi basamenti istoriati in marmo, le sculture i mosaici e il grande rosone lavorato a trina.
Spesso si sono ornati palazzi e chiese con marmi e calcari policromi, intarsiando la pietra di base con altre di diverso colore. Come la Piazza dei Miracoli a Pisa, con la Torre e il battistero; a Firenze con le celebri chiese costruite con calcari carboniosi o rocce verdi provenienti dall’Appennino.
  


                    

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Re: Pianeta Terra

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