Cerca
 
 

Risultati secondo:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Parole chiave

Novembre 2017
LunMarMerGioVenSabDom
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

Calendario Calendario

Partner
creare un forum


Chi scrive e chi legge

Pagina 3 di 3 Precedente  1, 2, 3

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Lun 15 Dic 2014 - 21:00

ASPETTANDO GODOT

Dicevamo della tristezza? No, no, fa venire le rughe al viso! Meglio sorridere, anzi ridere! Che ne dice?
Da un po' non mi faccio viva con Lei, è vero,ha ragione! Avrà mica sofferto per la mia assenza? Sì? Ne sono felice....arg.. mi scusi, non dovrei essere felice della Sua (im)-probabile sofferenza, insomma, voglio dire, se a qualcuno sono mancata, e giusto a Lei, mi sento un pochino rianimata....risollevata, un sacco di ri...ri...ecc.
Forse la metto in confusione con le mie chiacchiere bizzarre! che parti il disco mentre mi ri-assetto...
Buonanotte e....A presto Monsieur Godot! 
 



avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Lun 15 Dic 2014 - 2:46

ASPETTANDO GODOT

Ho fatto un salto nel passato, non tanto lontano però:nemmeno diciotto mesi trascorsi. Eppure mi sembrano tanto distanti, quasi non abbiano fatto parte del mio vissuto. Ero, stasera, ritornata "là", giusto per vedere "com'ero, come eravamo", scoprendo con sorpresa quanto di me vi avevo lasciato.
Del tempo trascorso in "compagnia" di pensieri astratti, come la persona alla quale li dedicavo, magari qualche stralcio (sarà un'idea bislacca?) ne riporto qui poche righe, riavvolgendo il filo di un discorso interrotto...


Dedicato all'amico mio invisibile


E' qui, in quest'angolo dedicato a Lei, Monsieur Godot, che potrei dare il meglio della serata. 
So che non verrà, nè stasera nè mai,ma mi conforta sapere che almeno Lei è una figura astratta, e me ne faccio una ragione.... è di chi astratto non è eppure latita alla grande, che di ragioni non ne trovo. 
Forse mi è difficoltoso capire i meccanismi bizantini che stanno all'interno,  riesco a capire meglio i richiami che provengono dal cestino della carta... 
Fra le righe potrebbe nascondersi un significato, fra le parole c'è posto per qualcosa di più: il pensiero.... 
Buona notte Monsieur Godot, lo so, non sono stata tanto di compagnia! 
Spesso è necessario riflettere per cercare il motivo sul perchè ci sentiamo allegri, ma sappiamo sempre il perchè siamo tristi. 


avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Ven 19 Set 2014 - 0:34

I SEGRETI DI DANTE

Dante Alighieri conosceva il moto di processione degli equinozi che Ipparco da Nicea aveva scoperto nel II secolo a.C., anche se nella Divina Commedia il suo nome mai è menzionato. 
Il geniale astronomo dell’antichità fu il primo a supporre la teoria eliocentrica, ma fu solo quando Tolomeo raccolse tutte le informazioni dell’astronomo precedente a lui di quattro secoli, riportando nell’Almagesto le scoperte più clamorose, che si conobbe il catalogo delle costellazioni, delle stelle, il significato di parallasse, le spiegazioni delle eclissi di Sole e di Luna. 
Solo attraverso l’analisi testuale dei passi a carattere astronomico è chiaro che Dante, in ambito scientifico conoscesse più di quanto la cultura dell’epoca imponesse. 
Con la traduzione dell’Almagesto, il Sommo Poeta conobbe la precessione equinoziale, il procedimento nella Comedìa (questo il titolo originale) è più che costruttivo: l’iter del Pellegrino si svolge ai fini della salvezza, un iter astronomico che canto dopo canto, Cantica dopo Cantica, è una traccia, un invito per il lettore a scoprire interpretare, capire, il potere astronomico che Dante vuol tramandare. Rivolgendosi direttamente alle stelle per permettere a chiunque di raggiungere la strada tracciata dagli astri e arrivare alla salvezza dei peccatori. 
Dante, dunque, dà segno di conoscere l’asse terrestre, che ruota e genera il cono rovesciato, come immagina l’Inferno, una voragine il cui vertice è il centro della Terra. 
Conosce la Stella Polare, conoscendo l’asse terrestre, che rispetto al Polo dell’eclittica ha un’angolazione pari a 23°, 5 e punta proprio su di essa. 
Si deduce, così, che la struttura dell’Inferno corrisponda esattamente allo schema geometrico della precessione assiale della Terra, impiegato da Dante allo scopo di fondare tutta la cosmologia e l’impianto stesso del poema sulla precessione equinoziale. 
Riguardo alla storia umana le assegna il periodo di 26.000 anni, la cui ricostruzione è possibile rilevare raccogliendo le informazioni da determinati canti. Nel XXVI canto del paradiso Adamo afferma di essere rimasto nel Limbo per 4302 anni, dopo aver visto il Sole ripercorrere la strada che esso compie in un anno, ritornando a tutti i segni dello zodiaco 930 volte. Nel canto XXI dell’Inferno, il diavolo Malacoda spiega fossero trascorsi 1266 anni da quando era crollato il ponte della VI° bolgia, a causa del terremoto che scosse la Terra nell’ora della morte di Gesù. 
Nel Purgatorio, nei versi di Dante appare il pianeta Venere: “ Lo pianeta che d’amor conforta/ facea tutto rider l’oriente / velando i Pesci ch’eran in sua scorta”. Il riferimento è alla costellazione dei Pesci contenente all’interno una nebulosa a spirale (M74). 
La visione di Venere all’alba è astronomicamente esatta: la plaga celeste ride, è primavera, il Purgatorio è la promessa del perdono. 
La sera è ormai giunta e gli occhi del poeta si rivolgono di nuovo al cielo e guarda incantato le tre stelle nella cintura di Orione: Al-Nilam, Al-Nitak e Mintaka, tre astri che illuminavano tutto il Polo. 
L’uomo ha sempre puntato lo sguardo affascinato verso il cielo, ma Dante va oltre, le sue conoscenze astronomiche sono mediate dalla costante ricerca di riunire insieme tutte le discipline. All’interno della Comedia non c'è soltanto la Poesia, la Filologia, la Teologia. L’Astronomia è il collante fra tutte, prova ne è che ogni Cantica termina con la parola "Stelle". 
Nell’Astronomia Dante cerca esattamente ciò che chiede alle altre discipline: un’unità di sapere che non può rimanere disgiunto, perché ogni facoltà ne richiama un’altra nell’infinito dell’Universo. 
Nella Divina Commedia ha criptato tutto il suo sapere astronomico, per non finire nella rete di una cultura che a quel tempo si voleva povera e limitata.
avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Mer 17 Set 2014 - 1:43

I SEGRETI DI JULES VERNE 
 
Negli spazi aerei di tutto il mondo nel 1886, luci misteriose appaiono nel cielo, strane bandiere nere punteggiate di stelle, con un sole dorato al centro, un fermento d’incredibili fenomeni e squilli di trombe.
Uno dei tanti viaggi straordinari raccontati da Jules Verne inizia cosi, pubblicato in Francia con il titolo: “Robur, il conquistatore”.
La scena, dopo un brillante incipit satirico, dove due gentiluomini, un americano e uno inglese, dopo un’accesa controversia si spostano al raduno di scienziati intenti a discutere un dettaglio fondamentale di un loro progetto, un dirigibile chiamato Goahead: i propulsori vanno posti a poppa oppure a prua? Si fa avanti un certo Robur, che provoca gli autorevoli accademici schernendo la loro convinzione per cui le macchine volanti debbano essere per forza più leggere dell’aria. In quell’epoca, il dibattito sulle ipotetiche macchine volanti più pesanti dell’aria era molto acceso.
Robur dichiara di aver compiuto la conquista dell’aria con un apparecchio più pesante di essa e di essersi quindi nominato “Conquistatore” a ragion veduta, fa infuriare talmente tanto gli scienziati che questi lo inseguono all’esterno, dove lui sparisce nel nulla.
Tornerà a tarda notte per rapire alcuni membri dell’istituto portandoli poi a bordo del suo “Albatros”, uno sconvolgente enorme elicottero con diversi rotori orizzontali e verticali. È un grande veliero con decine di eliche al posto delle vele, decorato con le bandiere nere con le stelle e il sole giallo, proprio la fonte misteriosa delle luci apparse nel cielo all’inizio del romanzo. Uno degli uomini dell’equipaggio suona la tromba.
Il viaggio sarà denso di rocambolesche avventure, inganni, esplosioni, battaglie aeree.
L’avventura abbonda, così come una certa satira nei confronti della comunità scientifica, spesso capace, pur di non intaccare le proprie convinzioni, di negare ciò che vede con i propri occhi.
Dieci anni dopo la pubblicazione del romanzo, si verificò un’ondata di avvistamenti UFO.
Furono battezzati “velivoli misteriosi” o “ velivoli fantasma”. Erano simili a sigari, specie di dirigibili ma assai più veloci, con strane luci.
I giornali di ogni parte degli Stati Uniti ne parlarono, sono stati contati più di 1500 articoli riguardanti il fenomeno “macchine volanti”.
Giulio Verne, con il suo “Robur” era stato l’iniziatore di un’era? Come poteva possedere tanta inventiva da precorrere i tempi delle invenzioni?

avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Lun 15 Set 2014 - 2:09

Pensieri in libertà


Momenti di una notte che si trascina lenta nel silenzio. La stanza è ormai divenuta fredda, e una moltitudine di presenze invisibili irrompe nei miei pensieri. Se ne impossessa, li fa suoi, ed io sono troppo stanca per oppormi alla sgradita intrusione. 
Stasera, no vi prego, lasciate che i pensieri scorrano alla ricerca di momenti felici..... 
Devono pure essercene! Magari un po'  indietro nel tempo, alla prima rosa bianca ricevuta dal ragazzo dei miei sogni, quello che mi ha portato nell'ora del tramonto del Sole, di un giorno lontano, al castello di San Giorgio. (MN) 
Che pensiero, ricordo avere avuto allora: “Il principe mi ha portato al castello!” 
Eh! Già! noi femminucce vestiamo sempre il nostro " lui" con i panni di un principe. 
Il guaio è che crescendo rimaniamo della stessa idea e talvolta ne rimaniamo deluse. 
In ogni modo la storia non ha avuto un epilogo felice, non c’è stato un seguito. Il cavaliere nero se l'è portato via, quel mio bel principe.... ed era ancora nel fiore della sua giovinezza... 
Mi è rimasto un solo il ricordo di quel momento, una rosa bianca chiusa tra le pagine di un diario ingiallito. 
Altri momenti di ragazza felice? dove siete andate tutti? Siete lì, nascosti, velati, avvolti dalla ragnatela che il tempo tesse senza sosta, inarrestabile. 
Ditemi di un momento felice.... 
Niente, stasera la mente rifugge, si fa sorda, lontana. Forse non è in pace con se stessa. Ricorda solo momenti che felici non lo sono per niente. Devo cominciare a pensare che non mi appartengano? che siano accaduti a qualcun altra e non a me?. Eppure, no, devo avere momenti da ricordare con gioia!. 
" Non stasera", ammonisce la voce dentro di me 
" Chi sei tu, per rubarmi i miei pensieri felici? Ne ho bisogno...."
"Perchè proprio stasera? Che c'è di diverso?" La voce si fa fredda e ostile. 
"Non t'ìmpicciare" vattene subito e lasciami in pace! Rivoglio i miei ricordi felici!" Una lacrima mi scorre sul viso, un'altra si affaccia tra le ciglia. 
Allora un soffio gentile mi giunge all'improvviso, disperdendole prima che divengano un fiume in piena. Un refolo mi scompiglia un ricciolo che ricade sulla fronte. 
Adesso la voce è intrisa di dolcezza " Li hai avuti i tuoi momenti felici, ma stasera sei troppo triste e non riesci a ricordarli. Non si possono mischiare i ricordi, non potresti più separarli: per ogni ricordo felice, alla mente se ne affaccerebbe uno triste". 
E'così dunque? devo fare posto alla tristezza? Ma perché devo essere per forza triste? 
"Non lo sai?" 
"Lo so. Ma non vorrei esserlo... " 
La voce non insiste, mi lascia sola ed io tremo, non di freddo, ma di solitudine. 
Ora che la voce tace il silenzio mi opprime, la lacrima non più trattenuta rotola sul viso, mi scivola sulla mano e resta immobile, splendente, come una goccia di puro cristallo. 

avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Mer 10 Set 2014 - 0:15

Polvere di LUNA
 
Abitava in uno splendido palazzo, contornato da un giardino lussureggiante e amata da tutti gli abitanti della corte. Si chiamava Celeste e tale nome le si addiceva, tanto per la sua bellezza diafana, quanto per gli occhi che aveva più azzurri del cielo. Non usciva mai dalla sua stanza, situata nell’ala più alta del palazzo. Non aveva il permesso di farlo, essendo i genitori assai timorosi ed eternamente preoccupati dei pericoli che avrebbe potuto incontrare fuori dalle mura protettrici.
Celeste, ogni sera, si poneva alla finestra e sospirava osservando la Luna che, da lassù, in alto, sembrava osservarla a sua volta con un accenno di sorriso sul faccione lattiginoso. Quando era nel pieno della sua fase, era tanto prossima a sfiorare l’alta torre del palazzo, che Celeste tendeva la mano nel fanciullesco tentativo di imprimervi il suo calco. Cosa, che ovviamente, non poteva succedere.
Una sera, un giovane giardiniere, segretamente innamorato di lei, fu scoperto dalla fanciulla mentre si sporgeva incautamente dalla siepe in cui si appostava ogni sera, per avere una più ampia visione dell’amata.
Dapprima Celeste, scorgendolo, si ritrasse spaventata, poi ci ripensò e decise d’interpellare il giovane sconosciuto.
“ Chi sei, tu che ti celi tra i rami dell’albero?”
Il giovane fu pieno di timore pensando alla punizione che avrebbe ricevuto per la trasgressione commessa. Per ordine del Signore di palazzo, nessuno poteva, infatti, intrattenersi sotto la finestra della fanciulla. Urgeva lavorare di fantasia sfruttando a suo vantaggio l’attrazione che sapeva dell’amata per la Luna.
“ Sono un viaggiatore dello spazio, provengo dalla Luna per recuperare alcuni suoi raggi scivolati e trattenuti nel laghetto”.
Celeste osservò la superficie increspata del lago che s’intravvedeva oltre il giardino e costatò che effettivamente il chiarore lunare lo illuminava con larghi cerchi concentrici.
“Ecco !” esclamò “ Li vedo ora. Ma come farai a riportarli lassù?” chiese non senza una nota di dubbio nella voce.
“ Non mi è difficile farlo, sono impregnato di polvere di Luna che mi agevola nello spostamento, è una polvere speciale che mi permette di muovermi in ogni direzione quando devo seguire l’astro nel suo spostamento nel cielo”.
Celeste sgranò gli occhi a quella rivelazione: “ Polvere di Luna? Oh! Saresti così gentile da donarmene un poco? Vorrei anch’io poter volare fuori da questa stanza dove passo tutto il mio tempo. Vorrei vedere il mondo, la Luna da vicino e magari anche qualche stella”.
Il giovane, colto di sorpresa, lì per lì non seppe come rispondere, ma poi, essendo dotato di molto spirito inventivo seppe trovare la risposta giusta.
“ Lo farei volentieri anche subito, ma prima devo adempiere il mio compito e se ti donassi un po’ della polvere che mi permette di volare stasera, non sono sicuro di riuscire a raggiungere la Luna, che come ben conosci, è assai distante”. 
“Ma poi ritornerai non è vero? Magari potrei accontentarmi di poca polvere, anche se non potrò volare in alto almeno contemplerò da vicino lo splendore della Luna.”
“ Lo farò, te lo prometto, alla prossima Luna piena tornerò da te e ti donerò tutta la polvere che riuscirò a trattenere nelle mani.”
Celeste attese che il giovane ritornasse, come promesso, ogni sera affacciata alla finestra, aspettando paziente che la Luna si mostrasse di nuovo in tutto il suo splendore.
Infine, una sera,  uno schiocco tra i rami nel giardino segnalò la presenza di qualcuno appostato.
Si sporse piena di speranza e lo vide: era proprio lui! Era ritornato per adempiere la promessa.
“ Guarda!” disse mostrando le mani impregnate di polvere bianca, trasparente come cristallo di rocca, quale, in effetti, poteva essere.
“Ora, come faccio a donartela?” Era davvero un problema insormontabile: lei  era lassù, nell’alta torre, dove  lui non sarebbe mai potuto salire.
“Scendo io, per una volta posso trasgredire, poiché non oltrepasserò le mura del palazzo.”
Così fece, sorprendendo le guardie che non osarono contrastarla.
Nel giardino trovò il giovane e le loro mani si unirono. La polvere passò nelle mani di Celeste che rimase estasiata a contemplarla con occhi lucenti.
Il rumore di passi affrettati poco distanti, fece dileguare il giovane in un batter d’occhio, per evitare il castigo stabilito per i trasgressori, mentre Celeste si lasciva ricondurre nell’alta torre, sua dimora permanente, nascondendo le mani alla vista di chiunque l’avvicinasse.
Evitò di lavarsi e di toccare ogni cosa, e per notti e notti, attese il ritorno del giovane, senza sapere che le guardie lo avevano sorpreso nel giardino e rinchiuso nelle segrete del palazzo.
La Luna poi, era sempre nascosta dietro le nuvole che ogni sera si addensavano nel cielo.
Riapparve molto tempo, la sera in cui rivide anche il giovane. Aveva terminato di scontare la sua pena, e allora lei incurante, corse a perdifiato giù per le scale a incontrarlo, inseguita dalle grida della sua ancella.
Lui non era più cosparso di polvere di Luna, se n’era andata nei lunghi giorni di prigionia trascorsi nelle segrete buie e umide.
Lei lo toccò con le sue mani ancora cosparse della polvere magica e fu allora che lui si dissolse davanti ai suoi occhi. Sgomenta, alzò gli occhi al cielo cercando una spiegazione. Un brillio improvviso l’accecò per qualche istante. La Luna rifletté il suo splendore nel laghetto, dove rivide il giovane. Corse verso di lui ed entrò nel lago. L’acqua la ghermì e l’attirò nel cerchio gelido del riflesso lunare. Osservò le mani. Niente più polvere, solo un richiamo lontano proveniente dal fondo. Chiuse gli occhi e si fece sopraffare dal torpore che l’invase.
Si risvegliò con un lungo sospiro, convinta di essere di essere morta. Accanto a lei c’era il giovane intento a rianimarla. Non seppe darsi una spiegazione a quanto era accaduto. 
“Che cosa è successo?” Chiese non ancora pienamente cosciente. “ E la polvere di Luna? Oh! Povera me! Tutto inutile… se n’è andata.”
Guardando gli occhi innamorati del giovane davanti a sé, capì quanto poco importante fosse qualunque cosa che non sia l’amore. Desiderava la polvere di Luna solo perché, chiusa nella sua solitudine la giudicava irraggiungibile.
“ Era solamente polvere,” le sussurrò il giovane “ Vieni con me e coronerai ogni sogno. La Luna ci rischiarerà il cammino”.
E la Luna, dall’alto, sorrise osservando la scena. Scosse il suo manto e li inondò di polvere d’argento. 
Annali (Favola senza Tempo).  
avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Dom 31 Ago 2014 - 22:55

Da ragazzina seguivo mia sorella maggiore in biblioteca, dove, settimanalmente, prelevava nuovi libri da portarsi a casa. Prediligeva romanzi “rosa”, ma non di rado la sua scelta ricadeva sui “gialli”. Piacevano pure a me questi ultimi e devo dire che ancor oggi i thriller sono quelli che preferisco. Gli autori di quel tempo non li ricordo tutti, però di uno in particolare ne ho ricordo netto, Giorgio Scerbanenco, scrittore e giornalista di origine ucraina (Kiev, 28/7,1911- Milano, 27/10,1969). Nel rileggere oggi i suoi romanzi è possibile cogliere uno spaccato netto dell’Italia di quegli anni ’60, contraddittoria, dolce-amara, ansiosa d’emergere sull’onda del boom economico.  
 
Per vincere inverno e solitudine – il Cinquecentodelitti
 
Erano già pronti, il padre col paltò, la sciarpa bianca e le scarpe di vernice. La madre con la pelliccia, la trousse con i diamantini, le calze velate con i disegni, pesanti, azzurrognoli, delle vene che trasparivano. Il tassì aspettava sotto il portone, sotto la neve che continuava a cadere, sotto l’ombra spettrale dei rami degli alberi secchi e gommosi del fuligginoso grasso che era nell’aria. I termosifoni erano freddi perché la caldaia dell’impianto centrale si era guastata, ma loro non se ne accorgevano incaloriti dall'andare all’importante pranzo cui erano stati invitati.
“fai la brava”disse il padre, pensando anche al tassametro del tassì che attendeva.”sei grande, non devi aver paura di rimanere sola”.
“Noi andiamo, se non dormi, peggio per te!”, disse la madre, spense la luce e uscì dalla camera. Dal suo letto, singhiozzando, la bambina udì i loro passi, i due giri di chiave nella serratura.
 
Giorgio Scerbanenco 



avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Chi scrive e chi legge

Messaggio  Annali il Lun 25 Ago 2014 - 2:40

W.H. Auden – Funeral Blues 
  
Wystan Hugh Auden (1907-1973), poeta e drammaturgo inglese, è stato uno degli scrittori più interessanti del Ventesimo Secolo.  Tra il 1928 e il 1929 agli albori dell’avvento del Nazismo, si trovava a Berlino e al suo ritorno e sino al 1935 insegnò in scuole secondarie.  Auden, insieme con altri intellettuali marxisti, partecipò alla guerra civile spagnola come autista d’ambulanza, riversando nel superbo poema politico “Spagna” la sua angoscia presente e le sue speranze per il futuro. Nello stesso anno, pubblicò la raccolta poetica “Guarda straniero!”, dedicato a Erika Mann, figlia del grande scrittore tedesco Thomas Mann, che nel 1938 aveva sposato in Germania, per consentirle con un passaporto britannico la fuga dal Nazismo.Nel 1946 prese la cittadinanza americana, dando una svolta ideologica alla sua vita. In America si dedicò a temi di metafisica e confusa religiosità, stemperando il tono poetico e l’ispirazione con vivacità di figure retoriche dal virtuosismo elaborato. Questa produzione, fu molto apprezzata dalla critica americana, tanto da tributargli il conferimento nel 1948, del premio Pulitzer. In quel periodo scrisse le raccolte poetiche “Un altro tempo” (1940), “Lo scudo di Achille” (1955) e “Città senza muri ” (1969), l’oratorio “Per il tempo presente” (1945). Innamorato della musica e del linguaggio, era convinto che l’uomo crei la storia e non possa ripetere il passato né lasciarselo alle spalle. Auden ha scritto una delle più belle e note poesie d’amore “Funeral blues”, recitata nel film inglese “Quattro matrimoni e un funerale”  (1994), durante l’elegia funebre di Charles per la morte dell’eccentrico compagno Gareth:
“Fermate tutti gli orologi  isolate il telefono…
 portate fuori il feretro… Lui è morto
 Allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni…
 Lui era il mio nord, il mio sud,  il mio est e ovest,
la mia settimana di lavoro  il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto.
 Pensavo che l’amore fosse eterno  e avevo torto.
 Non servono più le stelle,  spegnetele anche tutte,
imballate la luna,  smontate pure il sole…
 perché ormai nulla può giovare. “

 

 
avatar
Annali
Admin/Founder

Messaggi : 5203
Data d'iscrizione : 08.06.13
Località : la mia

http://annali.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Re: Chi scrive e chi legge

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Pagina 3 di 3 Precedente  1, 2, 3

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum