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La poesia: rime nuove rime antiche

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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Ven Mar 30, 2018 12:01 am

5
Magari sbagliando o no?
ma no perché
giochiamo io e te

Very Happy
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eroil

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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Gio Mar 29, 2018 11:48 pm

eroil ha scritto:Ciao Em, vuoi giocare? Posto un Haiku...(piccole composizioni rigorosamente di tre righe)
1
una coppietta
scrive sulla panchina
leggendo gli haiku

...Tu devi ricopiare l'ultimo verso e costruire un nuovo Haiku, io di seguito
continuerò e se ci riusciamo, magari, qualcuno si unirà a noi più siamo meglio è. Smile Laughing
Ciao, Eroil,
si, grazie, mi piace giocare...mai giocato Haiku Smile

allora... proviamo

4

vuoi continuare

giocare Haiku 
magari sbagliando o no?
Smile
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spitfire

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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Gio Mar 29, 2018 10:33 pm

E poi volendo...

3
s'impara a poetare
se a sognare
vuoi continuare


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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Gio Mar 29, 2018 10:30 pm

Un esempio per quanto scritto qui sotto...

1
una coppietta
scrive sulla panchina
leggendo gli haiku

2
leggendo gli haiku
si scopre che
s'impara a poetare


Laughing Laughing Laughing
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Mer Mar 28, 2018 10:54 pm

Ciao Em, vuoi giocare? Posto un Haiku...(piccole composizioni rigorosamente di tre righe)
1
una coppietta
scrive sulla panchina
leggendo gli haiku

...Tu devi ricopiare l'ultimo verso e costruire un nuovo Haiku, io di seguito
continuerò e se ci riusciamo, magari, qualcuno si unirà a noi più siamo meglio è. Smile Laughing
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Mer Mar 28, 2018 8:34 am

Con lui venivano una determinazione feroce
dalla camera alla palestra
i cento metri percorsi in cinque minuti,
con una tensione di motore imballato
tutta la forza del suo corpo spastico
ribellata alla forza di gravità.

Sant’Agostino diceva che perfezione
è la carne che si fa spirito, lo spirito che si fa carne
ma non è vero: ogni mattina i puntali delle stampelle
scivolano metro a metro per guadagnarne cento
ogni mattina lo spirito è tagliato via da quel corpo,
dalle suole strascicanti e dalle nocche strette,
bianche sulle impugnature,
ogni mattina dal dorso di lottatore
si stacca un collo di tendini tesi e redini allentate
un urlo chiuso nella sua profondità,
perfetto nella sua separazione.

E io vi vedo una bellezza di cimieri abbattuti
e dentro la parola andare la parola compimento
e sono sicuro che lui sogna baci pieni di vento
mentre la volontà conquista le giornate a morsi,
schiaffo dopo schiaffo perché venga la sera
schiaffo dopo schiaffo, chiglia in piena bufera.

Ci vuole un’estate piena e un padre calmo,
un dio non assiso in mezzo agli sconfitti
ma cosí in tutta bellezza lo posso immaginare
come un bambino alle prime pedalate,
reggilo, eccolo, tienilo cosí – adesso tiene
uniti la terra e il cielo dell’estate
non sbanda piú, vince, è in equilibrio,
vola via.

Pierluigi Cappello
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Lun Mar 26, 2018 11:52 pm

Il Passato

E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!

Emily Dickinson
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Gio Mar 22, 2018 10:32 am

il tempo: quasi trent’anni fa
tra fine primavera e inizio estate
il luogo: un’osteria deserta
dietro corso Aurelio Saffi
vicino alla Scuola Ortofrenica.
Gerani rossi in vecchie scatole di conserva
tavolini di lamiera smaltata
e, dentro, ancora il rosso
– anche se piú spento –
delle tovaglie di cerata.
Il cibo e il vino non erano un granché:
le briciole dimenticate sul pavimento
invitavano i colombi ad entrare.
Si sentiva vicino il mare.
Allora – in quei primi incontri –
successe qualcosa che solo ora ricordo:
dalla pergola della rosa
scendeva un passaggio di luce
che, insieme a te,
immaginavo cosí dolce e domestica
da fare anche a meno di me



Enrico Testa
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Mar Mar 20, 2018 11:05 pm

L'eternità

È stata ritrovata!
- Cosa? - l'Eternità.
È il mare unito
Al sole.

Arthur Rimbaud
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Lun Mar 19, 2018 11:33 pm

Guardalo, quel grand’arco delle gru!
Le nuvole che navigano erano
già insieme a loro quando via volarono
da una vita verso un’altra vita.
A eguale altezza e con eguale moto
paiono queste a quelle appena prossime.
Sí che la gru e la nube condividono
il bel cielo che in breve ora trasvolano,
sí che alcuno dei due piú non s’indugia
né altro se non l’ondulazione vede
dell’altro dentro il vento, cui consentono
essi che ora nel volo uniti posano;
cosí portare li può al nulla il vento
solo che non si sciolgano e in sé restino,
nulla li può turbare sino allora
e sino allora volan via da dove
piogge minaccino o schianti di spari.
Cosí per lune e soli, poco dissimili spere,
volano via, l’uno all’altro devoti.
E dove? – In nessun luogo – E via da chi? – Da tutti.
Da quando, voi chiedete, sono insieme?
Da poco – E si separeranno? – Presto.
Ché sembra amore agli amanti una sosta.

Bertolt Brecht 1959

∗∗∗
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Dom Mar 18, 2018 11:55 pm

A Don Chisciotte

Don Chisciotte, vecchio paladino, gran vagabondo
invano la folla assurda e vile ride di te
la tua morte fu un martirio e la tua vita un poema
e i mulini a vento avevano torto, mio re!

Va', non fermarti, va', protetto dalla tua fede
sul tuo destriero fantastico che io amo
va', spigolatore sublime! - gli oblii della legge
sono più numerosi, più grandi, di un tempo.

Hurrah! noi ti seguiamo, noi, i poeti santi
dai capelli cinti di follia e di verbena.
Guidaci all'assalto delle grandi fantasie

e presto, nonostante i tradimenti
sventolerà l'alato stendardo delle poesie
sul cranio canuto dell'inetta ragione!

Paul Verlaine
Marzo 1861.
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Sab Mar 17, 2018 9:49 am

Il mio argenteo guardare stilla nel vuoto,
Mai presagii che la vita fosse cava.
Sul mio raggio più leggero
Scivolo come su trame d’aria
Il tempo in cerchio, a palla,
Instancabile la danza mai danzò.
Freddo serpente scatta il fiato dei venti,
Colonne di pallidi anelli salgono
E crollano di nuovo.
Che cos’è la silenziosa voglia d’aria,
Questa oscillazione sotto di me,
Quando io mi giro sopra i fianchi del tempo.
Un lieve colorare è il mio movimento
Ma mai baciò il fresco albeggiare,
Mai l’esultante fiorire di un mattino me.
Si avvicina il settimo giorno –
E la fine non è ancora creata.
Gocce su gocce finiscono
E si sfregano di nuovo,
Nelle profondità barcollano le acque
E si accalcano là e cadono a terra.
Selvagge, scintillanti ebbre-braccia
Schiumano e si perdono
E come tutto si accalca e si stringe
Nell’ultimo movimento.
Più breve respira il tempo
Nel grembo dei Senzatempo.
Arie vuote strisciano
E non raggiungono la fine,
E un punto diventa la mia danza
Nella cecità.



Else Lasker -Schuler
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Ven Mar 16, 2018 12:20 am

Potessi essere attore
interagendo con lo scorrere del tempo
cambierei il copione della mia vita
ma in veste di spettatore come tale
inerte guarderò lo scorrere della pellicola
di un film già troppe volte visto.

by Anonimo Napoletano
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Dom Mar 11, 2018 8:55 am





Che cosa vedete adesso?
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
Sí. E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, visi gentili.
Provate questa.
Un campo di grano – una città.
Benissimo! E adesso?
Una donna giovane e angeli chini su di lei.
Una lente piú forte! E adesso?
Molte donne dagli occhi vivi e labbra schiuse.
Provate queste.
Soltanto un bicchiere su un tavolo.
Oh, capisco! Provate questa lente!
Soltanto uno spazio vuoto – non vedo nulla in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo d’estate.
Questa va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. Gli occhi mi sfuggono di là dalla pagina.
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Ottima! E adesso?
Luce, soltanto luce che trasforma tutto il mondo in giocattolo.
Benissimo, faremo gli occhiali cosí.






Edgar Lee Masters
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Ven Mar 09, 2018 11:34 pm

Libri

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.

Lì c'è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Hermann Hesse
da: La felicità, versi e pensieri.
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Gio Mar 01, 2018 11:04 pm

Se per sfuggire alla memoria
Fossimo provvisti di ali
Molti volerebbero

Abituati a cose ben più lente
Gli uccelli impauriti
Scruterebbero il gigantesco carro
Degli uomini che fuggono disperati
Dalla propria mente

EMILY DICKINSON 1880
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Dom Feb 25, 2018 4:53 pm

Ho chiesto oggi a un agente di cambio
Cosa mi danno in rubli per metà tumana.
E come posso dire in persiano
Alla bellissima Lala: «Mi piaci».

Ho chiesto oggi a un agente di cambio
Con voce più leggera del vento, più discreta
Delle acque del Van, come in persiano
Posso invocare un bacio dalla bellissima Lala.

E ancora gli ho domandato,
Nascondendo la timidezza nel profondo cuore,
Come alla bellissima Lala
Devo sussurrare: «Ti voglio».

E mi ha risposto quell’uomo
Che all’amore non servono parole
Ma cenni silenziosi
E sguardi di zaffiro.

Il bacio non ha nome,
Non resta scritto nemmeno sulle tombe.
Il bacio è una rosa rossa sospesa nel vento
E i suoi petali si sfogliano sulle labbra.

Nulla è certo in amore
Dove crescono gioia e sventura:
«Tu sei mia» possono dire soltanto le mani
Che strappano il nero chador.





Sergej Aleksandrovič Esenin
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Ven Feb 23, 2018 10:58 pm

ERGO UNA ROSA

Ergo una rosa, e tutto ora si illumina
come non fa la luna né può il sole:
serpe di luce ardente e attorcigliata
o vento di capelli che scompiglia.

Ergo una rosa, e grido a quanti uccelli
punteggiano di nidi e canti il cielo,
batto al suolo l’ordine che decide
l’unione dei demoni e dei santi.

Ergo una rosa, un corpo e un destino
contro il freddo della notte che avanza,
e con la linfa della rosa e col mio sangue
innalzo perennità in vita breve.

Ergo una rosa, e lascio, e abbandono
quanto mi duole di pene e di paure.

Ergo una rosa, sì, e odo la vita
in questo cantar d’uccelli sulle spalle.
    
José Saramago (1922-2010)
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Dom Feb 18, 2018 1:01 pm

              Le più belle poesie

        si scrivono sopra le pietre
            coi ginocchi piagati
    e le menti aguzzate dal mistero.
     Le più belle poesie si scrivono
        davanti a un altare vuoto,
           accerchiati da agenti
              della divina follia.
       Cosi, pazzo criminale qual sei
          tu detti versi all’umanità,
             i versi della riscossa
             e le bibliche profezie
             e sei fratello a Giona.
            Ma nella Terra Promessa
          dove germinano i pomi d’oro
           e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
                Ma tu si, maledici
            ora per ora il tuo canto
          perché sei sceso nel limbo,
             dove aspiri l’ assenzio
         di una sopravvivenza negata.

Alda Merini (1931/2009)
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Mer Feb 14, 2018 8:33 pm

Quanto vorrei, oh quanto
– non visto, non sentito –
volare dietro a un raggio
là dove non esisto.

E tu nel cerchio irradia –
non c’è altra beatitudine –
e da una stella impara
che significhi luce.

Ciò che ti voglio dire
è che sto bisbigliando
e sottovoce affido
te, mia bambina, a un raggio.

Osip Ėmil’evič Mandel’štam
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Sab Feb 10, 2018 10:24 pm



Dalla raccolta “La cifra” (1981), traduzione di Domenico Porzio
Elaborazione grafica a cura di Poesie in forma di rosa
Dipinto nella grafica:“Le rose sanguinanti” (1930) di Salvador Dalì

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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  Annali il Gio Feb 08, 2018 11:50 pm

Oggi cercavo un romanzo tra i mille e più sparsi per ripiani, cassetti, scatole poste ovunque persino sotto il letto, senza trovarlo... In compenso ho ritrovato il libro di poesie di Nazim Hilmet...
Aperte le pagine ho riletto questa dove il poeta turco ha concentrato tutto il suo vissuto...

NAZIM HILMET
 
Berlino gennaio 1962.
 
Sono nato nel 1902
Non sono più tornato
nella città natale
non amo i ritorni indietro
quando avevo tre anni
abitavo ad Alep
con mio nonno pascià
a 19 anni studiavo a Mosca
a 49 ero a Mosca di nuovo
e dall’età di 14 anni
faccio il poeta.
 
Alcuni conoscono bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie.
 
Ho dormito in prigioni e anche in alberghi di lusso
Ho sofferto la fame compreso lo sciopero della fame
Quando avevo trent’anni hanno chiesto
La mia impiccagione
A 48 mi hanno proposto
Per la medaglia della pace
E me l’hanno data
A 36 anni ho attraversati in sei mesi
I quattro metri quadrati
Di cemento
Della segregazione cellulare.
 
Ero di guardia davanti alla bare di Lenin nel ‘24
E il mausoleo che visito sono i suoi libri
Non sono rimasto schiacciato
Sotto gli idoli crollati.
 
Nel ’51 con un giovane compagno
Ho camminato verso la morte
Nel ’52 col cuore spaccato ho atteso la morte
Per quattro mesi sdraiato sul dorso
Sono stato pazzamente geloso delle donne che ho amato
Non ho sparlato degli amici
Dietro le loro spalle
Ho sempre guadagnato il mio pane
Col sudore della mia fronte
Che felicità
 
Mi sono vergognato per gli altri e ho mentito
Ho mentito per non far pena agli altri
Le mie poesie sono pubblicate
In trenta o quaranta lingue
Ma nella mia Turchia
Nella mia lingua turca
Son proibite
 
Il cancro non l’ho avuto
Ma non è necessario che l’abbia
Non sarò primo ministro
D’altronde non ne ho voglia
Anche non ho fatto la guerra
Non ho camminato per le vie
Sotto gli aerei in picchiata
A sessant’anni mi
Sono innamorato  
 
In una parola compagni
anche se oggi a Berlino sono sul punto
Di crepar di tristezza
Posso dire di avere vissuto
da uomo
E quanto vivrò ancora
E quanto vedrò ancora
Chi sa.

Non c'è che dire... è molto più che una poesia...


Ultima modifica di Annali il Ven Mar 02, 2018 12:47 pm, modificato 1 volta
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Gio Feb 08, 2018 11:20 pm

(segreto scorrere)

Questo sentiero ci sfugge e sembra
non finire mai. Così è la sera,
la direzione del sole e la fatica
di tutti i seminati. Il paesaggio
ci fa vedere il suo volto nascosto,
la sua distanza più debole, la sua promessa
sul punto di rompersi ogni giorno.

Il tempo che ci rimane è molto prezioso,
e la sua impronta deve rimanere,
pulita e nuda, adesso, dentro la tela.
Arriva la notte e la sua venuta è sempre
più di un colore: un sentimento
molto puro e pericoloso. Il giorno
che perdiamo, la luce ormai appena visibile:
spesso sono solo ombre
che chiedono di essere trattate
con speciale dedizione, guardando
un po’ più in là della loro tristezza,
del loro argomento finale.

Perché quello che cerchiamo
finalmente è qui, nello scorrere segreto,
innamorato e dolce, del paesaggio,
nel suo inconscio in pace
e luminoso.    

Vicente Valero
Poeta contemporaneo spagnolo
(1963, Ibiza Spagna)
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  eroil il Mar Feb 06, 2018 11:32 pm

Il mare

Prima che il sogno (o il terrore) intrecciasse
Mitologie e cosmogonie
E che il tempo prendesse forma in giorni,
Il mare, il sempre mare, era lì, eterno.
Chi è dunque il mare? Chi è quel violento
Essere antico che rode i pilastri
Della terra ed è uno e molti mari
Ed è abisso e splendore, caso e vento?
Lo si guarda ogni volta per la prima
Volta, con lo stupore che le cose
Elementari destano: maliose
Sere, la luna, il fuoco d’un falò.
Chi è il mare, io chi sono? Lo saprò
Il giorno che tien dietro all’agonia.

Jorge Luis Borges

Da L'altro, lo stesso (1964)
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Re: La poesia: rime nuove rime antiche

Messaggio  spitfire il Mer Gen 31, 2018 8:45 am

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.

In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.

Nel guardaroba della natura
c’è un mucchio di costumi: di
ragno, gabbiano, topo campagnolo.
Ognuno calza subito a pennello
e docilmente è indossato
finché non si consuma.

Anch’io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.

Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino.

Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.

Un filo d’erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.

Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.

E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?

Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?

La sorte, finora,
mi è stata benigna.

Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.

Poteva essermi tolta
l’inclinazione a confrontare.

Potevo essere me stessa – ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.





Wisława Szymborska


Ultima modifica di spitfire il Mer Gen 31, 2018 8:48 am, modificato 1 volta (Motivazione : size)
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