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La numeralogia

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Frattali e non solo

Messaggio  Annali il Dom Nov 01, 2015 11:45 pm

Tutte le forme geometriche possono essere definite da un unico algoritmo o da un’equazione matematica. Prendendo per esempio un triangolo e moltiplicandolo varie volte e disponendolo in posizioni diverse, lo stesso triangolo ripetuto centinaio di migliaia di volte, rimpicciolendone qualcuno, cambiando l’inclinazione, vedremmo formarsi una catena montuosa, un paesaggio pieno di alberi i cui rami sono sempre una ripetizione dello stesso schema  base specifico per quella specie di albero.
La stessa base frattale del mondo naturale si riscontra ovunque, dalla struttura delle galassie al più piccolo fiocco di neve, dalle correnti oceaniche alle forme delle nuvole: intorno a noi e dentro di noi.
I frattali formano il nostro corpo, si trovano nella struttura degli alveoli dei nostri polmoni, nelle diramazioni dei dendriti del cervello. Forse si arriverà persino a credere che l’intelligenza sia dipesa dai frattali, che si sia sviluppata grazie alla ripetizione di elementi costanti più piccoli.

  

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L'enigma dei numeri primi

Messaggio  Annali il Ven Ott 30, 2015 10:40 pm

La matematica può, spesso, diventare uno spettacolo avvincente. Dai numeri primi alla misura del tempo, dall’infinito alla costante che governa il cosmo. 
Grazie a loro è nato il computer e grazie a loro si è potuto comprendere il comportamento degli atomi. 
Per risolvere l’enigma legato ai numeri primi, grandi menti del passato hanno dato grande contributo, anche se tutt’ora, i numeri primi sembrano distribuiti in maniera del tutto casuale. Come possedessero una loro logica nascosta, non completamente spiegabile. Non ancora completamente chiarita.
Le prime tracce storiche che riconducono alla consapevolezza dei primi risalgono al paleolitico superiore, legate ad un reperto osseo datato tra il 20.000 e il 18.000 a.C. rinvenuto nel 1960 vicino a Ishango  (Africa), nel quale figurano intaccature raggruppate secondo una serie di numeri primi.
Anche gli Egizi, nel papiro di Rhind, datato 1650 a.C. avevano sviluppato un metodo di espansione di alcune frazioni di numeri dispari da 5 a 101.
La prima testimonianza formale dei numeri è fatta risalire a Euclide, che ne diede nel 300 a.C. una rigorosa definizione: “ Numero primo è quello che è misurato soltanto dall’unità”.
L’equivalente della definizione che si addotta  tutt’oggi: “un numero è detto primo se è divisibile per se stesso e per 1.
Nell’arco di venti secoli i numeri primi hanno impegnato matematici e menti eccelse del XIX secolo, quali Legendre, Gauss, Riemann, dapprima con congetture poi con dimostrazioni formali.
Nell’universo razionale della matematica i numeri primi si susseguono con ritmo inafferrabile, apparentemente illogico: 2,3,5,7,11,13,17,19,23,29,31…sono gli atomi dell’aritmetica, gli elementi di base con cui si costruiscono tutti i numeri naturali.
Il matematico e fisico svizzero, Eulero, che nutriva vera passione per i numeri primi, dopo averli intensamente studiati,  attestò: “ I matematici hanno cercato invano di scoprire un ordine qualunque nella successione dei numeri primi, dobbiamo ritenere che questo è un mistero che lo spirito umano non riuscirà mai a penetrare”.  
 
 

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La bellezza della matematica

Messaggio  Annali il Mer Ott 14, 2015 1:49 am


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Re: La numeralogia

Messaggio  Annali il Dom Gen 04, 2015 12:31 am

Dal numero alla matematica e geometria


Pare che Pitagora fosse convinto che alla base di tutto dovesse esserci il numero, forse giunto a questa conclusione studiando le relazioni fra le note musicali. Nella sua scuola, fondata a Crotone, sviluppò importanti concetti matematici, dove tutta la realtà può esservi rappresentata.
A mettere in crisi la scuola pitagorica fu la scoperta che, contrariamente agli insegnamenti del maestro, non tutte le grandezze possono essere espresse attraverso un rapporto fra due numeri interi. Era impossibile, infatti, trovare una relazione di questo tipo fra la diagonale e il lato di un quadrato (il cui rapporto vale la radice quadrata di 2, un numero irrazionale).
I pitagorici avevano, tuttavia, gettato le basi per lo sviluppo della matematica e della geometria. Avevano introdotto il concetto di “proporzione", conoscenze che, insieme con quelle dei loro successori  furono raccolte e organizzate da Euclide, (Alessandria d’Egitto, fra il IV e III secolo a.C.) nei 13 volumi dei suoi “Elementi”.
Fino al secolo scorso, con l’avvento delle geometrie non-euclidee, fu, la sua, la sola geometria  conosciuta.
               
                    

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La numeralogia

Messaggio  Annali il Sab Set 20, 2014 1:11 am

Determinare con esattezza l’origine di quest’arte divinatoria risulta quasi impossibile, si dice sia antica come la scrittura. La leggenda vuole che sia nata in Caldea, la culla della magia e dell’astrologia. Si narra fossero i maghi caldei a insegnare al profeta Abramo la cabala, una filosofia mistica di evoluzione e conoscenza, secondo la quale i numeri sono precedenti all’apparizione della scrittura.
I maghi svilupparono una tecnica che permise loro di comporre parole la cui vibrazione energetica, dipendente dai numeri ad esse corrispondenti, costituiva un potente talismano.
Pitagora, celebre filosofo greco famoso per il teorema che porta il suo nome, nel VI secolo avanti Cristo aveva importato dai suoi viaggi in Egitto e in Asia i principi fondamentali che costituiscono la struttura della numerologia.
A lui è attribuita la frase: - Tutte le cose possono essere espresse in termini  numerici perché tutte le cose possono essere ridotte in numeri. –
Fu lui il primo ad applicare la parola “cosmo” all’universo, che significa “ordine”. Si diceva convinto che le cifre dall’uno al nove rappresentassero, nel macrocosmo,  i principi universali preposti all’ordine cosmico, mentre sul piano microcosmo incarnavano le caratteristiche e le facoltà umane, oltre agli eventi e i cicli dell’esistenza.
Le idee e il retaggio filosofico di Pitagora influenzarono più avanti le correnti gnostiche, le quali a loro volta, arricchirono e nutrirono la magia e l’alchimia rinascimentale.
Furono grandi numerologi, oltre che maghi e alchimisti, Ruggero Bacone, Pico della Mirandola, Alberto magno, Paracelso Cornelio Agrippa,  Giordano Bruno.
Pico della Mirandola,  grande cabalista, autore delle 900 Tesi, disse che la prima chiave per stabilire un metodo che permettesse all’uomo di conoscere se stesso e tutte le cose, compresa quella divina, era la scienza dei numeri.
L’occultista francese Papus, pseudonimo di Gérard Encausse, sintetizzò la scienza numerologica e la diffuse. Sua la celebre frase: - Se sapremo leggere i numeri che scandiscono la nostra vita, conosceremo il destino che ci aspetta.
                                                 

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Re: La numeralogia

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