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La musica: magia d'ogni tempo

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Metal Rock

Messaggio  Annali il Sab Ago 20, 2016 11:28 pm

Virgin Steele - Quando muoiono le  leggende...

 

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Re: La musica: magia d'ogni tempo

Messaggio  eroil il Dom Lug 31, 2016 1:10 am

Parole sacrosantamente vere Annalì, ma vedi questa sonarità come quella che cerco
d'illustrare nell'altro cassetto non è un tormentone, "Voglo ma non posso, contesto
e protesto ma i soldi nazional popolari li voglio subito" per cui ascoltarla comporta
usare la materia grigia, che per alcuni è come quella oscura, labile molto labile.
Sai dove m'immagino la sonarità dei Virgin? Nell' epica saga degli eroi di Neverwinter.
Ciao Smile

eroil

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LA MUSICA: MAGIA D'OGNI TEMPO

Messaggio  Annali il Dom Lug 31, 2016 12:38 am

METAL ROCK -
Virgin Steele – Il Regno del Metallo Dorato -
Leader  di uno tra i grandi gruppi  Metal Rock  apparsi sulla scena, i “Virgin Steele”, è David Defeis, carismatico, legato a tematiche epiche, spirituale e alchemiche. Pieno di saggezza da elargire a chi si avvicina a questa musica, sottoposta alle critiche dei disinformati e pieni di pregiudizi.
Ricordando che anche Wagner era considerato un pazzo ai suoi tempi e che William Blake ebbe a pronunciare le parole profetiche: “Metal is Gnosis”, David Defeis dice: “ Noi siamo nati per disobbedire, per dare ascolto alla chiamata del nostro cuore e della nostra voce interiore. Nel bel mezzo di un mare di contorte giustificazioni, mediocrità, conformismo retorico e altri sentimenti blandi, che passano in questi giorni per Musica Metal e Rock, noi abbiamo eretto un’isola, una fortezza, un bastione, un rifugio per la fondazione di ciò che consideriamo essere Vera Fede Metal e forse la Musica Classica del ventunesimo secolo”.
La musica può essere basata sul Rock e Metal come sulla Musica Classica e qualunque altra cosa come la Poesia, Pittura, Teatro, Scultura, può e vuole essere plasmata , mescolata, fino a rinascere in nuove forme che possono arricchire il nostro mondo, galvanizzare le nostre emozioni.
 

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Musica dal passato

Messaggio  Annali il Sab Giu 18, 2016 1:28 am

 La raffinata musica profana di Rolando de Lassus, noto in Italia come Orlando di Lasso, giustifica appieno la fama conosciuta in vita da questo compositore fiammingo. (1532, Mons, Belgio – 14 giugno 1594, Monaco di Baviera)
Uno dei suoi brani più significativi è la chanson  “Je l’ayme bien et l’aimerai”.





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David Bowie

Messaggio  Annali il Gio Gen 28, 2016 10:12 pm

Addio al Duca Bianco. David Bowie è uscito di scena il 10 gennaio. Mi piaceva molto il suo stile androgino, la sua capacità d’interpretare il mondo adattandolo a misura sua.
Ho scelto per ricordarlo questa canzone, dove sembra, vi abbia trasfuso tutta l'ineluttabilità della fine. 

 

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Musica dal passato

Messaggio  Annali il Ven Gen 01, 2016 11:43 pm

Walther von Vogelweide – 1170 circa-1230
E' il più famoso poeta medievale tedesco. I suoi versi sono di notevole interesse storico ma molti critici tedeschi furono portati spesso a esagerare nel valorizzarli, che videro nel XIX e l’inizio del XX secolo, le loro aspirazioni imperiali e i loro pregiudizi anti-papali riflessi in questo patriottico poeta del Medioevo.
Le sue liriche dedicate all’amore sono solitamente considerate di maggior pregio e di più duraturo valore. I contemporanei lo acclamarono come loro maestro dei canti.
 

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Èdith Piaf: voce di Francia

Messaggio  Annali il Ven Dic 18, 2015 12:26 am

Cento anni fa, il 19 dicembre 1915, nasceva l'"usignolo" di Francia, una delle voci più belle del Novecento, intensa e venata di mille sfumature.

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La musica Rock

Messaggio  Annali il Mer Dic 16, 2015 4:49 pm

Chris Martin, Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion sono i Coldplay, quattro ragazzi che si incontrano nel settembre 1996 durante la loro prima settimana di Università al College di Londra. Martin e Buckland, i primi membri della band a conoscersi, si incontrano alla festa delle matricole e stringono subito amicizia, studiano insieme e fondano un gruppo. Ai due si aggiungono prima Berryman e poi, nel 1998, anche Champion, un multitalento che suona  pianoforte, chitarra, basso e altri strumenti. Siccome che alla band manca un batterista si presta tranquillamente per l'ennesimo, ma piacevole, cambio di strumento.Un altro ragazzo entra a far parte della band come pianista: è Tim Rice-Oxley, allora sconosciuto, ma poi divenuto famoso grazie alla nascita della sua band, i Keane.
I ragazzi suonano quasi per gioco, in camera, nei corridoi della scuola ma, poi la  la storia cominciata per scherzo assume una forma diversa finché i quattro ragazzi cominciano a credere sul serio di poter fare il grande salto di qualità e sfondare nel mondo della musica. Diventeranno i leader indiscussi della scena del regno Unito.

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Musica dal passato

Messaggio  Annali il Lun Nov 23, 2015 2:45 pm

La Guerra (Ensalada)
Tutti i buoni soldati – Mateo Flecha “il vecchio” (1481-1553) Maestro di cappella alla corte della Serenisimas Infants de Castilla.
L’abate de Tyhan, cappellano della Majetades Caesareas, con il titolo” Las Ensaladas de Flecha” corredata da un mix di autori vari, ne ha fatto nuova edizione nel 1581.


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Messaggio  Annali il Mer Nov 04, 2015 1:33 am

L'Ars Nova del Trecento


Una delle stagioni più ricche nella storia della musica dell'età di Mezzo, è il XIV secolo, un periodo caratterizzato da grandi rinnovamenti tecnici che, dalla scuola polifonica di Parigi si diffusero nel resto dell’Europa.
Come le arti figurative sono dominate dalle innovazioni prospettiche di Giotto, così nella musica si assiste a sviluppi significativi, con la conquista definitiva di un sistema di scrittura musicale. In ambito fiorentino e italico in genere, la ballata e il madrigale furono protagonisti del nuovo clima creatosi, insieme alla cosiddetta “ars nova”, come definirono i teorici dell’epoca la fonte musicale del trecento.
Esistono preziosi manoscritti conservati alla Biblioteca Medicea Laurenziana e in quella Vaticana, che hanno messo in luce nuove fonti e allargate le prospettive e la visione sul trecentesco panorama musicale, ricco al punto da costituire le
fondamenta per architetture polifoniche sempre più ricercate e complesse.  


  

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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 5:44 pm

JACOBUS VAET
 
Compositore fiammingo attivo nel XVI secolo può essere ritenuto un precursore della contaminazione che oggi fa la fortuna di tanta Word Music.
Uno degli elementi che hanno contraddistinto la produzione sacra del XV e XVI secolo è stato l’uso di “contaminare”, in modo più o meno evidente un brano sacro con motivi musicali tratti da altre opere. In gran parte nei compositori di quelle epoche è riscontrabile la disinvoltura nell’appropriarsi di materiale musicale altrui, gesto che, a quanto pare, era motivo di vanto per colui che originariamente aveva composto il brano plagiato. Infatti, i protagonisti della cultura musicale si rimandano l’un l’altro, imitandosi, in un raffinato gioco di rinvii musicali.
Nasce così una ricca tradizione di messe – parodia, in cui un brano sacro esistente diventa l’elemento d’ ispirazione, la struttura portante per la creazione di nuove messe.
Jacobus Vaet fu discepolo di Jacob Clemens Non Papa. Personalità poco nota al grande pubblico, Vaet raccoglie in sé tutta la tradizione della grande scuola polifonica fiamminga, mostrando una spiccata sensibilità verso la declamazione e l’enfatizzazione del testo cantato.




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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 5:27 pm

MUSA LATINA: Invention de l’Antique

Una raccolta che si propone il recupero della classicità, ovvero l’evolversi dei repertori musicali dai primi secoli  del Medioevo  all’età d’esordio del periodo rinascimentale.
Nell’antologia “Musa Latina” si respirano le variegate sonorità degli strumenti medioevali, con le musiche che risentono fortemente della metrica latina alla quale s’ispirano, nel desiderio di ricreare l’antico potere della musica sull’uomo. Una visione tutta pagana dell’uomo al centro dell’universo, attraverso il recupero della cultura classica che ha profondamente segnato il Rinascimento. Cambia dunque, anche l’approccio del compositore, che tenta di recuperare modalità esecutive musicali perdute.
Nel brano dell’ensemble "Daedalus” la direzione attenta e raffinata è del maestro Roberto Festa, che si alterna anche al flauto e alle percussioni.
  


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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 5:17 pm

Il Medioevo fu un periodo molto importante per la storia della musica, per la nascita della scrittura moderna e della polifonia, la diffusione della musica profana e il perfezionamento degli strumenti musicali. 

  

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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 5:13 pm

Altro esempio di musica strumentale del Quattrocento


  

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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 5:07 pm

 ALEXANDER ACKERMANN (1445-1506)
 
L’umanesimo fu caratterizzato da una presa di coscienza da parte di intellettuali artisti sul loro ruolo nella società, specialmente nei confronti dell’arte, insieme a un nuovo approccio critico verso l'antichità.Tale presa di coscienza manifestata anche attraverso curiosi comportamenti, come quello di enfatizzare una certa superiorità attraverso il ricorso a lingua aulica, al quale non si ritrasse il compositore fiammingo Alexander Ackermann, utilizzando in nome “Agricola”.
Fu un musicista singolare, da come si deduce dalla biografia particolarmente insolita.
Come molti autori fiamminghi contemporanei, anche Agricola espatriò in cerca d’impiego presso le corti europee e lo trovò, come cantore nella Cappella reale in Francia, sotto la guida di un altro grande compositore della scuola fiamminga, Johannes Ockeghem.
Non vi rimase a lungo attratto verso l’ampia offerta dalle cappelle musicali italiane, all’epoca molto frequentate dai polifonisti fiamminghi. Rimase in Italia sino il 1500, anno del suo ritorno in Francia, dove assunse il titolo di maestro di cappella alla corte di Federico il Bello, duca di Borgogna.
Nell’antologia classica, riproposta dell’autore, spiccano anche alcune chanson popolari, ballate che ripercorrono i temi dell’amor cortese, l’ammirazione per la donna, caratterizzate da ricca linea melodica.
Ackermann morì nel 1506 a Valladolid, a causa di una pestilenza.

  

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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 4:59 pm

 PARTITURE PER TASTIERA DEL QUATTROCENTO
 
Tornando indietro nel tempo riscontreremmo nella storia della musica, la progressiva diminuzione delle fonti di musica strumentale a favore di quelle vocali. Il divario si fece molto più ampio all’avvicinarsi del Medioevo, fatto che non stupisce poiché sin dalla nascita della prima forma di scrittura musicale, i codici, in particolare quelli di destinazione liturgica, sono stati testimoni del solo repertorio vocale, relegando un’eventuale pratica strumentale a una prassi al più orale. 
La presenza perciò, di rare fonti di musica strumentale riconducibili al XV secolo assume un certo rilievo, dove spiccano quelle per tastiera incluse nel manoscritto di Buxheimer e Lochamer, redatti tra il 1440 e il 1470. Testimonianza quasi unica di un repertorio che dimostra maturità e complessità di stile sulla diffusione di una pratica organistica e tastieristica in genere. Il Buxheimer Orgelbuch si distingue per la presentazione di singolare scrittura, che riproduce graficamente la posizione delle note sulla tastiera. È questa una delle modalità più diffuse nella scrittura strumentale del XV e XVI secolo, a differenza della musica vocale, in cui predomina  la scrittura su righi musicali.

   

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Messaggio  Annali il Gio Mag 07, 2015 4:53 pm

L’ARS  NOVA di Guillaume de Machaut. (Reims 1300-1377) 
 

Guillaume de Machaut, poeta e compositore di musiche in una vasta gamma di stili e forme, dette grande impulso al movimento musicale definito  “Ars Nova”. La sua produzione, la più alta dell'espressione francese, contiene quarantadue ballate, diversi rondò, composizioni liturgiche, tutte opere particolarmente raffinate.

  

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Messaggio  Annali il Mer Gen 21, 2015 1:42 pm



Una delle stagioni più ricche nella storia della musica dell'età di Mezzo, è il XIV secolo, un periodo caratterizzato da grandi rinnovamenti tecnici che, dalla scuola polifonica di Parigi si diffusero nel resto dell’Europa.
Come le arti figurative sono dominate dalle innovazioni prospettiche di Giotto, così nella musica si assiste a sviluppi significativi, con la conquista definitiva di un sistema di scrittura musicale. In ambito fiorentino e italico in genere, la ballata e il madrigale furono protagonisti del nuovo clima creatosi, insieme alla cosiddetta “ars nova”, come definirono i teorici dell’epoca la fonte musicale del trecento.
Esistono preziosi manoscritti conservati alla Biblioteca Medicea Laurenziana e in quella Vaticana, che hanno messo in luce nuove fonti e allargate le prospettive e la visione sul trecentesco panorama musicale, ricco al punto da costituire le fondamenta per architetture polifoniche sempre più ricercate e complesse.

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Messaggio  Annali il Mer Gen 21, 2015 1:25 pm




Nel corso dei secoli il linguaggio musicale si è espresso, in modo più o meno celebrativo, all’esaltazione di un personaggio o di un evento. Un fenomeno, che dal XIV secolo in poi si è gradualmente sviluppato nel Rinascimento, per affermarsi pienamente nel corso del Seicento. Nella tradizione musicale anglosassone trova nell’esaltazione di un re o di un principe, la sua destinazione naturale nella vasta produzione di questo genere specifico. 
Parlando di queste forme musicali è d’obbligo ricordare la figura di Henry Purcell, prolifico autore di musiche di scena e di celeberrime opere, vissuto nella seconda metà del XVII secolo. Definito dai suoi contemporanei come l’Orpheus Britannicus, il maestro Purcell compose le sue opere tutte distinte da straordinaria originalità creativa. Le sue musiche adottano, quasi sempre, una ouverture strumentale spesso in stile francese, con uso frequente degli strumenti a fiato, presenza costante nelle musiche di tipo celebrativo e festoso. Le arie si susseguono secondo schemi che mai sono ripetitivi, con tutta la loro carica emotiva ad accentuare la regalità del contesto per il quale tali musiche furono concepite.

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Messaggio  Annali il Mer Gen 21, 2015 1:16 pm




 
Per il recupero della musica medievale e rinascimentale, orientato al reperimento e allo studio delle fonti più antiche, è stato compiuto un lungo percorso di approfondimento delle prassi esecutive strumentali e vocali, segnato dai risultati ottenuti con quanto viene prodotto oggi, nell’ambito di un’attenta rivalorizzazione delle forme esecutive originali. Negli anni cinquanta del secolo scorso, il controtenore Alfred Deller, creò il “Deller Consort”, un ensamble maschile votato all’interpretazione della polifonia. L’apporto innovativo di questo gruppo storico, che per la prima volta, rispetto alla tradizionale esecuzione a voci miste, proponeva interpretazioni della polifonia vocale affidate a sole voci maschili con parti di soprano e contralto eseguite da falsettisti. La sua scuola può considerarsi una pietra miliare nella storia della musica vocale antica.

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Re: La musica: magia d'ogni tempo

Messaggio  Annali il Mer Ott 29, 2014 3:00 am

IL ROCK SI FA STORIA
Rolling Stones - Sympaty for the devil 

La canzone suonata dai Rolling Stones nel 1969 scatenò a New York un putiferio.
Era l’anno del raduno di Woodstock, organizzato in nome delle cause più diverse, anche se la principale era l’opposizione alla guerra del Vietnam.
Una massa di mezzo milione di hippy, yuppy, studenti e professori sembrò annunciare una rivoluzione nella società e nella cultura americana. Fu comunque l’evento più significativo degli anni sessanta, uno dei punti di riferimento dell’epoca, la sua apoteosi.
La California per mantenersi pari passi con i movimenti di protesta decise di organizzare un festival musicale altrettanto grandioso in una pista automobilistica abbandonata alla periferia di San Francisco, la Altamont Speedwey.
L’attrazione principale fu il gruppo dei Rolling Stones, che avevano appena concluso il tour negli Stati Uniti.
Stando alle voci più o meno fondate che circolavano prima del raduno, sembra che gli Stones avessero l’intenzione di appianare i contrasti tra gli hippy e gli yuppy con gli Hell’s Angels, i quali si presentavano come fanatici nazionalisti,  usando la musica come forma di terapia magica. Esorcizzare così la carica negativa che pervadeva la California e aprire la strada all’armonia sociale.
L’aspettativa che Altamont  rappresentasse un evento pari a quello Woodstock, mobilitò parecchi cineasti e l’arrivo di ben trecentomila spettatori.
Le violenze scattano fin dall’inizio del concerto, durante le esibizioni di alcuni gruppi locali, i Jefferson Aireplane e i Grateful Dead.
I Rollins Stones si dimostrarono restii a capire quanto fosse cambiata l’atmosfera che si respirava e quale fosse l’effetto che la loro immagine produceva, definiti com’erano, dai media, una “sinistra congrega di stregoni”.
Si presentarono sul palco verso mezzanotte con la situazione infuocata, invocando la calma ma, con una scelta della canzone poco appropriata. Infatti, il gruppo inizia a suonare “Simpaty for the devil”, facendo riesplodere gli scontri sotto il palco.
Avviene una rissa generale e gli Angels caricano gli spettatori con stecche da bigliardo.
Jagger appare stravolto, guarda il pubblico con espressione d’impotenza, ha perso il controllo della situazione, mentre gli altri gruppi erano evacuati con gli elicotteri, come in un’operazione militare.
C’erano stati tre morti ma senza rendersene conto, gli Stones continuarono a suonare, apprendendo solo molto più tardi di quanto accaduto.  
In seguito le polemiche infuriarono e il gruppo fu pesantemente coinvolto.
Si trattava dell’America del 1969 ma c’era qualcosa di più…. come scrisse il Newsweek: “ Dopo quel sanguinoso tour la musica degli Stones divenne una forza mitica, estatica, onnipotente, un esorcismo erotico per un decennio funesto.”
I Rolling Stones suonavano Sympaty for the Devil operando un vero rito sciamantico, in cui il mago perde il controllo delle forze che ha evocato.  


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Re: La musica: magia d'ogni tempo

Messaggio  Annali il Mer Ott 22, 2014 4:20 pm

Il canto gregoriano


L’uso della musica, da parte della chiesa cristiana, potrebbe paragonarsi a una forma sofisticata di magia, con incorporati elementi rudimentali di ermetismo.
Dalle cantilene e dal battito di tamburi dello sciamanesimo primitivo, fra le corrispondenze tra “pneuma” (dal greco pensiero o spirito) e il “logos”, ossia parola, il suono aveva sempre avuto un significato magico.
La magia cristiana nell’Europa dei secoli bui e del Medioevo adattò e fece propri questi principi, trasformando la voce umana in un veicolo dello spirito, con la preghiera divenuta   un’invocazione o evocazione ispirata da Dio.
Nacque così il canto gregoriano cantato all’unisono, senza accompagnamento di strumenti, con il solo utilizzo di un testo sacro.
Tale forma di canto richiedeva un difficile addestramento per quanto riguardava il controllo del respiro, in modo da dirigere il pneuma, o spirito.
Moderne ricerche hanno stabilito che il canto gregoriano è in grado di produrre benefici risultati psicologici e fisiologici, in grado per esempio, di accrescere la resistenza fisica fornendo energia, necessaria questa, in particolare ai monaci medievali, obbligati a partecipare a diverse funzioni, non solo durante la giornata ma anche nella notte. 

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Re: La musica: magia d'ogni tempo

Messaggio  Annali il Dom Ott 12, 2014 3:47 am

IL ROCK SI FA STORIA

QUEEN
L’atmosfera esplosiva della Swingin London anni ’60 aveva attirato nei suoi club e nei suoi quartieri alla moda centinaia di giovani artisti e musicisti di tutto il regno Unito. Era lì che si trovava l’ambiente più creativo e d’avanguardia del momento, con le possibilità di realizzare i propri sogni. La scena musicale londinese, dopo l’esplosione dei Beatles dei Rolling Stones e la tempesta Who di “My Generation”, continuava a essere il punto d’origine delle nuove tendenze musicali, dal blus britannico degli Yardbirds, dei Cream di Eric Clapton, alle prime sperimentazioni dei Pink Floyd, in attesa dell’arrivo del genio psichedelico di Jimi Hendrix.
Nel 1970 Brian May, Roger Taylor, Freddie Mercury e John Deacon, decidono di formare un gruppo insieme e creano il nome Queen: “ è un nome corto, semplice e facile da ricordare e poi esprime  quello che vogliamo essere, maestosi e regali. Il glam è parte di noi e vogliamo essere dandy”.
Il primo album d’esordio “QUEEN” esce nel luglio ’73 in Inghilterra. Negli Stati Uniti ottengono in classifica il numero 83, è il momento d’oro del movimento glam, quando gruppi quali Roxy Music e Sweet dominano le classifiche. Lo stile dei Queen, basato sui taglienti riff di Brian, l’aggressività e la nitidezza delle parti vocali di Freddie e una ritmica precisa e coinvolgente è un superamento di questo genere e avrà grande influenza sull’evoluzione del rock attraverso gli anni ’70.
Sarà negli anni ’80 che i Queen saranno “scoperti” da noi, quando in un tour europeo si esibiscono per la prima e unica in Italia, al palasport di Milano.
La dimensione “live”, sempre più importante per il gruppo, in quel periodo assume proporzioni grandiose, i Queen riempiono gli stadi di tutta Europa, muovendosi su di un palco con enormi ruote in movimento, esplosioni e impianti luci sempre più spettacolari.
In patria i Queen stabiliscono record assoluti di spettatori, con due concerti consecutivi al Wembley Stadium, da cui sarà tratto un doppio album. Freddi chiude lo spettacolo vestito da re, con manto di pelliccia e corona, smentendo ogni voce di problemi nel gruppo con parole che saranno purtroppo profetiche: “ Non siamo poi tanto male per essere quattro vecchie regine del rock, staremo insieme finché non saremo morti!”
Il “Magic Tour” iniziato l’estate del 1986 sarà il loro ultimo concerto e lasceranno al pubblico il ricordo dell’esibizione più spettacolare e grandiosa, l’immagine di un gruppo che ha saputo esaltare la dimensione live come nessun altro.  
 


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Messaggio  Annali il Mer Ott 08, 2014 11:29 pm

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The Beach Boys

Riporto indietro il tempo per ovviare alla dimenticanza di uno dei gruppi americani tra i più importanti nella storia del rock: I Beach Boys.

La sua formazione avvenne nel 1961 ma fu il ‘66 l’anno della svolta.  Fino a quel momento avevano scalato le classifiche di vendita e polarità con canzoni ingenue, ispirate alle ragazze californiane e al mito del surf-pop, poi venne la decisione presa del leader Brian Wilson, di entrare in competizione con i Beatles.
L’eccellente risultato fu l’opera svolta alla ricerca dell’armonia e della melodia più che del successo commerciale, il tutto concentrato in un album “Pet Sounds", comprendente una dozzina di composizioni che il genio di Wilson trasforma in perfezioni assolute.
 Testi nuovi, scelte armoniche e il modo in cui venne utilizzata la sala di registrazione, trasformata in un nuovo strumento accanto a violini, oboe, sassofoni, corni, voci angeliche, confermarono l’ascesa trionfante alle più classiche, tra i dischi più venduti.
Non erano più le canzoncine innocue e semplici, alle quali era abituato l’americano medio, così che più che il pubblico, furono i critici a decretare il successo del disco entrato immediatamente nei Top-10, unanimemente riconosciuto come il capolavoro dei Beach Boys, tra i migliori album nella storia della musica.
Nella classifica stilata dalla famosa rivista “Rolling Stone” nel 2004, fra i 100 migliori artisti di tutti i tempi, la posizione dei Beach Boys si colloca al 12° posto.

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Messaggio  Annali il Mer Ott 01, 2014 2:11 am

IL ROCK SI FA STORIA


Non ho certo dimenticato questa mia presunta grande storia del rock. Magari ora c’aggiungo qualche personaggio per movimentarla un po’…
C’ho solamente l’imbarazzo della scelta, ma per non far torto a nessuno, pesco tra la mia collezione di dischi e chi mi ritrovo tra le mani….chi c’è, c’è !
Ah, bè, David Bowie! Mi piaceva la sua figura camaleontica mentre attraversava le scene del rock mondiale in maniera imprevedibile. Era già alla ribalta nell’era del beat-psichedelico inglese, dotato di una propensione incredibile per i travestimenti, recite e dichiarazioni a “sensazione”. David Bowie ha introdotto nell’estetica del rock una figura mutagena, ma aldilà dei cliché esterni s’è dimostrato un grande musicista e un altrettanto stilista dei generi: ne ha attraversati molti e qualcuno li ha pure inventati.


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Re: La musica: magia d'ogni tempo

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