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notizie "astronomiche"

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reliquie stellari

Messaggio  Annali il Mar Gen 12, 2016 11:29 pm

Un gruppo di ricercatori con il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO ha scoperto una nube di gas molto antica e distante che potrebbe dare parecchie indicazioni sulle stelle che dopo il Big Bang hanno popolato l’universo. Gli esperti hanno scoperto che la nube presenta una piccola percentuale di elementi pesanti quale carbonio, ossigeno e ferro, piccola intesa meno di un millesimo di quanto osservato sul nostro Sole.
Si trova a miliardi di anni luce dalla Terra, tanto lontana che la luce rilevata dal VLT risale a 1,8 miliardi di anni dopo il Big Bang.
Gli elementi pesanti non sono nati con il Big Bang ma sono stati formati in seguito dalle stelle, le prime nate da gas puro diversamente da quelle più recenti. Subito dopo la formazione, queste prime stelle sono esplose in potenti supernove diffondendo i loro elementi nell’ambiente circostante e nelle nuvole di gas sino allora incontaminate.
Nell'imagine una delle prime stelle esplose nell'universo, un guscio di gas in espansione e un filamento di gas più grande.
 

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Ven Gen 08, 2016 1:32 am

Radiografati in Andromeda 40 sistemi binari con stelle di neutroni.
Il volto nuovo della galassia di Andromeda (M31) rivelato da “Nu STAR”, il satellite per l’osservazione del cielo in raggi X ad alta energia.
Andromeda, a 2,3 milioni di anni luce da noi, è la galassia più vicina tra quelle, per dimensioni, paragonabili alla nostra Via Lattea.
Le immagini presentate al convegno in corso della “Astronomical Society” in Florida, mostrano i sistemi binari con stelle di neutroni che emettono raggi X in un’ampia regione della galassia.
Oltre le 40 binarie a raggi X identificate, Nu STAR ha individuato anche un buco nero che sta risucchiando materia dalla stella sua compagna.
Non essendo possibili osservazioni tanto particolareggiate in galassie più lontane, Andromeda rappresenta uno straordinario laboratorio per studiare l’attività, a larga scala, di un’intera costellazione di binarie X.
  

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Mer Dic 30, 2015 11:59 pm

A cento anni dalla teoria della relatività generale di Einstein, l’universo celebra il genio che l’ha concepita. La luce di una supernova esplosa in una lontanissima galassia, passando attraverso una lente gravitazionale, si è suddivisa in quattro punti luminosi disposti lungo una circonferenza, evento noto da marzo 2015, ma ora c’è un nuovo capitolo da aggiungere alla storia.
Gli astronomi dell’University of California, lavorando con il telescopio spaziale “Hubble”, l’11 dicembre hanno ripreso una quinta e nuova immagine dell’esplosione della stessa supernova. La luce della stella esplosa è arrivata in tempi diversi perché la lente gravitazionale ha determinato percorsi di lunghezza differente, e il quinto fascio luminoso ha dovuto superare una distanza maggiore. Si è potuto così, per la prima  volta “prevedere” una supernova, o meglio l’arrivo in successione della sua luce deviata da una lente gravitazionale interposta.
Le osservazioni sono fondate sulla più grande scoperta di Einstein, la curvatura dello spazio-tempo. Le lenti gravitazionali sono una previsione della sua teoria. L’arrivo della luce in tempi diversi conferma ancora una volta che la velocità della luce è una costante fisica fondamentale e la massima possibile in natura.
La supernova è stata chiamata Sjur Refsdal, in onore dell’astronomo canadese che all’Osservatorio di Amburgo cinquant’anni fa, predisse che un giorno si sarebbe potuto osservare in diretta esplosioni di supernova per mezzo delle lenti gravitazionali.


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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Ven Dic 25, 2015 9:56 pm

Il più grande e accurato censimento dell’universo visto in raggi X: questo è il contenuto dei 13 articoli di uno speciale numero monografico della rivista “Astronomy & Astrophysics”. 
 L’universo, risulterebbe più vuoto di quanto si pensava, con enormi caverne apparentemente vuote, delimitate da strutture a filamento che sono in realtà ammassi e superammassi di galassie. Una sorta di ragnatela cosmica (pervasa da un gas molto rarefatto ad alta temperatura rivelato dai raggi X), nella quale noi possiamo vedere solo la materia barionica. 
Lo studio è stato portato a buon fine con il telescopio spaziale per raggi X “Newton-XMM”, lanciato nel 1999. Lo strumento, per 1600 ore ha ripreso  immagini profonde di due zone del cielo, ciascuna con la superficie apparente di 100 lune piene. In queste regioni sono stati identificati 450 ammassi di galassie e 25 nuclei galattici attivi (AGN). Gli ammassi più brillanti hanno masse comprese tra diecimila miliardi e un milione di miliardi di masse solari. La loro età va da 5,5 a 13 miliardi di anni. I dati delle due zone censite, se confrontati con quelli sulla radiazione fossile del satellite “Planck”, pongono interrogativi cosmologici che richiederanno altre complesse e lunghe ricerche. 
L’immagine sotto differenzia l'alta qualità delle riprese di "Newton", rispetto a quelle prime di "Rosat".

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Asteroide in transito verso la Terra

Messaggio  Annali il Lun Dic 21, 2015 11:18 pm

La notte di Natale, oltre alla cometa Catalina dotata di due code, terrà compagnia alla Terra un asteroide noto come 2003 SD220. Passerà a 11 milioni di chilometri da noi, 28 volte la distanza della Luna: un transito, quindi, in tutta sicurezza.
Il passaggio ravvicinato di questo tipo asteroide non solo non è pericoloso ma riveste notevole interesse scientifico essendo nella lista di quelli che potrebbero essere visitati da una missione robotica e, eventualmente, anche con astronauti, facendo parte di un programma di ricerca. Le immagini radar ottenute con il radiotelescopio di Arecibo da 305 metri di diametro mostrano 2003 SD220 con una forma a sigaro molto allungata. Si stima che longitudinalmente raggiunga i 700 metri.  Dal 2015 al 2027 sono attesi quattro suoi passaggi vicino alla Terra. Il prossimo sarà nel 2018.
  

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Astronomia nei secoli e millenni

Messaggio  Annali il Lun Dic 21, 2015 10:21 pm

Un viaggio attraverso la storia dell'Astronomia
 

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Dom Dic 06, 2015 11:59 pm


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Una stella velocissima

Messaggio  Annali il Sab Dic 05, 2015 6:59 pm

Scoperta una nana rossa a 35 anni luce dalla Terra, con una luminosità e un campo magnetico tanto potenti da spazzare via acqua liquida, atmosfera e qualsiasi forma di vita da un mondo alieno. È una stella gelida e turbolenta, che gira vorticosamente attorno al suo asse, completando una rotazione in un paio d’ore. Per compiere lo stesso movimento, il nostro Sole impiega quasi un mese. Le prime osservazioni eseguite con il Very Large Array mostrano che il campo magnetico di questa stella è fuori scala: svariate centinaia di volte più forte del nostro Sole. 


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Pathfinder- precursore delle antenne gravitazionali nello spazio

Messaggio  Annali il Gio Dic 03, 2015 10:29 pm

La sonda è partita oggi 3 dicembre. È stata collocata in un’orbita di parcheggio che ha il perigeo a 200 chilometri dalla superficie terrestre e l’apogeo a 1540. Di qui spiccherà il volo che il 14 febbraio terminerà a 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta nel Punto di Lagrange L 2, dove il Sole e la Terra creano un perfetto equilibrio gravitazionale, cioè l’ambiente giusto per il delicato test in programma: se avrà successo si aprirà la strada ad antenne gravitazionali estremamente sensibili che inaugureranno una nuova astronomia.
Proprio cento anni fa, tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916, Albert Einstein completava la teoria della relatività generale prevedendo le onde gravitazionali. Già osservate indirettamente in sistemi binari di pulsar, le onde gravitazionali finora sono sfuggite a una rilevazione diretta. 


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Acqua sulla nana bruna

Messaggio  Annali il Mar Dic 01, 2015 11:50 pm

Nuvole di acqua ghiacciata intraviste per la prima volta fuori dal nostro Sistema Solare si troverebbero nell’atmosfera di una nana bruna, un ibrido tra una stella e un pianeta gigante, a soli 7 anni luce dalla Terra.
La notizia della scoperta, di vere e proprie formazioni nuvolose, fatta da un gruppo di astronomi per mezzo del telescopio Magellano Baade, pubblicata sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, è stata accolta con una certa perplessità dalla comunità scientifica. Sarebbe la prima volta che si osservano nuvole di cristallo di ghiaccio fuori dal nostro Sistema solare, difficile confermarne, perciò la scoperta, con i dati attuali.
Le nuvole individuate si troverebbero nell’atmosfera di Wise J0855-0714, una nana bruna individuata per la prima volta dal telescopio spaziale Wise nel 2010 a una distanza di appena 7,3 anni luce dalla Terra.
  Per la conferma di tale scoperta, si attendono nuove osservazioni dal successore di Hubble, il telescopio spaziale James Webb, (JWST) entro il 2018. 
      

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Scoperto oggetto più distante nel sistema solare

Messaggio  Annali il Lun Nov 30, 2015 11:25 pm

Il più lontano oggetto del Sistema solare che oggi si conosca, designato con la sigla V774104, è stato scoperto oltre la Fascia di Kuiper con la più profonda survey mai messa in atto alla ricerca di corpi in orbita intorno al Sole. L’oggetto si trova attualmente a 103 Unità Astronomiche, cioè a 15,4 miliardi di chilometri nella costellazione dei Pesci. Le immagini su cui è avvenuta la scoperta sono state riprese il 13 ottobre scorso con il telescopio giapponese da 8 metri “Subaru”, in funzione a Mauna Kea, sole Hawaii. V774104 appare di magnitudine 24. Presumendo che rifletta il 15 per cento della luce solare che riceve, dovrebbe avere un diametro di circa 500 chilometri. 
                           

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Un nuovo cacciatore di detriti spaziali

Messaggio  Annali il Gio Nov 26, 2015 7:09 pm

La Nasa ha inaugurato un nuovo telescopio specializzato nella scoperta e nel tracciamento di detriti spaziali. E’ un riflettore completamente robotizzato con un’apertura di 1,3 metri f/4 su una montatura a doppio giogo che lo rende particolarmente adatto all’inseguimento di satelliti artificiali e di oggetti vaganti in orbita attorno alla Terra. Lo ha installato la DMF Engineering sull’isola di Ascensione nel sud dell’oceano Atlantico e sta ora entrando pienamente in funzione come punta di diamante dell’Orbital Debris Program Office del Johnson Spaceflight Center della Nasa, un istituto che segue con regolarità 22 mila oggetti con dimensioni da qualche metro a una decina di centimetri. Eventi come la collisione tra il satellite Iridium 33 e il relitto del Kosmos 2251 nel 2009 e i test militari antisatellite eseguiti dai cinesi hanno enormemente aumentato la spazzatura spaziale in orbita, aggravando i rischi per le missioni con astronauti e per i satelliti in attività con le funzioni più diverse (meteo, ricerca scientifica, telerilevamento etc.). Il campo del telescopio è di 41’, circa una volta e mezzo il diametro apparente della Luna. La cupola che lo protegge ha un diametro di 7 metri e può ruotare all’eccezionale velocità di 15° al secondo quando è necessario inseguire detriti in orbita molto bassa.

Un dubbio e una domanda: oltre che scoprirli e inseguirli, li potrà anche distruggere?
Perché, diversamente a che serve?
  
 

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Waterworld:fantasia o realtà?

Messaggio  Annali il Mer Nov 25, 2015 3:25 pm

In relazione al film del 1995 di Kevin Costner nel quali si raccontava la storia di un mondo completamente sommerso dalle acque, si apprende che mondi simili, ricoperti d’acqua, potrebbero esistere veramente: sono Kepler - 62e, e Klepler – 62f, pianeti di una stella lontana circa 1200 a.l. dalla Terra. 
L’immagine è la rappresentazione artistica del sistema Kepler - 62.
In primo piano, Kepler-62f, il più lontano dalla stella dei cinque pianeti, visibile solo parzialmente. Kepler-62e, in basso a sinistra, è mostrato in compagnia di un'ipotetica luna. 

 

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LISA e le onde gravitazionali

Messaggio  Annali il Lun Nov 23, 2015 6:55 pm

Tra pochi giorni, esattamente il 27 di questo mese di novembre, dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, partirà il primo osservatorio spaziale interamente dedicato alle onde gravitazionali, previste dalla Teoria della relatività di Albert Einstein giusto un secolo fa. Lo scopo di LISA (Laser Interferometer Space Antenna) Pathfinder,  è mettere alla prova il concetto di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio. Il funzionamento si basa su due masse (cubi di 46 mm di lato in oro e platino) in caduta libera gravitazionale e sull’accurata misura del loro moto. Si tende a una precisione nell’ordine del milionesimo di miliardesimo di metro, se il test avrà successo, si aprirà un modo nuovo di fare astrofisica.
Le onde gravitazionali ancora non sono state direttamente osservate, se ne hanno solo osservazioni indirette dai sistemi binari delle pulsar. Permetterà di studiare fenomeni estremi, osservare l’universo fino a ricostruire l’origine delle galassie e dei buchi neri che possiamo osservare oggi.
                                       

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Pianeta Mercurio e i suoi colori

Messaggio  Annali il Ven Nov 20, 2015 11:33 pm

L’immagine di Mercurio ripresa a falsi colori permette l’identificazione delle rocce con diverse composizioni e con differenti storie geologiche. Il materiale espulso in epoche recenti attorno ai crateri più giovani è reso visibile in bianco o azzurro chiaro, in celeste scuro fino al blu sono invece le zone ricche di minerali dall’aspetto scuro e opaco. Le aree marrone sono  vaste pianure formate dalle colate di lava, mentre quelle arancione sulla superficie sono state, probabilmente, causate da esplosive eruzioni vulcaniche.
La grande macchia al centro verso l’alto del disco, il gigantesco bacino Caloris, con i suoi 1550 km di diametro è la più grande struttura da impatto presente sul pianeta, una delle maggiori di tutto il Sistema Solare.
Immagine ottenuta componendo decine di migliaia di immagini riprese dalla sonda della NASA MESSENGER. 



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La Via Lattea ondeggiante

Messaggio  Annali il Mer Nov 18, 2015 10:27 pm

Pur sembrando paradossale, pare che la nostra galassia si muova e ondeggi come una bandiera al vento. L’ha scoperto un gruppo di astronomi studiando le stelle nei dintorni del Sole. Avere una visione globale della struttura galattica, trovandoci noi, al suo interno, è alquanto complicato, per guardare in profondità è necessario osservare anche la luce ad altre lunghezze d’onda, ad esempio nell’infrarosso, ciò che hanno fatto gli astronomi con l’intento di comprendere al meglio la struttura e la dinamica di questa parte di universo.
Studiare la struttura della galassia, della quale sappiamo che il disco è attraversato da una barra formata da stelle e nubi di gas e polveri, non è facile, e ancor meno lo è ricostruire i movimenti interni.
Gli astrofici, osservando la posizione di certe stelle “candele” e misurandone la brillantezza apparente, possono ricavarne con precisione la distanza e costruire una precisa mappatura, una mappa in 3D con la quale studiare i moti collettivi della posizione e della velocità di quegli astri, in particolare le oscillazioni perpendicolari al piano galattico.
Il moto oscillatorio, per quanto si suppone, potrebbe essere causato dall’interazione fra bracci a spirale nel disco o ancora, l’ondeggiamento verticale potrebbe essere il risultato di una fusione con un’altra galassia “cannibalizzata” dalla nostra e non ancora completamente stabilizzata all’interno. 



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La pulsar extragalattica

Messaggio  Annali il Dom Nov 15, 2015 11:09 pm

Il satellite “Fermi” con l’aiuto di uno speciale software per l’analisi dei dati ha permesso di scoprire in una galassia, fuori dalla Via Lattea, una stella di neutroni, una pulsar che emette un forte flusso di raggi gamma. Si trova nella Grande Nube di Magellano, satellite della nostra galassia, precisamente nella nebulosa Tarantola.
La stella è anche la pulsar più luminosa nella banda gamma, superando di 20 volte la più famosa che si trova al centro della nebulosa del Granchio. Le due hanno circa la stessa età (circa 1100 anni) ruotano su stesse velocemente, in 5 centesimi di secondo, entrambe con un notevole campo magnetico.
Già era stata scoperta un’emissione gamma in quella zona senza poterla identificarla con precisione. Solo con il nuovo software di Fermi è stato reso possibile.
 


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Nascita di un sistema planetario

Messaggio  Annali il Mar Nov 10, 2015 7:55 pm

Tre strumenti molto diversi tra loro ma che integrano perfettamente le loro informazioni: il radiotelescopio nella banda sub-millimetrica ALMA nel deserto di Atacama, il gigantesco telescopio binoculare da 8,4 + 8,4 metri LBT in Arizona e un potente computer in grado di simulare il comportamento di un disco di polveri e gas intorno a una stella giovane, ci permettono di vedere in diretta la nascita di un sistema planetario . La stella è HL Tauri, distante da noi 450 anni luce, ed è stata “fotografata” esattamente un anno fa con ALMA: mostrava, vari nettissimi cerchi alternatamente chiari e scuri di materiale vorticante intorno all’astro. Le zone scure furono interpretate come quelle in cui i pianeti stanno formandosi, ripulendo lo spazio da polveri e gas. 

 

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Il ciclo delle macchie solari

Messaggio  Annali il Lun Nov 09, 2015 11:54 pm

In un periodo pari a circa 11 anni, il numero di macchie solari osservate aumenta da quasi  zero a forse 100 o più e poi diminuisce tornando indietro di nuovo a quasi zero allorché il successivo ciclo sta per avviarsi. Il minimo solare del nostro Ciclo (numero 24) si verificò il 4 gennaio 2008, quando un gruppo di macchie solari con  la polarità corretta del  Ciclo 24, apparve ad alte latitudini.
La causa subordinata a un ciclo di macchie solari resta ancora uno dei grandi misteri della fisica.
 Sappiamo che in passato si sono si verificati grandi eventi solari, il più significativo avvenuto nel settembre 1859, noto come Evento Carrington, dall’astronomo che lo rilevò, quando una massiccia ondata solare  colpì la Terra.
Il Sole rilasciò una quantità enorme di energia non solo come luce visibile ma anche come intensi raggi x e raggi gamma, espulsioni di massa coronale (bolle giganti o nubi di gas o plasma elettricamente carico, indicate come CME) che furono sparate a velocità misurate in milioni di chilometri all’ora verso il nostro pianeta.  Il contenuto di 10 miliardi di tonnellate o più di gas coronale, viaggiando a quelle velocità, tradotto in energia cibernetica  equivale  a quasi 10.000 megaton di TNT
È difficile immaginare oggi l’impatto socioeconomico di un evento a livello Carrington. Nel 1859 si era appena cominciata a sviluppare una dipendenza high-tech, il telegrafo era la meraviglia tecnologica dell’epoca, non c’erano luci elettriche ad alto voltaggio che s’incrociassero sui continenti, né satelliti sensibili in orbita intorno alla Terra.
Allo stato attuale, adesso che il Sole sta accrescendo la sua attività nel ciclo solare 24, secondo gli studi, una sua tempesta potrebbe causare il guasto o danni permanenti a grandi trasformatori ad altissima tensione, con conseguenti crolli nella rete elettrica e black-out che potrebbero durare per anni. Senza energia sarebbe colpita anche una necessità come l’acqua, tutti gli apparecchi elettrici smetterebbero di funzionare. Oltre a ciò, anche i sistemi di  comunicazione elettronica e i sistemi satellitari sarebbero notevolmente perturbati, i satelliti potrebbero letteralmente lasciare le loro orbite. Il sistema bancario, quello governativo e giudiziario, dipendendo dall’informatica e dalla comunicazione globale crollerebbero, e che dire delle centrali nucleari? Quando l’elettricità si interrompe e le pompe di raffreddamento non possono più mantenere fresco il reattore, questo può surriscaldarsi, fondere o esplodere, immettendo nell’ambiente i materiali radioattivi.
In conclusione, la probabilità che un altro Evento Carrington si verifichi entro il prossimo decennio, è superiore a quanto si possa immaginare?
 
 


Ultima modifica di Annali il Sab Nov 21, 2015 1:49 pm, modificato 1 volta

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Le aurore su Marte

Messaggio  Annali il Sab Nov 07, 2015 9:51 pm

La sonda Maven lanciata due anni fa per lo studio degli strati superiori dell’atmosfera di Marte ha fornito nuovi indizi sulla sua composizione. Le indicazioni riguardano i processi che hanno agito sul pianeta rosso nelle sue epoche primordiali, rilevando una composizione costante di anidride carbonica, argon, biossido di carbonio e una quantità di ossigeno più elevato di quanto stimato in precedenza.
La parte più spettacolare che Maven ci mostra è l’aurora osservata nell’emisfero nord del pianeta, negli strati bassi dell’atmosfera. Le aurore su Marte, a differenza di quelle terrestri, possono essere causate dal campo magnetico residuo della crosta marziana, creando un effetto visivo più esteso e regolato.

 

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Nano sonde spaziali

Messaggio  Annali il Mer Nov 04, 2015 10:51 pm

Cinque sonde spaziali modulari di dieci cm di lato ciascuna, chiamati “Cube Sat”, accompagneranno la missione dell’ESA AIM (Asteroid Impact Mission), il cui obiettivo scientifico è l’impatto con un piccolo asteroide per conoscerne la composizione della superficie, la densità e la struttura interna, osservare i pennacchi che si solleveranno nell’impatto e di fare atterrare un piccolo sismografo.
Sarà il contributo europeo alla missione americana AIDA, la cui meta è l’asteroide doppio Didymos, della categoria dei NEO, i pianetini con orbita vicina a quella Terra. Scopo primario della missione è provare a modificare con un impatto l’orbita dell’elemento minore di quel sistema binario. Un test in vista di un’eventuale difesa della Terra da pericolosi asteroidi.

 

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Il satellite Swift e i raggi gamma

Messaggio  Annali il Lun Nov 02, 2015 11:53 pm

Il traguardo di “Swift”: mille lampi gamma, raggiunto il 27 ottobre 2015. Per 150 secondi è arrivato un potente fiotto di energia partito 12 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva circa un miliardo e mezzo di anni. La caratteristica di “Swift” è la velocità di reazione con cui avvisa direttamente ai ricercatori l’avvistamento di un lampo di raggi gamma.


La scoperta di un lampo di raggi gamma estremo, GRB111209, durato tre ore nel dicembre del 2011, grazie al satellite Swift destò lo stupore tra gli astrofisici. Le analisi condotte sulla radiazione emessa hanno rilevato che l’esplosione è avvenuta alla distanza di 8 miliardi di anni luce rilasciando una sterminata energia: un miliardo di miliardi di miliardi di volte di quella consumata in un anno da tutti gli abitanti della Terra. Un altro sorprendente evento, oltre al lampo di raggi gamma, è stato messo in luce, (è il caso di dirlo!) quando l’Osservatorio dell’ESO a La Silla, in Cile, ha catturato nella luce visibile e nell’infrarosso, la luce dell’esplosione di una supernova.    

 

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Quante Terre nel futuro?

Messaggio  Annali il Dom Nov 01, 2015 1:06 am

Un recente studio teorico afferma che quando il nostro sistema solare si formò 4,6 miliardi di anni fa esisteva solo l’8% dei pianeti potenzialmente abitali che si formeranno nel corso della vita dell’universo. La maggior parte dei pianeti abitali, perciò, deve ancora nascere.
Conclusione che si basa sulla valutazione dei dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal cacciatore di pianeti Kepler.
Da quanto sostengono i ricercatori, le terre del futuro si formeranno con maggiori probabilità all’interno dei sistemi che avranno a disposizione tutto gas non ancora utilizzato, per la creazione di stelle e sistemi planetari.
La nostra civiltà arrivata presto nell’evoluzione dell’universo e potendo utilizzare i grandi osservatori spaziali, ha avuto modo di tracciare le proprie origini partendo dal Big Bang, e passando per l’evoluzione delle galassie, arrivare fino a oggi.
La prova osservativa del Big Bang e dell’evoluzione del cosmo come ora conosciuta, codificata nella radiazione magnetica, potrebbe essere quasi cancellata in un trilione di anni a causa dell’espansione dello spazio, così che, le civiltà che sorgessero nel futuro, probabilmente non avrebbero la possibilità di conoscere come sia nato ed evoluto l’universo.
  
     

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L'Europa prepara lo sbarco su Marte

Messaggio  Annali il Dom Ott 25, 2015 1:43 am

Europa e Russia si preparano ad andare insieme su Marte con una doppia missione. Andranno a caccia della vita sul pianeta rosso, per questo motivo nominata “ExoMars” (Exobiology on Mars).
Inizierà nel gennaio 2016, decollando con un razzo russo dalla base di Bajkonur, previsto arrivo dopo nove mesi di viaggio. Il veicolo porterà anche un modulo dimostrativo, battezzato Schiaparelli, nome in onore del grande astronomo italiano, che testerà il sistema d’ingresso nell’atmosfera marziana, di discesa o d’atterraggio.
Precederà la missione ExoMars 2018, arrivo previsto per il 14 gennaio 2019. Il modulo di discesa farà atterrare un rover sulla superficie per iniziarne l’esplorazione prevista per 218 giorni marziani (circa 230 giorni terrestri).
La regione dell’atterraggio, proposto dopo lo studio delle quattro regioni più promettenti dal punto di vista della ricerca di tracce di vita nel lontano passato, sembra puntare su Oxa Planum.
I siti presi in esame per l’esplorazione sono tutti interessanti scientificamente per la presenza nel passato di acqua allo stato liquido e si trovano nel raggio di un km dal punto di atterraggio.



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Premi Nobel per la fisica

Messaggio  Annali il Mer Ott 07, 2015 11:15 pm

Il canadese Arthur B. McDonald e il giapponese Takaaki Kajita sono i vincitori del Premio Nobel per la fisica 2015. La motivazione è molto sintetica: il riconoscimento, quasi un milione di euro, è stato assegnato “per la scoperta delle oscillazioni del neutrino, le quali dimostrano che i neutrini hanno massa”. E’ la consacrazione di una scoperta importante nella fisica delle particelle e forse ancora di più in astrofisica. I neutrini vengono emessi in quantità enormi nelle reazioni di fusione nucleari che tengono accese le stelle, in quantità ancora maggiori nelle esplosioni di supernove, e circolano ancora i neutrini “fossili” che uscirono dal Big Bang all’origine dell’universo. 



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Re: notizie "astronomiche"

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