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Una stella velocissima

Messaggio  Annali il Sab Dic 05, 2015 6:59 pm

Scoperta una nana rossa a 35 anni luce dalla Terra, con una luminosità e un campo magnetico tanto potenti da spazzare via acqua liquida, atmosfera e qualsiasi forma di vita da un mondo alieno. È una stella gelida e turbolenta, che gira vorticosamente attorno al suo asse, completando una rotazione in un paio d’ore. Per compiere lo stesso movimento, il nostro Sole impiega quasi un mese. Le prime osservazioni eseguite con il Very Large Array mostrano che il campo magnetico di questa stella è fuori scala: svariate centinaia di volte più forte del nostro Sole. 


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Pathfinder- precursore delle antenne gravitazionali nello spazio

Messaggio  Annali il Gio Dic 03, 2015 10:29 pm

La sonda è partita oggi 3 dicembre. È stata collocata in un’orbita di parcheggio che ha il perigeo a 200 chilometri dalla superficie terrestre e l’apogeo a 1540. Di qui spiccherà il volo che il 14 febbraio terminerà a 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta nel Punto di Lagrange L 2, dove il Sole e la Terra creano un perfetto equilibrio gravitazionale, cioè l’ambiente giusto per il delicato test in programma: se avrà successo si aprirà la strada ad antenne gravitazionali estremamente sensibili che inaugureranno una nuova astronomia.
Proprio cento anni fa, tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916, Albert Einstein completava la teoria della relatività generale prevedendo le onde gravitazionali. Già osservate indirettamente in sistemi binari di pulsar, le onde gravitazionali finora sono sfuggite a una rilevazione diretta. 


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Acqua sulla nana bruna

Messaggio  Annali il Mar Dic 01, 2015 11:50 pm

Nuvole di acqua ghiacciata intraviste per la prima volta fuori dal nostro Sistema Solare si troverebbero nell’atmosfera di una nana bruna, un ibrido tra una stella e un pianeta gigante, a soli 7 anni luce dalla Terra.
La notizia della scoperta, di vere e proprie formazioni nuvolose, fatta da un gruppo di astronomi per mezzo del telescopio Magellano Baade, pubblicata sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, è stata accolta con una certa perplessità dalla comunità scientifica. Sarebbe la prima volta che si osservano nuvole di cristallo di ghiaccio fuori dal nostro Sistema solare, difficile confermarne, perciò la scoperta, con i dati attuali.
Le nuvole individuate si troverebbero nell’atmosfera di Wise J0855-0714, una nana bruna individuata per la prima volta dal telescopio spaziale Wise nel 2010 a una distanza di appena 7,3 anni luce dalla Terra.
  Per la conferma di tale scoperta, si attendono nuove osservazioni dal successore di Hubble, il telescopio spaziale James Webb, (JWST) entro il 2018. 
      

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Scoperto oggetto più distante nel sistema solare

Messaggio  Annali il Lun Nov 30, 2015 11:25 pm

Il più lontano oggetto del Sistema solare che oggi si conosca, designato con la sigla V774104, è stato scoperto oltre la Fascia di Kuiper con la più profonda survey mai messa in atto alla ricerca di corpi in orbita intorno al Sole. L’oggetto si trova attualmente a 103 Unità Astronomiche, cioè a 15,4 miliardi di chilometri nella costellazione dei Pesci. Le immagini su cui è avvenuta la scoperta sono state riprese il 13 ottobre scorso con il telescopio giapponese da 8 metri “Subaru”, in funzione a Mauna Kea, sole Hawaii. V774104 appare di magnitudine 24. Presumendo che rifletta il 15 per cento della luce solare che riceve, dovrebbe avere un diametro di circa 500 chilometri. 
                           

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Un nuovo cacciatore di detriti spaziali

Messaggio  Annali il Gio Nov 26, 2015 7:09 pm

La Nasa ha inaugurato un nuovo telescopio specializzato nella scoperta e nel tracciamento di detriti spaziali. E’ un riflettore completamente robotizzato con un’apertura di 1,3 metri f/4 su una montatura a doppio giogo che lo rende particolarmente adatto all’inseguimento di satelliti artificiali e di oggetti vaganti in orbita attorno alla Terra. Lo ha installato la DMF Engineering sull’isola di Ascensione nel sud dell’oceano Atlantico e sta ora entrando pienamente in funzione come punta di diamante dell’Orbital Debris Program Office del Johnson Spaceflight Center della Nasa, un istituto che segue con regolarità 22 mila oggetti con dimensioni da qualche metro a una decina di centimetri. Eventi come la collisione tra il satellite Iridium 33 e il relitto del Kosmos 2251 nel 2009 e i test militari antisatellite eseguiti dai cinesi hanno enormemente aumentato la spazzatura spaziale in orbita, aggravando i rischi per le missioni con astronauti e per i satelliti in attività con le funzioni più diverse (meteo, ricerca scientifica, telerilevamento etc.). Il campo del telescopio è di 41’, circa una volta e mezzo il diametro apparente della Luna. La cupola che lo protegge ha un diametro di 7 metri e può ruotare all’eccezionale velocità di 15° al secondo quando è necessario inseguire detriti in orbita molto bassa.

Un dubbio e una domanda: oltre che scoprirli e inseguirli, li potrà anche distruggere?
Perché, diversamente a che serve?
  
 

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Waterworld:fantasia o realtà?

Messaggio  Annali il Mer Nov 25, 2015 3:25 pm

In relazione al film del 1995 di Kevin Costner nel quali si raccontava la storia di un mondo completamente sommerso dalle acque, si apprende che mondi simili, ricoperti d’acqua, potrebbero esistere veramente: sono Kepler - 62e, e Klepler – 62f, pianeti di una stella lontana circa 1200 a.l. dalla Terra. 
L’immagine è la rappresentazione artistica del sistema Kepler - 62.
In primo piano, Kepler-62f, il più lontano dalla stella dei cinque pianeti, visibile solo parzialmente. Kepler-62e, in basso a sinistra, è mostrato in compagnia di un'ipotetica luna. 

 

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LISA e le onde gravitazionali

Messaggio  Annali il Lun Nov 23, 2015 6:55 pm

Tra pochi giorni, esattamente il 27 di questo mese di novembre, dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, partirà il primo osservatorio spaziale interamente dedicato alle onde gravitazionali, previste dalla Teoria della relatività di Albert Einstein giusto un secolo fa. Lo scopo di LISA (Laser Interferometer Space Antenna) Pathfinder,  è mettere alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio. Il funzionamento si basa su due masse (cubi di 46 mm di lato in oro e platino) in caduta libera gravitazionale e sull’accurata misura del loro moto. Si tende a una precisione nell’ordine del milionesimo di miliardesimo di metro, se il test avrà successo, si aprirà un modo nuovo di fare astrofisica.
Le onde gravitazionali ancora non sono state direttamente osservate, se ne hanno solo osservazioni indirette dai sistemi binari delle pulsar. Permetterà di studiare fenomeni estremi, osservare l’universo fino a ricostruire l’origine delle galassie e dei buchi neri che possiamo osservare oggi.
                                       

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Pianeta Mercurio e i suoi colori

Messaggio  Annali il Ven Nov 20, 2015 11:33 pm

L’immagine di Mercurio ripresa a falsi colori permette l’identificazione delle rocce con diverse composizioni e con differenti storie geologiche. Il materiale espulso in epoche recenti attorno ai crateri più giovani è reso visibile in bianco o azzurro chiaro, in celeste scuro fino al blu sono invece le zone ricche di minerali dall’aspetto scuro e opaco. Le aree marrone sono  vaste pianure formate dalle colate di lava, mentre quelle arancione sulla superficie sono state, probabilmente, causate da esplosive eruzioni vulcaniche.
La grande macchia al centro verso l’alto del disco, il gigantesco bacino Caloris, con i suoi 1550 km di diametro è la più grande struttura da impatto presente sul pianeta, una delle maggiori di tutto il Sistema Solare.
Immagine ottenuta componendo decine di migliaia di immagini riprese dalla sonda della NASA MESSENGER. 



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La Via Lattea ondeggiante

Messaggio  Annali il Mer Nov 18, 2015 10:27 pm

Pur sembrando paradossale, pare che la nostra galassia si muova e ondeggi come una bandiera al vento. L’ha scoperto un gruppo di astronomi studiando le stelle nei dintorni del Sole. Avere una visione globale della struttura galattica, trovandoci noi, al suo interno, è alquanto complicato, per guardare in profondità è necessario osservare anche la luce ad altre lunghezze d’onda, ad esempio nell’infrarosso, ciò che hanno fatto gli astronomi con l’intento di comprendere al meglio la struttura e la dinamica di questa parte di universo.
Studiare la struttura della galassia, della quale sappiamo che il disco è attraversato da una barra formata da stelle e nubi di gas e polveri, non è facile, e ancor meno lo è ricostruire i movimenti interni.
Gli astrofici, osservando la posizione di certe stelle “candele” e misurandone la brillantezza apparente, possono ricavarne con precisione la distanza e costruire una precisa mappatura, una mappa in 3D con la quale studiare i moti collettivi della posizione e della velocità di quegli astri, in particolare le oscillazioni perpendicolari al piano galattico.
Il moto oscillatorio, per quanto si suppone, potrebbe essere causato dall’interazione fra bracci a spirale nel disco o ancora, l’ondeggiamento verticale potrebbe essere il risultato di una fusione con un’altra galassia “cannibalizzata” dalla nostra e non ancora completamente stabilizzata all’interno. 



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La pulsar extragalattica

Messaggio  Annali il Dom Nov 15, 2015 11:09 pm

Il satellite “Fermi” con l’aiuto di uno speciale software per l’analisi dei dati ha permesso di scoprire in una galassia, fuori dalla Via Lattea, una stella di neutroni, una pulsar che emette un forte flusso di raggi gamma. Si trova nella Grande Nube di Magellano, satellite della nostra galassia, precisamente nella nebulosa Tarantola.
La stella è anche la pulsar più luminosa nella banda gamma, superando di 20 volte la più famosa che si trova al centro della nebulosa del Granchio. Le due hanno circa la stessa età (circa 1100 anni) ruotano su stesse velocemente, in 5 centesimi di secondo, entrambe con un notevole campo magnetico.
Già era stata scoperta un’emissione gamma in quella zona senza poterla identificarla con precisione. Solo con il nuovo software di Fermi è stato reso possibile.
 


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Nascita di un sistema planetario

Messaggio  Annali il Mar Nov 10, 2015 7:55 pm

Tre strumenti molto diversi tra loro ma che integrano perfettamente le loro informazioni: il radiotelescopio nella banda sub-millimetrica ALMA nel deserto di Atacama, il gigantesco telescopio binoculare da 8,4 + 8,4 metri LBT in Arizona e un potente computer in grado di simulare il comportamento di un disco di polveri e gas intorno a una stella giovane, ci permettono di vedere in diretta la nascita di un sistema planetario . La stella è HL Tauri, distante da noi 450 anni luce, ed è stata “fotografata” esattamente un anno fa con ALMA: mostrava, vari nettissimi cerchi alternatamente chiari e scuri di materiale vorticante intorno all’astro. Le zone scure furono interpretate come quelle in cui i pianeti stanno formandosi, ripulendo lo spazio da polveri e gas. 

 

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Il ciclo delle macchie solari

Messaggio  Annali il Lun Nov 09, 2015 11:54 pm

In un periodo pari a circa 11 anni, il numero di macchie solari osservate aumenta da quasi  zero a forse 100 o più e poi diminuisce tornando indietro di nuovo a quasi zero allorché il successivo ciclo sta per avviarsi. Il minimo solare del nostro Ciclo (numero 24) si verificò il 4 gennaio 2008, quando un gruppo di macchie solari con  la polarità corretta del  Ciclo 24, apparve ad alte latitudini.
La causa subordinata a un ciclo di macchie solari resta ancora uno dei grandi misteri della fisica.
 Sappiamo che in passato si sono si verificati grandi eventi solari, il più significativo avvenuto nel settembre 1859, noto come Evento Carrington, dall’astronomo che lo rilevò, quando una massiccia ondata solare  colpì la Terra.
Il Sole rilasciò una quantità enorme di energia non solo come luce visibile ma anche come intensi raggi x e raggi gamma, espulsioni di massa coronale (bolle giganti o nubi di gas o plasma elettricamente carico, indicate come CME) che furono sparate a velocità misurate in milioni di chilometri all’ora verso il nostro pianeta.  Il contenuto di 10 miliardi di tonnellate o più di gas coronale, viaggiando a quelle velocità, tradotto in energia cibernetica  equivale  a quasi 10.000 megaton di TNT
È difficile immaginare oggi l’impatto socioeconomico di un evento a livello Carrington. Nel 1859 si era appena cominciata a sviluppare una dipendenza high-tech, il telegrafo era la meraviglia tecnologica dell’epoca, non c’erano luci elettriche ad alto voltaggio che s’incrociassero sui continenti, né satelliti sensibili in orbita intorno alla Terra.
Allo stato attuale, adesso che il Sole sta accrescendo la sua attività nel ciclo solare 24, secondo gli studi, una sua tempesta potrebbe causare il guasto o danni permanenti a grandi trasformatori ad altissima tensione, con conseguenti crolli nella rete elettrica e black-out che potrebbero durare per anni. Senza energia sarebbe colpita anche una necessità come l’acqua, tutti gli apparecchi elettrici smetterebbero di funzionare. Oltre a ciò, anche i sistemi di  comunicazione elettronica e i sistemi satellitari sarebbero notevolmente perturbati, i satelliti potrebbero letteralmente lasciare le loro orbite. Il sistema bancario, quello governativo e giudiziario, dipendendo dall’informatica e dalla comunicazione globale crollerebbero, e che dire delle centrali nucleari? Quando l’elettricità si interrompe e le pompe di raffreddamento non possono più mantenere fresco il reattore, questo può surriscaldarsi, fondere o esplodere, immettendo nell’ambiente i materiali radioattivi.
In conclusione, la probabilità che un altro Evento Carrington si verifichi entro il prossimo decennio, è superiore a quanto si possa immaginare?
 
 


Ultima modifica di Annali il Sab Nov 21, 2015 1:49 pm, modificato 1 volta

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Le aurore su Marte

Messaggio  Annali il Sab Nov 07, 2015 9:51 pm

La sonda Maven lanciata due anni fa per lo studio degli strati superiori dell’atmosfera di Marte ha fornito nuovi indizi sulla sua composizione. Le indicazioni riguardano i processi che hanno agito sul pianeta rosso nelle sue epoche primordiali, rilevando una composizione costante di anidride carbonica, argon, biossido di carbonio e una quantità di ossigeno più elevato di quanto stimato in precedenza.
La parte più spettacolare che Maven ci mostra è l’aurora osservata nell’emisfero nord del pianeta, negli strati bassi dell’atmosfera. Le aurore su Marte, a differenza di quelle terrestri, possono essere causate dal campo magnetico residuo della crosta marziana, creando un effetto visivo più esteso e regolato.

 

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Nano sonde spaziali

Messaggio  Annali il Mer Nov 04, 2015 10:51 pm

Cinque sonde spaziali modulari di dieci cm di lato ciascuna, chiamati “Cube Sat”, accompagneranno la missione dell’ESA AIM (Asteroid Impact Mission), il cui obiettivo scientifico è l’impatto con un piccolo asteroide per conoscerne la composizione della superficie, la densità e la struttura interna, osservare i pennacchi che si solleveranno nell’impatto e di fare atterrare un piccolo sismografo.
Sarà il contributo europeo alla missione americana AIDA, la cui meta è l’asteroide doppio Didymos, della categoria dei NEO, i pianetini con orbita vicina a quella Terra. Scopo primario della missione è provare a modificare con un impatto l’orbita dell’elemento minore di quel sistema binario. Un test in vista di un’eventuale difesa della Terra da pericolosi asteroidi.

 

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Il satellite Swift e i raggi gamma

Messaggio  Annali il Lun Nov 02, 2015 11:53 pm

Il traguardo di “Swift”: mille lampi gamma, raggiunto il 27 ottobre 2015. Per 150 secondi è arrivato un potente fiotto di energia partito 12 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva circa un miliardo e mezzo di anni. La caratteristica di “Swift” è la velocità di reazione con cui avvisa direttamente ai ricercatori l’avvistamento di un lampo di raggi gamma.


La scoperta di un lampo di raggi gamma estremo, GRB111209, durato tre ore nel dicembre del 2011, grazie al satellite Swift destò lo stupore tra gli astrofisici. Le analisi condotte sulla radiazione emessa hanno rilevato che l’esplosione è avvenuta alla distanza di 8 miliardi di anni luce rilasciando una sterminata energia: un miliardo di miliardi di miliardi di volte di quella consumata in un anno da tutti gli abitanti della Terra. Un altro sorprendente evento, oltre al lampo di raggi gamma, è stato messo in luce, (è il caso di dirlo!) quando l’Osservatorio dell’ESO a La Silla, in Cile, ha catturato nella luce visibile e nell’infrarosso, la luce dell’esplosione di una supernova.    

 

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Quante Terre nel futuro?

Messaggio  Annali il Dom Nov 01, 2015 1:06 am

Un recente studio teorico afferma che quando il nostro sistema solare si formò 4,6 miliardi di anni fa esisteva solo l’8% dei pianeti potenzialmente abitali che si formeranno nel corso della vita dell’universo. La maggior parte dei pianeti abitali, perciò, deve ancora nascere.
Conclusione che si basa sulla valutazione dei dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal cacciatore di pianeti Kepler.
Da quanto sostengono i ricercatori, le terre del futuro si formeranno con maggiori probabilità all’interno dei sistemi che avranno a disposizione tutto gas non ancora utilizzato, per la creazione di stelle e sistemi planetari.
La nostra civiltà arrivata presto nell’evoluzione dell’universo e potendo utilizzare i grandi osservatori spaziali, ha avuto modo di tracciare le proprie origini partendo dal Big Bang, e passando per l’evoluzione delle galassie, arrivare fino a oggi.
La prova osservativa del Big Bang e dell’evoluzione del cosmo come ora conosciuta, codificata nella radiazione magnetica, potrebbe essere quasi cancellata in un trilione di anni a causa dell’espansione dello spazio, così che, le civiltà che sorgessero nel futuro, probabilmente non avrebbero la possibilità di conoscere come sia nato ed evoluto l’universo.
  
     

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L'Europa prepara lo sbarco su Marte

Messaggio  Annali il Dom Ott 25, 2015 1:43 am

Europa e Russia si preparano ad andare insieme su Marte con una doppia missione. Andranno a caccia della vita sul pianeta rosso, per questo motivo nominata “ExoMars” (Exobiology on Mars).
Inizierà nel gennaio 2016, decollando con un razzo russo dalla base di Bajkonur, previsto arrivo dopo nove mesi di viaggio. Il veicolo porterà anche un modulo dimostrativo, battezzato Schiaparelli, nome in onore del grande astronomo italiano, che testerà il sistema d’ingresso nell’atmosfera marziana, di discesa o d’atterraggio.
Precederà la missione ExoMars 2018, arrivo previsto per il 14 gennaio 2019. Il modulo di discesa farà atterrare un rover sulla superficie per iniziarne l’esplorazione prevista per 218 giorni marziani (circa 230 giorni terrestri).
La regione dell’atterraggio, proposto dopo lo studio delle quattro regioni più promettenti dal punto di vista della ricerca di tracce di vita nel lontano passato, sembra puntare su Oxa Planum.
I siti presi in esame per l’esplorazione sono tutti interessanti scientificamente per la presenza nel passato di acqua allo stato liquido e si trovano nel raggio di un km dal punto di atterraggio.



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Premi Nobel per la fisica

Messaggio  Annali il Mer Ott 07, 2015 11:15 pm

Il canadese Arthur B. McDonald e il giapponese Takaaki Kajita sono i vincitori del Premio Nobel per la fisica 2015. La motivazione è molto sintetica: il riconoscimento, quasi un milione di euro, è stato assegnato “per la scoperta delle oscillazioni del neutrino, le quali dimostrano che i neutrini hanno massa”. E’ la consacrazione di una scoperta importante nella fisica delle particelle e forse ancora di più in astrofisica. I neutrini vengono emessi in quantità enormi nelle reazioni di fusione nucleari che tengono accese le stelle, in quantità ancora maggiori nelle esplosioni di supernove, e circolano ancora i neutrini “fossili” che uscirono dal Big Bang all’origine dell’universo. 



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Il cielo e tutte le stelle di Gaia

Messaggio  Annali il Mer Set 09, 2015 12:29 am

Il cielo e le stelle di Gaia



Il 21 agosto2015, il satellite astronomico europeo Gaia, ha compiuto il suo primo anno di attività nello spazio a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Oltre i dati raccolti durante la sua missione, riassunti in cifre impressionanti, traducibili in miliardi di misure di posizione, fotometriche, e rilievi spettrali, offre un’eccezionale prima visione globale del cielo a 360 gradi.
Domina il campo la Via Lattea, vista di taglio attraverso il piano galattico, estesa per 100.000 anni luce e “spessa” poche migliaia, con un nucleo denso di stelle, i bracci della spirale e  la materia oscura interposta . Spiccano in basso, (nell’immagine) la Grande e la Piccola Nube di Magellano, visibili anche alcuni ammassi globulari, mentre a nord e sud del piano galattico il cielo appare buio, concretamente privo di stelle.
Gaia scansiona continuamente tutto il cielo per misurare posizione moto proprio, distanza, luminosità e velocità delle stelle, con una precisione mai raggiunta prima.  



 

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Marte e la sua perduta atmosfera

Messaggio  Annali il Sab Set 05, 2015 2:02 pm

Parti dell’antica atmosfera di Marte rimasta intrappolata chimicamente dentro pietre e rocce, offrono la possibilità di analizzarla, come fatto a suo tempo con le bollicine di aria trovate nei ghiacci dell’Antartide, grazie alle quali si è ricostruita la quantità di anidride carbonica  e quindi il clima della Terra sino a un milione di anni fa.
Le immagini combinano le informazioni fornite da due strumenti della NASA “Mars Reconnaissance Orbiter”, dove mostrano una zona delle “Nili Fossae”, nell’emisfero nord del pianeta, con depositi ricchi di carbonati. Il colore verde indica l’abbondanza del carbonio, il marrone le sabbie ricche di olivina, il colore porpora le rocce basaltiche.
Dalle analisi emerge che l’atmosfera di Marte nel passato non conteneva più del doppio dell’anidride carbonica accertata ora.
Da chiarire come possa un pianeta ricco di acqua, con fiumi impetuosi che hanno scavato valli e crepacci, sia passato  al clima secco e arido che presenta ora. 
 

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Il nostro nome nello spazio?

Messaggio  Annali il Dom Ago 23, 2015 11:41 pm

Da "Astronomia News

La Nasa offre a tutti un viaggio virtuale su Marte con la sua prossima missione verso il pianeta rosso, che farà atterrare il robot “InSight”, progettato per lo studio della struttura geologica di Marte. Basta accontentarsi di trasferire su Marte solo il proprio nome e cognome, e inviarli entro l’8 settembre all’indirizzo:
http://go.usa.gov/3Aj3G
I nomi ricevuti dalla Nasa saranno trascritti in un microchip a bordo del rover, che partirà nel marzo 2016 dalla Vandenberg Air Force Base in California e scenderà su Marte nove mesi dopo, il 28 settembre.
Per promuovere le proprie attività a livello popolare, l’ufficio stampa della Nasa non è nuovo a questo genere di iniziative. L’ultimo caso risale allo scorso mese di dicembre, quando nomi e cognomi di 1.380.000 persone viaggiarono a bordo della prima missione della nuova navicella della Nasa “Orion”.
Informazioni sulla missione “InSight”:
http://insight.jpl.nasa.gov/home.cfm
  

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Cannibalismo nello spazio

Messaggio  Annali il Sab Ago 22, 2015 4:47 pm

Scoperto un  sistema binario a raggi X formato dalla copia più giovane mai studiato fino a oggi. Una stella a neutroni che sta a poco a poco inglobando la sua compagna è stata studiata per mezzo del Chandra X Ray Observatory della NASA, rivelando i deboli resti della supernova che ha formato la stella, la cui  età  non supererebbe  i 2500 anni, un’età molto giovane confrontata con quella dell’universo. 
Le osservazioni condotte da un team di esperti hanno evidenziato una nebulosa incandescente che si è creata dall’esplosione della stella, dove all’interno appare il nucleo collassato della stella ancora aggrappata alla sua ex compagna.
 Denominata con il nome Circinus X1, si trova a circa 24.000 – 30.000 anni luce dalla Terra, si tratta di una scoperta straordinaria, un unico esempio finora trovato di un simile sistema, dove una stella in via di formazione e un buco nero o una stella di neutroni orbitano a distanze molto ravvicinate tra loro. Da questa interazione si produce un’ingente quantità di raggi X.



                               

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Scoperto un "giovane" Giove

Messaggio  Annali il Dom Ago 16, 2015 10:32 pm

Scoperto un’esopianeta simile a Giove, molto più giovane e con una massa da due a cinque volte maggiore. Denominato 51 Eridani b, è il primo individuato con il nuovo strumento GPI, in funzione sulle Ande in Cile.
Il GPI (Gemini Planet Imaginer) è stato progettato nello specifico per scoprire e analizzare l’atmosfera di deboli giovani pianeti, visualizzandoli direttamente mentre orbitano intorno alle loro stelle, e non solo in modo indiretto per mezzo dei transiti.
L’immagine di 51 Eridani b è stata ottenuta dal telescopio il 21 dicembre 2014, con la brillante stella centrale 51 Eridani, una stella che si è accesa solo 20 milioni di fa.
Di questo Super Giove l’analisi spettrale rivela una forte presenza di metano, gas che troviamo abbondante anche nell’atmosfera dei nostri pianeti giganti gassosi, dunque, per quanto riguarda la composizione dell’atmosfera, 51 Eridani b è l’esopianeta più simile a Giove sino ad ora scoperto.  

 

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Incontri ravvicinati di estremo tipo

Messaggio  Annali il Sab Lug 18, 2015 3:20 pm

Il tuffo di una pulsar nel disco di polveri e gas che circonda una stella molto luminosa, potrebbe essere un fenomeno al quale assistere nei primi mesi del 2018.
L’interazione fra la materia del disco, la pulsar e campi magnetici rispettivi, dovrebbe dare origine a una serie di fuochi d’artificio con emissioni di energie osservabili nelle bande dell’ultravioletto, raggi x e gamma.
Il sistema binario si trova distante 5.000 anni luce dalla Terra, la stella MT91 213, è 15 volte più massiccia e 10 mila volte più luminosa del Sole. La pulsar, conosciuta come J20132, orbita intorno alla stella impiegando 25 anni per compiere un giro completo. 
Per non perdere questo spettacolo dell’incontro ravvicinato tra due oggetti estremi, si stanno già pianificando punti di osservazioni con i migliori telescopi dallo spazio e da Terra. 



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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mer Lug 01, 2015 1:46 am

Ieri, 30 giugno 2015 si è celebrata la prima Giornata Mondiale degli Asteroidi con l’obiettivo di attirare l’attenzione su di un tema di grande interesse scientifico.
In coincidenza con la celebrazione termina anche il periodo favorevole all’osservazione del pianetino doppio Didymos sul quale nei mesi scorsi i telescopi sparsi in tutto il mondo hanno puntato quest’oggetto, appartenente alla famiglia dei NEA, scoperto nel 1996.
È costituito di un corpo principale del diametro di 800 metri e un secondo di 170 metri (nome informale Didymoon).
L’Agenzia Spaziale Europea congiuntamente alla NASA, avrebbero in progetto per i prossimi anni, una missione per far impattare un proiettile sul satellite di Didymos alterandole l’orbita per testare la possibilità di deviare asteroidi in possibile rotta di collisione con la Terra.
 
 

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Re: notizie "astronomiche"

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