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Compagni di viaggio

Messaggio  Annali il Lun Giu 20, 2016 11:50 pm

Il telescopio Pan-STARRS-1 scopre un piccolo asteroide di circa 40-100 metri di diametro che orbita intorno al Sole e che contemporaneamente compie anche rivoluzioni stabili intorno alla Terra.
Sembra che il nostro compagno ci stia seguendo passando ora dal lato tra la Terra e il Sole, poi dal lato opposto alla Terra, subendo un solo leggero spostamento anno dopo anno nella sua rivoluzione, ed è da un secolo ormai che ci segue, alla distanza di 14 milioni di chilometri.
  

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Gli aloni stellari non più invisibili...

Messaggio  Annali il Lun Giu 20, 2016 12:54 pm

Il Gran Telescopio CANARIAS (GTC) di La Palma, il più grande strumento ottico e infrarosso al mondo, ha acceso una luce e ci ha mostrato ciò che prima d’ora mai si era potuto vedere: una splendida visione dell’alone stellare della galassia UGC0180, a 500 milioni di anni luce dalla Terra.
Una galassia per potersi potenziare deve essere avvolta da una moltitudine di stelle, tanto numerose  da formare un alone attorno alla galassia stessa.
Dopo 8 ore di esposizione  l’invisibile alone si è mostrato nel pieno splendore di 44 miliardi di stelle, lo stesso numero di quelle che si trovano nelle Nubi di Magellano.
Un’immagine dieci volte più profonda di qualsiasi altra mai ottenuta con uno strumento a terra, che conferma l’esistenza degli aloni stellari come previsto dai modelli teorici più accreditati.

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Stelle rosse latitanti...

Messaggio  Annali il Sab Giu 18, 2016 11:19 pm

A quanto sembra anche le stelle ci spariscono da sotto gli occhi...
Per fortuna, le stelle rosse mancanti all'appello sono state ritrovate: avevano perduto solamente un poco di colore, e con la calca di lassù...

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LISA e le onde gravitazionali

Messaggio  Annali il Mer Giu 08, 2016 1:53 am

Via libera alle antenne gravitazionali nello spazio. Almeno dal punto di vista tecnologico. Questo il responso, annunciato il 7 giugno in una conferenza stampa internazionale, dei primi test fatti con la missione LISA Pathfinder realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea con la collaborazione dell’ASI, dell’Infn e dell’Università di Trento. E’ un passo importante verso i futuri Osservatori gravitazionali, che apriranno una nuova finestra sull’universo permettendo di rilevare nello spazio-tempo onde generate da buchi neri, collassi stellari e altri fenomeni estremi, nonché, si spera, il “fondo” gravitazionale del Big Bang. 
Dentro la sonda LISA Pathfinder galleggiano in assenza di peso due masse di prova identiche (due cubi di oro-platino di 2 kg ciascuno, con lato di 4,6 centimetri) a una distanza di 38 cm, circondate da un involucro che ha il compito di schermare i cubi dalle influenze esterne e che aggiusta la sua posizione continuamente per evitare di toccarle. L’aspetto cruciale dell’esperimento sta nel fatto che le masse si trovano in caduta libera, interagendo sotto l’effetto della sola gravità, evitando forze diverse come il vento solare o la pressione di radiazione della luce solare, che disturberebbero le masse di prova e la navicella. In due mesi di test si è accertato che le masse fluttuano indisturbate, ciò che appunto si voleva verificare.



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L'era glaciale di Marte

Messaggio  Annali il Gio Giu 02, 2016 10:21 pm

Un’era glaciale registrata nei ghiacci polari di Marte che risale a 370 mila anni fa.
In parte avvenuta contemporaneamente a quella della Terra negli ultimi 370 mila anni. I ricercatori che analizzano i dati radar inviati dalla sonda della Nasa “Mars Reconnaissance Orbiter” hanno infatti riscontrato un particolare accumulo di ghiaccio a 100-300 metri di profondità sotto le calotte polari del pianeta rosso. 
Il meccanismo delle glaciazioni marziane è diverso da quello della Terra, essendo nel nostro caso la  causa da ricercare nella sovrapposizione di variazioni cicliche della ellitticità dell’orbita terrestre, della precessione dell’orbita e del variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione del nostro pianeta (cicli di Milankovic). 
Per Marte quest’ultima causa è prevalente in quanto l’inclinazione dell’asse marziano oscilla di ben 60 gradi in qualche centinaio di migliaia di anni, contro i 2 gradi dell’asse terrestre. Le misure eseguite indicano un volume di 87 mila metri cubi di ghiaccio accumulatosi dalla fine dell’ultima era glaciale marziana databile a 370 mila anni fa.
 


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Crateri di Cerere

Messaggio  Annali il Mar Mag 31, 2016 11:50 pm

Due nuovi luminosi crateri di Cerere
Il primo, il cratere Haulani, di 34 chilometri di diametro, mostra segni di frane ai bordi mentre nell’interno il fondo appare liscio. In colore blu spicca il materiale più “giovane” espulso probabilmente in seguito all’impatto.
 Oxo è un cratere di soli 10 km di diametro, ma il secondo più brillante di tutto il pianeta nano.
Si trova nei pressi del meridiano zero, al bordo delle mappe per le quali è sempre stato usato più come riferimento, e quindi trascurato.
Con queste nuove immagini si è evidenziata un’altra caratteristica che lo rende unico, ossia la depressione al centro, con i materiali sul pavimento del cratere che sembrano di natura diversa rispetto al resto della superficie del pianeta.
Grazie a questa sua scoperta peculiarità, Oxo si ritrova ad avere una parte di enorme importanza nello studio della crosta superficiale di Cerere. 

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Pianeti extrasolari

Messaggio  Annali il Mer Mag 25, 2016 10:17 pm



In orbita intorno a una stella nana molto fredda sono stati scoperti tre pianeti con temperature e dimensioni di quelle della Terra e di Venere.
Sono i primi tre esopianeti individuati intorno a una stella piccola e debole, a cui dato il nome di "Trappist-1", lo stesso del telescopio robotico "TRAPPIST",utilizzato per la ricerca dall'Osservatorio La Sila in Cile.
Si trova verso la costellazione dell'Acquario, a 40 anni luce di distanza dalla Terra. I tre esopianeti  potrebbero contenere acqua allo stato liquido e almeno uno dei tre, orbitante più lontano dalla stella madre, e quindi meno sottoposto alle sue  radiazioni, potrebbe, potenzialmente, risultare abitabile.

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Grandi telescopi: primati americani

Messaggio  Annali il Dom Mag 15, 2016 11:18 pm

L’America nel 1822 invidiava all’Inghilterra i trenta Osservatori pubblici e privati, mentre in tutti gli Stati Uniti non ve n’era nessun degno di stare al loro passo.
L’Inghilterra oltre essere una temibile potenza militare, era anche, come il resto dell’Europa, intellettualmente e culturalmente molto avanzata.
Il presidente americano John Quincy Adams fece nel suo primo messaggio al Congresso nel 1826, la richiesta per la realizzazione di osservatori astronomici rilevanti, dove potessero lavorarvi astronomi di professione.
Alla fine del 19° secolo gli Stati Uniti avevano più osservatori di ogni altra nazione: quattro di quegli Osservatori possedevano il più grande telescopio rifrattore del mondo, e molti altri minori che esigevano altri primati. Molti erano stati finanziati da filantropi facoltosi o da sottoscrizioni pubbliche con fondi di gente comune.
Fu il passaggio della Grande Cometa del 1843 che indusse alcuni facoltosi cittadini di Boston a fare donazioni a Harvard per l’acquisto di un identico rifrattore dell’osservatorio di Pulkovo, in Russia, rimasto il più grande telescopio a lenti fino a quando, nel 1864 fu superato da quello dell’Osservatorio di Dearborn.
Gli Stati Uniti si contrapposero all’Europa nella corsa alla costruzione e al mantenimento del titolo di paese possessore del più grande rifrattore del mondo, un titolo che per decenni fu altalenante attraverso l’atlantico.
In meno tempo di quello di una vita umana, gli Stati Uniti si erano trasformati nel paese astronomicamente più avanzato del mondo, la febbre dei telescopi aveva fatto molta presa sul pubblico americano e formato un vasto movimento culturale, dove termini quali “tecnologico” o “più grande del mondo” si traducevano in orgoglio americano.
 

Il grande rifrattore dell'Osservatorio di Yerkes, del 1897, rimasto ancora il più grande telescopio del mondo di questo tipo, anche se non più usato per la ricerca.


Ultima modifica di Annali il Lun Ott 10, 2016 9:45 pm, modificato 1 volta

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Kepler cacciatore di pianeti

Messaggio  Annali il Gio Mag 12, 2016 12:34 am

Kepler, il cacciatore di esopianeti lanciato dalla NASA nel 2009, scopre 1284 nuovi pianeti.
 I candidati esopianeti trovati con il metodo dei transiti in una zona della costellazione del Cigno nel luglio 2015 erano 4302, ora questi 1284 sembra che pianeti lo siano davvero.
 Dei nuovi pianeti di “Kepler” circa 550 risultano di tipo roccioso con massa non molto diversa dalla Terra e 9 sono nella regione abitabile della loro stella. Le simil-terre sono ora complessivamente 21.
    
    

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Lo spazio fra stella e disco planetario

Messaggio  Annali il Lun Mag 09, 2016 3:07 pm

Per la prima volta gli astronomi sono riusciti a misurare lo spazio libero da gas e polveri tra una stella in formazione e il disco dove polveri e gas stanno incominciando a concentrarsi in proto-pianeti. La tecnica usata, (nel disegno) si basa sulla velocità finita della luce: gli astronomi hanno misurato il tempo che la luce emessa dalla stella impiega per raggiungere il confine con il disco protoplanetario, dal quale viene riflessa. 
Il 'ritardo”dell’”eco di luce” è di circa un minuto, pari a 18 milioni di chilometri (un terzo della distanza che separa Mercurio dal Sole). Il lavoro porta la prima firma di Huan Meng (Caltech e Università dell’Arizona) ed è pubblicato su “The Astrophysical Journal”. Il team ha esaminato vari dischi protoplanetari, e in particolare quello di Rho Ophiuchi, utilizzando il telescopio spaziale per l’infrarosso “Spitzer” della Nasa in combinazione con alcuni telescopi al suolo. Le stelle con dischi protoplanetari esaminate sono 27. Il maggior ritardo dell’eco di luce è stato di 75 secondi. La misura si basa essenzialmente su lievissime oscillazioni del flusso luminoso nella regione del disco.
     
     Da: Astronomia News

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La Luna di Makemake

Messaggio  Annali il Lun Mag 02, 2016 7:51 pm

Hubble ha identificato un satellite in orbita attorno al  pianeta nano Makemake, il terzo oggetto per luminosità nella fascia di Kuiper.
 


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Un mare di metano su Titano

Messaggio  Annali il Gio Apr 28, 2016 5:05 pm

Un mare di metano, individuato sul maggiore dei satelliti di Saturno, metano allo stato puro, ricoperto da una pellicola di materiali organici, sostanze che, in condizioni termiche diverse potrebbero aver avuto un importante ruolo nell’origine della vita.
Vi sono varie analogie tra Titano e la Terra, cioè, entrambi hanno un’atmosfera costituita in prevalenza di azoto (circa l’80 per cento nel caso della Terra, il 95% nel caso di Titano). Per, su Titano manca l’ossigeno che rappresenta invece circa il 20 per cento dell’atmosfera terrestre. Etano e metano, alla temperatura sulla superficie di Titano hanno un comportamento analogo a quello dell’acqua sulla Terra, possono esistere nei tre stati gassoso, liquido e solido. Intorno al polo nord di Titano ci sono tre ampi “mari” d’idrocarburi e una dozzina di piccoli laghi. Queste informazioni su Titano provengono dalla sonda europea “Huygens” che scese sulla superficie del satellite, e dalla sonda della Nasa “Cassini”, tuttora attiva in orbita intorno a Saturno, che ha documentato che 1,6 milioni di chilometri quadrati della superficie di Titano (circa il 2 per cento) sono coperti da sostanze allo stato liquido.



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Prossimamente EUCLID

Messaggio  Annali il Gio Apr 21, 2016 4:06 pm

Il telescopio spaziale  Euclid, un progetto europeo da 800 milioni di dollari, è stato approvato dal consiglio scientifico dell’ESA, che verrà realizzato con  i contributi di undici paesi membri dell’ente spaziale e il coinvolgimento di quasi mille scienziati di oltre cento istituti sparsi in tutto il mondo.
Verrà lanciato per mezzo di un vettore Soyuz nel 2020, partendo dallo spazioporto di Kourou nella Guiana Francese.
Euclid, dalla sua posizione potrà generare una mappa tridimensionale della distribuzione di circa due miliardi di galassie sparse oltre un terzo della volta celeste, tesa al miglioramento delle conoscenze sull’energia oscura. 

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Con Kepler 2 in cerca di esopianeti

Messaggio  Annali il Ven Mar 11, 2016 11:53 pm

In aprile si svolgerà su scala mondiale un grande e originale esperimento di ricerca e osservazione di esopianeti. La campagna che inizierà il 9 di aprile, coinvolgerà contemporaneamente l’osservatorio spaziale “Kepler” della Nasa e astronomi di Osservatori a terra sparsi nei cinque continenti. Tutti insieme esploreranno la stessa regione della nostra galassia, ricercando  piccoli pianeti simili alla Terra in orbita intorno a stelle alla distanza che possano consentire la vita. Nel corso dell’esperimento i ricercatori si avvarranno anche delle “microlenti gravitazionali”, il fenomeno per il quale una massa interposta, deformando opportunamente lo spazio, concentra la luce proveniente da oggetti più lontani non osservabili diversamente. Con questo metodo gli scienziati potranno determinare la massa di pianeti che orbitano a grandi distanze dalla loro stella, come Giove, Urano e Nettuno nel nostro sistema solare.
“Kepler”, prima che un grave guasto al sistema di puntamento, nel 2013, facesse temere che il satellite fosse perduto, scoprì con il metodo dei transiti più di duemila candidati esopianeti. Gli ingegneri aerospaziali del Ball Center di Boulder, Colorado, riuscirono poi a “raddrizzare” il satellite usando la pressione della radiazione solare. Poté così iniziare la seconda vita di “Kepler”, la missione K2. Con la prima campagna globale di caccia agli esopianeti, quanti pianeti simili alla Terra, si andranno a scoprire?
In aprile si svolgerà su scala mondiale un grande e originale esperimento di ricerca e osservazione di esopianeti. La campagna che inizierà il 9 di aprile, coinvolgerà contemporaneamente l’osservatorio spaziale “Kepler” della Nasa e astronomi di Osservatori a terra sparsi nei cinque continenti. Tutti insieme esploreranno la stessa regione della nostra galassia, direzione la costellazione del Cigno, ricercando  piccoli pianeti simili alla Terra in orbita intorno a stelle alla distanza che possano consentire la vita. Nel corso dell’esperimento i ricercatori si avvarranno anche delle “microlenti gravitazionali”, il fenomeno per il quale una massa interposta, deformando opportunamente lo spazio, concentra la luce proveniente da oggetti più lontani non osservabili diversamente. Con questo metodo gli scienziati potranno determinare la massa di pianeti che orbitano a grandi distanze dalla loro stella, come Giove, Urano e Nettuno nel nostro sistema solare.

“Kepler”, prima che un grave guasto al sistema di puntamento, nel 2013, facesse temere che il satellite fosse perduto,scoprì con il metodo dei transiti più di duemila candidati esopianeti. Ma gli ingegneri aerospaziali del Ball Center di Boulder, Colorado, riuscirono poi a “raddrizzare” il satellite usando la pressione della radiazione solare. Poté così iniziare la seconda vita di “Kepler”, la missione K2. Ora, con la prima campagna globale di caccia agli esopianeti, si può dire che “Kepler” entra nella sua terza vita scientifica. Quanti pianeti simili alla Terra, si andranno a scoprire?
 

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340 giorni nello spazio

Messaggio  Annali il Ven Mar 04, 2016 6:19 pm

E’ stata una prova generale per i futuri viaggi interplanetari: Due astronauti insieme per quasi un anno nello spazio, con tutti i problemi di assenza di peso, stress psicologico, convivenza forzata in un ambiente ristretto.
Il 2 marzo 2016 alle 5, 26 ora italiana, i cosmonauti Mikhail Komienko e Sergey Volkov, partiti il 27 marzo 2015, sono tornati a terra scendendo con una capsula Soyuz nel Kazakhstan dopo aver trascorso sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) 340 giorni. Non è stato soltanto un semplice “soggiorno” ma un lungo periodo sperimentazione mirata, durante il quale sono state svolte 400 ricerche sulle reazioni del corpo umano alla microgravità, all’isolamento, alla radiazione cosmica e in generale allo stress di una missione così lunga.
Kornienko e Volkov sono due primatisti dello spazio, totalizzando il primo, 516 giorni di permanenza, il secondo 548 in tre soggiorni sulla ISS.
Quasi vicini alla durata di un viaggio Terra-Marte e ritorno.
 


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Oro e platino nello spazio

Messaggio  Annali il Dom Feb 21, 2016 11:40 pm

La sonda LISA Pathfinder dell’Agenzia Spaziale Europea, lanciata per dimostrare la fattibilità tecnologica del rilevamento di onde gravitazionali nello spazio, ha rilasciato a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, due cubetti di oro e di platino che galleggiano nell’equilibrio gravitazionale di un Punto di Lagrange.
I cubetti galleggianti nel vuoto insieme a un raggio laser, riveleranno le deformazioni dello spaziotempo che avvengono quando grandi masse accelerano, tecnologia che si sta mettendo alla prova per la prima volta. In un prossimo futuro, LISA Pathfinder sarà munita di un’antenna, provvisoriamente chiamata eLISA, da “evolved Laser Intereroter Space Antenna” che si estenderà su 5 milioni di km, da confrontare con i 4 km delle antenne LIGO americane e i 3 dell’antenna europea VIRGO.
I cubetti di oro e platino, fluttuanti nello spazio in assenza di peso, rilasciati il 3 febbraio 2016, misurano 4,6 centimetri di lato, ciascuno di kg 1,96 e stanno accumulando dati sulle misurazioni laser. 
  
  

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Gio Feb 18, 2016 2:03 pm

Il satellite “Sentinel 3A”  della serie “Copernicus”  partito il 16 us, dalla base  di   Plesetsk in Russia, è entrato regolarmente nell’orbita prevista a 815 chilometri staccandosi dall’ultimo stadio del razzo 79 minuti dopo il decollo. Preso in carico dal centro operativo dell’ESA a Darmstadt, vicino a Francoforte (Germania), Sentinel 3A sta affrontando tre giorni di test per  entrare poi nella sua vita operativa. Misurerà la temperatura e il livello degli oceani, lo spessore dei ghiacci e sulle terre emerse lo stato di salute della vegetazione, il livello dei fiumi e dei laghi. Importanti dati che serviranno a tenere sotto controllo i cambiamenti climatici in corso.
 

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Asteroide in transito verso la Terra

Messaggio  Annali il Mar Feb 16, 2016 10:10 pm

Un asteroide paragonabile a quello che sconvolse Tunguska nel 1908 potrebbe passare il 5 marzo ad appena 11.000 chilometri dalla Terra, superando largamente l’orbita geosincrona a 36 mila chilometri sopra l’equatore, dove si trovano decine di satelliti essenziali per le telecomunicazioni, la meteorologia, la ricerca e la trasmissione dati. Si tratta di un oggetto del tipo “Apollo” 2013 TX68, con un diametro di circa 30 metri, vale a dire il doppio dell'asteroide esploso in Russia sopra Chelyabinsk nel febbraio 2013.  Scoperto con il telescopio automatico del Catalina Survey della Nasa il 6 ottobre 2013, TX68 due anni fa passò a due milioni di chilometri dal nostro pianeta. L’orbita, non è ancora perfettamente conosciuta, quindi la previsione sul transito è data solo per approssimazione. I dati miglioreranno quando sarà possibile seguirlo per alcuni giorni durante l’avvicinamento, dal 5 al 12 marzo. Nel caso precipitasse sulla Terra, formerebbe un cratere con dimensioni da 100 a 500 metri.
Il disegno mostra la traiettoria prevista, rispetto alla Terra.

 

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Nuove galassie scoperte

Messaggio  Annali il Dom Feb 14, 2016 2:33 am

Nuove galassie scoperte non proprio dietro l’angolo di casa nostra, ma quasi, a  250 milioni di anni luce da noi. Sono state scoperte con il radiotelescopio di Parkes-Australia, potenziato con un innovativo ricevitore in grado di bucare la nebbia costituita da polveri e stelle della nostra galassia. Le galassie individuate sono 883 di cui 300 del tutto inedite, verso le quali la Via Lattea, fortemente attratta, sta correndo alla velocità di 2 milioni di chilometri l’ora.
 

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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Ven Feb 12, 2016 4:14 pm


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Re: notizie "astronomiche"

Messaggio  Annali il Gio Feb 11, 2016 11:58 pm

Confermata la scoperta delle onde gravitazionali.
Alle 16,30 ora italiana dell'11 febbraio una conferenza congiunta LIGO-VIRGO ha confermato la scoperta. L'articolo compare su 'Physical Review Letters', la rivista della Società dei fisici americani.
Il segnale osservato risale al 14 settembre 2015, ore 10, 50 minuti e 45 secondi ora italiana ed è attribuito alla fusione di due buchi neri che vorticando attorno al loro comune baricentro hanno raggiunto la folle velocità di 150 mila chilometri il secondo, la metà di quella della luce. Le antenne LIGO hanno registrato il passaggio dell'onda gravitazionale dentro una finestra temporale coincidenti di 10 millesimi di secondo. Il buco nero binario si trovava a circa un miliardo e mezzo di anni luce da noi.
È così verificata una fondamentale previsione della teoria della relatività generale pubblicata da Albert Einstein cento anni fa, l'11 maggio 1916. A questo punto  sarà l’inizio una nuova astronomia, che potrà osservare l’universo dalla finestra gravitazionale.
   

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Osservare le onde gravitazionali

Messaggio  Annali il Gio Feb 11, 2016 5:38 pm

La scoperta delle onde gravitazionali data in sostanza quasi sicura era stata annunciata con un articolo su “Science Magazine”. Era riferita alle osservazioni con le antenne americane LIGO del segnale corrispondente a quello emesso da due buchi neri che ruotano intorno a un comune baricentro sempre più vorticosamente. Si sarebbero fusi formandone uno più massiccio dissipando una parte della massa-energia in onde gravitazionali.
La massa dei due buchi neri che formavano il sistema binario è stimata rispettivamente 36 e 29 volte del Sole, mentre l’oggetto generato dalla loro fusione sarebbe un buco nero di 62 masse solari. Le tre masse solari mancanti sarebbero state dissipate in vari modi, uno dei quali l’emissione di radiazione elettromagnetica, dai raggi gamma e all’X, alla luce visibile alle onde radio.
 
L’ultima parola sulla scoperta è annunciata per oggi 11 febbraio 2016 a mezzo conferenza stampa parallela degli esperti degli esperimenti LIGO (Stati Uniti)  e VIRGO (Europa:Italia –Francia). Si fa il punto sulla precisione con cui si conosce la costante G o Costante di Newton, cioè il parametro fondamentale che caratterizza la forza di gravità.
La determinazione di questa importante costante della natura fu determinata per la prima volta da Henry Cavendish con la sua famosa bilancia di torsione nel 1798.
   

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Una nube cosmica vagante nello spazio

Messaggio  Annali il Mar Feb 09, 2016 4:41 pm

Un’immensa nube di idrogeno, la Nube di Smith, dalla massa pari a un milione di stelle come il nostro Sole, è stata espulsa dalla Via Lattea circa 70 milioni di anni fa, destinata a ricadere a grande distanza dal punto di espulsione fra 30 milioni di anni. La caduta avviene alla velocità di un milione di chilometri orari.
La nube, (nel disegno) che si trova nella costellazione dell’Aquila, scoperta nel 1963 da Gail Smith, è a forma di cometa lunga 11.000 anni luce  e larga 2.500 anni luce.

(da uno studio realizzato con il telescopio spaziale Hubble) 
  

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Prove di vita nello spazio

Messaggio  Annali il Mar Feb 09, 2016 12:25 am

Yuri Malenchenko e Sergei Volkov, all’esterno della Stazione Spaziale, hanno recuperato il 3 f3bbraio scorso il laboratorio chimico contenente 46 specie di piccoli organismi e 150 composti organici presenti negli esseri viventi.  Sono stati esposti per metterli alla prova dell’ambiente cosmico a temperature estreme, al vuoto, a radiazioni ionizzanti e all’energia diretta del Sole, completando, durante l’esperimento ben 8.500 orbite intorno alla Terra.
Saranno esaminati per scoprire se, e quante, mutazioni avranno subito sotto l’azione dell’ambiente spaziale. Lo studio finalizzato alla ricerca di forme di vita extraterrestri.
 
 

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Il 2015 l'anno più caldo

Messaggio  Annali il Gio Gen 21, 2016 7:57 pm

Essendo la Terra  uno degli otto pianeti del Sistema solare, e per noi il più importante perché è la nostra casa, questa è forse la notizia “astronomica” più rilevante del nuovo secolo: secondo i satelliti americani che tengono sotto controllo il clima, il 2015 ha di nuovo battuto il record di caldo globale (stabilito nel 2014) ed è stato l’anno più caldo da quando si compiono misure precise, cioè dal 1880. 
La Nasa e la National Atmospheric Administration precisano che la temperatura media globale della Terra per dieci mesi del 2015 è stata la più alta di sempre (fanno eccezione solo gennaio e aprile). La temperatura della superficie oceanica è stata di 0,74 °C sopra la media del decennio di riferimento 1880-1890, quella della superficie terrestre di 1,33 °C. Oltre ai dati satellitari sono stati considerati anche quelli raccolti da 6300 stazioni meteorologiche marine e terrestri.
    

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Re: notizie "astronomiche"

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