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Cavalieri Templari

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Musica Templare

Messaggio  Annali il Dom Set 04, 2016 1:00 am


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Non nobis, domini, non nobis, sed nomini tuo

Messaggio  Annali il Sab Mar 19, 2016 1:53 am

"Non in nostro nome, o Signore, ma al nome tuo da gloria"
Entrare a far parte dell’ordine templare era qualcosa di molto prestigioso, di  molto ambito e quindi la procedura d’accesso molto rigida.
Può essere però importante spiegare che i templari erano depositari di molti segreti, di conoscenze che dovevano salvaguardare e proteggere.
Godevano della piena fiducia del papa e dei vari sovrani d’Europa, non solo per la loro capacità militare, ma anche per l’abilità diplomatica sviluppata durante le campagne militari in Terra Santa. Il Tempio era divenuto una fra le entità più potenti della civiltà medievale. In questioni di tipo religioso aveva  grande autorità, in quanto possedeva una raccolta ingente di reliquie autentiche.
Era un Cavaliere Templare, insieme ad un cavaliere degli Ospedalieri,  un altro ordine di frati guerrieri, ad avere l’onore di scortare in processione  la preziosa teca contenente il legno della Vera Croce.
Gli insediamenti templari erano ovunque: in tutto il bacino del Mediterraneo,  dal Portogallo all’Armenia, dalla Sicilia Alla Scozia.
Grazie ai porti, alle navi, ai viaggi, insieme ai beni i Templari accrescono anche le conoscenze, entrando in possesso di straordinario sapere che contribuisce sempre più a incrementare il loro potere.
Per quanto riguarda l’edilizia e l’architettura, svolgono un ruolo di primissimo piano. Infatti, grazie a loro, l’edilizia si diffonde a macchia d’olio in tutta Europa: si costruiscono ovunque strade e fortezze, chiese  e cattedrali, fienili, stalle, botteghe, castelli fortificati con ponti levatoi e impianti idraulici poco comuni nell’epoca medievale.
Si deve a loro la costruzione di cappelle e battisteri circolari e ottagonali, simboleggianti il Santo Sepolcro e la Resurrezione.
Disponendo inoltre di  molti porti e di  una nutrita flotta di navi, erano in grado di garantire il trasporto delle truppe, assai ben pagato dai sovrani che partecipavano alle crociate, e di quello dei pellegrini, non certamente a titolo gratuito.
Imbarcavano  armi, viveri e cavalli, ma soprattutto, grazie al contatto fra Oriente e occidente, esportavano dalla Palestina,  Zucchero, spezie e vini; dalla Persia e da  Damasco, tappeti , profumi e tessuti.
Il loro potere sembrava essere divenuto sconfinato.
Con la fondazione di una banca, con relative succursali sparse ovunque, Il Tempio di Parigi divenne  il fulcro dello scambio monetario europeo, e i Templari, nel XIII secolo, divennero i banchieri più potenti d’Europa.

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Re: Cavalieri Templari

Messaggio  Annali il Sab Giu 06, 2015 11:57 am

I Corni di Hattin
 
La prima battuta di arresto dei Templari si verificò il 4 luglio 1187, ad opera di Salah ad-Din, noto in occidente come Saladino, un uomo che per le sue grandi imprese, diventerà un eroe leggendario dell’Islam.
Presso una località chiamata i Corni di Hattin, il 4 luglio i Templari cavalcano a fianco degli Ospedalieri, contro le armate di Saladino, composte di ben 80.000 mila soldati.
I cadaveri dei cristiani sono migliaia sul campo di battaglia quando Saladino ricorre ad uno stratagemma: fa appiccare il fuoco all’erba, così che il fumo avvolge l’esercito crociato che si ritrova circondato.
Non c’era scampo.
Saladino fa portare i prigionieri in cima a una collina dove si vede il lago sacro di Gennesaret e offre loro una possibilità: La libertà in cambio della rinuncia alla fede in Cristo.
I prigionieri rifiutano e vengono decapitati.
Tutti. Non uno abiurò la propria fede.
Saladino riconquistò Gerusalemme all’Islam.
L’ordine del Tempio era nato per difendere la Terra Santa, la caduta di Gerusalemme gli arrecò un danno enorme, perdere il Sepolcro significava perdere l’onore.
Nel maggio 1291 anche San Giovanni D’Acri, l’ultimo baluardo cristiano, viene perduto, nonostante la disperata resistenza nella quale i Templari danno prova d’eroismo: sono infatti
gli ultimi ad abbandonare la città data alle fiamme, per permettere ai sopravvissuti di raggiungere le navi nel porto e porsi in salvo.

                      

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Re: Cavalieri Templari

Messaggio  Annali il Mar Set 09, 2014 11:20 pm

Fra i tanti che giudicarono l’Ordine Templare vittima di macchinazione ordita dal re Filippo, vi fu uno degli uomini più famosi di tutti i tempi, Dante Alighieri, che nella sua Divina Commedia, nel canto XIX dell’Inferno, nella terza bolgia dell’ottavo cerchio, incontra Clemente V e condanna il modo in cui questo papa, venendo ai patti con Filippo il bello, tradisce la fede che avrebbe dovuto servire.
Il mito, e gli ideali dei Cavalieri Templari, sopravvissero anche nella letteratura e nell’arte.
In Germania, Goethe, scrisse di una confraternita analoga a quella templare.
Mozart, nel suo “Flauto Magico”, s’ispirò anch’esso agli ideali templari.
Furono scritti poemi e fiorirono leggende. Fantastiche interpretazioni associarono i templari con le arti di alchimia e magia.
La storia dei templari non è finita con il fuoco dei roghi, continua nella memoria di chi sa farla rivivere gloriosamente.

 

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Re: Cavalieri Templari

Messaggio  Annali il Gio Lug 03, 2014 4:20 pm


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LA FINE DEI CAVALIERI DEL TEMPIO

Messaggio  Annali il Gio Lug 03, 2014 4:18 pm

CAVALIERI  TEMPLARI
Il processo contro i templari, fu una delle più grandi tragedie delle storia della chiesa.
Si era agli albori del XIX secolo e l’ ordine, che fino a quel momento godeva di grande reputazione e possedeva grandi ricchezze, fu accusato dal re di Francia, Filippo IV il Bello, di una lunga serie di crimini.
Il re, avvalendosi dell’inquisizione manovrata dallo stato e dai suoi ministri, fece arrestare oltre mille cavalieri, infliggendo torture e mandando molti di loro al rogo.
Il papa Clemente V in un primo momento si oppose a simili atti di violenza, ma alla fine cedette e soppresse l’ordine con un decreto amministrativo.
Filippo IV aveva bisogno delle loro ricchezze, delle loro vaste proprietà terriere e le menzogne sulla colpevolezza dell’ordine diffuse di suoi ministri, avevano il solo scopo di annientarli per potersene appropriare.
I Templari erano innocenti, rimasero nonostante tutto fedele ad una chiesa che li perseguitava. Difesero il loro ordine malgrado le torture. Molti di loro avrebbero potuto evitare i righi e comprarsi la libertà con menzogne e spergiuri, ma da buoni cristiani preferirono non piegarsi a un’autorità iniqua.
La responsabilità di quello che fu forse il maggior assassinio giudiziario del medioevo, è soprattutto del re di Francia, ma pure il papa mancò lasciandosi ricattare, divenendo così  persecutore dell’ordine che avrebbe dovuto difendere.
Tutto ebbe inizio intorno al 1120, quando UGO di PAYENS, signore di un feudo della città di Troyes e vassallo del conte di Champagne, radunò un gruppo di nove cavalieri  affinché proteggessero i pellegrini sulle strade che portavano ai luoghi santi, infestate da bande di predoni saraceni.
Impegno assunto con il patriarca di Gerusalemme, ottenendo di risiedere con la confraternita fondata “ I Poveri Commilitoni di Cristo”, presso i canonici del santo Sepolcro.
All’inizio seguono la regola di sant’Agostino: il combattimento inevitabile contro un male
più grande, l’ingiusta soppressione degli innocenti da parte del malvagio.
Paradossalmente, la legittimazione religiosa di questo tipo di guerra, era nata come esaltazione della pace, considerata bene supremo e perseguibile con ogni mezzo.
Lo spirito delle crociate, combattute nel nome di Cristo, avevano portato a violenze e stragi inaudibili da parte dei cavalieri crociati, che si abbandonarono a eccidi e atti di avidità, devastando i territori che attraversavano e schiacciando con ferocia i mussulmani della Terra Santa.
Qualche anno dopo, la confraternita lascia la basilica del Santo Sepolcro e si stabilisce a vivere, dietro invito di re Baldovino, fratello di Goffredo di Buglione, il primo ad entrare nella Gerusalemme liberata( si racconta che il sangue che scorreva per le strade fosse talmente tanto che persino i cavalli nitrivano spaventati), in un’ala del palazzo reale: la moschea di Al-Aqsa.
Il passaggio riveste un’importanza fondamentale, sorgendo l’edificio presso le rovine dell’antico Tempio di re Salomone, distrutto nel 586 a.C. da Nabucodonosor II.
Dopo il trasferimento il gruppo di monaci laici verrà riconosciuto con il nome di : Milites Templi e più tardi, semplicemente Templari.
Da quel momento, i templari non si dedicarono alla difesa di pellegrini minacciati da nemici e banditi, bensì a scavare sotto le rovine del tempio di Salomone, precisamente sotto le stalle.
Era quella la loro missione? Di quali segrete informazioni erano venuti a conoscenza perché il re Baldovino avesse loro concesso di dedicare tanto tempo agli scavi, ben nove anni? La loro missione era forse dedicata alla ricerca di qualcosa di molto prezioso? La teoria vuole che cerchino un tesoro ben più grande di tutte le ricchezze monetarie, che si tratti addirittura dell’Arca dell’Alleanza, scomparsa intorno al 600 a.C.
I testi raccontano che l’arca sia stata occultata sull’altura del Moriah, il luogo in cui sorgeva il Tempio di Salomone.
Allo scopo di renderli immune da eventuali strumentalizzazioni , Baldovino vuole che i Templari ottengano una promozione istituzionale, guadagnando il riconoscimento effettivo presso la chiesa e il papa, Onorio II. Per questo si rivolge ad una grande personalità religiosa dell’epoca: Bernardo di Chiaravalle, che gode del favore, oltre che del carisma personale, della curia pontificia.
Con il suo sostegno la causa templare ha molte probabilità di successo. Infatti Bernardo intuisce le potenzialità del nuovo ordine .
A questo scopo scrive il trattato :- In lode alla nuova Milizia- , mettendo in luce i caratteri dell’etica e della spiritualità templare, dediti al servizio nei confronti della Terra Santa e aspirazione al martirio in nome di Cristo.
Nel 1129, durante il concilio ecumenico celebrato a Troyes, il legato pontificio conferisce l’approvazione pontificia al nuovo ordine della Milizia Templare e ne approva la regola in nome del papa.
In quell’occasione l’ordine riceve da Bernardo l’indicazione della “domina” la signora a cui offrire il proprio servizio: Maria, il volto femminile di Dio. Sotto il suo nome i Templari nascono ufficialmente e nel suo nome moriranno ufficialmente.
Vengono così consacrati i Cavalieri del Tempio di Salomone, con il loro vessillo bianco e nero a simboleggiare la luce e le tenebre, due opposti necessari al raggiungimento della salvezza.
I guerrieri del Tempio sono inquadrati in una ferrea disciplina che al momento dello scontro ne fa un contingente compatto con notevoli capacità di coordinamento.
Alle doti militari sono uniti spirito di corpo e codice d’onore rigidissimo, portandoli ad eccellere sulle altre cavallerie laiche, fondate sul coraggio e iniziativa personale.

Da punto di vista strettamente militare i templari, fino al crollo del vicino oriente cristiano, si mostrarono all’altezza della loro fama abituale.,durante l’assedio di Acri non cedettero fino all’ultimo.
La difesa della fortezza era ormai senza speranza, avrebbero potuto porsi in salvo senza pericolo per la via del mare, ma i cavalieri combatterono e morirono fino all’ultimo uomo.
Non potendo più guidare l’avanguardia in battaglia, si trasformarono in retroguardia e sacrificarono così le loro vite, ultimi crociati in Terra Santa.
Tragico che i pochi cavalieri che scamparono alle scimitarre dei saraceni, siano poi caduti vittime dei carnefici del re di Francia e della debolezza del pontefice.
Tra di loro il gran maestro, Giacomo di Molay.
Nei rimanenti paesi europei, sulle eresie dei templari si nutrivano opinioni molto differenti da quelle francesi e pontificie.
Il re del Portogallo non segui l'ordine del papa, di incarcerare i templari e consegnare i loro averi alla chiesa. Li invitò nella sua fortezza di castro Morim come suoi ospiti, facendo amministrare i loro beni in modo esemplare.
Rimasero due anni in attesa di tempi migliori per l'ordine ed infatti, due anni dopo, a Santarem, furono dichiarati innocenti. il Re, Diniz, rifondò l'ordine dandogli quello che era stato il suo secondo nome: Cavalleria di Cristo. Alla nuova costituzione riconsegnò tutti i beni dei Templari.
L'aver difeso il glorioso ordine templare fu un atto che ripagò generosamente il Portogallo, in quanto, con il loro denaro, vennero finanziate le scoperte del nuovo mondo.
La croce dei Templari, con una piccola crocetta bianca al centro, come segno dell'innocenza dell'ordine, sventolò come stendardo dei Cavalieri di Cristo su tutti i mari del mondo. Le scoperte del Portogallo fecero fluire le ricchezza delle Indie a Lisbona.


  


Ultima modifica di Annali il Sab Giu 06, 2015 11:34 am, modificato 1 volta

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Re: Cavalieri Templari

Messaggio  Annali il Gio Lug 03, 2014 2:05 am

LUX IN ARCANA: La Pergamena di Chinon

  


Ultima modifica di Annali il Sab Giu 06, 2015 11:42 am, modificato 1 volta

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Cavalieri Templari

Messaggio  Annali il Sab Giu 08, 2013 2:20 am

La Pergamena di Chinon

Il documento relativo al processo dei Cavalieri Templari, fu scoperto nel 2001 dalla dottoressa Barbara Frale, dal quale risulta che i templari di Francia non solo erano stati assolti, ma reintegrati nei loro sacramenti.
Ora si trova esposto presso i Musei Capitolini, insieme a molti altri documenti del famoso Archivio Segreto Vaticano, che ha scelto così di festeggiare i suoi quattrocento anni di vita.
La mostra reca per titolo “Lux in Arcana”.
Quello che fino a poco tempo fa era un segreto ben nascosto, ora sarà possibile scoprire come si arrivò alla condanna dell’ordine cavalleresco più suggestivo  di ogni tempo.
La parabola dei Templari, iniziata all’alba del 13 ottobre 1307, con il loro arresto compiuto dalle forze del re di Francia Filippo IV il Bello, dopo sette anni di torture e interrogatori, si concluse con il rogo sul quale perì il Gran maestro Jacques de Molay e con la dissoluzione dell’Ordine.
Per settecento anni, il tragico epilogo, bollato come infamia commessa dal re Filippo e, in ricaduta, dal papa Clemente V, che non seppe opporsi con risolutezza allo spregiudicato re francese.
La Pergamena di Chinon, è l’atto originale appartenente all’inchiesta, l’unica, condotta da Clemente V nell’estate 1308 e rimette in discussione la figura del pontefice, il suo ruolo nel processo ma, soprattutto, restituisce l’onore perduto dei Templari ingiustamente condannati per eresia.
Nel documento, scoperto dalla dottoressa Frale nei fondi dell’Archivio Segreto Vaticano, che la comunità scientifica credeva di aver perduto da secoli, il papa Clemente V dichiara che il Gran Maestro Jacques de Molay e con lui l’intero Stato Maggiore del Tempio, avendo fatto ammenda per le loro colpe, secondo quanto imposto dal pontefice, erano stati assolti:
“ e poiché avevano chiesto umilmente il perdono della chiesa per quelle colpe implorando il beneficio dell’assoluzione, decretiamo che siano assolti, che siano riabilitati nella comunione cattolica e che possano ricevere i sacramenti cristiani.”
A settecento anni di distanza da quel giorno, si veniva a sapere che il Tempio era innocente e che l’accusa di eresia non esisteva, un fatto conosciuto storicamente, ma che solo oggi si può annunciare “ per emessa sentenza”.


Ultima modifica di Annali il Ven Dic 26, 2014 3:55 am, modificato 1 volta

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