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Edifici Magici

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Re: Edifici Magici

Messaggio  Annali il Sab Apr 21, 2018 3:55 pm

Magici giardini

Il grande giardino botanico di Montreal, nel Quibec-Canada, comprende 190 ettari di giardini a soggetto e serre, designato come sito storico nazionale del Canada nel 2008 considerato uno dei giardini botanici più importanti al mondo per l'estensione delle sue collezioni e strutture.
Fra il giardino giapponese con la su ambientazione serena e tranquilla, e quello cinese non c’è che l’imbarazzo della scelta.




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Re: Edifici Magici

Messaggio  Annali il Ven Mar 23, 2018 5:09 pm

Magici giardini
I Giardini Perduti di Heligan (Cornovaglia) furono realizzati alla fine del Settecento,  dimenticati durante la prima Guerra Mondiale e abbandonati a se stessi. Riaperti recentemente  al pubblico grazie al lavoro dei numerosi volontari.
Un mondo favoloso dove la natura è rappresentata con diverse ambientazioni, da fiori rari, animali di varie specie, fitte giungle, sculture verdi, tutto in un clima veramente surreale. 
 
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Re: Edifici Magici

Messaggio  Annali il Mar Mar 06, 2018 9:32 pm

Giardini Vaticani

All’interno delle mura vaticane si trovano magnifici spazi verdi creati nell’arco di molti secoli per la delizia dei pontefici. Vi sono antichi documenti, datati 1279, che testimoniano nell’area vaticana la presenza di un “viridarium”, vale a dire un’area verde che rappresenta il più antico giardino di Roma, cinto da muri con vigne, prati, e alberi “fructiferi” e “infructiferi”.
Il destino dei Giardini è intrecciato con quello del papato in continua trasformazione, lungo un percorso non sempre lineare e scandito spesso dalle rivalità tra le famiglie dei pontefici che si sono succeduti, interessati, più che a perseguire un’armonia architettonica e paesaggistica di continuità, di lasciare un segno del proprio “passaggio”.
La maggior parte dei giardini di oggi sono stati ricostruiti dopo gli anni Trenta del Novecento,
tra varie stratificazioni storiche in cui figurano le tracce di maggior interesse lasciate dai  diversi pontefici con le loro spinte individuali. Celebre fu il “Giardino dei Semplici”, che richiamava visitatori da tutta Europa, grazie agli scambi di rare piante esotiche effettuati tramite la rete di ambasciatori papali, come lo fu, l’ “Orto Botanico” che, nonostante l’attrattiva e la fama  raggiunta,  venne smantellato da papa Alessandro VII e trasferito al Gianicolo.
E ancora, il capolavoro incompiuto del Bramante, chiamato alla fine del Quattrocento da Giulio II, per collegare in un progetto unico il Palazzetto del Belvedere con i Palazzi apostolici, sulla cima di una collina.
Oggi sembra una successione di cortili, mentre nel progetto iniziale era un’unica struttura, che riuniva le funzioni di teatro, cortile e giardino, con tre terrazze raccordate da scalinate e racchiuse da due logge, che con una fuga prospettica di 300 metri, colmavano la distanza e il dislivello tra i corpi architettonici.
Il “Giardino segreto” di Paolo III non seguì migliore sorte, mutilato dalla Pinacoteca, dove ormai solo il ricordo delle passeggiate del papa tra gli splendidi pergolati di agrumi sopravvive.
Attraverso personalità di papi e papato, intere opere d’arte sorsero e furono cancellate, giungendo ai nostri giorni con la costruzione dei nuovi giardini formali e delle strutture del nuovo Stato Vaticano, curatissimi ma privi di quel fascino simbolico che ebbero i “Giardini di Delizie”. 
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Re: Edifici Magici

Messaggio  controvento il Lun Nov 13, 2017 9:18 pm

Dopo il giardino dell'Angelo di Madrid - luogo che esiste veramente! - apprezzo particolarmente il post di Spitfire, che ringrazio, perchè mi riporta alle odorose atmosfere del libro, ma offre anche interessanti spunti di approfondimento. 
Non so molto di giardini e ancor meno di coltivazione di fiori. Sono una donna che i fiori li compra. Mi piace averli freschi in casa. 
E poi, oltre alle margherite, adoro i ciclamini. Mi ricordano la mia mamma che sempre, di questa stagione e fin oltre Natale, ne aveva in casa qualche vaso. E anche un caro amico, che non c'è più, adorava i ciclamini bianchi. Ad entrambi, cerco di non farli mai mancare.



Fontana dell'Angelo, Madrid
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Re: Edifici Magici

Messaggio  spitfire il Dom Nov 12, 2017 6:52 pm

Sono pochi gli scritti che indagano le lontane origini di uno dei topos più desiderati nella nostra epoca: il giardino. Un luogo prezioso, ambito, disegnato, curato e vissuto, che ha avuto nel tempo molte trasformazioni, ha seguito filosofie e religioni, ha soddisfatto capricci. 



Ancora oggi, il geranio sul balcone manifesta il bisogno di un contatto quotidiano con la natura, benché artificiale, e, in senso lato, il desiderio inconscio di ricreare quella pergola sotto la quale ci si incontrava o quel percorso che raccoglieva i pensieri. 






Con "giardino" (dal francese jardin, derivato dal franco gart o gard, che significa recinto) si intende generalmente un appezzamento di terreno di non grandi dimensioni in cui si coltivano piante e fiori ornamentali per creare un angolo di pace e delizia, che, un tempo, sovrani, pontefici e nobili si costruivano per il riposo e la tranquillità personale. In realtà, le più antiche descrizioni presentano il giardino come orto o verziere, quindi con scopi prettamente utilitaristici. I primi scritti risalgono ai Sumeri: nel 3000 a.C. fissarono, con la loro scrittura cuneiforme, le ricette con le piante medicinali su delle tavolette d'argilla. 

Solo nell'antica Roma, in epoca imperiale, il giardino cominciò ad assumere le caratteristiche che oggi gli diamo. Più tardi, nell'Alto Medioevo, il giardino diventò un luogo di meditazione e ritiro spirituale e, durante l'Umanesimo e il Rinascimento, quando nacquero le città-fortezza in cui sorgevano palazzi chiusi, il giardino fu destinato all'ozio e al riposo e divenne una parte essenziale dell'abitare. 

Nell'immaginario comune, al giardino come luogo privato, si associano altre peculiarità, quali il legame con un edificio, di cui il giardino è espansione all'aperto, o con l'aggregato urbano, la dimensione limitata per poterlo attraversare a piedi, la prevalenza delle aree artificialmente sistemate (aiuole, piattabande di fiori, piazzali, sentieri, bacini di acqua) rispetto a quelle lasciate allo stato naturale, la presenza di piante, alle quali si attribuisce particolare valore decorativo, e, infine, l'esistenza di un disegno percepibile e rappresentabile, spesso basato su impostazione e forme geometriche. La pianta riconoscibile, gli elementi architettonici durevoli (terrazze, scalinate, fontane, statue), gli scritti, le stampe e i dipinti antichi pervenutici ne hanno facilitato, a distanza di secoli, la ricostruzione del volto originale.
 

Ogni cultura e religione, sia occidentale che orientale, ha attribuito al giardino, globalmente e nelle sue parti, importanti valori simbolici che si sono perfettamente uniti al desiderio dell'uomo di raffigurare il proprio ideale di giardino con la domesticazione estetica e la collazione selezionata della natura.
Nel suo insieme, il giardino simboleggia il paradiso perduto e il luogo di letizia nell'aldilà; nel particolare, le piante rappresentano personificazioni divine e poteri magici (palma, sicomoro, loto), virtù, aspirazioni e sentimenti umani (alloro, mirto, ulivo, vite, edera, quercia), la presenza dell'acqua (fonte, pozzo o cascata) evoca il fluire e rinnovarsi della vita in senso materiale e spirituale. Pietre e rocce sono simboli, nei giardini cinesi e giapponesi, della forza creatrice della natura.

Tuttavia, lo studio dell'evolversi del giardino nella storia non può essere scisso da altre indagini, come ha scritto Vittoria Ghio Calzolari: "Il giardino, come ogni creazione umana, è legato ai valori estetici, sociali, economici di una data cultura e non è possibile tracciarne una storia prescindendo dall'evolversi del rapporto uomo-natura, città-campagna, lavoro-tempo libero ecc. Anche nelle forme di giardino (come quello medievale), apparentemente scisse dal contesto urbano e agricolo, esiste un rapporto biunivoco. In altri casi (giardino italiano e francese) ciò che viene normalmente chiamato giardino è solo parte di un continuo, costituito dal più vasto parco e dalla campagna circostante, e può essere capito solo in questo contesto. Inoltre in ogni società è esistita una pluralità di tipi di sistemazioni a verde, a uso decorativo o di svago, pubblico o privato, legate a residenze principesche o a modeste abitazioni: tra queste si suole assumere come rappresentativo di ogni epoca un modello ideale, che normalmente coincide con le sistemazioni a giardino tipiche delle abitazioni della classe dominante nel paese che, in quell'epoca, era in fase di egemonia economica, culturale, politica (giardino babilonese, egiziano, greco, romano, arabo, italiano, francese, inglese)".
 

tratto da: http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=672

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Re: Edifici Magici

Messaggio  Annali il Ven Nov 06, 2015 10:52 pm

Giardini come talismani magici

Secondo Leon Battista Alberti, i giardini rientravano nel campo dell’architettura non meno degli stessi edifici. Per propria natura, il giardino era di per sé un talismano magico.
Infatti poteva essere diviso in quattro parti a rappresentare i quattro elementi terra, aria, fuoco e acqua, oppure in dodici parti come i segni dello zodiaco. In punti prestabiliti poteva contenere tempietti, grotte, labirinti, composizioni di forme e colori per attrarre le energie cosmiche.
Insieme al concetto di giardino come componente della struttura architettonica globale, si formò quello di giardino botanico, disposizione armonica di spazio in cui contenere il maggior numero possibile di piante. In questo senso il giardino divenne simbolicamente un luogo in cui si rifletteva l’intero spettro del cosmo.
I giardini di questo tipo si conciliavano anche con i principi di medicina naturale, poiché grazie alle piante e alle erbe, formavano grande varietà di rimedi terapeutici.
Al giardino talismanico e al giardino botanico, era attribuita grande rilevanza, riflettente l’ideale rapporto  fra l’uomo e la natura, dove produrre insieme un perfetto ordine spaziale.
   
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Edifici Magici

Messaggio  Annali il Mer Ago 06, 2014 1:28 am

L'ESCORIAL
L’Escorial fu costruito dall’architetto Juan de Herrera, amico e mago personale del sovrano Filippo II di Spagna, la cui ambizione era la costruzione di un edificio magico paragonabile al Tempio dell’Antico Testamento: palazzo, monastero e chiesa.
Il sovrano accettò il progetto fatto da Herrera e supervisionò di persona la costruzione e la decorazione dell’Escorial in ogni suo dettaglio.
L’edificio fu progettato e costruito in rigorosa conformità ai principi dell’armonia e delle proporzioni geometriche, e le varie fasi furono calcolate e distribuite in periodi astrologicamente propizi. Fu fatto largo uso del cubo, simbolo sacro nei testi ermetici.
Sulla volta del coro, ancora visibile, un affresco enigmatico dipinto da Luca Cambiaso, raffigura “La gloria o La visione del Paradiso”. Al centro dell’affresco, Dio Padre e Figlio sono rappresentati circonfusi da un alone splendente di luce e assisi su un arcobaleno, con i piedi appoggiati su un cubo di pietra, dipinto in modo da sembrare sporgere in fuori verso l’osservatore.
L’Escorial fu concepito come un nuovo Tempio di Salomone, e Filippo II, i cui titoli comprendevano quelli di re di Gerusalemme, accolse di buon grado l’identificazione con il sovrano dell’Antico Testamento
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Re: Edifici Magici

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